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Sono stanca, fa tanto caldo, lavoro per tre e faccio casini per tre, ho dovuto telefonarti perche non riuscivo a venirne fuori, altrimenti non lo avrei fatto, non ho neanche imparato il tuo numero di telefonino, per non avere la tentazione di chiamarti. Alla sera spesso, cerco di ricordarlo, ma niente da fare, per fortuna, altrimenti non so se riuscirei a resistere alla tentazione di sentire per un attimo la tua voce.

Quando mi chiami è come se tutto si illuminasse di una luce diversa,  la conversazione dura poco ,  purtroppo, vorrei dirti tante cose e non posso, ma basta a riempire le giornate, l’attesa di quello squillo.

Non aspetto più posta elettronica, ma uno squillo di telefono, al di la del filo ci sei tu, c’è la tua voce.

Le giornate trascorrono così, in attesa e dopo l’attesa un pò di tristezza mi invade, poi penso, domani lo sento di nuovo.

Cerco di riempirmi le giornate, lavoro tanto con Mattia,  del resto io sono la sua principessa e lui il mio principe , ma il pensiero vola, lontano da te.

A volte cerco di trattenerlo, di dire basta, torna giù non sai e non saprai mai volare, potresti spezzarti un’ala, ma per quanto mi sforzi il pensiero và, continua il suo volo verso l’ignoto.

Avevo promesso che avrei continuato a scrivere,  fino ad ora ho solo guardato le stelle e ti ho pensato.

Oggi è mercoledì, quanti giorni mancano a lunedì, non ci voglio pensare , e meglio che pensi allo squillo del telefono., a quella sera di luna piena, alla mio volto tra i tuoi capelli, alla mia gioia e alla mia disperazione, che penso siano uguali alla tua.

E’l’1,30 di giovedì, non ho potuto scrivere niente fino adesso, ho coso tanto, ho risposto a mille telefonate, ma non ho ancora sentito la tua voce, mi è difficile scrivere perchè Fulvio entra ed esce continuamente, vediamo se riesco a farlo per 3 minuti di fila.

E’ un’altra giornata calda e afosa, oggi sono un pò più triste, perchè non ti ho ancora sentito, ho messo la cassetta della pubblicità ed anche la tua maglietta (giornata buia), vorrei tu fossi sotto, vorrei bere un caffè con te e dirti che stasera sarò dal dentista, e sono già in ansia. Vorrei tu mi dicessi, tranquilla è solo questione di testa. Ma non ci sei ed allora me lo dico da sola e, sai, devo dire che un pò funziona.

Mi addormento pensando di stringere la tua mano, così è come se tu fossi con me.

E’ passata una settimana e altre ne dovranno passare, ma se una se ne andata, anche le altre lo faranno.

Ho Guardato le stelle anche ieri sera,  e naturalmente ti ho pensato, ed ogni giorno che passa mi da la sensazione che tutto si difficile , ma forse superabile in qualche modo, quale non so.

Fulvio è gia entrato 10 volte, ed ogni volta stacco, per cui il discorso e un po’ sboconcellato.

Spero di sentirti pomeriggio.

Quando tornerai troverai questo dischetto, mi sembra molto più discreto della posta, posso parlarti meglio sapendo che neanche B.Gates lo troverebbe.

Sono le 14 ed ho scritto solo questo, pensa a quanto mi ha parlato Fulvio

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