De Havilland DH100 Vampire



Il "vero":
Il DH 100 Vampire e' uno dei primi aviogetti che si sono diffusi nell'immediato dopoguerra.
Il Vampire era dotato di un turboreattore di prima generazione, dotato di compressore centrifugo, di camere di combustione tubolari e turbina assiale a singolo stadio. In tale aereo e' stato usato molto legno, secondo le tecniche gia' adottate per i caccia (ad elica) del tempo.
La caratteristica estetica principale di questo jet e' la particolare coda bitrave, comune ad altri aeroplani De Havilland come il Venom ed il Vixen, col piano di quota posto tra le due derive e poco sopra la linea di uscita dei gas del reattore.

Il "modello":
Si tratta di una piccola riproduzione con motore elettrico classe 400 a 6V, sette celle NiCd ed elica spingente.
La costruzione segue la tecnica diffusa in Italia secondo la definizione "alla Martinucci", in onore alla persona che in particolar modo ha contribuito alla diffusione di questo tipo di modelli dal bassissimo costo: Maurizio Martinucci. In realta' Maurizio ha messo lo "zampino" anche in questo piccolo jet guidandomi e consigliandomi continuamente sin dalla preparazione del disegno.

Fusoliera:
E' divisa in tre sezioni orizzontali, ricavate da altrettanti blocchi di polistirene estruso da 4cm.
La parte centrale sostiene il motore e le prime porzioni d'ala, ed e' rinforzata in corrispondenza dell'ordinata portamotore.
La parte superiore e' quasi completamente amovibile per agevolare l'accesso all'interno del modello, ed e' dotata di un sistema di sgancio rapido.
La parte inferiore e' rinforzata con fibra di vetro leggera (25g/m2) per meglio resistere in fase di atterraggio.
La superficie in estruso, per risultare piu' resistente, e' stata trattata nel tipico modo suggerito da Martinucci: vinavil diluito, scartavetratura con grana fine, stucco francese (per legno/muro) diluito, ancora scartavetratura ed infine ultima mano di vinavil diluito.

Ali:
Le ali sono in depron, con bordo d'entrata e d'uscita in balsa. Due sole centine aiutano a formare il profilo, che almeno nelle intenzioni doveva essere un NACA 2410. La necessaria rigidita' e' data da un longherone in balsa duro da 3mm. Data l'elevata rastremazione dell'ala e' stato dato uno svergolamento negativo all'estremita' di -2°. Gli alettoni sono mossi tramite tubi di alluminio da 2,5mm che scorrono entro guide di alluminio da 3mm: le barre di torsione cosi' ottenute fungono anche da cerniere e recano attaccati gli alettoni in balsa. Le estremita' interne del tubo sono schiacciate, piegate di 90° e forate per realizzare la squadretta di comando.
 

Travi di coda:Sono costituiti da due parti di depron da 6mm con all'interno del balsa da 2mm. Nel trave di destra il balsa e' scavato nella zona centrale per far posto al bowden di comando del piano di quota. Il bowden e' costituito da un piccolo tubo plastico con un'anima scorrevole in acciaio, la quale muove il quota tramite una piccola barra di torsione ricavata con l'alluminio da 2,5 e da 3mm: tutto il sistema rimane all'interno dei travi di coda, risultando scorrevole, senza giochi e... invisibile.
I travi di coda sono stati sagomati come la fusoliera: per migliorare la superficie sono stati trattati anch'essi con vinavil, stucco diluito ed ancora vinavil in successione (intervallati dalla solita grattata con carta fine)
 

Direzionali e piano di quota:
I due direzionali sono ritagliati direttamente dal depron ed hanno il bordo d'attacco e d'uscita sagomato. La parte di depron sagomata e' stata trattata con due mani di vinavil diluito.
Il piano di quota e' in depron da 3mm ed ha il bordo d'entrata e d'uscita (mobile) riportato in balsa.
 
 

Finitura:
Il modello e' stato completamente dipinto con colore acrilico della Tamiya (flat aluminum codice XF-16), con delle bande nere sulle ali in nero opaco (Tamiya XF-1) secondo alcune foto dell'epoca. Mancano le coccarde e le marche di identificazione: il modello e' stato ceduto prima di questi tocchi finali....

Apertura alare 70cm
Lunghezza  55cm
Superficie alare  9,8dm2
Peso ODV 390g
Carico alare  40g/dm2
Motore: Graupner Speed400 6V 
Elica Gunther 5"x4,5"
Batterie 7 celle NiCd Sanyo 500mA AR
Ricevente Jeti 7ch 14g
Regolatore Autocostruito 15A, 15g, con BEC
Servocomandi 2 Hitec HS55

Il volo:
Ovviamente la parte piu' emozionante e sorprendente. Il modello, con l'elica gunther, prende il volo facilmente e guadagna subito velocita'. Il basso peso fa si' che la spinta data dal piccolo Speed 400 (circa 220g) sia comunque piu' che adeguata, cosi' che sotto motore il modello sale con pendenza di circa 40°.
Le affondate a tutto motore sono impressionanti (almeno per me...) e il modello e' gia' abbastanza veloce e realistico volando a mezza manetta: accelerando al massimo e' possibile fare degli ampi loop dal volo livellato.
Con un corretto baricentro il modello e' in grado di volare in modo stabile anche a bassa velocita' e gli atterraggi sulla pancia risultano semplici. Anche il vento forte non rappresenta un problema, tuttavia si nota una marcata tendenza a "scodinzolare", pecie in presenza di raffiche, a causa delle piccolissime (ma in scala...) derive.

In occasione di un incidente prima della colorazione, a causa di una interferenza tra cervello e pollici, il modello si e' infilato in un campo di mais: data la velocita' ero convinto che avrei raccolto solo briciole, invece il modello si e' agganciato al fusto di una delle piante rovinando solo una presa d'aria e una semiala in depron. Il modello rimane moderatamente fragile, tuttavia negli urti "classici" la bassissima inerzia prevale ed il modello ne esce al piu' con pochi graffi, facilmente occultabili!

Un ringraziamento specialissimo va a Barbara (la "mia" modella col modello...) autrice di tutte queste belle foto.