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La trilogia Lancia: l’”Esatau”
L’”Esatau”, vero cavallo di battaglia Lancia dell’immediato dopoguerra, era prodotto in tre versioni: la serie “864” e “964” (i “musoni”) veniva prodotta tra il 1947 e il 1956; l’”Esatau A” (a cabina avanzata, meglio conosciuto come “Casaro”, dal nome della carrozzeria che costruiva l’abitacolo) era proposto nel triennio 1955 – 1957. Nel 1956 ci fu una vera svolta nella saga “Esatau”; usciva il mitico “Esatau B”, un camion con una personalità molto forte.
Gli ”Esatau 864” e “964”
Gli ”Esatau 864” e “964” erano i primi pesanti Lancia che venivano prodotti dopo la seconda guerra mondiale. In particolare, la versione “864” (autocarro 4x2) era proposta dal 1947 al 1956 mentre il “964” (autocarro 6x2, con terzo asse montato dopo il ponte) era venduto dal 1948 al 1957.
Le motorizzazioni
Tutti gli “Esatau 864” e “964”, erano mossi da un indistruttibile motore a sei cilindri in linea di produzione Lancia. Questo propulsore, fino al 1953 aveva alesaggio e corsa rispettivamente di 108 e 150 mm e, con la cubatura di 8245 ml, erogava 122 Cv a 2000 giri al minuto. Nel 1953, ci fu una svolta; l’alesaggio del mitico “6 in linea” venne portato a 112 mm, lasciando la corsa invariata. Questo incremento di cilindrata (ora 8867 cm3) alzava la potenza a 132 Cv, sempre disponibile a 2000 giri al minuto. Il cambio per entrambe le versioni era lo stesso, ed era un “4+1” meccanico abbinato a un riduttore. In totale i rapporti erano 8 in avanti e 2 in retromarcia.
I telai
L’”Esatau 864” era disponibile soltanto nella versione 4x2, ovvero camion a due assi con uno solo trattivo. Il passo di questo autocarro risultava di 5000 mm nella versione “lunga”, abbinata alla cabina con cuccetta, e 4300 mm per la versione “864 C”, contraddistinta da una cabina priva del comparto notte. Questa variante era particolarmente adatta a quei settori (ad esempio ribaltabili) dove il vano notte non serve. Il “964” era invece un 6x2 con terzo asse montato dopo il ponte. Questa versione (poco diffusa) veniva utilizzata prevalentemente con le cisterne; i “964” che montavano il cassone erano veramente pochi. Nel caso in cui il veicolo montava una cisterna, la zona notte veniva chiusa e adibita ad armadio per riporre le manichette. La versione trattore (con passo cortissimo) non ebbe un grande successo, dovuto anche alla schiacciante predominanza degli autotreni rispetto gli autoarticolati. Tutti i telai erano composti da longheroni sagomati nella zona sopra il ponte posteriore, uniti tra loro da traverse; i due componenti erano costruiti in acciaio ad alto limite di snervamento.
La cabina
La cabina dell’”Esatau 864”, per l’epoca, era molto accogliente. Disponeva di una panchetta (in pelle rossa) che copriva tutta la larghezza dell’abitacolo (i sedili singoli erano usati solo sui camion senza “muso”). Dietro la panchetta, c’erano le due cuccette; quella inferiore aveva la particolarità di essere “nascosta” dietro lo schienale del lungo sedile. Quindi, nel caso in cui uno dei due autisti in cabina (all’epoca erano obbligatori) volesse sdraiarsi un po’, bisognava reclinare lo schienale e renderlo (per il guidatore) inservibile. Il cruscotto, composto da elementi circolari, inglobava gli indicatori di velocità, manometro dell’olio e pressione dell’aria. Il posto di guida, dominato da un volante (lo sterzo era solo demoltiplicato, senza idroguida) a tre razze da 120°, era a destra. La cabina, che montava porte incernierate anteriormente, disponeva di otto vetri: due che costituivano il parabrezza, due discendenti nelle portiere, due del vano notte (coperti da tre bacchette di rinforzo) e due della parete posteriore. Una particolarità: i due cristalli del parabrezza erano incernierato superiormente, ed erano apribili tramite quattro galletti (due per lato) così da far entrare aria fresca nelle stagioni calde.
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