TITLE: Syadiloh 3 : Y2K
AUTHOR: MustangSally MustangSally78@juno.com , Rivka TRivkaT@aol.com
CLASSIFICATION: SRH/ Storia sulle vacanze
CONTENT WARNING: L'iper indulgenza coi dolci può causare dispepsia.
Il sesso, comunque, sistema lo stomaco. Abbiamo sentito che fa bene anche ai crampi.
SUMMARY: Alla vigilia del millennio Mulder e Scully sono altrimenti occupati.
SPOILER WARNING: I SUV non hanno spolilers. Non sono quel tipo di macchine.
DISTRIBUTION STATEMENT: Dove vi pare.
THE DISCLAIMER: Questo l'ho fatto io!

Breve nota per i cavillosi: come sabbia attraverso una clessidra, così sono i giorni della nostra vita. Per essere fedeli allo scorrere del tempo, dovete capire che l'universo di Iolokus è avanti rispetto a quello reale di un anno. Ergo, questa storia si svolge nel capodanno 1999-2000.

***********

L'ultimo giorno del vecchio anno mi sveglio tirando su col naso e non è una sorpresa,
dato che i figli di Charlie mi sono stati intorno come mosche su un cadavere e tutti sanno quanti germi portano i bambini. Così respiro rumorosamente in giro per casa tutto il giorno e ogni volta che mi soffio il naso ho solo una mezz'ora di pace. Mentre Moose fa un pisolino vado nel bagno grande a svuotarmi le narici e sono colpito dalla visione della più splendida creatura del mondo che ozia sul letto.

La moderna ossessione per la magrezza ha reso impossibile alla donna media americana di crederlo, ma la gravidanza è la cosa più dannatamente sexi al mondo. Guardi una donna rotonda e soffice, il suo seno gonfio in attesa di nutrire un affamato
piccolo invasore, e pensi: "questo l'ho fatto io."

Ovviamente lo pensi, non lo dici, perché non vuoi ti sia ricordato (come se lei ti permettesse mai dimenticarlo) che sta facendo lei tutto il lavoro. Tu hai tette più grandi da succhiare, lei vomita, ha mal di schiena e i piedi gonfi. Ogni tanto è bello essere un uomo.

Quando la mia Ragazza Talpa rimase incinta le cose erano un po' tese tra noi e la nostra vita sessuale era rabbiosa come al solito; è sempre stato il nostro modo di scaricare la tensione. Poi, nel il secondo trimestre, Scully è diventata insaziabile. Sosteneva che erano solo gli ormoni, proprio come nella pubertà. Ma solo un teenager sarebbe potuto starle al passo --mettiamola così, io ero un revolver e lei una mitragliatrice. Facevamo sesso così spesso che probabilmente i muscoli della mia lingua avrebbero potuto vincere una gara di sollevamento pesi.
Arrivati alle vacanze la situazione si è calmata ed è stata una vera benedizione.
Scully è ancora splendida, ma non è più la creatura insaziabile che ogni notte mi faceva sentire come un pozzo petrolifero svuotato.

Scully indossa una delle sue camicie da notte a tenda. Ha preso l'abitudine di stare in abiti da notte la maggior parte della giornata, perché sostiene che i colletti da marinaio e le altre pecche della moda negli abiti premaman la nauseano, e Dio le è testimone, ha giurato non vomiterà mai più. Senza la pancia
la camicia le raggiungerebbe le ginocchia, ma per come stanno le cose le
sfiora appena l'inizio delle cosce. E' concentrata sullo schermo del computer e il suo volto appare vacuo e bluastro alla luce degli elettroni danzanti.

"Hey," la bacio sulla fronte. "E' questo che indosserai stasera alla festa? Perché a me piace, ma non penso che Zippy sarà capace di tenere le mani a posto."

Scully fa una smorfia. "Dimmi ancora perché questa è una buona idea."

"Perché hai passato le ultime due settimane lamentandoti che l'età media delle persone con cui trascorri il tuo tempo è quindici anni--"

"E quella non è neanche l'età 'mentale'," mi interrompe mentre le tolgo gli occhiali da lettura e li poso sul comodino. Lei chiude il computer portatile e lo appoggia
vicino agli occhiali mentre io mi siedo sul letto accanto a lei.

"Come ti senti?" Le sussurro nell'orecchio e sono deliziato nel vedere un brivido
che le attraversa l'ampio corpo.

"Sto bene, Mulder." Il suo tono è annoiato, ma le sue pupille si stanno già dilatando.
Si volta verso di me e passa una mano su e giù sul il mio fianco.
"Vedo che anche tu non ti sei ancora vestito per la festa." La sua calda voce
vellutata si attorciglia intorno al mio uccello, e ride quando le sollevo la camicia da notte alzando le braccia obbediente affinché possa toglierla.

Baciare una donna così incinta è un esperienza interessante; mi chino su di lei, reggendomi con la mano sinistra sul letto, mentre con la destra le massaggio il seno. Il pancione funziona quasi come lo Spirito Santo a un ballo del liceo
cattolico: ci tiene separati dalla vita in giù. Ma noi siamo diventati esperti nell'evitare tutti i tipi di ostacoli umani e divini, e così tolgo la tanto disprezzata biancheria pre-maman mentre le nostre bocche mi danno un delizioso assaggio di quello che sta per
accadere.

Scully sa di succo d'arancia e vitamine. Ho imparato che la sua bocca non ha mai
due volte lo stesso sapore e ho in programma di passare il resto della mia vita
assicurandomene, come un bambino che esamina ogni fiocco di neve per essere sicuro
che sia diverso dagli altri.

Mi alzo in piedi per spogliarmi e lei sposta lo sguardo su di me, sorridendo e
leccandosi le labbra. "Come vuoi farlo?"

"E' ancora tempo di vacanze," suggerisco, "perché non vieni qui a sederti in braccio a Babbo
Natale e gli dici cosa non hai avuto in regalo?" Quando mi siedo, con l'uccello
che rimbalza sul mio grembo in tutta la ridicolaggine del corpo nudo maschile, Scully si spinge
in piedi e si sposta, in modo da potersi sedere su di me, dandomi le spalle. Una gru e una sella sarebbero stati d'aiuto, anche se ci avrebbero distratti, ma lei riesce comunque a sedersi a
cavalcioni e a trovare la cieca punta del mio cazzo che cerca la sua troppo affollata dimora.

Scully si abbassa e sussulta quando la mordo tra il collo e la spalla. Non posso andare molto
a fondo in questa posizione, ma per lei probabilmente è una benedizione.
Geme ancora quando le metto una mano sotto la pancia, sostenendola e passando due
dita sul suo clitoride, mentre l'altra mano le massaggia ancora i seni. Sono così sensibili che mi
devo ricordare di non stringerli troppo forte, ma devo aver fatto qualche cosa di giusto,
perché ora si sta contorcendo sopra di me. Voglio vedere il suo viso ma è impossibile, così le scosto i capelli dall'orecchio col naso e ci strofino la faccia.

"Sei stata una brava bambina?"

Lei spinge su e giù con le gambe facendo piccoli movimenti che sembrano un terremoto dove mi
circonda. "Mmm," miagola. "Pensavo di avere ancora un anno per diventare buona."
Distende le braccia dietro la schiena e mi afferra i fianchi, tenendoci uniti mentre spinge
contro la mia mano.

"Ti stai guadagnando la stima di Babbo Natale molto velocemente qui." La sua pelle
tirata e gonfia è come satin, ricca e soffice come un sospiro sotto le mie dita.
Sono sopraffatto, devastato dai suoi più piccoli gemiti e dalle leggere
contrazioni dei suoi muscoli intorno a me.

"Babbo Natale--ah--Babbo Natale è ebreo?" Ora Scully si sta dondolando su di me più
velocemente fino a trovare il ritmo che meglio la soddisfa. E' caramello caldo
intorno al mio uccello e panna montata dove la lecco alla base del collo.

"Chi altro lavorerebbe il giorno di Natale?"

"Non hai tutti i torti," dice lei nella sua voce più professionale e poi trema mentre viene.
Le stringo entrambe le braccia intorno alla pancia per tenermela vicina e sento
un calcio deciso sotto il palmo della mano destra. Tolgo le mani quasi terrorizzato
e Scully ride tra un respiro affannato e l'altro.

Ho pensato fosse anomalo. "Perché lo fanno?" Chiedo, orgoglioso del fatto che la mia voce non sta tremando,
e sposto le mani sulle sue cosce, dove comincio a disegnare cerchi sul grano coi palmi.
I miei fianchi spingono verso di lei, tentando di non farle male e di non farla spostare
mentre cerco di più del suo calore.

"Stanno reagendo al battito del mio cuore," la sua voce è rauca e mi massaggia l'interno
delle cosce, contando su di me affinché non cadiamo dal letto.

Grugnisco e accelero le mie piccole spinte. "Allora il pubblico sta applaudendo?"
Nuovamente sono colpito dal fatto che abbiamo creato noi queste piccole vite,
combinandoci inestricabilmente. Non siamo più due persone distinte. Siamo
"Noi". E Scully è ovunque intorno a me, il suo sapore è sulle mie mani e mi penetra a fondo
nei pori della pelle, il suo calore riscalda il mio sangue, il battito del suo cuore
ci sostiene tutti e quattro.

Vengo così forte che temo di avere un attacco di cuore.

Hey, non è una paura irragionevole vista la mia età. Quando lo sguardo mi si
schiarisce siamo abbracciati a cucchiaio sul letto. Sorrido, pensando che per il momento
Scully non ha la sua solita misura di cucchiaino da caffè, ma
potrebbe essere piuttosto un mestolo da tavola. Le do un bacio tra i capelli scompigliati e annego nelle felicità.

"Mulder," dice alla fine, "dovremmo prepararci. Mettiti la cravatta blu e verde
coi cavalli, va bene?"

La vita matrimoniale è pura beatitudine. Non lasciate mai che qualcuno vi dica il contrario.

****

Miranda e io indossiamo vestiti abbinati di velluto verde. La sua è una tutina,
perché cose brutte tendono ad accadere ad increspature e merletti nelle vicinanze di
Miranda. Con una magliettina bianca sotto, è spaventosamente adorabile. Io ho un vestito
semplice che mi fa sembrare una decorazione natalizia, ma che grazie al cielo non è
adornato da slogan o fiori. I capelli, che ho rinunciato a tagliare da mesi, mi
arrivano alle spalle e hanno sviluppato una volontà tutta loro, irrompendo in ricci ribelli
che si rifiutano di essere domati. Immagino sia un effetto collaterale del cambiamento negli
ormoni, ma almeno la capigliatura folta non fa sembrare la mia testa troppo piccola rispetto alla palla da bowling che è il mio corpo. Sto cominciando a chiedermi se avrò mai nuovamente un aspetto umano.

Mulder arriva alle mie spalle mentre esamino la mia silhouette nello specchio
grande dell'armadio. "Ancora incinta, vedo." commenta.

"No, Mulder, guarda--sono scesi--si stanno preparando." Improvvisamente vedo
uno spazio tra il mio seno e l'addome che non c'era fino a qualche ora fa.
Lui spalanca gli occhi. "Adesso?"

"No, me lo aspettavo da un momento all'altro--può succedere settimane prima della
nascita." E' strano, il mio centro di gravità si è spostato di nuovo verso il basso,
e ho la sensazione che il mio corpo sia stato riaggiustato come un Cubo Magico.

Mulder tira su col naso. Poi tossisce. Poi starnutisce. Potrei sospettare stia
cercando di simpatizzare con la mia condizione, ma sarebbe troppo ovvio.
Mi volto e gli metto una mano intorno alla gola, controllando se ci sono ghiandole
ingrossate e poi controllo se ha la febbre. Si, la fortuna di Mulder colpisce ancora. Si potrebbe
cuocere un uovo sulla sua fronte. Sta male, fisicamente, e saremo tutti
molto infelici quando la malattia si estenderà all'intera famiglia. Proprio quello
di cui ho bisogno, ma, dopotutto, il Fato mi ha usato come punchingball per più tempo
di quanto voglia ricordare.

Sospiro. "Farai meglio a prenderti qualche cosa. Sembra che stasera sarà la nostra
ultima possibilità di divertirci per chissà quanto tempo."

Mulder inspira rumorosamente col naso e si volta per andare in bagno. Lo sento sbattere i fragorosamente cassetti mentre li assale, ma so come Mulder solitamente affronta le malattie e non oso inoltrarmi nella tana del leone a meno che lui non sia in reale pericolo di morire dissanguato sul pavimento.

Quando ritorna le sue labbra sono rosse e appiccicose di sciroppo, ma è abbastanza
coerente da guidare fino a casa di Zippy per la festa.

****

Tengo Miranda in braccio mentre avanziamo tra la folla, proteggendomi la pancia
da manate troppo amichevoli. Zippy sta felicemente intrattenendo un po' tutti e mi degna solo di un bacio sulla guancia, mentre solletica amichevolmente Miranda prima di tornare a rimorchiare le ragazze più e meno disponibili della festa.

Mulder sta perdendo lucidità velocemente. Lo vedo barcollare verso il tavolo dei drinks
e sorridere a due agenti che so per certo odia più degli Utah Jazz. Comincio
a chiedermi se questa è stata una buona idea. Ha bisogno di espellere le medicine
dal corpo prima che possa riportarci a casa. Non mi lascerebbe mai prendere le chiavi della
macchina e siccome non riesco a passare inosservata come prima della gravidanza, non gli posso frugare nelle tasche.

Nel frattempo conquisto la via del divano e sorrido educatamente all'uomo che vi è
seduto e che ci sta provando con la ragazza carina accanto a lui.
"Scusatemi," dico, e lui è obbligato ad alzarsi se non vuole fare la figura dello stronzo totale di fronte a lei. Prendo il suo posto con sollievo e non sono troppo sorpresa quando la sua amica coglie l'opportunità per raggiungerlo presso l'albero di Natale dove sta il
vischio.

Ma non posso evitare di socializzare ancora per molto. L'assistente di Mulder, Diane,
si viene a sedere accanto a me. Miranda mi rimbalza in grembo, ansiosa di scappare nella foresta
di gambe adulte, ma la scena mi ricorda troppo il vecchio videogioco 'Frogger' per lasciare
andare a giocare il mio piccolo girino. "Chi è questa?" Diane cinguetta con un forte accento del sud.

"Miranda, questa è Diane. Lavora con il tuo papà." La informo e Miranda la osserva con molta serietà. Fortunatamente per la mia pace mentale Diane è una donna molto sposata (tre volte, l'ultima volta che Mulder ha fatto il conto), con un'attitudine molto seria e un marito enorme di nome Bo, che penso sia dietro il divano che ci osserva.

"Cia-o," Miranda canta. "Biscotti?" Ovviamente ha visto i vassoi di cibo schierati ai lati
della stanza.

"La porto a prenderne un piatto, perché non ti rilassi nel frattempo?"
Annuisco molto grata a Diane, che mi prende Miranda dal grembo.
Mooselet cerca il mio sguardo per vedere se io sono d'accordo e poi sorride a Diane come un politico a caccia di voti.

E' una cosa buona che Miranda non ci sia, ho già bisogno di andare in bagno.
Tipico, mi sono appena seduta e già realizzo che devo alzarmi. I gemelli non
sono ancora nati e già complottano contro di me. Cerco Mulder nella stanza e
finalmente lo identifico, grazie al suo passo leggermente vacillante e lo sregolato
alone che sono i suoi capelli. Regge un bicchiere di champagne, mezzo vuoto, e capisco
che finiremo per tornare a casa in taxi. Spero solo che l'inglese dell'autista non sarà buono
abbastanza da capire quando Miranda chiederà di andare più forte.

Mi sollevo a fatica dal divano di Zippy e vado dove tre sorridenti tipi della VCS
stanno parlando con Mulder. Lui li ascolta discutere i vari piani che sono stati fatti per sopravvivere al Millenium Bug. "Nessuno volerà stanotte, questo è sicuro," dice uno.

"O si farà operare. Momento molto brutto per andare in ospedale, quando tutti gli
strumenti impazziscono," un altro concorda.

"Allora, Spook, pensi che sia un'altra cospirazione governativa pianificata con
anni di anticipo?"

"Penso che la vigilia del millennio sia una data troppo ovvia per un complotto governativo,"
Mulder dice prudentemente, così prudentemente che qualcuno potrebbe scambiarlo
per un uomo sobrio. "Faranno la loro mossa quando nessuno se lo aspetta. Stanotte troppe persone
stanno là fuori coi loro fucili da caccia e le loro scorte di viveri. Penso che tutto
funzionerà perfettamente. Niente scenario da giorno del Giudizio Universale. Così ci fanno
abbassare la guardia. E potete dire a Frank Black che penso sia un gran coglione."

"Ti sei ricordato di prendere i soldi al bancomat?" Gli metto una mano sul braccio e gli agenti della VCS mi sorridono nel modo in cui fanno con tutte le mogli.
La cosa mi disturba, ma c'è poco che io possa fare a riguardo, dato che ho lasciato la pistola a casa nell'armadio.

Mulder si volta e mi guarda, sorpreso che gli stia intorno. "Stai bene?" Chiede con gli occhi dilatati tipici di una persona seriamente ubriaca.

"Laurel and Hardy stanno di nuovo ballando sulla mia vescica," spiego, e mi massaggio la
schiena. "E pensare che volevo starmene almeno un'ora seduta."

Mulder si china in modo da potermi bisbigliare nell'orecchio. "Laurel and Hardy? Pensavo che avessimo deciso per Donny and Marie."

"Sonny and Cher."

"Bill and Hillary." Lo sapevo che sarebbe passato ai democratici. Tina insiste ancora dei nomi biblici, tipo Mirain e Aaron, e preferirei chiamarli LaDwayne e Khrystelle prima di raccogliere il suo suggerimento. Prima o poi dovremo
dargli un nome, lo so, nonostante Mulder continui a suggerire che Femmina e Maschio non
sarebbero poi così male, ed essere senza nome forse li terrebbe lontani dai documenti
governativi.
Io non sono molto di aiuto, perché non posso sopportare di scorrere liste di nomi;
immagino di assolvere ai miei compiti di madre solo impedendo ai voli pindarici
di Mulder di decollare. Sebastian e Viola, col cazzo. Questi bambini hanno già abbastanza
cose a sfavore senza dargli nomi che richiamino complotti, identità confuse e lotte per la sopravvivenza. Senza considerare le prese in giro degli altri bambini.

Sorrido e lascio Mulder per andare alla ricerca del bagno.

Cinque minuti più tardi, ancora seduta sulla tazza, ho una rivelazione. In che altro luogo, dopo tutto, gli esseri umani moderni hanno le loro rivelazioni? Duecento anni fa, sono sicura, le più importanti idee venivano nei gabinetti esterni e sui vasi da notte.
Questa realizzazione è direttamente collegata a un'attività primaria, ma--questi dolori non sono legati alla vescica.

Queste sono contrazioni.

Guardo l'orologio. Aspetto cinque minuti.

Un'altra ondata di dolori lancinanti.

Oh merda.

Sacrifico uno degli asciugamani di Zippy e me lo caccio nelle mutande formato mammoth giusto in tempo. Sono a metà strada verso il salotto quando mi si rompono le acque, come un preservativo di marca scadente. Mi sento appiccicaticcia e bagnata e barcollo verso Skinner, l'uomo più grande e cattivo che abbia mai visto fare da tappezzeria a una festa e che sta guardando la folla con acido cinismo. Penso si stia divertendo. In caso contrario, poco male.

"E' sobrio, signore?"

La faccia di Skinner attraversa diversi stadi di infelicità. "Perché mi sento esitante
nel rispondere a questa domanda, Agente Scully?"

"Ho bisogno che qualcuno mi accompagni all'ospedale." Lo farei da sola, giuro,
ma la Ford è talmente gigantesca che non riuscirei mai a tirare avanti il sedile
in modo da poter raggiungere i pedali senza schiacciare il pancione.

"E suo marito?" La fa sembrare una parolaccia.

"Robitussin e alcol. Non lo farei guidare comunque."

Skinner annuisce in segno di comprensione. "Prendo il cappotto. Lei raccatti Mulder."

****

Tre bicchieri di champagne probabilmente non sono stati la migliore idea che io abbia mai avuto. Ma potete dare la colpa alla medicina come faccio io.
Con la testa intontita dal malessere e il calore combinato di cinquanta persone sudate in un piccolo salotto ondeggio come King Kong prima di cadere dal grattacielo.
Tutti sono molto amichevoli e i casi tre sono: A, mi stanno leccando il culo dato che ora ho una qualche responsabilità all'interno del Bureau. B, un uomo con un'enorme moglie incinta è un personaggio simpatico. C, sono troppo andato per le mie solite risposte spiritose, che sembrano spiritose solo
a me, ma in realtà sono abbastanza deficienti, così non sto alienando le persone come al mio solito. Sono abbastanza incoerente che tali teorie mi sembrano intelligenti in questo momento e questo è il motivo per cui decido saggiamente di tenerle per me e sorrido col discernimento del vecchio Ben Kenobi.

Vedo la gente scostarsi come spinta da una forza invisibile. Ma non è invisibile, solo bassa. Scully si fa largo tra la folla fino a dove sono seduto come una barca da rimorchio
che naviga in un porto affollato. Le sorrido. Il suo viso è serio, il che significa... assolutamente niente. Lei usa quest'espressione seria per tutto, dalla seduzione pianificata agli interrogatori a pistola puntata. Una volta l'ho vista cantare una ninnananna con questa faccia.

Il mio sorriso diventa più ampio quando si china su di me, reggendosi alla spalliera del divano per non perdere l'equilibrio e sfiora con le labbra il mio orecchio. "Mulder," sussurra con il suo sexi-tono da autopsia, "hai mai sentito parlare della teoria secondo la quale
i prostaglanidini contenuti nello sperma possono stimolare le contrazioni uterine, sollecitando
le doglie?"

"No, non ho mai--cosa?" Molte teste si girano per vedere chi ha appena inalato una
polmonata di elio per produrre un tale squittio.

Marciamo fuori fino alla Ford e per qualche motivo Diane ci segue.
Mentre lei intrattiene Miranda, Skinner mette in moto la macchina e io annaspo con le chiavi per aprire lo sportello dal lato del passeggero. Sul retro della macchina Zippy sta
ansimando come una locomotiva a vapore mentre carica Scully sul
sedile posteriore, così ci si può distendere e rovinare la tappezzeria a suo piacimento.
Metto Miranda nel suo seggiolino e lei immediatamente comincia a piagnucolare
il suo equivalente di "Non starai mica per guidare tu!", così so che sta bene.
Sono stupito quando Diane si arrampica e cade pesantemente sul sedile davanti, torcendosi in modo da poter vedere Scully. Seduto vicino a Miranda tutto ciò che posso vedere dallo specchietto retrovisore è uno scorcio della pancia verde smeraldo di Scully.

"Perché non torni alla festa?" Suggerisco debolmente a Diane, mentre Skinner inserisce la retromarcia e esce dalla strada privata decapitando parecchi dei graziosi cespugli di Zippy.

"Correggimi se sbaglio, ma sono l'unica tra voi che ha già partorito," Diane dice.
Dà l'impressione della severa figura materna che c'è in ogni commedia di Tennessee Williams. "Inoltre, non potete più rallentare."

Ha ragione; Skinner sta guidando come se volesse dimostrare che una monovolume può veramente correre l'Indy 500. Miranda lo guarda in adorazione.

La macchina sobbalza quando acceleriamo e così riusciamo a passare un semaforo giallo per il rotto della cuffia. Dalla mia parte vedo due macchine che stavano all'incrocio e
avevano già cominciato a muoversi prima che noi gli schizzassimo davanti. "Ah, signore?"
Sento una musica di clacson affievolirsi rapidamente dietro di noi. "Signore?"
La bocca di Skinner si contrae spasmodicamente come se fosse stato pungolato. "Skinner?"

"Che c'è Mulder? Non vede che sono abbastanza impegnato in questo momento?" Curva bruscamente a tre quarti, e io sobbalzo fino a vedere i fari del traffico davanti a me danzarmi negli occhi come se mi avessero dato un colpo alla testa.

"Sign--!" Quando curviamo di nuovo perdo il mio già precario equilibrio e vado a sbattere contro
il lato dello sportello. Sta cercando l'ospedale andando a
eliminazione? "Signore, pensa di poter rallentare, *cazzo*?"

"Cazzo rallentare!" Miranda ripete canticchiando. Se non fossi aggrappato al bracciolo terrorizzato mi seppellirei la faccia tra le mani.

"Sua moglie sta per partorire!" Skinner replica oltraggiato.

"La durata media delle doglie per una donna al primo parto è di almeno dodici ore,"
Scully ci informa dal retro. "Devo concordare con Mulder in questa occasione, signore."

Vedo l'ago del tachimetro che comincia ad abbassarsi verso sinistra e
sospiro sollevato. Non vorrei fare il sentimentale e dirgli che tutto ciò
a cui tengo di più al mondo è in questa macchina, ma l'avrei fatto se necessario.
O almeno gli avrei detto che la macchina è nuova e non abbiamo ancora pagato tutte le rate.

"Devi andare dietro," Diane consiglia. "Per impedire che Dana venga sballottata."

Le droghe mi devono aver instupidito più di quanto pensassi, perché
mi sembra un'ottima idea e mi arrampico sul sedile per raggiungere Scully su quello
posteriore. Diane tira fuori il cellulare e chiama il 911.

Accanto a me Scully improvvisamente mi afferra la mano così forte da farmi temere per le ossa delle dita. La guardo mentre le luci lampeggianti provenienti dai lampioni sulla strada guizzano sul suo viso congelato.

"Dio, fa male," sibila.

"E' possibile tu sia già in travaglio?" Chiedo, e le luci scintillanti delle case decorate a festa pulsano ai lati del mio campo visivo, facendomi sentire leggermente male.

"Non è possibile," sibila nuovamente con lo stesso tono.

"Hai avuto una perdita di sangue? E' come se ti saltasse via un tappo quando si rompono
le acque." Diane chiede dal sedile posteriore da dove vezzeggia Mooselet con il suo tono trapanante.

"Non ho notato nien--" Scully s'interrompe a metà parola e improvvisamente si inarca sulla schiena a causa di uno spasmo violento, come se le avessero sparato.

"Stai per partorire," Diane dice, scuotendo la testa. "Si, ho una donna in travaglio,"
dice al telefono. "Siamo su--beh, *eravamo* su Richmond Avenue, non sono tanto sicura di dove siamo ora, abbiamo attraversato la Ellis un paio di isolati fa. Si, si incrociano, non mi dica di no perché eravamo lì poco fa, signore."

"E' sicura che sia conveniente partorire ora?" Skinner chiede mentre slittiamo intorno a un angolo su due ruote solamente, credo.

"Non penso sia più una mia decisione a questo punto," Scully boccheggia e mi stringe la mano ancora più forte.

"Partendo dal presupposto che l'agente Scully stia veramente per partorire ora
e che questo va contro le normali regole, il che non mi sorprende affatto, qual è la
nostra prossima mossa?"

Il mio cervello si blocca per un momento, cercando di ricordare di cosa abbiamo parlato al corso pre-parto. A dire la verità ho prestato poca attenzione. Ero più interessato alla totale assurdità di una ventina di coppie
appartenenti a una classe sociale medio-alta distese per terra nell'aula, con dei
cuscini ammassati intorno, che cercano di assumere un'aria calma e rilassata mentre
una creatura non molto più piccola di un caschetto da football cerca di uscire
da un tunnel largo solo quanto il mio pisello. E nel frattempo la donna che teneva le lezioni
faceva tintinnare i suoi gioielli d'argento e vaneggiava su respiri profondi e respiri
purificatori. Ho bisogno io di un paio di bei respiri purificatori in questo momento, per
liberare il mio già duro cervello dalle ragnatele dei medicinali e dello champagne.

Scully risponde da sé a Skinner, dato che non è mai stata capace di lasciarmi esprimere un'opinione per lei.

Ruggisce come un animale della pianura africana.

Skinner colpisce violentemente il freno e tutti siamo sballottati in giro come cubi
Boggle, il che emoziona Miranda, le cui risate contribuiscono ad aumentare la sensazione
che il mio cervello stia per implodere. Scully coglie l'occasione per riprendere il comando.
"Continui a guidare, Signore. Ho tutto il resto--ungh--sotto controllo." Fa una smorfia di
dolore che mi va dritta al cuore. Voglio dire, c'è una ragione per cui le donne partoriscono
in ospedale e non nel sedile posteriore di una macchina. Se fosse stato senza rischi, Madonna
probabilmente lo avrebbe fatto. "Va tutto bene," Scully mi rassicura, tanto piano che probabilmente gli
altri non la sentono. "I gemelli sono più piccoli, per questo di solito i parti gemellari sono meno difficili. Andrà tutto bene."

"Ma che patatina dolce che sei?" Diane dice a Miranda, con una voce che stride come una chitarra non accordata.

"Agente Mulder," Skinner dice con voce tesa quasi fino al punto di rottura, "l'accento
della sua assistente era considerato affascinante quattro anni luce fa."

"Non guardi me," dico, "sto cercando di ricordarmi se c'è un buon posto per scaricare
un corpo tra qui e l'ospedale."

"Vi ho sentiti," Diane scatta. "No, non voi," dice al cellulare. "Sta andando veloce
ora, ha due gemelli--dobbiamo tagliare il cordone ombelicale a uno prima che l'altro esca?"

"Vai avanti, spingi se devi," dico io in tono disperato.

"Mulder! Non posso spingere adesso, è importante che mi rilassi per evitare una lacerazione dei tessuti!" Avrei potuto sopravvivere senza questa immagine. Beh, almeno le sto fornendo un servizio utile aiutandola a tenere la sua collera focalizzata altrove.

Diane si volta e ci guarda. "Devono solo scivolarle fuori se è pronta."

Pronta o meno...

Scully spalanca la bocca come una donna trafitta da un segno di Dio. Posso sentirla
digrignare i denti mentre combatte affinché i suoi muscoli obbediscano alla sua volontà.
Voglio dirle che la amo, ma immagino che non sia il momento adatto. Poi abbasso lo sguardo
e c'è un bambino che le sta uscendo fuori! Non tutto il bambino, non ancora, ma
una rotonda testa bagnata che sembra una palla di gomma.

"La testa del bambino è fuori ora," Diane informa senza fiato l'operatore del 911.
Poi allontana il telefonino dall'orecchio e lo guarda come se avesse scoreggiato.
"Mi ha messo in attesa!"

Skinner accosta al marciapiede e parcheggia. Si volta e conferisce con Diane in toni
sommessi. Sto assistendo a un miracolo.

"Devi prendere il bambino," Scully avverte e mi sento leggero come un pallone,
come se stessi andando alla deriva, ma allungo le mani per prenderlo e sento il calore bagnato del corpo di Scully. La testa viene per prima, gli occhi chiusi e la faccia rossa per il sangue e per la rabbia. Spalle, piccole e bianche in confronto alla
più grossa testa, e poi un torso.

Sembra un X File. Uno molto succulento, con diapositive. La testa di questa cosa-- di questo bambino-- è rossa e senza capelli, il suo corpo è coperto da una sostanza cremosa, appiccicosa e bianca, ed è rugoso come uva passa dorata. Apre la bocca e strilla, gli occhi ancora chiusi a questo grande e sconosciuto mondo. Ha buoni polmoni.

"Benvenuto sulla terra," gli dico.

Lui urla di nuovo.

Penso che voglia dirmi "portami dal tuo capo" e allora lo tengo in modo che possa
vedere Scully.

Capisco che ho passato veramente troppo tempo a guardare film di Disney nel momento in cui posso descrivere questo momento solo pensando che mi sento come il papà di Simba nel Re Leone. Magari è l'emozione del momento o magari è la medicina per la tosse mischiata allo champagne, ma voglio cantare--di gioia. E cosa voglio cantare?
"The Circle of Life", naturalmente. E se questo non è imbarazzante, non so cosa lo sia.
Invece mi stringo il protestante neonato al petto, per una volta senza preoccuparmi di camicia e cravatta.

****

In lontananza, sopra il pianto del bambino, sento urla e applausi. Mi piacerebbe pensare che siano per me, ma d'altro canto non vorrei che nessun altro mi vedesse in questo stato. E' capodanno, l'ultimo anno del Millennio e il baccano è assordante, anche per me che sono piuttosto distratta.

"Ci pensi," Mulder mi sussurra all'orecchio, la sua voce squillante per l'eccitazione, "stiamo per avere due gemelli nati ad un secolo di distanza'"

Inspiro ed espiro. "Tecnicamente, Mulder, questo non è--"

"Ecco l'altro!" Mulder urla, giusto perché Skinner e Diane non pensino che è stato tutto un grosso errore e che qui dentro C'era solo un bambino e una gran quantità d'aria.

Fa meno male la seconda volta. Questo, o lo shock si sta intensificando.
Partorire non è doloroso quanto essere colpiti da un proiettile. E', comunque, molto meno
piacevole della procedura standard con cui i bambini vengono concepiti. La bambina
esce tranquillamente e vado quasi nel panico prima che Mulder mi confermi che sta respirando.
Come per scavalcare completamente il parere di Mulder, comincia a strillare come un gatto in una vasca
da bagno piena d'acqua. I gemelli protestano in coro. Mulder ne tiene uno per mano e
spero vivamente che non gli passi per la mente di cominciare a fare giochi di abilità. Mulder in versione ubriaca e sotto farmaci è un uomo pericoloso.

Spingo fuori un po' di grumi di sangue e poi le placente, di cui meno dico meglio è, e alle fine
Mulder mi restituisce i bambini. Voglio cominciare ad allattarli adesso, per dargli il
latte ricco di anticorpi, prima che i dottori me li portino via per metterli dietro un vetro in nome della sicurezza. Mi sollevo il vestito--tanto sia Skinner sia Diane mi hanno già vista in un contesto piuttosto intimo--e scosto il reggiseno.
Mulder mi fissa come fossi uno dei suoi alieni.

La prima succhiata dai miei capezzoli è così intensa che il dolore comincia a recedere,
trasformandosi in un sentimento di meraviglia che Mulder esprime molto meglio di me.

La macchina ricomincia a muoversi mentre Mulder mi copre col suo cappotto.
Le teste dei bambini, soffici come meloni, sbucano dalla lana costosa,
e io respiro nella calda aria organica intorno a me. Li fissiamo, incantati, mentre i loro riflessi naturali li inducono a succhiare. Sono di Mulder, di sicuro, dato che si rifiutano di staccarsi dai miei seni perfino per piangere.

Non guidiamo per più di cinque minuti che la macchina si ferma di nuovo, bloccando l'entrata di emergenza dell'ospedale e Skinner si precipita a cercare assistenza. Sento il cigolio
metallico di una barella che si avvicina e sorrido a Mulder. "Cordelia e Bram," dico.

"Perfetto," concorda lui, e questo in se può essere considerato l'evento più sorprendente
della nottata. Un attimo dopo il personale dell'ospedale mi è addosso come i Men in Black su un UFO caduto.
Hanno anche dei cappellini per coprire la testa dei bambini, per ripararli dal gelo della mezzanotte di Gennaio.

Mentre sono spostata dalla macchina alla barella, con i gemelli nei loro affascinanti
cappellini di maglia stretti a me, vedo Mulder, pallido e senza cappotto, che sta in piedi accanto alla macchina con Miranda ben stretta tra le braccia. Mooselet mi osserva come se mi fossero
spuntate altre due o più teste.

"Bimm--biii?" Chiede Miranda.

"Dì ciao a tuo fratello e a tua sorella, Moose."

"Merda," risponde lei.

****

Anche se i computer dell'ospedale sono sfuggiti all'avvento del Millennio, ci sono comunque moduli da compilare e domande a cui rispondere e io lo faccio in stato di shock. Moose sta seduta sul bancone e accetta l'adorazione del personale
notturno del pronto soccorso. Passa un'ora prima che i poteri divini concedano a me e Miranda di vedere Scully e i bambini. Nel frattempo il silenzioso Bo, marito di Diane, viene a prendere lei e Skinner per tornare alla festa a recuperare le loro macchine. Ci sono abbracci e manate sulle spalle. Diane mi pianta un grosso bacio al
rossetto rosso sulla guancia, che mi pulisco appena se ne va. Penso che anche Skinner volesse abbracciarmi, ma non voglio diffamare nessuno di noi due dicendo che ne sono sicuro.

Scully è appoggiata alla spalliera del letto d'ospedale, e sembra stare piuttosto bene viste le circostanze. Stanca, sembra stanca, e i suoi capelli sono in un impressionante stato di disordine. I gemelli hanno il pannolino e sono stipati uno vicino all'altro in una culla dell'ospedale accanto al letto, come hot dogs rosa cocktail avvolti in pasta bianca. Non so chi Scully abbia dovuto uccidere per arrangiare tutto questo, ma mi sento un po' dispiaciuto per l'infermiera che le è stata assegnata. Sporta su di
un lato della culla Scully sta dando colpetti alle loro braccina che si contorcono, e li
guarda con un'espressione di profonda concentrazione.

Dato che conosco il mio posto nell'Universo, le passo una tazza di caffè che ho rubato
nel salotto delle infermiere. Senza distogliere lo sguardo dai bambini, Scully
allunga la mano per prendere la tazza e comincia a sorseggiare il caffè mentre guarda i
bambini che si dimenano e piagnucolano. Mi siedo sul bordo del letto e sistemo Moose in modo che possa anche lei guardare nella culla.

"Bram," Scully dice, indicando il bambino col cappellino di maglia blu chiaro.
"Cordelia," e indica la bambina col cappellino rosa. Dobbiamo proprio fare qualche cosa
per queste regole rigide che legano i colori al sesso dei bambini. Arancione e verde magari.

"Bim--biii," Moose concorda e guarda Scully per assicurarsi che vada tutto bene.

Scully sorride sia Moose sia a me e il suo sorriso è più luminoso della palla
che fanno cadere a Times Square a capodanno.

"Pesano più di tre chili ciascuno, Bram è lungo venti pollici e Cordelia diciannove.
Ciò significa che ero fondamentalmente tutta bambini, così non potrai fare nessuna
battuta su quanto sono stata grassa."

"Scully, continuerei a pensare che tu sia la cosa più sexi del mondo anche se avessi la stazza di un
formichiere."

Ricevo un alzata di sopracciglio per questo commento, ma Scully continua senza fermarsi. "Non ci sono
polipi o vesciche verdi su nessuno dei due, hanno il giusto numero di dita delle mani
e dei piedi e quando chiami tua madre dille che la circoncisione è già stata fatta."

Annuisco, ne avevamo parlato e avevamo deciso che era meglio circoncidere il maschio--
Bram--quando era ancora disorientato e prima che si potesse accorgere di cosa gli mancava.

"Sto allenando la mia prerogativa post-parto di essere asociale. Chiami tu mia madre?"

Non so se sono i residui delle medicine nel mio corpo o il fatto che questa volta la
telefonata dall'ospedale porta buone notizie, ma accetto senza protestare e vado a cercare
un telefono. La voce di Maggie è confusa, dato che la sveglio da un profondo sonno REM.

"Dana ha appena partorito," le dico. "Se vuole conoscere i gemelli le consiglio di venire qui
finché è ancora sotto sedativi."

"Come stanno i bambini?" Chiede lei, nonna fino al cuore.

"Rumorosi."

"Tu come stai?"

"Bene per il momento, ma me lo richieda tra sedici anni."

FINE

E' FINITA - ANDATE A CASA


Note:

MS: OK, dopo quello che è successo da quando la saga di Iolokus è cominciata,
abbiamo ricevuto molti feedback che sottolineavano che la nostra idea di una fine
felice non era conforme alla norma culturale. Così qui abbiamo insistito con
l'eccessiva rinascita dell'ideale domestico--i bambini sono nati e c'è molto gioire.
L'ordine è ristabilito e il mondo gira di nuovo su ingranaggi oliati. Il tempo passa
e il nostro piccolo gruppo sopravvive, non più e non meno felice di qualsiasi altra
famiglia urbana.

RT: Si, concordo. Questa piccola poesiola è un regalo per tutti voi che siete arrivati fino alla fine con noi.

Fine

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Syadiloh 03 - Y2K