Introduzione e generalità.
Perchè "PC"
Il termine "PC" oggi è comunemente usato per indicare un generico "computer personale" (personal computer), a prescindere dal suo ambiente d'utilizzo (ufficio, casa, videogames...).
In realtà il termine è stato coniato nell'ormai lontano 1981 dalla IBM, ed indicava un particolare modello di computer, denominato appunto "IBM Personal Computer".
In quel periodo la IBM era una delle industrie più rappresentative nel settore "mainframe" (computer potenti per applicazioni particolarmente impegnative), ed aveva intenzione di estendere la propria produzione all'allora emergente mercato dei computer personali, per hobbisti o per piccoli uffici. Fin dal 1977 infatti molti hobbisti ed appassionati di elettronica avevano a disposizione, a prezzi accessibili, macchine come il famoso "Apple II" ed il "Commodore PET"; cominciarono a diffondersi i primi applicativi completi (ad esempio il famoso "Wordstar") ed i primi sistemi operativi adottati da più macchine (ad esempio il "CP/M" di Digital). Insomma era iniziato il processo di diffusione della nuova cultura informatica al grande pubblico, prima appannaggio di una ristretta cerchia di addetti al settore.
In questo clima IBM presentò il suo "IBM Personal Computer", dotato di una cpu Intel 8088, di 64KByte di Ram, di un lettore floppy disk da 5'' 1/4 (capacità 160 KByte), e del sistema operativo "PC-DOS", nome dato da IBM al famoso sistema operativo "MS-DOS" ottenuto in licenza dalla Microsoft di Bill Gates.
Il prezzo era accessibile a molti, e le caratteristiche di compatibilità con l'hardware già diffuso in quel periodo, l'architettura aperta (prima dell'avvento del PC, IBM progettava e costruiva in proprio tutti i componenti dei propri sistemi; il PC invece poteva integrare componenti prodotti da altre aziende), nonchè un'abile campagna di marketing, contribuirono a determinare un immediato successo destinato a durare molto a lungo nel tempo, fino ai nostri giorni.
La questione della compatibilità hardware è stata determinante per l'evoluzione dell'informatica riguardante il grande pubblico. Quando un costruttore di sistemi hardware deve immettere sul mercato un nuovo prodotto, deve infatti assumere un'importante decisione:
- costruire un sistema compatibile con quanto è già presente sul mercato, in modo da riutilizzare parti già collaudate nel tempo, nonchè a basso prezzo, e consentire ad un grande numero di utenti di continuare ad usare sistemi hardware e software, periferiche ed accessori già consolidati ed a prezzi ragionevoli; ovviamente questa filosofia porta ad un rallentamento dell'evoluzione tecnologica dei prodotti venduti al pubblico;
- oppure costruire un sistema innovativo, dalle migliori prestazioni, ma richiedente costi di progettazione e realizzazione maggiori, ed implicante maggiori prezzi finali al pubblico, magari costretto ad aggiornare l'hardware ed il software già posseduto per stare al passo con la nuova tecnologia.
Per un lungo periodo successivo alla data di presentazione del PC IBM, la scelta dei maggiori produttori di computer fu proprio quella della compatibilità. Si diffusero così i cosiddetti computer "PC compatibili" o "cloni PC", computer cioè con un'architettura molto simile a quella del PC IBM, in modo da poter utilizzare le applicazioni e le periferiche già esistenti e diffuse su larga scala. Grazie alla concorrenza tra le varie aziende produttrici i prezzi dei PC furono ancora più accessibili, e conseguentemente il PC si diffuse ulteriormente come piattaforma per applicazioni personali ed aziendali.
Il discorso della compatibilità hardware vale anche nel caso del software: nella maggior parte dei casi un programmatore è certamente più interessato ad indirizzare il suo lavoro ad un pubblico vasto, e per raggiungere lo scopo deve progettare programmi funzionanti su più computer diversi. Questo può essere ottenuto realizzando programmi che funzionino su un sistema operativo piuttosto diffuso.
Negli anni successivi al 1981, grazie all'impulso della IBM, il sistema operativo di riferimento per l'informatica personale divenne proprio l'MS-DOS della Microsoft. Nel 1984 invece la Apple, azienda all'avanguardia nella sperimentazione di nuovi sistemi hardware e software, effettuò una scelta controtendenza e presentò il "Macintosh", un computer innovativo progettato con tecnologia hardware superiore a quella del PC e dotato di un sistema operativo rivoluzionario per l'epoca, con interfaccia utente basata su finestre grafiche e mouse, anzichè su linea di comando come l'MS-DOS. Nel mondo dei personal computer, negli anni a venire, si delinearono così due "correnti di pensiero": una rivolta alla "backward compatibility" (compatibilità all'indietro) con l'hardware ed il software pre-esistente, tesa al contenimento dei costi ed alla diffusione di massa; l'altra rivolta all'innovazione, alla ricerca di soluzioni più "user-friendly" (più "amichevoli per l'utente", cioè più facili da utilizzare) e di qualità anzichè di quantità.
PC vs Macintosh
Nel tempo le due correnti di pensiero si materializzarono in prodotti destinati a fascie di pubblico differenti. Il PC, nato tenendo conto del retaggio di hobbisti ed appassionati di elettronica, di persone comunque addentrate almeno in parte nelle tematiche dell'informatica, era una soluzione di compromesso tra prezzo e prestazioni, ed offriva il grande vantaggio di poter accedere ad un enorme parco hardware e software consolidato nel tempo a costi ragionevoli; richiedeva però sufficiente dimestichezza con la scarna interfaccia a linea di comando dell'MS-DOS per essere utilizzato appieno, nonchè con le applicazioni che venivano sviluppate con "l'impronta" dell'MS-DOS, spesso dai comandi poco intuitivi e richiedenti un periodo di addestramento.
Il Macintosh invece, libero da vincoli storici, possedeva un'interfaccia semplice ed accativante da usare persino per i neofiti del computer, e grazie alle sue avanzate capacità grafiche si diffuse soprattutto negli ambienti dell'editoria professionale, specializzandosi nelle applicazioni di DTP (Desk Top Publishing, programmi di impaginazione grafica) e grafiche in generale. Ancora oggi le migliori applicazioni di grafica professionale vengono utilizzate in sistemi Macintosh. Gli svantaggi però erano i costi più alti al pubblico sia dell'hardware che del software, ed il numero di applicazioni disponibili piuttosto limitato rispetto al mondo dei PC.
Insomma il PC divenne un prodotto di massa, il Macintosh un prodotto d'élite. Entambi i sistemi si evolsero nel tempo, il Macintosh raffinando ulteriormente la sua interfaccia grafica e potenziando l'hardware (sino al "Power PC" dei giorni nostri), ed il PC guadagnando terreno nel campo della facilità di utilizzo, prima con la primitiva interfaccia a finestre dei vari Windows 3.x, poi progredendo con Windows 95 e 98.
Prospettive
Con il passare del tempo l'enorme distanza in termini di facilità d'uso che in origine separava il PC dal Macintosh si è notevolmente ridotta, anche se il Macintosh si pone ancora oggi un gradino più in alto per qualità dell'hardware e dell'interfaccia utente (ma a costi più elevati a parità di fascia di impiego). La qualità media dei PC è destinata comunque a progredire senza sosta, regolamentata da speciali standard (norme ISO 9001, raccomandazioni IEEE) che impediscono lo sviluppo selvaggio di hardware dalle caratteristiche più disparate e di problematico assemblaggio. Anche il software è in continuo miglioramento, grazie anche al "feed-back" (ritorno, riscontro) di un numero enorme di utenti in tutto il mondo, che segnalano eventuali difetti ("bugs") per invitare le case produttrici a porre rimedio (tramite "fixes" o "patches", cioè aggiustamenti). Il PC insomma diventerà col tempo uno strumento sempre più potente, affidabile e semplice da usare (oggi purtroppo siamo ancora a metà strada!); per il momento i costi ormai veramente accessibili contribuiscono alla diffusione di una cultura informatica più o meno uniforme in tutti i Paesi industrializzati.
E' importante notare che quanto detto finora vale per il settore dei personal computer o delle workstations (stazioni di lavoro professionali) di fascia medio-bassa; il mondo dei supercomputers o delle potenti workstations per applicazioni impegnative è ben altra cosa. Ma questa è un'altra storia...

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