UN BICCHIERE DI VINO AL GIORNO... 

TOGLIE IL MEDICO DI TORNO

Il vino è una sostanza complessa che pur contenendo una relativa discreta quantità di potassio e, in piccole quantità, molti minerali e vitamine (soprattutto vitamina B) ha un apporto di sostanze nutrienti sostanzialmente trascurabile.
Nonostante ciò il vino ha un ruolo nella dieta alimentare, disponendo di talune proprietà fisiologiche in relazione all'alcool etilico e ad altre sostanze 'minori' presenti (glicerolo, tannini, catechine, ecc.).

Già i popoli antichi riconoscevano al vino qualità medicinali, stimolanti ed effetti psicotropi. Quest'ultimo aspetto è legato ovviamente alla presenza di alcol etilico, una sostanza in grado di esercitare potenti effetti sul sistema nervoso dell'uomo ed altamente tossica per il fegato se ingurgitata in grande quantità. Nella pratica quotidiana il suo ruolo é sempre stato legato alla religione che ne ha fatto un elemento simbolico indispensabile alla liturgia eucaristica, oppure alla tavola, dove veniva considerato un alimento corroborante ed energetico: ogni grammo di alcol in effetti sviluppa 7 Kal. Intorno al XIV secolo al vino vennero attribuite anche proprietà miracolose, sono di quegli anni alcune ricette che lo utilizzavano come base per preservare i morti dalla decomposizione, e soltanto in seguito assunse un ruolo medicinale in quanto l'alcol fungeva da base conservante per erbe medicamentose. Nel XVI secolo poi sono nati vini addizionati di corteccia di china o di assenzio, ideali per essere utilizzati come digestivi, i precursori dell'attuale Barolo chinato e del vermouth. Il vino cominciò a diventare un problema sociale soltanto nella seconda metà dell'800, quando milioni di persone vennero sradicate dai ritmi lenti e rassicuranti della campagna per essere proiettati nel sistema spersonalizzante e frenetico creato dall'industrializzazione. Per molta gente l'unico modo per dimenticare il degrado e la perdita d'identità divenne consumare vino, una "droga a buon mercato", la più comoda e facilmente reperibile. Questa è storia vecchia e non verrà mai abbastanza sottolineato come le bevande alcoliche debbano essere assunte con moderazione e che le eventuali eccezioni a questa regola generale debbano possibilmente verificarsi quando non dobbiamo compiere attività la cui cattiva esecuzione possa mettere in pericolo noi stessi e gli altri.

Quello che veramente importa è sottolineare come gli ultimi studi medici e biologici abbiano messo in luce alcune interessanti proprietà delle bevande moderatamente alcoliche e del vino in particolare, chiudendo un circuito che riaggancia finalmente la moderna scienza con la saggezza popolare che, come abbiamo visto, ha in questo campo radici antichissime. Già da molti anni si è stabilita una correlazione negativa tra consumo di bevande moderatamente alcoliche ai pasti (vino, birra) e malattie cardiovascolari: in altre parole i popoli che tradizionalmente mangiano bevendo vino o birra sono meno soggetti al rischio di morte per infarto e di complicanze circolatorie. In campo medico-scientifico si parla di paradosso Francese o paradosso dell'Europa Occidentale: quando si scoprì che diete ricche di grassi aumentano i rischi di malattie cardiovascolari si scoprì anche che i popoli dell'Europa occidentale ed in particolare i francesi, pur essendo tra i più grandi consumatori di grassi animali e non, erano anche scarsamente soggetti ad infarto ed arteriosclerosi. Che cosa tiene pulite le loro arterie? I nostri vecchi direbbero "al vén ros" ed avrebbero ragione! si stanno accumulando evidenze sempre più macroscopiche a favore di questa tesi. Tutto é cominciato in sordina nel 1988 quando il dottor Jean Carper nel suo libro "The Food Pharmacy" scrisse che il vino é tra le sostanze naturali capaci di prevenire le malattie cardiache e di innalzare il colesterolo buono, cioé l'HDL, a scapito di quello cattivo LDL: per ottenere l'effetto desiderato bastava bere un bicchiere di vino rosso a pasto. Nel 1991 Jack Masquelier in occasione di un seminario internazionale su "Uva, vino e salute" presentò uno studio che dimostrava le proprietà salutistiche delle protoantocianidine (sostanze coloranti) dell'uva ed il loro valore antiossidante. L'effetto "spazzino" dell'etanolo verrebbe grandemente aumentato dalla presenza di altre sostanze, le quali tra l'altro contribuiscono a conferire al vino rosso il suo colore naturale, che hanno una potente azione antiossidante sui grassi in circolazione nel plasma sanguigno e sulle lipoproteine a bassa densità (LDL):i polifenoli. In realtà il fatto che il vino rosso sia la più "protettiva" tra le bevande moderatamente alcoliche di cui sopra, è una nozione ormai acquisita. Ciò che ancora non è ben chiaro è quale tra le centinaia di molecole presenti nel vino rosso, sia la maggior responsabile di queste sue non trascurabili qualità. La questione è di grande interesse in quanto si è visto che uno in particolare di questi polifenoli, il trans-resveratrolo, è un antiossidante altrettanto potente della vitamina E. In realtà l'assunzione regolare di vino ai pasti ha un effetto cardioprotettivo, ma ancora molto si deve scoprire a riguardo; l'ipotesi più accreditata al momento sostiene che moderate quantità di alcol etilico accrescano la produzione di proteine ad alta densità del colesterolo (HDL il cosiddetto colesterolo buono) e riducano l'aggregazione piastrinica; lo stesso effetto antiaggregante lo hanno i polifenoli del vino rosso, seppure attraverso altre vie metaboliche; in più dobbiamo aggiungere l'effetto antiossidante di cui sopra. Perchè l'effetto protettivo sia anche correlato all'assunzione regolare di vino al momento dei pasti, è tutt'ora un mistero irrisolto; ma si vedrà. Per intanto limitiamoci a registrare queste notizie rassicuranti e beviamoci tranquillamente il nostro vino a tavola; magari rosso.

 Studi effettuati su gruppi di gemelli anziani dei quali solo uno di essi consumava regolarmente 1-2 bicchieri di vino al giorno, hanno dimostrato che quest'ultimo possedeva una miglior capacità di ragionamento rispetto al fratello astemio o maggior bevitore: da questa considerazione sono partiti alcuni studi volti a stabilire le correlazioni positive tra un consumo moderato di vino e l'insorgenza del morbo di Alzheimer.

Si è anche osservato come le persone anziane che hanno consumato regolarmente vino durante la loro vita, hanno una maggiore densità ossea rispetto agli astemi e conseguentemente presentano un rischio minore di osteoporosi.

 

Da ultimo, ma non meno importante, bisogna ricordare che  il vino è da sempre, nella dieta mediterranea, una fonte molto importante di micronutrienti essenziali, tra cui il ferro, lo zinco e la vitamina B2. Ricordate però che alcune procedure, tra cui la pastorizzazione, riducono la biodisponibilità di questi micronutrienti in quanto alterano la struttura delle molecole cui sono legati nel prodotto naturale. D'altra parte non è certo che il vino faccia ingrassare. Infatti, un bicchiere di vino rosso contiene in media 150 calorie, ma la metabolizzazione dell'alcool avviene in modo particolare nell'organismo, in quanto esso viene assorbito direttamente dalle pareti dello stomaco. 

Ma è proprio vero che il vino aiuta la digestione? Anche questo aspetto non è dei del tutto chiaro, ma si è visto che il vino ha potenti proprietà antibatteriche sui batteri dei tratto gastrointestinale, proprietà largamente responsabili delle sue qualità digestive.

Per quanto riguarda le controindicazioni, bisogna sottolineare che è sempre dannoso bere in forti quantità, soprattutto per le persone che soffrono di ipertensione (l'alcool determina una leggera crescita della pressione sanguigna).
E' anche sconsigliato bere alcoolici per le donne in stato di gravidanza e allattamento, per gli adolescenti e, incidendo negativamente sulle capacità di autocritica e coordinazione motoria, nell'imminenza di attività che richiedano concentrazione ed abilità come la guida di un autoveicolo. Cosa si intende per 'consumi moderati'? In linea generale si suggerisce di ingerire non più di uno/due bicchieri di vino al giorno.
In ogni caso le quantità dipendono da individuo a individuo (in base alla propria capacità di 'bruciare' l'alcool ingerito) e dalle modalità di consumo (bere vino durante i pasti riduce notevolmente il livello di alcool nel sangue, quindi è meglio tollerato dall'organismo).

 

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Data dell'ultimo aggiornamento: 3-02-2002
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