Bin Laden torna in TV

Il video misterioso Trovato dagli americani, tradotto dal Pentagono, mandato in onda dalla Cnn l'ultimo nastro del capo di al Qaeda. Prova provata delle stragi o abile operazione?

 

E' andata meglio del previsto", dice bin Laden. E gli scappa da ridere. Arriva finalmente sui teleschermi di tutto il mondo, alle 11 ora di New York, il video che il Pentagono considera la prova "definitiva" della colpevolezza dello sceicco saudita negli attentati dell'11 settembre: la "pistola che fuma ancora" nella mano dell'assassino. Per quali vie sia arrivato al dipartimento della Difesa Usa resta un mistero. Ma si conferma un documento impressionante, nella traduzione dall'arabo offerta dall'amministrazione americana. L'unica disponibile, del resto. La qualità del nastro è molto scarsa, il parlato appena udibile. Molti passaggi restano misteriosi, come quando bin Laden rivela dove si trovava al momento del crollo delle Twin Towers. Problema tecnico o censura? Bisogna fidarsi.

Secondo il Pentagono il nastro è stato casualmente ritrovato in una casa di Jalalabad, poco più di una settimana fa. Della sua esistenza si è però venuti a sapere solo domenica scorsa grazie a uno scoop, l'ennesimo dall'inizio della guerra, del "Washington Post". La versione ufficiale vuole che sia stato dimenticato dagli uomini di Al Qaeda, una volta costetti alla fuga dai bombardamenti. Secondo quanto ha dichiarato un portavoce del Pentagono, avrebbe dovuto restare segreto. La prova? La scarsa qualità della registrazione, a differenza dei precedenti appelli in video di Osama. Perché lo sceicco avrebbe deciso di incidere il nastro non viene però spiegato. E che non si tratti semplicemente di un fortuito ritrovamento, di un trofeo di guerra da esibire, lo prova il fatto che il Pentagono abbia aspettato tanto tempo prima di renderlo pubblico. "Problemi di traduzione", si è detto. Una spiegazione come un'altra.

L'effetto è comunque raggiunto. Il sostegno alle decisioni del presidente Bush è di nuovo ai livelli massimi. L'odio per Osama è tornato quello dell'11 settembre, ora che quel nemico che pareva essere diventato invisibile ha ripreso una sua consistenza, sia pure televisiva.

Merito delle affermazioni di bin Laden, e anche dell'atteggiamento rilassato, quasi divertito in cui gli ameriani e il mondo intero l'hanno visto parlare delle stragi. "Pensavo di distruggere solo quattro piani - dice lo sceicco nei sottotitoli del Pentagono - avevo calolato in anticipo il numero delle perdite del nemico, avevo fatto dei calcoli sulla base della mia esperienza nel settore (Bin Laden appartiene ad una famiglia di costruttori, ndr). Pensavo che l'incendio del combustibile degli aerei avrebbe fatto crollare soltanto la zona colpita e i piani superiori". Poi Osama rivela: "I fratelli erano stati addestrati al martirio , ma non avevamo detto loro che si trattava di una missione suicida fino a poco prima che salissero a bordo". Qui, di nuovo, sembra sorridere. Poi, come anticipato, ecco il racconto di quel giorno: "Sapevamo sin dal giovedì precedente. L'11 settembre avevamo acceso la radio 45 minuti prima. Abbiamo sintonizzato la radio sul canale con le notizie da Washington. Il notiziario è proseguito senza fare menzione dell'attacco fino alla fine. Al termine della trasmissione hanno detto che un aereo aveva colpito il World Trade Center. I fratelli erano pieni di gioia e ho detto loro aspettate, aspettate. Dopo un poco, hanno annunciato che un secondo aereo aveva colpito il Wto. I fratelli che hanno sentito la notizia erano entusiasti".

Il filmato porta impressa sul nastro la data del 9 novembre. La scena è quella di una casa - di Kandahar, secondo il Pentagono -, una stanza con un pavimento a piastrelle blu e grandi cuscini a fiori a ridosso delle pareti. Seduti, Osama bin Laden, il suo portavoce Abu Ghait, il suo vice Ayam al Zuwahiri e uno sceicco di cui non si conosce il nome. E' proprio intorno all'identità di questa quarta persona che ruota uno dei tanti gialli del filmato. Lo sceicco racconta di essere arrivato in Afghanistan al termine di un difficile viaggio, cita Kabul come una meta intermedia, dice di essere partito dall'Arabia Saudita. "Ci hanno fatto entrare clandestinamente -spiega a bin Laden - e ho pensato che saremmo rimasti in varie caverne dentro le montagne. Così sono rimasto sorpreso di trovarmi in una foresteria, e che sia così pulita e confortevole". Particolare che aggiunge mistero a mistero: lo sceicco appare paralizzato dalla vita in giù. Non si muove, resta seduto anche quando Osama e i suoi uomini entrano nella stanza. Ma l'identità delo sceicco non è l'unico aspetto poco chiaro del video, e neppure il più clamoroso. La stessa sequenza in cui sono registrati gli eventi appare singolare. L'incontro degli sceicchi arriva cronologicamente dopo una lunga scena in cui gli uomini controllano i resti di un elicottero americano abbattuto dai talebani, eppure pare essersi verificata prima. Secondo il Pentagono, che afferma di non aver manipolato in alcun modo il video, c'è una spiegazione anche per questo: il cameraman avrebbe cominciato a registrare sulla coda del nastro, per poi riavvolgero e ricominciare. Risultato, 90 minuti di filmato, molti dei quali assolutamente noiosi con una inquadratura in esterni in campo lungo di uomini che parlano, senza che si possa ascoltare cosa dicono. Ragione per cui l'amministrazione Usa, diffondendo il video a tutte le televisioni, ha chiesto informalmente di non trasmetterne l'intera durata. Meglio concentrarsi sulle affermazioni più scabrose dello sceicco, che come si è visto non mancano.

Come non mancano riferimenti al sogno - Osama racconta di aver avuto una divinazione anni prima: per vincere contro gli Usa bisognava mettere in campo una squadra di piloti - e le citazioni di paesi arabi moderati come l'Arabia Saudita e l'Egitto dove tra i musulmani l'entusiasmo per le gesta di bin Laden sarebbe alle stelle. Messaggi in codice, probabilmente. Ma è tutto il video che risulta difficile da interpretare. Almeno fino a quando il Pentagono non deciderà di raccontare la sua vera storia.