
Relazione allegata al progetto:
[Risalire il quartiere dei vergini]
[La tecnologia]
[Il tunnel aereo]
[La partenza]
[Le soste]
[L’arrivo]
[L’impatto]
Risalire il quartiere dei vergini
La risalita da piazza Cavour al museo di Capodimonte ci consente di attraversare uno dei quartieri più antichi di Napoli, subito dopo via Foria , (limite inferiore del quartiere) ci si trova in un dedalo di viottoli e di piccoli slarghi senza soluzione di continuità . Sono inoltre presenti molti viottoli , a fondo chiuso che conducono in piazze/corti con pochissima distinzione tra il pubblico e il privato. Ci si rende subito conto della difficoltà di una normale viabilità veicolare superficiale, specialmente nella parte alta, sia per il dislivello che per la struttura edilizia del quartiere. In contrapposizione risalire dall’orto botanico significa trovarsi in uno spazio verde, anche se urbano, e quindi creare un collegamento che taglia completamente fuori il quartiere interessato e la popolazione del quartiere stesso. Prediligere questo passaggio significa creare un collegamento tra due realtà, il museo di Capodimonte e il Nazionale senza relazionare ad essi la parte della città in cui sono contenuti, inoltre c’è da tener presente il fatto che la zona dell’orto botanico non è nelle immediate vicinanze del museo Nazionale. E’ stato per noi subito chiaro l’intento di lavorare principalmente nella prima zona, per poter portare il quartiere a partecipare a questo avvenimento ,di un progetto a carattere urbanistico che lo riguardasse e lo valorizzasse allo stesso tempo per cui il quartiere con i suoi problemi non è più un ostacolo al collegamento ma diventa lo spunto, l’oggetto, il tramite.
Analizzando i vari sistemi di risalita ipotizzabili, si sono ancora di più evidenziati i problemi fisici del sito, risultava difficile creare dei percorsi meccanizzati a terra, inoltre, questo modo di intendere la risalita ci portava alla realizzazione di interventi non visibili nel quartiere per cui non si creava nessun simbolo architettonico il sistema non si evidenziava nel contesto. Da queste osservazioni siamo arrivati all’idea di progettare un segno urbanistico forte, visibile nella città come i rettifili, aperti nell’ Ottocento, senza naturalmente creare sventramenti e quindi distruggere la conformazione del quartiere attraversato. Nasce così l’idea di una “metropolitana di superficie”, un asse meccanizzato che possa collegare direttamente i luoghi preposti e che possa servire anche da collegamento al quartiere. Facendo un sopralluogo sul posto abbiamo scelto i punti che ci sembravano idonei allo scopo e da lì abbiamo tracciato il nostro segno.
La risalita non è più tale, ma diventa una passeggiata orizzontale, libera o meccanizzata, sopra i tetti del quartiere, potendo ammirare lo scenario del golfo completamente libero in ogni direzione. Il sistema consiste in una salita rapida in quota, da Piazza Cavour per mezzo di ascensori e dal camminamento in quota, per mezzo di nastri trasportatori fino al museo di Capodimonte.
Piazza Cavour diventa il punto principale di partenza. Essa viene riprogettata, mantenendo i suoi limiti. Gli ascensori partono da un piano interrato, sotto la piazza, in modo da poter essere facilmente collegato alla metropolitana sottostante. Allo stesso livello possono essere costruiti dei parcheggi, sempre interrati, utilizzando lo spazio libero tra metro e palazzi retrostanti, così il tunnel è direttamente collegato al sistema metropolitano e al trasporto privato, con possibilità di parcheggio direttamente all’arrivo. La piazza in superficie sarà sistemata a verde, in modo da creare uno spazio di sosta e di riposo in una zona abbastanza densa di traffico. Una fontana indirizza il visitatore verso il Museo Nazionale, disegnando a terra il percorso aereo per il Museo di Capodimonte.
In due punti del tunnel si trovano le discese che ci immettono nel cuore del quartiere, il primo in piazza dei Miracoli e il secondo all’ inizio della salita dei miracoli senza comunque compromettere l’assetto urbanistico attuale, in quanto i collegamenti verticali e relativi appoggi a terra del sistema sono collocati in spazi liberi.
Il punto del sistema destinato all’arrivo non è il Museo di Capodimonte, ma l’Osservatorio Astronomico e questo per due motivi, uno fisico, in quanto tra Osservatorio Astronomico e Museo di Capodimonte il dislivello è minimo, l’altro di carattere urbanistico, in quanto la via che collega il museo all’osservatorio risulta essere una strada piena di vita e di attività commerciali molto legate alla produzione di ceramica. Quindi ci sembrava importante far entrare questa strada nel sistema in progetto, così le attività commerciali potranno essere incrementate, poiché quel percorso diventerà l’accesso principale al museo. Così come per la partenza, verrà studiata una piazza all’arrivo del tunnel e la pavimentazione della via condurrà con un nuovo disegno fino al museo. Quest’ultimo tratto sarà completamente libero, cioè non meccanizzato, ma nonostante ciò, non si avvertirà alcun disagio, in quanto, come prima accennato, il dislivello è quasi inesistente e sarà inoltre possibile fare dello shopping.
Certamente si tratta di un progetto di notevole impatto ambientale, ma ci sembra che una città come Napoli, con il suo porto, i progetti passati di teleferiche, ascensori, ponti, possa ben accogliere questo nuovo elemento che viene a giustapporsi alla preesistenza. Gli elementi verticali, che caratterizzano gli ascensori e le scale di emergenza, saranno delle torri che si confronteranno con l’architettura circostante, senza naturalmente mimetizzarsi e diventeranno un chiaro segno del presente di Napoli che cammina verso il futuro insieme alla vecchia città. Il tunnel di sezione triangolare, vetrato verso la città, sarà certo un elemento anomalo nel contesto urbanistico, ma nei punti in cui sarà visibile dal quartiere, brevi scorci, vista la piccolezza dei vicoli, non rifletterà altro che i tetti che attraversa e quindi ne assumerà gli stessi colori e le stesse forme ; per chi vi passa sopra, invece, sarà l’occasione per vedere un quartiere e tutta Napoli da una nuova prospettiva, sarà quindi una piacevole passeggiata sulla città intera. Di notte gli ascensori luminosi e il nastro orizzontale diventeranno dei segnali di riferimento nella città, specialmente dal mare e cosi’ la città vecchia , come il nuovo centro direzionale, sarà connotato dal nuovo segno sul territorio.