Arcani

 

Il volo

 

Amato e da tanto

viaggiare di modo questo

io che da fin quand’è

del sapei fallino perché

è sempre che bel volo lesto

che saper per saggio da quanto

desiderato. Per se che noi

e scienza la ha si capi

peso il e forza la nel corto

azione far possibile al porto

altri deli frigui dei drapi

augelli. E piccoli più, poi

sono essi ma stolti. Del volo

è, non scienza la molto

le che l’ammizione limine

cerca di nono ascolta patrine

più, sempre desidera il colto

di permette cosa nel molo

e molte far più stesse

e molte non san del volare

e molte sventure naturale

noi di agrebbe in vettoriale

noi di saperlo, sapiente di fare,

noi di possibile ancora resse.

E’si non modi, provato

Ci ancor fantasia di ché

Media e destra ea manca

chiaro prova se media è non stanca

vedendo si ci riusciremo. Fuorché

noi differendo ad augelli in stato

ali e le penne sono oltre,

la stazza e del peso,

e bilanciata e la mole,

ablicata ciò di forza che puole

o di velocità e del vento leso

non è per salto volar foltre.

Ha si del volo non molto

ma di acconoscenza per fanta

aver molta si come

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io il voler di quello. Some

di uccelli il volo amo tanto

a bellezza e vedendo a me tolto

 

dell’ali line armonia nutriscono

velocità, si come di questi

per volo di usan nei fiori

nelle che bei colori

rincorrere, o scappare lesti

mi hanno piuma accondiscono.

 

 

 

 

 

Le rose di Maggio

 

Fiori di tempo Maggio

e ora fiori di sbocciando,

e ora che, specchiando

campi e prati del saggio.

Mia è dai guardati

del prato nel fin sudati

sotto ‘l sole che, supino

coltiva in finestra vicino

belli, geranei bianchi e rosati

e la rosa e la meraviglia

vedo l’azalea di castiglia

e non in boccio le rose

che nascoste ancor tra le cose

se vere che strabiglia

dicono e aprono pian piano

ti amo.

 

 

Il mare d’inverno

 

Gelide sue il mare coll’onde,

non sua può mancar l’infinità,

e bagno io sulle sponde,

qual è la mia felicità.

 

 

 

Del viso suo ammiro gli occhi

 

Del viso suo ammiro gli occhi

Visino e amevole bel tenderso

Somiglianti son ai rintocchi,

color non del preciso verso

ma di colore in oscuriscenza

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se in celle riformarsi non è perso

sprigionano che con amore, la lenza

che pietà rapisce cadendo senza.

In essi che non sol son in viso,

di cose belli si ivi ci son

colori e forme che dan sorriso

sì risplendono la che si pol von,

rammento io che sento

potendo amara di altre, non

vi’l mio amore e t’al d’affento

e rispetto la guardo le’sul vento.

Guardo la che di quando

son ci viso nel però

occhi rapisno mi, che lando

c’hamo bellezza che penserò

tutti si n’est a comune

presente n’est l’altato che darò.

Lei in magrizia in sorpassa l’une

ch’è passiva e subisce colma di dune,

in poi viso dal sempre

è assai essa sì tendersa

lei che bocca mi intalempre,

meste in sempre voglia persa

lei che è di voler presente alù

mesta che lambir l’estroversa.

Con ancor abbellimenti in più

potessa m’aggradrebbe lassù

la col si io di mettere

mesta. Sempre sul viso

anche capelli lor vennettere

l’oro come non essi, liso

son ma di pece e carbon

l’ammiri io ugual fatti so

corti fatti perché non

visino suo s’addicono. E son

si con corpo del parlando

restato è del sì vidto

non son gli occhi. Superando

le son ché poi in callisto

setta me a cose

all’avvicinano mio al fisto

non che a me ranti rose

rare di voglio trollo a iose.

 

 

 

Di sol vederla mi dispiaccio

 

La vedo lo so che ormai

con gli occhi ma soltanto

non trovo ma la rimiro. Sai

starci un po’ diverso pianto

solo ormai perché vederla

i miei sempre d’incanto

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e più mai occhi in perderla

trovar mirandola, a vorrei

di maniera conoscerla.

Non e mai la frequenterei

anche di sarebbe se potessi,

lei se insieme parlerei.

Di portarla anche ci stessi

star dove voglio è davvero

lei. Con quando e perdessi

ma lei ricordo sul pero

ma lei ricordo ha parlato

ma lei ricordo con un sorriso vero

mentre con me. Ha ascoltato

con me cui non veda

timore gli altri mi han suscitato

tutto. Non dal mio creda

molto è, ma io l’ho amata

ché amo la mia preda

in avendo non mancata

non sarò sofferto amore

in grado di amare questa velata.

 

 

Gli augelli

 

Mattina di destansi

son ci ancor e di notte

quand’è che ti svegliansi

senti canto e non de lotte.

Solo che il rumore

parir non puote’n cuore.

Vare forme e pinti vari

vedo così si son essi

ritendo non quivio: ari

o che friqui sono si stessi.

 

De canto che io degusto

Solo per me est tuto giusto.

Gli sono son si augelli.

In vedi sera e giorno fiore

Son ancor ci altri belli,

rari e grandi in tutte l’ore.

E si abitan lontano

degli augelli il canto è vano.

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