La donna della mia vita
Titolo originale: La mujer de mi vida
Autrice : Roma X
e-mail: fossanova@latinescape.com
tradotto da Angelita
e-mail: angerkat@hotmail.com
Dislaimer: né Mulder, né Scully sono miei, sono di CC e della Fox, e l'unico personaggio che, ebbene SI, mi appartiene è quello di Michael Davis, se questo interessa a qualcuno.
Tipo: MSR, ANGST, ANGST e ancora ANGST, NC-17
Spoilers: nessuno
Riassunto: meglio leggerlo...ihihihihih
Feedback: si si si si siiiiiiiii!!!!


LA DONNA DELLA MIA VITA IV


"DIO!!!!NO!!!"

Non posso distogliere lo sguardo da queste fotografie, mentre il suono della sua voce rimbomba nelle mia testa. La mia mente in un decimo di secondo ricrea la scena come se l'avessi davanti. Il dolore e la rabbia mi annebiano la vista, ogni volta che penso che lui ha osato toccarla, profanarla con le sue mani immonde...spogliandola...

" Per favore...lasciami uscire di qui" Il ricordo della voce nel maledetto registratore fa sì che l'incubo diventi ancora più spaventoso...lei odia perdere il controllo.

"Per favore..."

Lo ucciderò fosse l'ultima cosa che faró nella vita." Non avresti mai dovuti mettere gli occhi su di lei e molto meno osare toccarla. Morirai...maledetto...TE LO GIURO...NON VIVRAI PER RACCONTARLO!!!"

La furia mi rode le ossa, incontenibile, e non posso più controllarmi. Incomincio a correre, e correre, gridando fino a rimanere senza fiato...allontanandomi dalla maledetta casa ora quasi completamente consumata dal fuoco.

"Mi sono lasciato ingannare come uno stupido...Ho fallito ancora una volta... perdonami, Scully."

Sono caduto nella trappola come un dilettante, e ora sono qui, in un posto perduto in mezzo al nulla, e nel frattempo il maledetto pazzo sta viaggiando comodamente seduto nella mia auto, pianificando i dettagli del suo prossimo incontro con lei.

Che diavolo si suppone che devo fare adesso? Questo posto, per quello che ho visto, si trova lontano dalla civiltà, mi resta solo una scelta: continuare a camminare, se ho fortuna, troverò una stazione di servizio...una casa... qualche posto da dove potró chiedere aiuto...ma, considerando il fatto che in questo momento ho piu l'aspetto di un mendicante che di un " rispettabile" agente del FBI è possibile che chiamino la polizia senza pensarci un secondo. Che lo facciano, arriverò a casa più presto, mi laverò, recupererò la mia arma e allora...

Mi dimenticherò chi sono...del mio maledetto distintivo...della mia maledetta vita...e lo ucciderò come un cane.


AQUINNAH CLIFFS
Due ore dopo...

Il maledetto mi ha legato molto bene, non posso muovermi...quasi. Ma la stoffa che ha usato è abbastanza lunga perchè io possa cercare di raggiungere il nodo con i denti.

Sono molti...troppi, ma non resterò qui ad aspettare che ritorni senza fare tutto ciò che è in mio potere per liberarmi...per quello che ricordo il programma di allenamento dell'accademia non include niente di simile, ma credo che potrei prendere in considerazione la possibilità di proporlo...

Mi aiuterà anche il fatto che i miei polsi siano così sottili, non avrei mai creduto che questo mi sarebbe servito per qualcosa che non fosse perdere i braccialetti.

Voglia Dio che riesca a liberarmi prima che lui ritorni...

Non voglio passare di nuovo per la stessa umiliazione che mi è toccato sopportare quando inevitabilmente è arrivó il momento di chiamarlo e dirgli che avevo bisogno di andare in bagno... Ció che venne dopo, fu appena un anticipo di ciò che mi aspettava a partire da quel momento. Non ha disprezzato l'opportunità di trarre vantaggio da questa situazione, da maledetto verme qual è.

Come si suppone che avrei dovuto reagire, quando mi ha detto che non mi avrebbe portato in bagno in cambio di niente?

Un bacio...mi ha detto.

"Dopo tutto, Dana, già mi hai baciato una volta...e di tua spontanea volontá."

Un brivido mi percorre la schiena al ricordarlo. Mulder stava davanti a me, e tutti e due eravamo legati e completamente impossibilitati a difenderci, fu solo un'idea infelice...un tentativo estremo per cercare di venir fuori da una situazione che sembrava non avere via d'uscita. Non posso credere che sia arrivato a pensare che l'ho baciato per mio piacere...è pazzo.

"In quel momento mi sono innamorato di te ancora di più. Ancora ricordo il tuo sguardo, il tono sexy della tua voce quando m'invitasti ad avvicinarmi a te cercando le mie labbra...non l'ho potuto mai dimenticare, amore mio. Ho vissuto sognando di poterti baciare di nuovo. Ho aspettato per tanto tempo di riavere l'opportunità di poterti conquistare, amore...Non puoi negare di aver apprezzato le mie attenzioni, che ho potuto alimentare un'illusione nel tuo cuore per la seconda volta...cosa che il tuo poco romantico compagno non ha mai fatto...Così che merito una ricompensa, me la darai, Dana?"

"Mai". Gli ho detto. Ma lui non l'ha inteso così. Ha preso fermamente il mio viso fra le mani e mi ha dato un bacio sulle labbra, bavoso e violento.

"Così mi piace." Mi ha detto, quando mi ha sciolto dal letto per scortarmi nel bagno. Tremavo per la vergogna e l'umiliazione e non ho potuto evitare di sentire un irrazionale e profondo disprezzo per me stessa, ma non ho pianto...no.

Non ho potuto, invece l'ho fatto quando, il giorno dopo mi ha sottoposta ad un'umiliazione ancora peggiore.

"Devo uscire". Mi ha detto. E non ho potuto trattenere un sorriso di sollievo al sapere che, anche se per qualche ora, mi avrebbe lasciato in pace.

Ma anche per questo ho dovuto pagare un prezzo:

Mi ha incatenato come un cane, immagino che fosse la sua maniera di risolvere il problema di soddisfare le mie necessità fisiologiche, appendere una grossa catena alle strisce che mi bloccano i polsi, chiudendola con un lucchetto, poi ha fermato l'altra estremità ad un grosso anello di ferro sulla parete vicino al bagno. E' stata la sua particolare maniera di permettermi di camminare un poco dal bagno fino al letto, dandomi un poco di mobilità...ma non l'opportunità di tentare la fuga.

La prima volta che sono entrata nel bagno, ho guardato intorno cercando qualche strumento che potesse servirmi come arma di difesa, ma non ho trovato niente che potessi utilizzare a questo scopo. Il maledetto è stato molto previdente, si è assicurato di non lasciare alla mia portata niente di più che la carta igienica uno spazzolino per i denti nuovo, sapone , dentifricio e alcuni ascugamani. Non c'è un maledetto specchio che possa rompere e usare come arma.

Non ho potuto evitare di sentirmi come una delle protagoniste di queste pellicole "che non sono di Mulder". In quel momento mi sono domandata se lui avrebbe avuto sufficiente sangue nelle vene per avere il coraggio di eccitarsi di nuovo davanti all'immagine di una donna legata e incatenata, al sapere che io sono passata per tutto questo.

Sono arrossita fino alla punta dei capelli al solo immaginare che lui potesse arrivare a saperlo. Di colpo, la possibilità che potesse trovarmi in una così umiliante situazione mi ha terrorizzato completamente. Dopo mi sono convinta che il mio timore era infondato.

Sarà difficile che mi trovi, infatti, non vedo come gli potrebbe venire in mente di cercarmi proprio qui...Sono caduta nella trappola arrivando qui con i miei piedi...devo andarmene nello stesso modo.

Sono assetata, affamata e stanca. Mi ossessiona l'idea che possa drogarmi, così che non accetterò di mangiare o bere niente, la sola idea di addormentarmi mi terrorizza, devo fare qualcosa per cercare di scappare ora che ho ancora la forza.

Continuo a cercare di sciogliere i nodi che mi tengono legata, dopo tutto, c'è la possibilità che abbia agganciato la catena alle strisce di stoffa, e che sciogliendo i nodi possa liberarmi anche dalle catene, e comunque non posso smettere di tentare.

La rabbia mi aiuterà in quest'impresa.

A cosa diavolo stavo pensando?

Come ho potuto addirittura immaginare che Mulder si sarebbe scomodato ad inventare una cosa del genere per dirmi quello che sente?

Lui non mi ha mai detto niente, e anche così non ha fatto altro che dimostrarmelo tutti i giorni. Chiaro...anche se per farlo fin'ora non gli è venuto in mente niente di meglio che gironzolarmi intorno pretendendo di aver cura di me come se fossi fatta di porcellana...come se potessi cadere in mille pezzi alla minima disattenzione.

Lui non parla mai...non di questo per lo meno...e ancora un volta ha creduto di proteggermi non dicendomi che c'era un pazzo nei paraggi...che sognava di rientrare nella mia vita.

Se riesco a liberarmi, farò in modo che il suo sogno si trasformiin un incubo.

Mulder ha creduto che venendo a sapere dell'esistenza di quelle lettere mi sarei spezzata, e se ci penso bene devo riconoscere che gli ho dato motivo di crederlo...perchè negli ultimi tempi non ero niente di più che l'ombra di me stessa. Mi sono chiusa nella mia corazza ancora una volta, evitandolo, senza dargli l'opportunità di penetrare nel mio spazio...Ma, non ha mai avuto bisogno del mio permesso per farlo, mi conosce più di chiunque altro, e mi ama...anche se il suo modo di dimostrarlo, molte volte, finisce per portarmi problemi...

Non mi ha mai detto niente...infatti. Non so che tipo d'amore senta per me...se quest'ansia di proteggermi da tutto e da tutti si deve unicamente al fatto che sono l'unica persona al mondo che lo capisce, che lo appoggia incondizinatamente...Nei momenti di maggior ottimismo, mi dico che è dovuto al fatto che vede in me una donna di cui potrebbe innamorarsi...in altri mi convinco che dietro a questi sguardi fugaci che mi dedica non c'è altro che tenerezza, e l'affetto speciale che potrebbe sentire verso un'amica, o una sorella.

Non ho voluto trovare una risposta, non ho mai avuto abbastanza coraggio da rischiare. Non mi sono mai permessa di avere troppe speranze.

Non le ho lasciate entrare.

Il silenzio è stato e continua ad essere il migliore amico della nostra relazione...Ci ha permesso di godere di questa sensazione senza vederci obbligati ad affrontare il nostri sentimenti e le nostre paure.

Allora perchè ho voluto credere che qualcosa era cambiato?

Facile: ho creduto che era arrivato il momento di esprimere quello che sentivamo, e mi è sembrato bello, per una volta, che lui avvertisse la necessità di dire quello che sentiva senza che uno dei due si trovasse necessariamente in pericolo di vita...era chiedere molto?

Perchè ho voluto credere in questa... illusione?

La risposta è chiara e semplice: perchè, dopo tutto, non sono altro che una donna, che desidera essere libera di sentirsi stupida e innamorata di tanto in tanto...anche se in condizioni normali non lo ammetterei nemmeno sotto tortura, e so che nemmeno lui...

Anche per questo, lo amo.

Dio...sono riuscita a disfare alcuni nodi, e quasi si è fermata la circolazione cercando di liberare la mano, ma non ci sono riuscita...e non manca molto perchè ritorni...Sento il rumore di un motore che si avvicina...per favore...che non sia lui...sento il rumore dei suoi passi, sta per entrare.

Mi scoprirà...

"CARA...SONO ARRIVATO!!!"

Dio...

" Ti sono mancato?"-Mi chiede mentre si avvicina per baciarmi. Cerco di approfittare della poca libertà di movimento che mi permette la catena per fare alcuni passi indietro, ma lui mi raggiunge in pochi secondi e mi abbraccia da dietro. Sobbalzo e tutto il mio corpo si tende, respingendolo.

"Come un mal di denti" Gli rispondo, freddamente.

" Molto divertente... Spero che non ti sia annoiata molto senza di me. Non ti preoccupare, preparerò tutto perchè la tua permanenza qui sia indimenticabile. Sei la mia donna, meriti di essere trattata come ti spetta, ti ho comprato un vestito per la cena di questa sera...avrai bisogno di cambiarti, la roba che indossi è completamente rovinata...ti aiuterò."

"Nemmeno per sogno"

"Non essere orgogliosa, Stella Polare..." Tace di colpo, guardandomi fisso.

"Non ti sei comportata bene in mia assenza...Cosa cercavi di fare? Hai le labbra arrossate, come se ti avessero appena baciata, amore. So che questo non è possibile, perchè non c'è nessun'altro, qui...così che deduco che hai usato la tua bella bocca per qualche altra ragione, vediamo...quale potrebbe essere?"

Si avvicina e si inginocchia tra le mie gambe.

"Dimmelo"

Tutto il mio corpo si tende, nell'attesa di una probabile aggressione, anche la mia mascella si contrae, il mio sguardo incrocia il suo, sfidandolo. Non tornerà a spaventarmi mai più.

"Sai...ti ho portato un regalo...ma non so se devo dartelo ora, non ti sei comportata come una brava bambina...Anche se a pensarci bene credo che non devo essere così rigido con te...e hai bisogno di lavarti."

"CHE COSA VUOI FARMI?"

"Io? Niente...solo ho pensato che il tuo vestito si era macchiato dopo i nostri giochini di ieri, e ho creduto che saresti stata più a tu agio cambiandoti...Su, non guardarmi così... non essere timida con me..., già dovresti avere molta più confidenza...vuoi che ti aiuti...chiaro... non potrai fare un bagno come piace a te, ma sono sicuro che troveremo il modo di sistemare la cosa...sì, rimarrai pulita e profumata e ti vedrai bella con il vestito nuovo."

"NON ACCETTERO' NIENTE DA TE!!!!"

"Non essere orgogliosa...amore mio...Lascia che ti dimostri quanto ti amo..."

"LASCIAMI IN PACE!!!"

"Andrò a prepararti il bagno, non tarderò."

Scompare dietro la porta, e dopo alcuni minuti sento il rumore dell'acqua. Un brivido mi percorre la schiena, al rendermi conto che non è il primo pazzo depravato che vuole farmi il bagno. Sarà perchè ho una speciale abilità a richiamare tutti i dementi in circolazione?

Suppongo che me lo merito per aver cercato di sopravvivere tutto questo tempo al limite della Dimensione Sconosciuta...

Il maledetto ritorna, seguito da un ondata di vapore e profumo stranamente familiare." Su...amore, so che ti piacerà...rilassati."

"NON TI AZZARDARE!!!" Apre il lucchetto e mi libera dalla catena, senza sciogliere i lacci che mi bloccano le mani e i piedi, e chiaro che non vuole rischiare di liberarmi le gambe, deve avergli fatto male quando gli ho dato un calcio, ieri. Che bello.

"Il tuo bagno è pronto. Lascia che ti aiuti."

"Allontanati da me."

Come puoi chiedermi questo, bimba? In effetti ho desiderato questo momento molte...molte volte da quando mi hanno allontanato da te...voglio scoprire se nell'intimità sei così appassionata come nei miei sogni."

< Puagggghhhhh!!! >

Mi solleva un'altra volta tra le braccia e mi porta fino alla stanza. Ha preparato una specie di tinozza piena di petali di rosa e profumata con la mia crema da bagno preferita.

"So perchè resisti in questo modo, Stella Polare, sai che mi piace vedere quando rendi tutto difficile. Sei così eccitante, così morbida...dimmi che hai voglia di baciarmi, dimmelo."

"HO VOGLIA DI UCCIDERTI!!!"

"Di baci, vero? Contaci..."

Senza una parola, mi scosta le mani legate e, tenendomi sotto tiro con la mia arma mi tocca l'orlo della blusa.

"Spogliati lentamente...voglio contemplare la tua bellezza."

"HAI CONTEMPLATO ABBASTANZA...IMBECILLE!!!"

"Fallo piano." Dice, ignorando le mie parole.

"NO!No mi spoglierò davanti a te. Ahhhh."

Prima che possa rendermene conto, le sue mani raggiungono i battoni della blusa, lacerando la stoffa. Incrocio le mani sui seni per proteggermi dal suo sguardo. So che è un gesto inutile, il solo fatto di pensare che deve avermi visto svestita molte volte mi fa arrossire di rabbia e impotenza...paradossalmente, e cerco di ricordare quando è stata l'ultima volta che mi sono sentita sicura e protetta tra le mura della mia casa...e non riesco a farlo. Per un breve, fugace periodo ho coltivato l'illusione di avere di nuovo il controllo della mia vita, ma non è così...sono completamente nelle sue mani ora, il disgraziato sa che il moglior modo di annullare le difese di una donna è denudandola. Per questo ha scelto proprio questo momento per liberarmi da tutti i legacci.

Verme schifoso.

"Lavati, amore"

"Ora basta...per favore, lasciami in pace."

"Non chiedermi questo...voglio guardarti, mentre t'insaponi e ti prepari per me. Non vergognarti, dopo tutto, l'ho fatto altre volte, dovresti essere abituata."

"Non contarci...sei un porco. Non mi abituerò a te... E ancor meno mi laverò davanti a te...mai"

"Forse preferisci che lo faccia io...è questo? Vuoi sentire le mie mani che ti massaggiano la schiena passandoti la spugna per tutto il corpo...vero?"

"Preferisco la morte." Dio aiutami. Il maledetto non mi ha lasciato scelta, tanto l'idea di lavarmi davanti a lui quanto quella che torni a toccarmi mi fa star male...E ha preso di nuovo la videocamera, un'altra volta.

"Questa è la mia ragazza...Allora...incomincia. Mi sembra che tu abbia ancora troppa roba addosso."

"Sei un maledetto degenerato."

"Sorridi per la macchina, Stella Polare. Conosco qualcuno che sarà molto felice di vedere questo..."

Dio mio...Mulder...Non potrò sopravvivere alla vergogna di sostenere il suo sguardo dopo aver dovuto fare questo. Mi sono arresa, e sento che ora non valgo niente...ora la mia vita non vale niente...nessuno era riuscito a farmi sentire disprezzo per me stessa...lo odio per questo.

"Ti ucciderò, prima o poi, con una pallottola tra gli occhi." Lo dico, con un tono di voce che io stessa non riconosco.

"Sei libera di pensare in qualsiasi cosa che ti ecciti, amore mio. Continua a sognare."

Con rabbia mi accorgo che le mie guance sono bagnate e mi rendo conto che sto piangendo, vinta da un sentimento d'impotenza e dolore. Non posso evitare di farlo e lo guardo, mentre prende la videocamera e si avvicina sempre di più. Faccio l'unica cosa che mi rimane al vedere che sta per avvicinare la mano e appropriarsi della spugna e non potrei sopportare che torni a toccarmi, così che la stringo tra le mie mani con rabbia e incomincio ad insaponarmi immergendomi il più possibile nella vasca improvvisata, mentre il maledetto continua a girare intorno a me puntandomi con la videocamera...

Piango senza controllo ora, al rendermi conto che forse si è trattato sempre di questo. Questo pazzo è un maledetto pornografo e il nastro che sta registrando finirà per arricchire la collezione di video di molta gente...come Mulder.

Lui sarà il primo a vederlo.

La vergogna, la paura mi tolgono il respiro, e vorrei solo immergermi completamente in questa maledetta acqua e morire.


PER STRADA
Qualche ora dopo...

Ho corso e ho corso fino a rimanere senz'aria nei polmoni, anche così non ho voluto fermarmi e ho continuato a trascinarmi per forza d'inerzia.

Ho continuato così per ore...non ho idea di dove mi trovo ora, né dove arriverò se continuo per questa strada. La via è buia e deserta e posso vedere dove metto i piedi solo grazie alla tenue luce della luna.

La notte è gelida, come la mia anima. Sento un peso enorme alla bocca dello stomaco, un'angoscia che aumenta sempre più mentre continua a sentire il suono della sua voce nella mia testa.

"Per favore"

Incomincio a correre di nuovo, non posso credere che non esista nemmeno un miserabile distributore di benzina in questa strada di merda.

Alla fine, in lontananza, scorgo una luce. Sono troppo lontano per essere sicuro se provenga da una casa o no, ma è una luce, sono sicuro. Incomincio a correre, domenticando la stanchezza e facendomi forza pensando che presto potrò ritornare alla civiltà e chiedere rinforzi per cercare Scully.

Arrivo al distrubutore e mi trascino letteralmente fino al piccolo negozio, cercando un telefono. Un ragazzo grasso alza la testa al vedermi e le sue mani si muovono per riflesso, tira fuori un arma da sotto il bancone e mi punta dicendo con tono minaccioso:

"Si allontani o sparo..."

Osservo la mia immagine nel vetro del negozio e non posso evitare di abbozzare un sorriso ironico, uscire vivo da un incendio e camminare per ore e ore per questa strada polverosa ha finito per darmi l'aspetto di un vagabondo ubriaco, al vedermi, devo riconoscere che anch'io mi sarei sparato.

"Non sono ubriaco, sono l'agente federale Fox Mulder, del FBI".

"Mi mostri il distintivo, allora."

"Non posso, mi hanno tolto tutto ciò che avevo, inclusa la mia auto. Mi hanno aggredito abbandonandomi ad alcune ore di distanza da qui. Chiami l'FBI di Washington e chieda di essere messo in cominicazione con il V.D. Walter Shinner, il mio numero di distintivo è 22791."

"Va bene, può sedersi lì, ma rimanga dove io possa vederla."

Il ragazzo scrive i dati che gli ho appena fornito e fa il numero. Dopo quella che sembra un'eternità, qualcuno risponde alla chiamata, e dopo un breve scambio di parole torna a guardarmi e con un gesto, m'invita ad avvicinarmi al telefono.

"Agente Mulder. Il suo capo non si trova in ufficio, ma la segretaria prenderà nota di ciò che lei gli deve dire."

"Buongiorno, Holly. Ascolti bene: da più o meno di ventiquattro ore, la mia compagna, Dana Scully, è stata sequestrata da un criminale convinto uscito di prigione da poco in circostanze che non si sono ancora potute chiarire. Il suo nome è Michael Davis. Da alcune ore, il delinquente di cui le ho appena parlato è entrato nel mio appartamento usando la copia delle chiavi che la mia compagna aveva nel portachiavi, confermandomi che l'ha rapita. L'uomo è armato, ed è estremamente pericoloso, voglio che mi metta in contatto con il Vive Direttore e che chieda immediatamente rinforzi."

La risposta indolente della donna mi provoca quasi un attacco di furia omicida.

"COME SAREBBE A DIRE CHE DOVRO' ASPETTARE FINCHE' TORNA? MI ASCOLTI BENE, HOLLY, MEGLIO CHE MUOVA IL SUO CULO ORA!!!LA VITA DI UN'AGENTE FEDERALE E' IN PERICOLO, E SE LE SUCCEDE QUALCOSA MENTRE LEI CONTINUA A LIMARSI LE UNGHIE NELLE SUE ORE D LAVORO FARO' IN MODO CHE NON POTRA' PIU' TROVARE LAVORO NEMMENO PER SPAZZARE I MARCIAPIEDI!!!"

Il grasso ora mi sta guardando come se mi fossero spuntate le antenne verdi in testa.

"Così va bene, Holly. Chiami il capo subito, a casa sua...o in qualsiasi parte si trovi" Le detto il numero di telefono e specifico forte e chiaro:" E' UN ORDINE!!!" ora sì, che la donna sembra essersi svegliata dal suo stato di dormiveglia e balbetta un" S...sì s..ignore."

Riattacco il telefono e vado verso il tavolini del piccolo locale. La stanchezza accumulata finisce per vinvermi e crollo sulla prima sedia che trovo.

"Vuole un caffè, signore? Offro io. Non sta affatto bene."

"Sì grazie... ne avrò bisogno per affrontare le prossime ore."

"Prenda pure tutto quello che rimane nella caffettiera, signore, non credo che verrà nessun altro a quest'ora."


AQUINNAH CLIFFS
Nello stesso tempo....

"Avevo ragione amore mio, sei bellissima."

"Sta zitto...non voglio ascoltarti...TACI!!!"

Quando decise di mettere fine il patetico spettacolo per adulti che mi ha obbligata a dare, mi è sembrato che avesse dimenticato la rabbia che gli ho letto negli occhi quando aveva scoperto il mio tentativo di fuga. Per quello che me ne importa...

L'umiliazione che sento in questo momento è totale, schiacciante.

Ancora sento ondate di nausea al ricordare quello che che ho dovuto passare poco fa, e pensando a ciò che ancora mi aspetta:

Quando mi ha allungato l'asciugamano mi sono coperta come ho potuto, asciugandomi con furia. Ho finito di farlo, ed ero stordita e avevo troppa vergogna per pensare con chiarezza, ma anche così ho fatto un debole tentativo per scappare. In ogni modo, tentare la fuga coperta solo da un asciugamano non e' stata unabuona idea...perchè mi ha afferrato da dietro sollevandomi di peso e depositandomi sul letto, legandomi di nuovo con le stesse strisce di seta e mettendomi le manette che portavo nella mia borsa...per di più.

Non so se merito di salvarmi, né se merito di vivere. Sento come se avessi venduto la mia anima, e ora non mi resta niente...nemmeno un poco di autostima.

Dopo tutto, ci deve essere un motivo per quello che mi sta succedendo.

Forse l'ho provocato io.

Non so quando nè in che momento, ma qualcosa devo aver fatto, perchè quest'uomo sentisse che aveva il diritto di disporre della mia vita, del mio corpo, fino a questo punto.

Non ho potuto smettere di piangere e non mi è rimasto altro che sopportare lo schifoso tocco delle sue mani quando mi ha strappato l'asciugamano ed è rimasto a guardarmi per un bel pezzo con le braccia incrociate, studiandomi.

"Sei perfetta."

"No...per favore, ora basta."

In risposta alla mia supplica mi ha lanciato uno sguardo così schifosamente lascivo che mi è venuto il dubbio che si sarebbe buttato addosso da un momento all'altro. Invece, si è avvicinato alla borsa di carta che aveva lasciato in un angolo della stanza, e ha sollevato il vestito, mostrandomelo...

"Ti piace, amore mio?"

Ho piagato le gambe per proteggermi dal suo sguardo, mentre si avvicinava ancora di più, per obbligarmi ad allungarle di nuovo. Ho pianto. "Per favore, lascia che mi vesta...non farmi questo."

"Ancora non è arrivato il momento di averti, amore mio. Dopo tutto, è il nostro terzo appunatamento. Non ho dimenticato che ti piacciono i dettagli romantici, tutto accadrà al momento giusto così permettimi di riprendere le cose esattamente da dove l'avevamo lasciate."

"A...cosa ti riferisci?."

"Alla serata speciale che ho preparato per te, amore mio. Questa notte faremo un altro passo in avanti nella nostra relazione....e domani...domani sarai mia."


ALL'ALBA...

La notte è trascorsa, interminabile, e so che non manca molto perchè faccia giorno.

Il disgraziato non se ne è andato, è rimasto qui, ad oservarmi. Ho sentito il suo sguardo sul mio collo per tutto il tempo. I miei sensi si sono tenuti all'erta in attesa dell'abuso succesivo. Non ho avuto difficoltà a rimanere sveglia, i miei occhi si sono mantenuti aperti completamente, per tutto il tempo...

Ma il mattino è arrivato, e con esso è iniziata la tortura.

Mi si è avvicinato con uno stupido sorriso e la maledetta telecamera in mano.

"Sei pronta per godere del mio secondo regalo? Vedrai, ti piacerà. Eccotelo." Prende la videocamera e ci mette dentro un altro nastro. Con che cosa pretende di tormentarmi ora?

L'immagine sul piccolo schermo appare, e quello che vedo mi scuote da capo a piedi. Sono immagini prese nell'appartamento di Mulder. Dio...cosa gli ha fatto...

"PERCHE' SEI ANDATO A TROVARLO?"

"Non essere impaziente amore mio, si è trattato solo di una visita di cortesia, ma continua a guardare, non voglio guastare l'emozionante finale a sorpresa."

Per favore che stia bene...per favore...

La cassetta va avanti e vedo il mio sequestratore che obbliga Mulder ad uscire dall'appartamento, vedo dall'espressione del suo viso che non ha dormito per niente nelle ultime ore e divido la sua disperazione perchè è anche la mia. Lo conosco troppo bene per sapere che ha dovuto fare un immenso sforzo per controllarsi al vederlo, per seguirlo senza perdere il controllo. Ma dove l'ha portato?

Ora l'immagine cambia e non è molto quello che si distingua sullo schermo. Sono immagini registrate in piena notte, è chiaro che l'auto sta ancora in movimento. Di colpo, l'immagine inquadra Mulder, che sta guidando. Sento la voce ironica di Michael che lo invita a scendere, non capisco ancora niente.

Mulder scende, e la videocamera lo segue fino ad una costruzione, forse una piccola casa.

Dio...grida il mio nome.

"SCULLY!!!"

"Mulder per favore, dimmi che non entrerai, dimmelo"

Con gli occhi aperti per il terrore, lo vedo entrare in ciò che è chiaramente una trappola.

Aspetto un secondo.

Due.

Sei...

E dopo sento un'esplosione...e vedo il fuoco.

So che non uscirà di lì, perchè crede che IO sia intrappolata da qualche parte, lì dentro.

Non mi abbandonerebbe mai sapendomi in pericolo...e forse è morto per questo...trovando la forza per superare la sua paura più terribile e cercarmi in una trappola di fuoco...cercando di fare ammenda per un altro fatale errore.

La telecamera, improvvisamente, si muove per mettere a fuoco un punto all'interno della casa. Tra il fumo e la fiammata che viene dal piano di sopra, vedo qualcuno cadere per le scale. La sagoma scura continua a cadere e cadere fino a fermarsi al piano di sotto. E' Mulder...Dio mio...non si muove...

Per favore...alzati...muoviti...non rimanere lì...Mulder...per favore, non farmi questo.

"COSA GLI HAI FATTO!!!CHE COSA GLI E' SUCCESSO?"

Non mi risponde e si limita a spegnere la videocamera e l'allontana della mia vista." E' stato abbastanza per oggi. Si è fatto tardi, amore mio...Devi dormire."

"DIMMI CHE COSA GLI HAI FATTO!!!!NON GIOCARE CON QUESTO...NON OSARE GIOCARE CON QUESTO! LO HAI UCCISO? LO HAI UCCISO??? SEI UN MALEDETTO PAZZO E TI ODIO!!!"

"Ora devo uscire. Riposa, Stella Polare."

"SEI UN MALEDETTO PAZZO...MALEDETTO!!!"



ALLA STAZIONE DI SERVIZIO...


"Signore."

Walter Shinner sta entrando nel piccolo distributore di benzina accompagnato dallo sceriffo che aveva minacciato per telefono.

"Agente Mulder. Come diavolo è successo questo a Scully? Si supponeva che la stava sorvegliando?"

"Si signore, e già ha visto che gran lavoro ho fatto. Il maledetto pazzo è uscito dalla prigione e l'ha riempita di menzogne, inducendola a cadere in una trappola."

"Che cosa vuole dire?"

" Che il tipo si e' dato da fare per mettere in scena un appuntamento, e lei é caduta da sola nella sua trappola."

"Sa dove l'ha portata?"

Mi copro gli occhi con le mani, sconfitto.

"Non ne ho la minima idea."

"Ma ...come ha finito col perdersi per questa strada?"

"Lui mi ha cercato...A casa mia. Ha usato il portachiavi di Scully, sapeva che lei conservava una copia delle mie chiavi e mi ha aspettato nell'oscurità. E quando ho aperto la porta, mi ha preso di mira con la pistola di Scully e mi ha detto che dovevo accompagnarlo. Che mi avrebbe portato fino a lei."

"E lei gli ha creduto?"

"Non ho avuto altra scelta, Dio sa che avrei voluto ucciderlo con le mie stesse mani, ma ho capito che la sicurezza di Scully sarebbe dipesa da me, che era vitale che mantenessi la calma, e ho resistito."

"Continui."

"Mi ha obbligato ad entrare nella mia auto, e a guidare per ore e ore. Alla fine ci siamo fermati vicino ad una piccola casa a due piani, che sembrava abbandonata. Mi ha detto di entrare e l'ha fatto. L'ho chiamata e dopo alcuni secondi ho sentito la sua voce, stava supplicando qualcuno che la lasciasse in pace, che la lasciasse uscire...Ho salito le scale, e allora è successo."

"Cosa?"

"Quando ho acceso la luce c'è stata un'esplosione, sono caduto per le scale e quando ho reagito ho visto che il piano superiore era in fiamme. Sono salito e l'ho cercata. La sua voce mi ha guidato fino ad una delle camere da letto. Quando sono entrato era piana di fumo. Sono andato avanti e ho visto un letto che sembrava occupato da qualcuno apparentemente nascosto sotto le lenzuola, ma quando le ho sollevate non ho potuto vedere altro che un ammasso di cuscini. Ho girato intorno al letto ma quando l'ho cercata sul pavimento mi sono reso conto che avevo sentito una maledetta registrazione...Lui si è burlato di me...ha voluto solo tormentarmi..."

Skinner sospira guardandomi."Cuando fu l'ultima volta ha riposato e mangiato qualcosa, agente Mulder?"

"Cosa importa questo ora? Ho preso un poco di caffè"

Veramente, ho tanta caffeina nelle vene da risvegliare un morto e mi sento come se non mi fossi lavato da mesi...

"Agente Mulder. Ho prenotato due stanze nel motel che non sta molto lontano da qui. Ho portato abbastanza vestiti di ricambio per poterci cambiare tutti e due. Farà una doccia calda, mangerà qualcosa e si metterà a letto per qualche ora, è un ordine."

"Sì signore...grazie."

"Devo fare alcune telefonate. E' sicuro che non ha nient' altro da dirmi, agente Mulder?"

Prima che possa capire quello che sto facendo le mie mani cercano istintivamente la busta che contiene le fotografie di Scully...nessun'altro dovrà vederle...non è necessario umiliarla ancora di più.

Mi guarda...e so che ha intuito che gli nascondo qualcosa, ma ha sufficiente fiducia in me per non domandare nient'altro...non ha idea di quanto gli sia grato.

Domani torneremo a Washington, per iniziare cercare Scully.


IL GIORNO DOPO...


E' stato fatto tutto il possibile. Shinner ha fatto le telefonate necessarie, e la notizia della scomparsa di Scully è diventata ufficiale, ora.
Finalmente arriviamo al mio appartamento. Questa volta voglio essere un poco più prudente, e prima di passare la soglia prendo in prestito la pistola del mio capo, se per caso...

Il maledetto non è qui...perchè è già andato via. Mi ha lasciato un altro omaggio.

Un'altra foto di Scully, che si è preso il disturbo di far ingrandire abbastanza da essere la prima cosa che si potesse notare entrando...E' attaccata allo schermo del computer con un nastro adesivo.

Nessuno dei due apre bocca. Devo essere diventato più bianco di un lenzuolo perchè Skinner accenna appena ad aprire bocca, ma le parole gli muoiono in gola.

In pochi passi, raggiungo la fotografia e la strappo dal monitor in un sol colpo. La giro, senza poter evitare che la sua immagine si imprima a fuoco sulla mia retina.

La sua voce rimbomba nelle mie orecchie.

"Per favore"

Ho appena il tempo di correre fino al bagno per vomitare l'anima."Dio...è colpa mia.. mia."

Skinner si affaccia sulla porta del bagno, ma non dice niente, aspetta solamente. Ho paura ora. Prima che me lo domandi glielo dico:"Non è...la prima volta che ricevo questo genere di "messaggi". Ieri, quando sono uscito dalla casa, il maledetto mi lanciò altre foto simili a queste, proprio prima d'abbandonarmi in mezzo al nulla. Non volevo che qualcuno lo sapesse, ho voluto solo proteggerla.

"Ha fatto molto bene. Nessuno deve ficcare il naso in questo. Per ciò che mi riguarda, non ho visto niente."

"Grazie, signore."

NASCONDIGLIO
DEI PISTOLERI SOLITARI
Più tardi...


Quando Skinner entrammo nel nascondiglio, fu sufficiente un'occhiata perchè i pistoleri capissero che le cose andavano di male in peggio, da quando sono tornato in città non ho smesso di tremare per la stanchezza e l'angoscia, e i pugni chiusi e la mascella contratta del V.D. finiscono di allarmarli ancora di più.

"Mulder...hai mangiato qualcosa?"- Mi domanda Frohike.

"Perchè diavolo tutti continuano a farmi la stessa domanda? Non potrei mangiare niente nemmeno se volessi, ho una pietra nello stomaco della grandezza di una roccia e ho solo voglia di sbattere la testa contro al muro!!!"

"Devi sforzarti a mangiare qualcosa e calmarti, in caso contrario molto presto non starai in condizioni per aiutare nessuno. Siediti a tavola e serviti, e voi, lì, assicuratevi che mangi qualcosa."

"Non conoscevo questo lato materno del tuo carattere, Melvin"- dice Langly, cercando, senza riuscirci, di essere spiritoso. Ma nessuno qui ha voglia di ridere...e io meno degli altri.

Lei sta male, lo so.

E starà peggio se non faccio uno sforzo per mantenere la mia testa fredda e fare un tentativo di cercarla. Fin'ora mi sono lasciato trasportare dai miei sentimenti personali e ho pensato a lui come ad un rivale...ma non lo è. E' un sudicio criminale, un pervertito pericoloso a cui si deve dare la caccia come una bestia selvaggia per giustiziarlo senza la minima compassione. Non è giusto eliminare le scorie dalla faccia della terra?

"E' un uomo morto."

"Cerchi di calmarsi, agente Mulder. Lei è uno dei miei migliori agenti, ma basta che qualcuno osi mettere gli occhi sulla sua compagna per trasformarla in un uomo incapace di pensare razionalmente. Deve riposare, o non reggerà più."

"Lei sa che ho motivi per sentirmi così, SIGNORE!!!"

"Che vuoi dire, Mulder... ci stai nascondendo qualcosa?"

"Non farmi domande alle quali non posso rispondere, Frihike. Diciamo che ho avuto un incontro ravvicinato con il tipo che ha portato via Scully...si è burlato di me. Mi ha obbligato a seguirlo, mi ha fatto cadere in una trappola che per poco mi è costata la vita e dopo ha avuto il cinismo di..."

"Di...cosa? Ti da dato qualcosa? Per casa ha qualcosa a che vedere con le foto che hai ricevuto poco tempo fa?"

"Uno di questi giorni ti ucciderò Melvin...o lo farà la tua curiosità."

Lui si allontana verso la cucina, armeggiando con tazza e cucchiaini, e visibilmente nervoso. Riempie le tazze di tè caldo e si avvicina, allungandomene una.

"Prendi un poco di questo, per lo meno."

"Non voglio niente!!!"

"Mulder..."

"Va bene...dammi questo."

Prendo la tazza di tè e bevo tutto il contenuto in un colpo...Un attimo dopo, le palpebre mi diventano pesanti, e la vista si annebbia...L'ultima cosa che vedo prima di chiudere gli occhi è l'espressine colpevole di Frohike che chiude la boccetta del sonnifero.

Nanerottolo imbr...oglione.


AQUINNAH CLIFFS
Qualche ora dopo...

E arrivato il terzo giorni della mia prigionia...ora ho smesso d'avere speranze.

Mulder non verrà a cercarmi...è ferito o morto. Si è lasciato trascinare in una trappola, dimenticando la prudenza, solo per cercare di fare ammenda di una colpa, che come sempre, non gli appartiene.

In tutti i casi, è possibile che stia nelle mani del mio "ammiratore"... e se fosse così...lui troverà la maniera di assicurarsi di negoziare la sua sicureza in cambio della mia resa.

Altrimenti, perchè diavolo è andato a cercarlo? Perchè il maledetto si è preso il disturbo di mettere in scena quella trappola se non per forzarmi a fare quello che vuole?

E che cosa potrei fare per evitarlo, se fosse così? Forse resta ancora qualcosa da salvare del mio orgoglio?

Si.

Grazie a Dio, mi resta ancora la Fede... in Dio, in Mulder...nel fatto che già mi devono stare cercado, devo credere che sia vivo...ho bisogno di crederlo.

Non potrò evitare che il disgraziato ottenga quello che insegue, ma non glielo renderò facile.

"Buongiorno, amore mio."

Chiudo gli occhi e reprimo la risposta tagliente che sta sul punto d'affiorare dalla mia gola...La mancanza di sonno, di cibo e di movimento sta incominciando a farsi sentire...sono troppo stanca per discutere. Malgrado questo, devo fargli la domanda che non ha smesso di tormentarmi per tutta la notte.

"Che gli è successo? Che gli hai fatto? Dove sta?"

" Sei troppo curiosa, amore mio. Ma se vuoi sapere cosa è successo dopo, te lo dirò: Il tuo amoruccio è rimasto steso al suolo, alla fine delle scale, immobile come una bambola di stracci. Ma non è morto, no..."

Al sentire le sue parole, butto fuori l'aria che non sapevo d'aver trattenuto nei polmoni...ma so che il suo racconto non finisce qui.

"Che cosa gli hai fatto?"

"Ho dovuto fare uno sforzo per trascinarlòo fino alla macchina, non è precisamente una libellula, lo sai, ma l'ho salvato dalle fiamme, non mi sei grata?"

"Non ne hai la minima idea..." Gli dico tagliente, facendo onore al mio soprannome di Regina di Ghiaccio.

"Come ti dicevo, l'ho tirato fuori dalla casa in fiamme e l'ho caricato sull'auto...la sua, e abbiamo continuato la nostra piccola passeggiata...si stava facendo tardi così che ho preso la strada per tornare da te, amore mio. Non volevo farti aspettare, così ho preso una decisione che sicuramente approverai: ho fatto in modo che si unisse all'equipaggio del nostro nido d'amore."

"Lui sta qui? Non ti credo per niente."

"Chiaro, anche se è uscito abbastanza malridotto dalla casa in fiamme, ha continuato a dormire come un bambino per tutto il tempo, non si è ancora svegliato, deve avere una commozione cerebrale, o qualcosa di simile...mi fa male dirtelo, ma ha perfino vomitato sui miei pantaloni, e dopo si è addormentato un'altra volta...che schifo, no?"

" Ha vomitato? E' un chiaro sintomo di un danno cerebrale, non puoi lasciarlo così, ha bisogno di aiuto...lascia che lo veda. Per favore, lascia che lo veda."

"Non so se questa sia la cosa migliore,Dana. Dopo tutto non vedo perchè devo avere considerazione di lui, e dopo tutto quello che ho fatto per te, non posso credere che tu anteponga il suo benessere al mio, Stella Polare."

Figlio di puttana..." Mulder ed io siamo agenti federali, se qualcuno di noi finirà seriamente ferito per colpa tua, ti daranno la caccia come ad un animale selvatico e ti getteranno in carcere...dove rimarrai finché non arrivi il giorno del tuo appuntamento con la sedia elettrica...spero di essere viva allora, solamente per poter azionare la leva e ucciderti con le mie stesse mani."

"Non essere così aggressiva, amore mio. Sei l'unica persona in condizioni d'aiutarlo, in realtà, il suo destino si trova completamente nelle tue mani...Potrai vederlo se lo desideri, ma dopo aver accettato di portare a termine una faccenda che è rimasta pendente. Vieni qui."

"Non ti azzardare..."

"Puoi iniziare col darmi un bacio, Dana. Me lo merito, dopo tutto non l'ho lasciato morire come un cane, e l'ho fatto per te, per non darti un dolore. Questo merita una ricompensa, non credi? Baciami ,Dana."

Mi si avvicina, prendendo fortemente la mia testa tra le sue mani, e avvicina le labbra alle mie, ma questa volta, felicemente, il mie riflessi rispondono con rapidità. Sono orgogliosa di me stessa.

"AHHHHHHH!!!"

"TI E' PIACIUTO...MALEDETTO IMBECILLE? Vuoi scoprire se posso arrivare a morderti più forte?"
Il suo sguardo si riempie di odio, quando si allontana, facendo pressione con la mano sulla bocca." Ti piace il gioco duro non è così, Dana? Ho sbagliato con te, ho creduto che per conquistarti dovevo essere amabile e pieno di attenzioni, ma vedo che non è questo ciò che vuoi, non è così? Molto bene... avrai cio' che meriti."

Per un prezioso, lungo momento, godo della piccola vittoria, sapendo che non oserà avvicinarsi un'altra volta alle mie labbra...Ma la sensazione dura molto poco. Lui si alza e si avvicina alla piccola cassa che si trova accanto al letto. Tira fuori una benda nera e la spiega chiudendomi la bocca, bloccando la mia testa sul cuscino, togliendomi la possibilità di difendermi.

Maledetto bastardo.

"Ricordati che sei stata tu ad obbligarmi a fare questo."

"Mmmmhhhhh...!!!" Dio mio...Si butta su di me e incomincia a baciarmi il collo, i seni, violentemente, senza nessuna compassione. Ho pregato perchè questo momento non arrivasse, e quando ho cominciato a capire che sarebbe successo senza che niente e nessuno potesse impedirlo, ho preparato il mio corpo per fare in modo che rispondesse nell'unico modo possibile. L'ho teso completamente, trasformandomi in un blocco di ghiaccio.

I miei pensieri stanno a migliaia di chilometri da qui.

"No!!!" Mi grida fuori di se."Lasciati andare."

"Mhhh..." E' tutto ciò che riesco a dire, mentre do strattoni alle legature delle mani e dei piedi.

E' inginocchiato tra le mie gambe ora. Mi sta osservando attentamente, probabilmente sta studiando il miglior modo di farmi reagire alle sue attenzioni...

E rendendosi conto che non otterrà mai ciò che vuole con le buone, decide di cambiare completamete strategia.

Lo schiaffo arriva violento, carico di rabbia. E marca l'inizio di una lunga serie di colpi a mano aperta, sul viso, sul ventre, sulle gambe. La mia pelle reagisce arrossandosi, ma il mio volto non tradisce la minima emozione.

" Hai paura di me, vero? Io non volevo questo, desideravo solo che tu mi amassi come io amo te."

Lo guardo per un momento, sembra seriamente frustrato per qualche motivo...e dopo mi rendo conto: è lui che ha paura...di me.

Allora capisco tutto. E' psicologicamente e fisicamente impossibilitato a soddisfare le necessità di una donna, a meno che non sia legata, tremante e completamente disposta a sottomettersi a lui.

Non ammette che una donna possa essere più forte delle sue paure.

Non posso evitare di avere un attacco di risate davanti a questa rivelazione improvvisa. Ma a causa del bavaglio, tutto quello che esce dalla mia bocca è mmmppffhhh...il mio torace incomincia a scuotersi senza controllo, e questo senza dubbio attira la sua attenzione. Mi guarda, togliendomi il bavaglio e la smette, finalmente , di fare pressione con le mani sulla mia testa...Allora mi sollevo più che posso e guardo giù per confermare i miei sospetti...

Non mi contengo più...scoppio in una risata forte, incontenibile, della quale io stessa mi sorprendo.

Fisso lo sgardo sulle sue parti basse e dico, perfidamente:

"E di cosa dovrei aver paura, secondo te? Non sono una donna facilmente impressionabile, Davis. Non posso credere di non esserme resa conto prima: sei incapace di affrontre una donna in pieno uso delle sue facoltà, la sola idea di affronatre una normale esperienza sessuale ti terrorizza."

Bene...é impallidito. Il mio istinto di conservazione mi suggerisce di chiudere la bocca, ma la tentazione di vendicarmi per tutto quello che mi ha fatto passare è troppo forte...nessuno può privarmi di questo piacere.

" Sei solo un povero omuncolo...Michael. Un essere che suscita solo pietà, non credo che valga la pena di odiarti, perchè tu...non vali niente."

"SEI UNA CAGNA!!! Vuoi che il tuo maledetto compagno venga a cercarti ? Lo desideri?"

"Così che lui non si trova qui...Che bugiardo."

"Ti credi molto furba, vero? Ti sei divertita abbastanza alle mie spalle? Bene, ma ora è arrivato il mio turno...vediamo che di noi due riderà per ultimo."

"Dove vai?"

"A cercare il tuo cellulare...MUORI dalla viglia di parlare con lui, vero?"

" Lo sai bane, sì."

"Che così sia, allora."

Dio... e ora cosa gli succede?


NASCONDIGLIO DEI
PISTOLERI SOLITARI
Un minuto dopo...


Mi sono svegliato, con un insopportabile mal di testa e crampi alla schiena. Ho aperto gli occhi, poi li ho chiusi di nuovo, e non ho avuto dubbi...stavo vivendo lo stesso incubo. Non era cambiato niente...

Piiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Il cellulare...Salto fuori dalla poltrona come se un cane rabbioso mi avesse morso il sedere.

DOVE DIAVOLO HANNO NASCOSTO IL MIO CELLULARE?

Piiiiiiiiiiiiiiiii

Quattro teste si alzano di colpo, come colpite da un fulmine...

"Che succede?"

Piiiiiiiiiiiiiii

Finalmente, riesco a recuperare il mio telefono e quello che vedo sullo schermo mi provoca quasi un infarto.

"E' una telefonata di Scully."

Piiiiiiiiiiiiiii

Predo la telefonata e grido: "MULDER!!!" Dio... sarà meglio che mi calmi.

Di colpo, il silenzio cade nella stanza, appoggio il cellulare all'orecchio cercando disperatamente di sentire la sua voce...dopo, sento solo un gemito.

"E' lei." I quattro uomini si avvicinano immediatamente, circondadomi, cercando di sentire. "Scully?"

"Rispondi...sei ferita?"

"Sì...e molto presto starà peggio."

"NON OSARE FARLE DEL MALE, BESTIA!!!SCULLY RISPONDIMI!!!". Sono vagamente cosciente del fatto che Shinner sta stringendomi il braccio invitandimi a mantenere la calma, ma è impossibile, non posso controllarmi.

"VUOI SENTIRE LA SUA VOCE?"

Il rumore di un colpo e il suono dei lamenti di lei mi giungono all'orecchio e mi chiudono la bocca dello stomaco...seguiti da altri... e altri ancora.

"NOOOOOOOOO!!! Ora basta...lasciami...Muldeeeeeer!!!"

Dio, per favore...proteggila.

"PAGHERAI PER QUESTO MALEDETTO BASTARDO!!!" Gli grido, atterrito.

"Forse questo accadrà quando riusciranno a catturarmi ma...nessuno potra' cambiare ció che é accaduto. Lei è così...bella...la sua pelle è così morbida, così perfetta...e ora è mia."

"Mulder...sto in..."

Il rumore di un altro colpo interronpe le sue parole." Zitta...cagna!!!"

"E' mia...e farò con lei quello che voglio. Posso baciarla, accarezzarla, perfino ucciderla se mi viene voglia..."

"PER FAVORE AIUTAMIIIIIIIIIIIII!!!NO...NOOOOOOOOOO!!!"

"MULDEEEEEERRRRR!!!"

Il suono di uno sparo rimbomba nel telefono ...e nel mio cuore.

La comunicazione cade...e le gambe non mi sostengono.

Per favore, ditemi che sono morto.



CONTINUA....




NOTA DELL'AUTRICE:Puffffff...Posso dire a mia parziale discolpa che scrivere questa parte della ff è stato molto difficile per me...non sono una ragazza malvagia... FEEEEEEEDBACKKKKKKKKK!!!

Un bacione...Roma X