CONSERVAZIONE

Come abbiamo potuto capire dal capitolo precedente la distruzione delle specie animali da parte dell'uomo è un evento irreversibile e ancora attualmente in atto. Le cause principali sono imputabili all'azione diretta quali la caccia, molto spesso però sono le specie esotiche che vengono introdotte che danno il colpo di grazia. Inoltre la distruzione degli habitat favorisce la diffusione di alcune poche specie mentre distrugge quelle che nel corso dell'evoluzione hanno saputo adattarsi e specializzarsi e non sono in grado di far fronte a cambiamenti repentini quali la distruzione di una foresta millenaria.

In una ricerca condotta nel 1985 è stato notato che 200 su 217 specie di uccelli che si sono estinti negli ultimi 400 anni vivevano nelle isole. Inoltre 58 delle 309 specie di columbiformi sono considerate minacciate e 47 di queste sono insulari. In una categoria ancora più a rischio si trovano 12 specie in serio pericolo di estinzione che hanno cioè il 50% di probabilità di estinguersi nei prossimi 5 anni. Oltre a queste vi sono specie le cui informazioni a nostra disposizione sono molto limitate come Ptilinopus arcanus di cui se ne conosce un singolo esemplare.

Per la conservazione delle specie più in pericolo sono in atto numerosi programmi di allevamento soprattutto ad opera degli zoo nord americani come per la tortora frugivora di Mariana Ptilinopus roseicapilla e per il colombo di pianura del Porto Rico Columba inornata.

La protezione di tutti gli uccelli, specialmente quelli minacciati, è anche una responsabilità di tutti gli allevatori.