Meridiana.jpg (368237 byte)Treviso – Seminario vescovile – via San Nicolò. Linea meridiana con lemniscata del tempo medio locale e calendario zodiacale.Realizzata ex novo in collaborazione col maestro Pavanello Mosè sulle tracce di una meridiana preesistente disegnata probabilmente nella seconda metà del 1800.

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Nel secolo scorso, probabilmente dopo il 1850, sulla parete meridionale dello stabile che si affaccia sul chiostro del Seminario di Treviso, venne realizzata una grande meridiana. Questo strumento, il cui costruttore rimane ignoto, serviva a indicare il mezzogiorno vero e quello medio del luogo, grandezze che all’epoca venivano utilizzate per rimettere in passo, con l’ausilio del Sole, l’orologio meccanico adiacente. Meridiane di questo tipo venivano generalmente realizzate in luoghi pubblici così da servire alla comunità ed inoltre, per avere una maggiore precisione nelle misure fornite, si prediligevano quelle di grandi dimensioni.Per comprendere le caratteristiche e le informazioni fornite da questi strumenti spiegherò brevemente i concetti di tempo vero e tempo medio locale.

L’ora solare vera e l’ora media

L’ora indicata dalla maggior parte delle meridiane si definisce ora vera locale: vera in quanto è fornita dal Sole reale, quello che vediamo passare in cielo, locale perché l’astro del giorno passa in istanti diversi nei vari meridiani della Terra. Per questo motivo se a Treviso è mezzogiorno ovviamente non può esserlo a Trieste o a Padova.

Per millenni l’uomo ha impiegato l’ora vera locale nella cronometria e solo in tempi relativamente recenti il progresso ha modificato questo concetto di "ora" con l’introduzione del tempo medio e l’uso dei fusi orari. La marcia apparente del Sole nel corso dell’anno, e quindi anche lo scandire del tempo vero, non è regolare a causa principalmente dell’ellitticità e dell’obliquità dell’orbita terrestre. Queste piccole variazioni indussero gli astronomi a considerare, agli effetti cronometrici, in luogo del Sole reale, un Sole fittizio che si muovesse sull’equatore celeste con velocità costante iniziando il percorso assieme al Sole vero e completando il giro annuale nello stesso tempo. Il tempo e l’ora regolati dal Sole fittizio vennero chiamati tempo medio e ora media e sono rigorosamente costanti.

La differenza tra tempo solare vero e tempo solare medio si chiama equazione del tempo. Essa varia durante l’anno oscillando fra +14 e -16 minuti.

La diffusione degli orologi meccanici, la cui marcia è ovviamente regolare, e il progredire delle attività umane, suggerì di abbandonare gradualmente il sistema di misurazione a tempo vero per lasciare posto a quello medio locale che in Italia venne adottato per usi civili nel 1857. All’epoca gli orologi meccanici pubblici avevano nelle immediate vicinanze una meridiana con la quale regolarli quotidianamente, sia per rimetterli in passo quando vigeva l’ora solare vera, sia quando venne adottato il tempo medio, perché ancora troppo imprecisi. In questo secondo caso, ogni qualvolta la meridiana segnava il mezzogiorno vero, si regolavano le lancette tenendo conto dello scarto giornaliero dell’equazione del tempo. Per rendere l’operazione più semplice la meridiana veniva messa in condizioni di fornire direttamente il tempo medio, disegnando in corrispondenza della linea del mezzogiorno una curva a forma di otto allungato chiamata lemniscata. Essa rappresenta graficamente l’equazione del tempo tenendo conto giornalmente dello scarto tra ora vera e ora media.

Ricordiamo, per finire, che l’ora media locale, divenuta troppo limitativa per i progressi avvenuti nel campo dei trasporti alla fine dell’800, venne abbandonata nel 1884. La superficie della Terra fu divisa in 24 zone, dette fusi orari, da una commissione internazionale. Venne così adottata come ora di riferimento per i luoghi posti all’interno di uno stesso fuso quella media del meridiano-asse; per l’Italia in particolare vige dal 1893 il Tempo Medio dell’Europa Centrale.

Le caratteristiche della meridiana del seminario

Non si sa per quanto tempo la meridiana del seminario venne utilizzata ma di certo, una volta divenuta obsoleta in seguito ai progressi della tecnica, venne dimenticata. Col passare degli anni sparirono quasi completamente le linee orarie e le scritte, venne rimosso lo stilo, ed inoltre, a causa di interventi maldestri di ristrutturazione dell’edificio, come la realizzazione di una finestra e il rifacimento del porticato, la parte superiore destra e quella inferiore del quadrante vennero eliminate.

Nel 1998 si decise finalmente di ripristinare la meridiana come pure l’orologio meccanico adiacente, così da riavere i due strumenti funzionati in occasione dell’Anno Giubilare 2000.

Da un primo sopralluogo si ebbe modo di costatare che il degrado della meridiana era aggravato anche da numerose screpolature e stacchi dell’intonaco con presenza di sali sullo stesso. I pochi segni rimasti erano comunque sufficienti a interpretare l’impianto originale e a realizzare ex novo lo strumento, rimanendo fedeli alle caratteristiche che avevano le meridiane dell’epoca.

Meridiana del Seminiario.jpg (82455 byte)

Il piano del quadrante misura all’incirca 150 centimetri di larghezza per 350 di altezza. Lo stilo, cioè l’elemento che indica l’ora, è costituto da un disco di ottone a forma di Sole con un foro al centro. In questo modo si proietta sul quadrante una macchia di luce che permette una lettura precisa e immediata dell’ora. L’altezza del disco dal piano del quadrante, che in gergo viene chiamata altezza gnomonica, è di 115 centimetri.

Il compito principale di una meridiana di questo tipo è di indicare l’istante del mezzogiorno; in questo strumento però sono state anche segnate le linee orarie delle ore 11 e 45 minuti e delle 12 e 15 minuti di tempo vero. Altre linee permettono di stabilire la data d’inizio delle stagioni e quella di ingresso nei dodici segni zodiacali: la meridiana è perciò anche un calendario stagionale e zodiacale. Nella parte superiore troviamo la linea del solstizio invernale contrassegnata dal segno del Capricorno, più sotto quella dell’Acquario, e del Sagittario, dei Pesci e dello Scorpione, dell’Ariete e della Bilancia, della Vergine e del Toro , del Leone e dei Gemelli e per finire la linea del solstizio estivo col segno del Cancro . La linea contrassegnata dai segni dell’Ariete e dalla Bilancia indica l’inizio dell’equinozio di primavera e d’autunno. L’istante del mezzogiorno vero si ha quando la macchia di luce cade sulla linea retta, mentre si legge il mezzogiorno medio locale quando la macchia cade sulla lemniscata nel tratto corrispondente al mese in corso. Dal momento che la differenza in longitudine tra il sito della meridiana e il meridiano del fuso è di 11 minuti, nell’istante del mezzodì medio, i comuni orologi segneranno le ore 12 e 11 minuti.

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