Con la "rivoluzione agricola" del Neolitico si registrò un’accelerazione del progresso tecnico, dovuto al surplus di energia…

Quando con la rivoluzione agricola del Neolitico, non fu più necessario spostarsi continuamente per trovare cibo, l’energia spesa prima nella ricerca fu impiegata, più produttivamente, per il lavoro dei campi e l’allevamento. L’organizzazione del lavoro divenne di tipo cooperativo, si registrò un’accelerazione del progresso tecnico dovuto al surplus di energia (sottoforma di alimenti) prodotto dai coltivatori che, da una parte permise un aumento della popolazione, dall’altra lasciò liberi dalla necessità di produrre cibo, quanti si dedicavano all’artigianato. Gli artigiani si dedicarono così a perfezionare le proprie tecniche, inventando ulteriori attrezzi con cui ridurre il dispendio energetico del lavoro umano.

…in seguito comparvero le prime civiltà…

All’inizio del IV millennio a. C. si formarono le più antiche civiltà storiche delle grandi vallate alluvionali: dell’Indo, del Tigri, dell’Eufrate, del Nilo. La tecnica su cui si basava tutto il sistema economico ed energetico fu la coltura irrigua dei cereali, attraverso imponenti opere di canalizzazione e costruzione di bacini per la conservazione delle acque. Questi lavori richiedevano un ottimo grado di organizzazione dello stato centralizzato, che doveva essere in grado di fornire agli operai cibo, vestiti, abitazioni, strumenti e tutto il necessario perché potessero lavorare. Risale a questo periodo la realizzazione dello shaduf, la più elementare macchina sollevatrice in uso almeno dal terzo millennio a. C. e ancora oggi impiegata in alcune zone africane.

… ebbe inizio l’impiego dell’energia muscolare degli animali…

Le antiche civiltà mediterranee avevano anche imparato a far uso di animali: buoi, asini, montoni e, più tardi, cavalli, cammelli e dromedari, addomesticati ed utilizzati nel lavoro dei campi, per far girare le macine, come bestie da soma e per trainare carri. Si conosceva, infatti l’uso della ruota, applicata sia ai carri da guerra che a quelli da trasporto e ciò aveva consentito di ridurre ulteriormente il dispendio energetico delle braccia umane. Va detto però che gli animali erano costosi in termini energetici, bisognava infatti produrre per loro il cibo, immagazzinarlo, trasportarlo, ecc.; i carri inoltre, a quell’epoca, erano ancora rudimentali e non consentivano di abbattere in modo decisivo il "costo" energetico. 

Per capire quanto comunque l’impiego della forza animale sia stato importante per il progresso nel Vecchio mondo, basta pensare che nelle civiltà precolombiane, dove l’utilizzo era sconosciuto, lo sviluppo delle strutture produttive, sociali e culturali erano, nel 1500, paragonabili a quelle dell’antico Egitto.

Presso questi popoli era praticata, come del resto presso tutte le civiltà, da quella greca a quella egiziana, a quella romana, la schiavitù: una forza lavoro a basso costo, "uno strumento che lavora in luogo di altri strumenti", per dirlo con le parole di Aristotele.

… e si aprì il lungo e doloroso capitolo della schiavitù…