Mostre Agapornis 2012: le top ten

| E' il terzo anno consecutivo che
mi diverto a stilare la classifica delle principali mostre nazionali,
limitatamente agli Agapornis. Non mi risulta che un tipo di rilevazione del genere venga compilata da qualche altra parte, so invece che in diversi mi hanno chiesto l'autorizzazione di poter utilizzare i dati di questa pagina da pubblicare altrove. E' una statistica molto interessante perchè "pesa" il valore di ogni singola manifestazione nei confronti di tutte le altre e, nel contempo, rileva le tendenze di ogni iniziativa rispetto al precedente anno. Per queste ragioni, questa pagina, è particolarmente seguita dagli organizzatori delle mostre prese in esame ed in più di un'occasione sono stato contattato per accertare la correttezza dei dati (tutti desunti da cataloghi cartacei o da classifiche online). Quest'anno mi sono pure divertito a formulare delle previsioni, con l'utilizzo delle "faccine finanziarie" che già hanno provocato qualche mugugno... A partire dal prossimo week end andremo a vedere come andranno le cose davvero... |

aggiornamenti a fondo pagina
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| Considerazioni Si è concluso il primo giro di mostre, tra l'altro, le più importanti per quanto riguarda gli Agapornis, e, dai risultati conseguiti, sono emersi dei fenomeni che meritano di essere approfonditi. Il primo dato, comune a tutti, è quello relativo al calo generalizzato degli ingabbi determinato principalmente dalla pesante crisi economica in cui versa il nostro paese; nelle cinque mostre prese in esame, nel 2011, gli ingabbi furono 2.856, mentre quest'anno sono stati solo 2.522, registrando una contrazione di 334 unità, pari all'11,7%. Questo dato assume un aspetto ancor più preoccupante perchè segnala una vistosa inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti nei quali la crescita sembrava inarrestabile; si consideri che solo un anno fa, nelle 10 mostre prese a riferimento, si registrò un incremento di ingabbi del 15,5%. Quattro delle cinque faccine che ho assegnato in via definitiva fino ad ora, chi più, chi meno, piangono. Ora mi permetterò di esprimere le mie valutazioni in merito alle ragioni che possono aver concorso a determinare i risultati conseguiti dalle singole mostre con la consapevolezza che non potranno essere condivise da tutti. Naturalmente se qualcuno vorrà esprimere valutazioni diverse dalle mie potrà inviarmi una e-mail che troverà senz'altro spazio in calce al presente intervento. Pordenone: la mia previsione era azzeccata per quanto riguarda la tendenza ma si è rivelata errata nella profondità; un calo di oltre il 23% è abbastanza pesante nonostante la presenza straniera, belga in particolare, si sia rivelata in crescita. Evidentemente alcune scelte del gruppo dirigente di quella associazione non sono state comprese e/o condivise da parte degli allevatori italiani che hanno preferito rivolgersi altrove. E' un vero peccato perchè la grande intuizione che gli stessi dirigenti avevano avuto nel mettere a battesimo la prima mostra internazionale di soli psittacidi corre il rischio di essere fortemente compromessa nella sua prospettiva. Ora si dovrà ripartire dai 434 ingabbi, per il momento la quarta (su cinque) mostra in classifica, per individuare le ragioni che hanno causato l'allontanamento e, se possibile, porvi rimedio. Un'altro elemento che sicuramente non ha giovato allo sviluppo di quella iniziativa è la presenza, oramai costante, di gruppi di animalisti che disturbano l'ambiente e che, a mio parere, non molleranno facilmente l'osso dato che in quell'area rappresentano una entità di un certo rilievo incoraggiato anche dagli ammiccamenti di alcune forze politiche. L'Imperatore piacentino farebbe bene a prendere molto sul serio questo problema perchè, se non contrastato, sarà destinato ad espandersi coinvolgendo anche altre iniziative; Chivasso: è l'unica manifestazione che può permettersi il lusso di brindare alla grande; ha triplicato gli ingabbi passando da un numero poco significativo (248) ad un numero importante (608) che la proietta al 2° posto nella classifica nazionale. Le ragioni di un così clamoroso successo, a mio parere, sono principalmente due: il grande ed efficace lavoro svolto da Cristiano Disint per promuovere gli Agapornis nigrinenis (ben 126 ingabbi) e la capacità di avere intercettato le "gabbie" in libera uscita dalla storica Fossano. Adesso però che Chivasso è diventato grande di colpo dovrà dimostrare di avere le capacità per riuscire ad individuare quel percorso che gli permetterà di mantenere la posizione e, se possibile, di migliorarla ulteriormente. Credo, per esempio, che Cristiano debba insistere nella promozione dei nigrigenis sfruttando anche la sua specifica competenza, con iniziative collaterali di un certo rilievo, per caratterizzare quell'evento come il "raduno nazionale" di tutti gli amici dei nigrigenis. In ogni caso, auguro ai dirigenti chivassesi un buon lavoro perchè, con i tempi che corrono, mantenere una posizione così prestigiosa non sarà cosa facile. Frosinone: devo complimentarmi con i dirigenti del CIAA (Paolo Bernardi e Mario Bonanni, in particoalre) per quello che sono riusciti a fare. Hanno avuto il coraggio, come Club, di assumersi la responsabilità di organizzare la manifestazione in prima persona, in collaborazione con il G.O.R. di Roma, prendendosi tutti i rischi del caso. Non hanno raggiunto il numero degli ingabbi di Frosinone (627) del precedente anno, ma sono arrivati a 516; un numero di tutto rispetto che si colloca al terzo posto della classifica generale. Sicuramente il bacino laziale è molto vasto e negli ultimi anni ha registrato un buon tasso di sviluppo ma è bene anche precisare che in quell'area esiste un alto tasso di conflittualità fra diversi allevatori e che il contributo degli allevatori di altre zone e' stato estremamente modesto. Le sorti del "germoglio" nato al Vivaio S. Placido dipenderanno, in primo luogo, dalle soluzioni che il gruppo dirigente del Club saprà darsi in merito al rinnovo del proprio Consiglio Direttivo, che pare stia incontrando qualche difficoltà. Forlì: se avessi scommesso, avrei perso!! Ero convinto che, nonostante i venti di crisi che soffiano sul nostro mondo voluttuario, Forlì avrebbe incrementato, e di molto, gli ingabbi di Agapornis ed invece ha registrato una contrazione del 5,2%. Il prestigio che Forlì è riuscito a conferire alla propria manifestazione, in appena due anni di lavoro, mi sembrava una buona garanzia per stimolare una sempre maggiore e qualificata presenza dei migliori allevatori. Sentivo diversi amici fare un ragionamento che ritenevo logico, soprattutto in tempi di bilanci critici degli allevamenti, che prevedeva la non partecipazione alle piccole mostre per concentrarsi solo su poche ma di alto livello. Inoltre, gli organizzatori di Forlì hanno lavorato bene per quanto riguarda le iniziative collaterali, la promozione e l'immagine, la gestione degli ampi spazi, le relazioni politiche con le altre associazioni (Faenza, in particolare)... insomma, a parte qualche "giapponese", nel nostro ambiente si percepiva un consenso abbastanza generalizzato. Eppure anche Forlì si è arenato. In ogni caso sono convinto che quella di Forlì sia la strada giusta, che vada seguita con maggiore determinazione, magari concentrando di più gli sforzi sulla collaborazione con le altre associazioni e clubs. Sfogliando le classifiche salta all'occhio l'assenza, oltre che di qualche buon allevatore, di tutto il "blocco piemontese" che, credo, debba essere recuperato. Penso anche che si potrebbe cominciare a pensare a qualcosa di internazionale...magari seguendo le orme dei pordenonesi... Fossano: Fossano invece, l'ho quasi azzeccato. Dico quasi, perchè il calo è stato davvero molto evidente, ma in qualche modo prevedibile, considerate le scelte che, consapevolmente, il gruppo dirigente di quel Club ha seguito in merito alla propria manifestazione. Buona parte delle gabbie sono rimaste in zona; infatti se sommiamo i numeri di Fossano e di Chivasso e li confrontiamo con il precedente anno non noteremo grossi scostamenti. Ci sono appena 52 gabbie di differenza; quest'anno gli ingabbi sono stati 838 (230+608) mentre anno scorso furono 890 (642+248). All'inizio del 2013 sarà rinnovato il gruppo dirigente per i prossimi tre anni, credo che una delle prima cose che dovrà decidere sarà proprio relativa al futuro che intenderà dare alla propria mostra. A questo proposito mi permetto di evidenziare la interessantissima esperienza che sta portando avanti Roberto Sabattini ed il suo gruppo di Correggio; è riuscito a concentrare in una federazione unica ben cinque associazioni locali che singolarmente prese avrebbero espresso ben poco! |
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(aggiornamento del 17.10.12) Mi scrive Riccardo in merito alle considerazioni che ho fatto sulle mostre di Fossano e di Forlì per dirmi che condivide la mia analisi ma che ho omesso di rilevare la contestualità delle due manifestazioni che ha finito per penalizzare entrambe. L'osservazione è più che legittima e probabilmente avrà procurato meno ingabbi da una parte e/o dall'altra, tuttavia vorrei sottolineare il fatto che le domeniche utili per organizzare mostre sono 5 o 6 ( dai primi di ottobre a metà novembre) e che i dirigenti delle varie associazioni, quando fissano la data della propria iniziativa, devono tenere conto del contesto. Per curiosità sono andato a spulciare il calendario 2011 ed ho rilevato che Fossano la fece il 9 ottobre e Forlì il 16 ottobre, quest'anno entrambi il 14... Grazie Riccardo per il tuo contributo. Nella tarda serata di ieri ho ricevuto la seguente mail da parte di Ernesto che pubblico integralmente perchè pone alcuni interrogativi molto interessanti ai quali intendo rispondere, con calma, in giornata:
Ciao,mi permetto di
scriverti in merito alla tua analisi fatta su
Fossano/Chivasso; è vero che la differenza alla
fine sono solo 52 soggetti, ma se analizzi le
somme per specie ci troviamo ad avere la prime 3
(rosei+fisch+pers ) a perdere mediamente un 25%
circa a testa, mentre le altre specie (meno
allevate) ci troviamo con i nigrigenis che
incrementano circa del 120% e sappiamo il perché
(Disint) e le ultime tre specie complessivamente
aumentano di un bel 30%.
Ora mi chiedo è un
caso? ,oppure vi è in atto una tendenza di
cercare nuove esperienze con specie poco
allevate (visto l'affollamento di allevatori in
specie più semplici da allevare) ed io insinuo
maliziosamente che forse qualcuno cerca vittorie
facili?
Se l'argomento lo
ritieni utile per aprire considerazioni sulle
mostre oltre ai numeri ,usalo come meglio credi.
saluti Ernesto
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(aggiornamento del 17.10.12
ore 11,15) Ingabbi Mostra di Chivasso
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Per rispondere
all'interessante quesito posto da Ernesto mi sono
costruito la tabella qui a fianco dalla quale si possono
trarre ulteriori indicazioni: 1) Chivasso è una zona dove storicamente sono più allevate, rispetto al resto del paese, le quattro specie minori (nigrigenis, lilianae, taranta e canus). Infatti anche nel 2011 le % apparivano molto più alte della media generale; 2) Disint si è "portato a casa" un centinaio di gabbie di nigrigenis in più rispetto allo scorso anno, grazie al suo impegno, e ciò ha permesso di compensare, in buona parte, le "gabbie laziali" che anno scorso avevano popolato Fossano e che quest'anno sono mancate. Ne approfitto per ribadire il mio convinto apprezzamento per l'opera svolta da Cristiano perché |
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| oltre ad
essere un
"amico dei nigrigenis" sono anche
persuaso che organizzare un ritrovo annuale che veda la
partecipazione di tutti coloro (non tanti per la verità)
che amano ed allevano questa specie, magari con un
convegno, possa rappresentare una novità interessante
per il nostro mondo; 3) se non consideriamo il centinaio di gabbie di nigrigenis, chiamiamole straordinarie, notiamo che l'aumento di ingabbi si è registrato soprattutto nella specie principale (roseicollis) che si avvicina, in tal modo, alla media generale; passando dal 34,3% del 2011 al 47,7%, avvicinandosi sensibilmente alla media di 54,2%. Per quanto riguarda la tua simpatica e provocatoria insinuazione dico la mia. Nel nostro mondo c'è anche chi va alla ricerca delle facili vittorie ma non credo che coloro che sono spinti da motivazioni del genere allevino nessuna delle quattro specie minori in esame. Queste specie di facile hanno ben poco; infatti sono più difficili da riprodurre di tutte le altre (le ultime due in particolare) ed una volta riprodotte sono difficilmente collocabili (nigrigenis e lilianae in particolare) su di un mercato che è già, a mio parere, non maturo, ma marcio! Inoltre sono ancora tutte e quattro integralmente gravate dalla normativa CITES (onere pesantissimo e molto pericoloso) mentre i roseicollis ne sono completamente esenti ed i fischeri ed i personatus ne sono parzialmente sgravati. Quindi se ce qualcuno che alleva queste specie per vincere facile sarebbe un pò come quel caprone che, per far dispetto alle capre, sbatteva i suoi attributi sui rovi.... (ah ah ah) ----- Mi scrive anche Paolo, a proposito della mostra di Roma, e mi dice: "Voglio anche dirti che seppure esistono frizioni tra allevatori laziali non sono queste nemmeno paragonabili a quelle esistenti in altre regioni. La presenza degli allevatori in mostra lo dimostra. Non abbiamo avuto praticamente nemmeno una defezione!!. Mentre ringrazio Paolo per il suo contributo gli rispondo due cose: 1) Ho seguito sui vari forum e dibattiti su facebook le diverse "diatribe laziali" che, probabilmente risaltano maggiormente rispetto ad altre perchè amplificate dalle moderne tecnologie, tuttavia devo complimentarmi con voi del club per come avete lavorato di ago e filo per ricucire il possibile e dai risultati ottenuti pare proprio che ci siate riusciti; 2) concordo totalmente con la tua affermazione: "non sono queste nemmeno paragonabili a quelle esistenti in altre regioni" ...aggiungo solo una cosa; ho sempre creduto che la nostra categoria fosse migliore di altre per il fatto che chi ama gli animali dovrebbe essere di animo buono e di sani princìpi ma evidentemente sbagliavo in qualcosa... |
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(aggiornamento del 04.11.12) Continuo con alcune valutazioni sulla seconda tabella. Faenza: prevedevo una stabilizzazione degli ingabbi e invece anche Faenza ha perso tanto, il 42,6%, allontanandosi di 200 gabbie da quello che può essere considerato il limite (500) che separa le "grandi mostre specialistiche" da quelle "normali". A mio parere le cause sono certamente molteplici. Innanzitutto l'abbandono dell'allevamento da parte di alcuni allevatori della zona che, in passato, ingabbiavano una notevole quantità di soggetti; L'assenza di gruppi di allevatori che in passato hanno sempre, più o meno, assicurato la loro presenza; parlo dei "riminesi" ma soprattutto parlo dei "laziali" che hanno disertato in massa l'iniziativa. D'altronde non era difficile prevedere come sarebbe andata a finire: due mostre specialistiche patrocinate dallo stesso Club a distanza 16,9 Km l'una dall'altra, ed a due settimane di distanza... Siccome Forlì è riuscita a caratterizzarsi come mostra specialistica di soli Psittacidi, è evidente che l'allevatore romano o pugliese, anche in considerazione alle restrizioni determinate dalla crisi, scelga quella fra le due che gli garantisce una maggiore visibilità. Penso che quest'anno si sia automaticamente risolto il vecchio dilemma circa l'assegnazione delle specialistiche in Romagna.. Correggio: è la seconda mostra che ha registrato un buon incremento (+76%) oltre a Chivasso. Bisogna però dire che partendo da numeri così bassi (126 ingabbi del 2011) è molto più facile mettere a segno elevate percentuali di scostamento. Ho visto gli organizzatori di Correggio lavorare bene e con molto impegno e voglio sperare che le "gabbie venute dall'estero" tornino anche in futuro. Mi riferisco in particolare ai piemontesi che hanno ingabbiato molto ed anche uccelli di ottimo livello contribuendo in tal modo ad elevare il livello qualitativo della mostra. Palermo: mi dispiace davvero molto per il non buon risultato di Palermo, anche se in qualche modo, era prevedibile. Oltre alla crisi, che in quella zona, forse, si sente anche di più rispetto ad altre, le cause sono principalmente due: l'assenza di "gabbie dal continente" rispetto agli anni scorsi (io, non ho potuto ingabbiare perchè uso anelli belgi) e l'anno di transizione che ha caratterizzato questa edizione. La nuova amministrazione comunale aveva messo a disposizione degli organizzatori un padiglione della fiera, che però all'ultimo momento non è stato possibile utilizzare per problemi tecnici, e ciò ha impedito l'organizzazione della campagna promozionale che è partita drammaticamente in ritardo. Sono sicuro, però, che il risultato di quest'anno non scoraggerà gli organizzatori per quanto riguarda la progettazione e la realizzazione di un grande evento per il prossimo anno. La Sicilia ha dimostrato di avere un notevole potenziale in campo ornitologico, le idee dei dirigenti non solo ci sono, ma sono anche ambiziose...ora che l'amministrazione comunale ha messo a disposizione gli spazi necessari non vedo cosa possa ostacolare il decollo di una grande manifestazione!!! Considerazioni conclusive: Il primo dato che salta all'occhio è quello relativo al calo generale degli ingabbi; anche gli Inseparabili che sembravano immuni dagli effetti della crisi (anno scorso hanno segnato un +15% rispetto al 2010) hanno pagato dazio registrando un calo di circa il 15%. Nelle otto principali mostre prese in esame, nel 2011 furono ingabbiati 3.759 soggetti, quest'anno, nelle stesse mostre ne sono stati ingabbiati solo 3.202 con un calo, quindi, del 14,8%. Non vorrei essere accusato di eccessivo pessimismo ma temo che, fra qualche giorno, a Reggio Emilia avremo la conferma definitiva; penso ad un notevole allargamento della forbice fra l'offerta e la domanda. Non vorrei che molti di noi accompagnassero in gita i propri uccelli fino a Reggio Emilia per poi riportarli a casa quasi tutti. Il guaio è che le previsioni economiche teorizzate dagli esperti non lasciano ben sperare per il prossimo futuro; la stessa Merkel sostiene che la crisi in Europa durerà non meno di 5 anni...ed io temo che in Italia sarà anche peggio!! Quindi è bene che noi allevatori continuiamo nell'azione che in molti hanno già intrapreso, riducendo fortemente il numero delle coppie attraverso una rigidissima selezione dei soggetti migliori.
In quanto alle mostre penso che la stessa classifica si sia presa l'onere di suggerire le future soluzioni possibili. Le prime tre classificate hanno dimostrato, con i numeri, (tutte sopra i 500) di meritarsi la qualifica di "specialistiche degli psittacidi" e guarda caso sono situate una al nord, (Chivasso) una al sud, (Roma) ed una al centro (Forlì). Anche per quanto riguarda i due clubs del settore ci potrebbe essere una equa ripartizione; Chivasso al Club degli Psittacidi, Roma al C.I.A.A e Forlì ad entrambi. A mio parere le cosidette "condizioni ambientali", in questo momento, mi sembrano particolarmente favorevoli alla collaborazione fra i due clubs; i "piemontesi" potrebbero andare a Roma, i "laziali" potrebbero andare a Chivasso ed entrambi potrebbero andare a Forlì... magari trasformata in una mostra internazionale sull'esempio di Pordenone.. In questo modo oltre a rafforzare in maniera consistente Chivasso e Roma si potrebbe giungere in poco tempo alla realizzazione di una iniziativa, tra l'altro, in una posizione geografica ideale, che non avrebbe nulla da invidiare al Masters del BVA. Quello che ho descritto è uno scenario non fantasioso, ma realistico e possibile, che contribuirebbe finalmente a promuovere il nostro hobby agli alti livelli.... ci vuole solo un pò di buona volontà e di apertura da parte di non più di 4 o 5 persone (quasi, quasi, farei i nomi) e che venga abbandonata, per un attimo, l'ombra del campanile...
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La
tabella qui a fianco mette a confronto le percentuali
delle diverse specie di Agapornis presentati
nelle otto principali mostre nazionali nel biennio
2011-2012. Dopo diversi anni di rilevazioni credo di poter affermare, che i dati della tabella possono rispecchiare in modo abbastanza attendibile la ripartizione delle diverse specie negli allevamenti italiani. I roseicollis la fanno da padrone dall'alto del suo 54% che rimane sostanzialmente inalterato nel tempo. |
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I
fischeri, mantengono saldamente la seconda posizione
con un 18,7% anche se registrano il maggior calo
(-2,2%) rispetto a tutte le altre specie, nonostante siano
stati in parte sgravati dagli obblighi CITES. I personatus concedono mezzo punto e restano in terza posizione avvicinati però dai nigrigenis che mettono a segno un incremento dello 0,6% passando dal 7,7% al,'8,3. Sono convinto che quest'ultima specie sia destinata a recuperare rapidamente altre posizioni; oltre ad essere belli, sono in forte espansione in Europa, ed in Italia vengono allevati da diversi allevatori di buon livello che contribuiscono a mantenere alto lo standard. Sono anche convinto che i nostri nigrigenis siano nettamente migliori di quelli degli altri paesi; lo dice il fatto che per migliorare il ceppo dei lilianae è necessario andare in Germania, per i personatus si va in Belgio, e per i nigrigenis non andrei certamente all'estero! I lilianae restano una specie marginale (appena il 2,5%) riservata a pochissimi veri amanti. Chi li alleva non si pone di certo ambiziosi obiettivi di bilancio visto che la domanda, almeno in Italia, è praticamente inesistente. Le ultime tre specie invece stanno andando fortissimo; i pullarius da quando Luciano Socci li ha fatti vedere a mezza Europa (mostra ad Aalst del BVA) sono richiestissimi anche se la disponibilità, almeno per il momento, è estremamente limitata. I taranta hanno registrato un vero e proprio boom e si vedono sempre più frequentemente anche nelle piccole mostre; si pensi che solo qualche anno fa erano molto rari ed in poco tempo sono balzati al 4,3%, con un incremento di quasi un punto e mezzo percentuale. Anche i canus sono in notevole espansione; nel tempo sono stati selezionati ceppi che riescono a riprodurre con maggiore facilità rispetto al passato pur restando una delle specie più ostiche da allevare. Fuori dall'Italia questa specie viene riprodotta quasi esclusivamente da un unico grande allevatore che non frequenta esposizioni e quindi non fa divulgazione, di conseguenza è una specie poco allevata e praticamente assente dalle mostre. Gli ottimi risultati conseguiti dal nostro "tricolore" nel settembre di quest'anno in Belgio contribuiranno sicuramente a caratterizzare questa specie con il marchio "doc" nazionale. Anche nei canus, come già nei pullarius, e nei nigrigenis, sono convinto che potremo insegnare qualcosa ai nostri colleghi nordici! |
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