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“LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA" |
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Hai cercato di capire Luciano Ligabue
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Caro Presidente cosa è il servizio civile? A chi serve il servizio civile? In questi 10 mesi, caro presidente, ho osservato, ragionato, valutato e riflettuto molto su queste due domande, e ho finalmente maturato alcune idee in proposito. Sono partito da un dato importante: nel 2001 sono 181 i “volontari” (che poi di volontario hanno solo la scelta) che svolgono il servizio civile, nel 2006 sono invece 45890. Ho notato un aumento al dir poco esponenziale dei ragazzi impiegati per svolgere il servizio civile. Poi, caro Presidente mi sono chiesto il perché, iniziando a ricercare le origini del servizio civile prestato su base volontaria (SCN) e mi sono accorto che il servizio civile nasce ufficialmente nel marzo 2001 quando già si parlava in parlamento ed era quasi ormai certa la sospensione della leva obbligatoria e quindi ormai non più necessaria la scelta di obiezione dei giovani italiani. Si erano create delle situazioni per le quali i ragazzi non erano più costretti ad obiettare, Io, caro Presidente, sono uno di quei ragazzi che ha “fatto in tempo” ad obiettare all'utilizzo della violenza e delle armi come mezzo di oppressione della dignità umana perché un uomo violato nella sua libertà è un uomo violato nella dignità. In questa prospettiva futura sorgeva un dubbio a molti: gli obiettori di coscienza, che nella chiamata alle armi le avevano rifiutate pur sapendo che avrebbero dovuto accettare qualsiasi cosa lo Stato gli avesse obbligato di fare, sarebbero venuti a mancare e con loro sarebbero mancate agli enti dove erano presenti la disponibilità degli OdC sempre e comunque, l'instancabile lavoro fisico e mentale e soprattutto sarebbe mancato”l'inappropriato” aiuto indispensabile necessario spesso per la sopravvivenza stessa degli enti che contavano sullo sfruttamento di questo esercito di pace e lavoro per tirare avanti la carretta. (Tono ironico) Per fortuna ci ha pensato il Governo, con la brillante idea di far nascere il Servizio Civile Nazionale prestato su base volontaria e non più obbligatoria. Adesso alla luce di quanto ho scritto e che ho nuovamente riletto mi sorge spontanea un'altra domanda (com'è buffo che come risposta ad una domanda ottengo un'altra domanda): Ma non sembra che il servizio civile in realtà sia un “contentino” per quegli enti che campavano grazie agli OdC? Ma devo dire che il Governo di quel periodo storico ha avuto gli stessi dubbi, tanto è vero che ha pensato bene di mascherare il SCN come esperienza di vita significativa e di formazione al lavoro che avrebbe comunque permesso a molti giovani di ottenere un “rimborso spese” che a seconda della zona della penisola in cui ci troviamo può rappresentare un vero e proprio stipendio. Forse ho montato su una storia troppo di fantasia, ma se sono arrivato a certe conclusioni è perché ho notato od osservato qualcosa. In che modo l'ente istituzionale Stato, o qualunque nome esso abbia, si preoccupa di fornire la possibilità di vivere un'esperienza significativa? Soprattutto dov'è questa esperienza? E la formazione che fine ha fatto e soprattutto formazione per cosa? Per un lavoro che tanto non potrai mai fare? L'esperienza caro Stato non la garantisci per niente e non hai nemmeno le potenzialità per offrirla ai giovani. Paradosso: per fortuna, caro Presidente, che esistono i poveri, gli ammalati, gli anziani, le persone in difficoltà, i disagiati, gli immigrati regolari e clandestini, gli ultimi e i bisognosi di ascolto. Già per fortuna che esistono loro, che sono in grado di farmi vivere l'esperienza vera e significativa che lo Stato mi aveva sbandierato come una di quelle famose promesse elettorali che poi sono in pochi a ricordarle. Queste Persone perché anche loro sono persone, caro Presidente, sono vere e forse li chiamiamo ultimi mentre li guardiamo in una classifica di falsità dove ai primi posti troviamo i politici, gente che continua a prenderci in giro proponendoci il SCN e facendoci credere di averci dato un lavoro per un anno, macché, semmai possiamo parlare di precariato e sfruttamento per 12 mesi senza nessuna tutela dei nostri diritti, non penso sia questa la soluzione, Cari Politici (e Voi caro Presidente fate parte della categoria) noi giovani vogliamo i posti di lavoro veri, da conquistare con concorsi legali e corretti, posti di lavoro perché è il primo diritto costituzionale di questo paese del cavolo: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Fabio Sergi Obiettore di Coscienza in congedo Ragazzo in Servizio Civile Delegato per la Regione Calabria Reggio Calabria sabato 28 luglio 2007, 3.00.24
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