Nome d’origine, Arbate Asmere,
ovvero "quattro villaggi", quelli fondati da alcuni pastori nel
lontano XII secolo, posti nella zona dove attualmente si trova la
Chiesa Ortodossa copta di Enda Marian. Poi arriva la colonizzazione
italiana e britannica, tra i periodi storici più rilevanti per le
sorti della città.
Gli italiani decisero che Asmara dovesse divenire un gioiello
dell’Africa, specchio dello splendore dell’impero italiano. E così
fu. Asmara, ovvero la "piccola Roma". Oggi le opere dei
colonizzatori spiccano, agli occhi di qualcuno persino stridenti.
Alberghi, cinema, interi quartieri portano il segno stilisticamente
leggiadro della colonizzazione italiana, qualche nome: Cinema
Impero, Bar Roma, il quartiere di Gheza Banda, distretto a sud-est
di Asmara, chiamato in origine "Italian Gheza Banda".
Filtrati dalla sensibilità artistica italiana, Asmara ha accolto
praticamente tutti gli stili del primo scorcio del Novecento
diventando la città Modernista d’Africa per eccellenza. Ville in
stile art decò, architetture cubiste, razionaliste, espressioniste,
futuriste e neoclassiche arredano gli angoli della città con una
magnificenza stile occidentale che può lasciare perplessi. Una
realtà parallela questa, cristallizzata attorno a quella dinamica,
squisitamente locale, da assaporare tra i banchi del mercato, nel
vecchio quartiere dove si smerciano le granaglie e le spezie, oppure
nel Medareb, mercato del XVIII secolo, dove gli artigiani nelle
piccole botteghe plasmano oggetti di ogni tipo riciclando metallo.
Medareb è anche la zona dei fabbri dove ogni cosa viene prodotta
rigorosamente a mano. Il mercato nel quartiere antico si svolge ogni
mattina esclusa la domenica ed è il miglior riassunto della vivacità
e del colore dei gruppi etnici eritrei.
Spiritualismo e avanguardia. Il contrasto rende Asmara una città per
certi versi contraddittoria ma, come tutti i contrasti forti,
intrinsecamente affascinante. Imperdibile, a tal proposito, un giro
nei luoghi di culto che riflettono la varietà dei credi religiosi.
Uno dei massimi monumenti della città è la Cattedrale Cattolica di
Santa Maria, in puro stile romanico lombardo. La domenica si celebra
una messa in lingua italiana. Altre funzioni sono celebrate in
lingua tigrina (l’etnia dei Tigrini è la più numerosa d’Eritrea e
molto presente ad Asmara) e inglese. Il campanile, alto 52 metri, è
il punto di riferimento della Harnet Avenue, la strada principale
della città, lunga circa un chilometro. Dal campanile, che contiene
otto campane, si gode di una bella vista panoramica. L’interno è
completamente affrescato.
In Maryam Gmbi Street si trova il Museo Nazionale con reperti
archeologici delle civiltà antiche che stazionarono in Eritrea e una
ricca collezione di oggetti, arti, vestiti tipici dei nove gruppi
etnici che compongono la popolazione del paese. Uno sguardo
antropologico globale sull’Eritrea. |