|
|
|
|
LA
BLEFAROPLASTICA
Il
paziente deve essere istruito a non cercare di valutare il risultato dopo i
primi giorni dall’intervento, in quanto prima che i risultati si consolidino
definitivamente devono passare alcune settimane. I risultati sono generalmente
eccellenti. Lo sguardo apparirà più brillante, l’espressività ringiovanita,
anche se le rughette a lato degli occhi, le “zampe di gallina”, segni di
dinamica espressiva, non scompariranno, a meno che non si ricorra ad un
minilifting oppure all’infiltrazione con il nuovo botox.
LE
COMPLICAZIONI: Trattandosi
di un intervento estremamente delicato e preciso, in cui l’asportazione di un
solo millimetro di troppo di pelle può causare gravissimi problemi al paziente,
è necessario che sia eseguito da chirurghi di provata esperienza, anche perché
le palpebre, a differenza di altre parti del corpo, non perdonano il minimo
errore. Possiamo
distinguere tra sequele e complicanze. Nel primo gruppo rientrano quei fenomeni
che, per quanto indesiderabili, si possono considerare come un evento normale
del post-intervento, mentre nel secondo gruppo rientrano le complicanze vere e
proprie, cioè fatti patologici imprevedibili e, fortunatamente, infrequenti.
Tra le sequele annoveriamo le ecchimosi a farfalla, evidenti soprattutto nelle
persone anziane con pelle particolarmente lassa, sottile, e con problemi di
fragilità vasale. La durata di tali sequele è quindi variabile da un periodo
di sette a quindici/venti giorni. Per
accelerare la scomparsa dell’edema è particolarmente utile la metodica del
linfodrenaggio praticata da una brava estetista. Tra le complicanze la più
frequente è lo stiramento della palpebra inferiore verso il basso (definita “ectropion”),
dovuta per lo più ad errori dei chirurghi che, a volte, eccedono
nell’asportare la pelle palpebrale. Un'altra complicanza è quella del “round-eye”,
o occhio tondo; questa perché il chirurgo toglie talvolta troppa pelle nel
compartimento laterale della palpebra inferiore. Infine, la troppo scarsa
asportazione del grasso e/o della pelle, dà luogo ad uno scarso miglioramento,
ad risultato poco soddisfacente; bisognerà quindi ripetere l’intervento benché,
comunque, non prima di sei mesi. CURE
DELL’ESTETISTA PRIMA E DOPO LA CURA: Le
cure preoperatorie consistono in linfodrenaggio con preparati ad azione
drenante, per rendere il tessuto il più “asciutto” possibile e per
evidenziare al massimo il difetto. Le
cure post-operatorie iniziano tre o quattro giorni dopo la rimozione dei punti
con ravvicinati linfodrenaggi, sempre con preparati ad azione drenante. Non
occorre praticare massaggi sulle cicatrici poiché diventano spontaneamente
pressoché invisibili. LE
DOMANDE PIU’ FREQUENTI - Quanto
durano i lividi? Da
otto a venti giorni, a seconda del paziente, della sua età, della sua pelle e
della tecnica usata. Quando
è possibile iniziare a truccarsi? Un
paio di giorni dalla rimozione dei punti. Quando
ci si potrà esporre al sole? Dopo
circa venti giorni, ma comunque con gli occhiali da sole. E’
un intervento doloroso? No,
l’unico fastidio è dato dall’infiltrazione dell’anestetico locale; dopo
l’intervento possono essere presenti solamente dei leggeri bruciori per le
prime 48 ore. Quando
conviene sottoporsi all’intervento? Il
fenomeno dell’invecchiamento delle palpebre si manifesta, in genere, dopo i 35
anni, ma può verificarsi, per motivi costituzionali, già intorno ai 20 anni.
Quindi non si può dire che esista un’età precisa per sottoporsi a questo
intervento; esso è indicato in relazione al fastidio psicologico ed estetico
che comporta al paziente. |
|
Aggiornato il: 10 febbraio 2008
|