IL MISTERO DEI FULMINI GLOBULARI

 

Il racconto di uno scienziato

Il racconto che segue è la testimonianza pubblicata dalla rivista Nature, di Graham K. Hubler, ricercatore del Naval research laboratiry di Washington (USA).

«Ho visto un fulmine globulare durente un temporale, nell'estate del 1960. Erano le 9 di sera ed era buio. Io ero seduto con la mia ragazza sotto la tettoia di un parco di New York (…) Una sfera giallo-biancastra delle dimensioni di una pallina da tennis apparve all'improvviso a circa 15 metri da noi. Non era associabile ad alcun fulmine "normale". C'era poco vento. La palla si librava a 2 metri e mezzo dal suolo e si muoveva lentamente verso di noi. Appena entrò sotto la tettoia "cadde" sul pavimento, che era di legno ed era bagnato, passando ad un metro da noi e senza che noi sentissimo alcun calore. Svolazzò sul pavimento con un movimento a sobbalzi, ed uscì dalla tettoia verso destra. Si alzò fino ad un metro dal suolo, si spostò di altri 5 metri, cadde di nuovo al suolo e sparì senza alcuna esplosione. Ricordo che faceva il rumore di un fiammifero appena acceso. Aveva la luminosità di una lampadina da 10 W. (…) il tutto durò 15 secondi".

 

Sono palle di luce che passano attraverso i vetri e i camini, rimbalzando sul terreno, si spostano in aria cambiando direzione, sfrigolano come fiammiferi in accensione, si presentano in vari colori, forme e dimensioni. Se capita di vederne una è meglio non toccarla: potrebbe ustionarvi. Ma non bisogna preoccuparsi troppo: non possono folgorare. E così come sono apparse, dopo pochi secondi (ma possono durare anche più di un minuto) spariscono nel nulla, talvolta con una piccola esplosione. UFO? No, sono fulmini globulari o Ball Lightning (BL): un fenomeno fisico di cui la scienza, dopo molte incertezze, oggi accetta l'esistenza, anche perché alcune palle di fuoco sono state viste da scienziati ed una si è addirittura materializzata, il 3 agosto 1982, dentro il famoso Cavendish Laboratory di Cambridge.Ma il fatto che la loro esistenza non sia più in dubbio non significa che sia stata trovata anche una spiegazione esauriente della loro natura. Anzi.

Innocui per le persone

Gli studiosi che si occupano del fenomeno hanno ormai raccolto testimonianze sufficienti a descrivere con precisione il fenomeno in tutte le sue varianti. «Ci sono racconti riportati da vari scienziati, fin dal XVII secolo» spiega Albino Carbognani, del dipartimento di fisica dell'università di Parma, il maggior esperto italiano del

Gonne bruciate e giga-palle

Ecco la sintesi di alcune testimonianze di persone che si sono trovate di fronte ad un fulmine globulare, ne sono state toccate o ne hanno visto uno "gigante".

Catania febbraio 1991

«Erano le 5 di pomeriggio e stavamo sul divano quando d'un tratto vedemmo una piccola sfera delle dimensioni di una pallina da golf, luminosa e sfrigolante entrare nella stanza attraverso il vetro chiuso del balcone, rimbalzare 3 volte sul pavimento di marmo ed esplodere fragorosamente dopo 2-3 secondi, lasciando nell'aria un odore misto di zolfo e ozono.Il fenomeno non causò alcuna bruciatura ai tendaggi della porta a vetri del balcone».

Smethwick, Inghilterra 8agosto 1975

 Durante un temporale una donna viene investita da un BL di 10 cm di diametro, di colore blu, che le provoca un buco di 1x7 cm nella gonna prima di sparire con un bang. La donna riporta un'ustione di primo grado alla mano sinistra, con cui aveva tentato di allontanare il fulmine.

Beccles, Inghilterra 8 febbreio 1906

Durante un temporale compare a Nord-Est un cerchio di luce gialla con un diametro apparente paragonabile al doppio della luna piena. Resta visibile alcuni minuti mentre transita sopra la casa del testimone.

fenomeno.«Il direttore dell'osservatorio astronomico di Parigi F. Aragone descrive 30 casi già nel 1859. E il famoso astronomo francese Camille Flammarion riporta osservazioni che risalgono addirittura al 1557». L'analisi di queste testimonianze porta a conclusioni decisamente strane. le statistiche dicono, per esempio, che più del 50% dei BL viene osservata all'interno delle abitazioni, dove entrano passando da finestre o caminetti. A Mosca, nel 1977, un fulmine globulare arancione di 5 cm entrò in un'aula scolastica bucando il vetro e dissolvendosi subito dopo.In altri casi i fulmini sono passati invece attraverso i vetri senza danneggiarli. Anche alle persone non sembra siano in grado di riportare gravi ferit. «Con BL non si rischia la folgorazione, al massimo qualche ustione» spiega Carbognani. In compenso non c'è un modo noto ed efficiente per difendersi da loro: entrano in casa attraversando perfino finestre chiuse e vanno ove vogliono...».

Entrano negli aerei

Un altroluogo frequentato dalle palle di luce sono gli aerei, preferibilmentead alta quota. Il che è ancora più strano perchè negli aerei, che hanno una fusoliera metallica, l'interno è elettricamente isolato dall'esteno. Gli avvistamenti sono avvenuti in tutto il mondo. La maggior parte proviene però dalla Russia (vedi tabella a pagina successiva). In Italia Carbognani ha raccolto, dal 1998 ad oggi, le testimonianze di 3 casi: uno a Catania, uno a Formello (Roma) durante un temporale e sempre in una casa, uno, il più grande (un metro di diametro e arancione), sul preappennino romagnolo, conclusosi con una forte esplosione. L'aspetto dei fulmini globulari è molto vario, sia per il colore sia per la struttura: «Possono apparire solidi con un involucro gassoso che sambra riflettere la radiazione dell'ambiente esterno» spiega Carbognani «oppure rotanti, multicolori e circondati da un involucro trasparente, oppure ancora in combustione (per quelli più piccoli)». Si muovono in tutte le direzioni ma mai verso l'alto. Possono andare anche contro vento e in alcuni casi sono stati attratti da oggetti metallici al suolo.

L'ipotesi del Nobel

In più dì 100 anni di indagini sul fenomeno sono state avanzate molte ipotesi sull'origine del fenomeno: da quella nucleare a quella che li varrebbe nati, da microtemporali, in seguito alla formazione di una specie di aerogel di particelle atmosferiche Ma nessuna ha ancora trovato una conferma definitiva. L'unico modo considerato valido dagli scienziati per convalidare un'ipotesi sarebbe di usarla per riprodurre una palla di luce in laboratorio. E tutti i tentativi fatti finora hanno invece dato luogo, al massimo, a presunti fulmini globulari di qualche cm di diametro, non troppo simili a quelli naturali. Le ipotesi comunque si dividono in due gruppi principali: quelle che ipotizzano una sorgente
energetica esterna ai fulmini globulari e quelle che pensano che la sorgente sia all'interno del fulmine stesso. Una delle più note del primo tipo è quella avanzata dal fisico russo Petr Leonidovic Kapitza, Nobel per la fisica nel 1978. Secondo Kapitza, la loro durata, relativamente lunga, è dovuta alla presenza di una fonte energetica esterna, probabilmente un sistema di onde elettromagnetiche stazionarie fra nubi e suolo originate da temporali. All'interno di un campo

Una delle rare foto esistenti dei fulmini globulari: scattata in Austria, nel 1978

elettromagnetico dì questo tipo si creano infatti regioni dove le onde hanno minore intensità ("nodi") e altre dove l'intensità è massima (antinodi"). Negli antinodi l'onda elettromagnetica può essere così intensa da separare, nei gas atmosferici, gli elettroni dagli atomi, producendo una piccola regione ionizzata, composta cioè da plasma (miscuglio di nuclei atomici e di elettroni non legati tra di loro), che assorbe ulteriormente onde elettromagnetiche fino a creare un fulmine globulare.

Silicio incandescente
La teoria di Kapitza è del 1955. Da allora la ricerca è proseguita, fino ad arrivare alla recentissima teoria pubblicata sulla rivista scientifica britannica Nature da John Abrahamson e James Dinniss, fisici neozelandesi dell'università dì Canterbury. Secondo i due i fulmini globulari sarebbero originati, da una particolare reazione chimica tra un fulmine "normale" e il suolo. In questa reazione si formerebbero infatti filamenti di microparticelle di silicio e carbonato di silicio che bruciano a contatto con l'ossigeno, emettendo l'energia necessaria a formare i fulmini globulari. In laboratorio il modello ha funzionato solo in parte: si sono cioè formate le microparticelle di silicio, ma non il fulmine globulare. La teoria dei ricercatori neozelandesi prevede anche che il fulmine globulare diventi visibile solo a distanza di qualche minuto dal fuImine, il che permetterebbe di spiegare molte testimonianze che parlano di fulmini globulari non assodati a fulmini "normali".


La stagione dei fulmini

Il problema è che entrambe queste teorie associano i fulmini globulari ai temporali, mentrevari episodi (circa il 10% dei casi) sono avvenuti con il cielo sereno. Forse erano comunque presenti temporali in zona, ma il cielo sereno potrebbe anche essere un indizio del fatto che i temporali non sono l'unica condizione in cui si formano fulmini globulari. Quel che è certo è che la distribuzione annua dei fulmini globulari nell'emisfero nord corrisponde a quella dei temporali, con valori massimi a luglio-agosto.

 

Tutti a caccia


Che cosa sono allora i fulmini globulari? Per il momento è facile dire che cosa non sono.
Secondo gli studi di un altro ricercatore, statunitense Martin Uman, non possono essere ad esempio provocati da fenomeni termici, come un corpo che si sta raffreddando, perché hanno dimensioni e forma costanti e non salgono mai verso l'alto (come i corpi caldi dovrebbero fare). Essendo mobili non possono essere un effetto "corona" come i fuochi di S. Elmo, in cui la scarica rimane attaccata a corpi conduttori di elettricità (ad esempio gli alberi delle barche, che diventano così luminosi e scoppiettanti). Potendo materializzarsi all'interno di strutture metalliche come gli aerei, infine, non dovrebbero essere originati da sorgenti di energia esterna.
Insomma i fulmini globulari sono ancora un mistero. E per studiarli sono d'aiuto tutte le osservazioni possibili.

 

Elfi spettri e altri strani fulmini

Ci sono anche altri fulmini misteriosi, oltre a quelli globulari. Sono i cosiddetti "elfi": effetti di luce a metà strada tra i fulmini e le aurore boreali che si manifestano opra le nuvole (e quindi sono difficilmente visibili) durante i temporali. Scoperti nel 1994, sono di vari tipi: spettri rossi, getti blu, elfi ad anello.

Secondo uno dei dei più attenti studiosi del fenomeno, il meteorologo americano Walt Lyons, potrebbero avere un ruolo cruciale nell'equilibrio elettrico globale, ed essere in pratica la manifestazione visibile del passaggio di energia dalla Terra allo spazio. Si verificano in conseguenza di un fulmine "normale" e sono probabilmente la manifestazione luminosa di flussi verso l'alto di elettroni accelerati.

 

 

 

 

 


TABELLE E GRAFICI SUI BL