p.c.: Ministro della Difesa

 

Oggetto: servizio militare

 

Roma, 1 Luglio 1994

 

Leggo nel Corriere della Sera di oggi che il Ministro della Difesa ha finalmente avviato, almeno idealmente, la Riforma del servizio militare: meno soldati, meno ufficiali, minor periodo di leva, più efficienza ed efficacia, "meno spazio ai lavativi che abusano delle possibilità concesse dall'obiezione di coscienza".

Per me, che, fin da ragazzo, aspiravo al ruolo di pilota militare e che, per motivi che non sto ad elencare, mi ritrovo a fare l'impiegato nel terziario, tutto ciò va bene, ma intravedo qualche problema e una fondamentale disattenzione in questo programma.

Il problema sta nella vecchiezza organizzativa e culturale delle attuali strutture di difesa, esito della attività della passata nomenclatura politica, la cui etica da rubamazzetto era chiara per i pochi che non potevano farci niente e per chi ci speculava sopra.

Non si creda che l'ammodernamento dei servizi di Difesa si possa ridurre ai due capitoli del taglio quantitativo e della riforma dei programmi di addestramento; ci sono di mezzo problemi di Etica imprescindibili; c'è di mezzo la revisione del concetto di Servizio Militare, ovverossia la definizione delle finalità di ciò che si vuole trasformare in Professione; e non mi pare che con gli attuali spot televisivi ci siamo ancora: "Vieni con noi ed avrai pane e mestiere".

Questa è roba per mercenari, non per soldati di una Nazione civile.

La disattenzione è nei confronti di un Diritto civile: il servizio di leva è dunque un obbligo, un obbligo che ha visto una moltitudine di giovani, ovviamente maschi, perdere ottime possibilità di lavoro a causa di tale obbligo, potenziali ottimi Dirigenti, ottimi ricercatori etc.etc.etc..., posti di lavoro talvolta subito fatti sparire da gente meno portata, meno abile, ma raccomandata per le liste di esubero o esentata a-divinis come le donne.

Caro Ministro, in un momento come questo, di oscurità etica e di ribasso del Pil, che vogliamo fare per questi aspetti della faccenda?

Il minimo che mi aspetto da chi recita "Forza Italia" è che intenda davvero "Forza Italia".