Cos'è che non va?
(aggiornamenti a fondo pagina)

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Ciao Daniele, volevo chiedere a te quale idea ti sei fatto
sui problemi che molti allevatori hanno su soggetti nt o/e
in particolare su femmine ancestrali che nel mio caso
depongono uova bianche....?
E' poco che allevo soggetti di qualità e in particolare una femmina ancestrale che depone uova bianche, secondo te se scoppio la coppia potrei ottenere qualche risultato.....? Oppure è un ceppo particolare che sforna femmine stronze.....? Probabilmente hai avuto a che fare anche tu con questi problemi.........!! Molte hanno problemi che non covano altre non allevano .......!! Maschi grossi che non gallano o femmine che non si fanno gallare...? Che idea ti sei fatto sulla cosa...? Ciao Loris |
| (aggiornamento 06.02.2013) Ciao Loris, ti ringrazio per i quesiti che hai posto e che io giro, pari pari, al nostro "mondo". Ho ritenuto opportuno pubblicare la tua mail perchè mai come in quest'anno ho ricevuto, da tanti colleghi, quesiti simili al tuo. Anch'io dirò di seguito la mia opinione e mi auguro che anche altri contribuiscano, sulla base della loro esperienza e competenza, ad arricchire questa interessante discussione! ----***---- Dico la mia. La principale causa delle accresciute difficoltà di riproduzione nelle specie di Agapornis (roseicollis, in particolare) che hanno subìto, e stanno subendo, la rincorsa al gigantismo è senz'altro causato dallo squilibrio fisico venutosi a determinare per effetto della aumentata massa corporea da una parte, e dal non corrispondente ed equilibrato sviluppo degli organi interni, dall'altra. Non è solo una mia opinione; oramai approfondimenti scientifici lo hanno provato, a breve uscirà su Italia Ornitologica un interessante articolo sui "piuma lunga" di Gianni Matranga proprio su questo argomento. I numeri relativi alle medie riproduttive nei nostri allevamenti degli ultimi anni ce lo stanno a dimostrare; mentre con il "tipo selvaggio" si raggiungevano medie di 7-8 novelli per stagione, a parità di cove, con i maggiorati, a mala pena si arriva a 3-4. D'altronde lo sapevamo anche prima che la strada del gigantismo avrebbe portato a questi risultati, i migliori allevatori di ondulati inglesi (i vari Sabattini, Fogliati etc.) non solo ce lo dicevano, ma ce lo dimostravano con le esperienze dei loro allevamenti. Con esemplari che sono diventati molto delicati (sembra che uno degli organi particolarmente in difficoltà sia proprio l'apparato riproduttivo) l'alimentazione assume una importanza fondamentale. E anche qui invito gli amici allevatori di inseparabili a fare visita ad un buon allevatore di ondulati inglesi per capire con quanta attenzione e competenza predispongono il menù alimentare. Diventa importantissimo l'equilibrio dell'alimentazione in particolare per quanto riguarda l'apporto vitaminico che deve essere in perfetto equilibrio, e non in eccesso, come in molti casi succede. Le vitamine, soprattutto quelle liposolubili, (A,D,E,K) vanno somministrate con estrema attenzione, rispettando alla lettera le prescrizioni delle dosi e dei tempi indicate sulla confezione, perchè altrimenti finiscono per produrre più danni (appesantimento del fegato e dei reni) che benefici. Voglio anche toccare un argomento abbastanza delicato che sicuramente provocherà qualche discussione; ho l'impressione (non ho prove concrete, però) che qualche allevatore estero....ma anche nazionale, somministri delle sostanze che "gonfiano" in tempi brevi i soggetti provocando conseguenze sugli organi vitali devastanti, in particolare sull'apparto riproduttivo. Parlo degli estrogeni, o anabolizzanti che dir si voglia. Ripeto, non ho certezze per cui vi prego di prendere la mia affermazione con molte molle, augurandomi che tale pratica, se praticata, venga velocemente abbandonata! Parentesi estrogeni a parte, sono pure convinto che questi nuovi esemplari siano molto più cagionevoli di salute rispetto a quelli più selvatici di un tempo. Qui parlo sulla base della mia esperienza di allevamento. Una volta era raro trovarsi l'allevamento impestato da funghi e/o batteri, ora è una cosa assolutamente normale, che può capitare anche più volte nella stessa stagione. Anche negli allevamenti, come il mio, dove curo con criteri fondamentalisti gli aspetti sanitari ed alimentari è cosa assolutamente normale trovarsi una bella infezione di staffilococchi piuttosto che di candida. E questa, caro Loris, è, a mio parere, la principale delle cause per cui le uova risultano infeconde, oppure non si schiudono o se si schiudono muoiono i piccoli poco dopo. Il consiglio che posso darti è quello di rivolgerti ad un veterinario, ma non al primo che capita, possibilmente ad uno serio, onesto e competente. Io non sono uno di quelli che corre dal veterinario ogni volta che un pappa starnutisce, però quando ce n'è bisogno vado senza indugi sulla base del motto: "un morto è un fatto casuale, due, non lo sono più". Avere un allevamento sano è fondamentale e solo analisi approfondite con conseguenti terapie mirate possono risolvere il problema. A proposito di veterinari, ne approfitto me mandare un avviso ai nostri amici che mi auguro lo vogliano prendere sul serio perchè la prossima volta che verrò a conoscenza di comportamenti scorretti li pubblicherò su questo sito con tanto di nomi e cognomi, costi quel che costi!! Qualcuno approfitta spudoratamente del particolare rapporto affettivo che viene a crearsi tra i possessori di un solo inseparabile da compagnia ed il loro uccellino chiedendo parcelle iperboliche! Mi hanno raccontato di comportamenti assolutamente vergognosi che compromettono l'immagine dell'intera categoria, per cui.... datevi una regolata e isolate le mele marce prima che sia troppo tardi! Tornando al nostro argomento; somministrare antibiotici a caso ci si può prendere, ma c'è anche il rischio di peggiorare le condizioni con conseguenze nefaste anche per il futuro (assuefazione a determinati principi attivi). Perciò, caro Loris, è necessario che ti scegli un buon veterinario... Nota: su questo importante argomento pubblicherò di seguito, con molto piacere, i contributi che gli amici vorranno inviarmi. Grazie. |
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(aggiornamento del 09.02.2013) Ricevo dall'amico Paolo che ringrazio:
Ciao Daniele, ho letto con attenzione il tuo post di
oggi "cos'è che non va".
Premesso che non frequento molto, quasi niente,
gli allevatori della mia zona, mi è capitato spesso
di sentire quando ad esempio vado dal mio amico
Franco Zorzella a fare rifornimento o di leggere nei
forum di quanti antibiotici, vitamine o altro si
faccia uso.
Sento e leggo anche di allevatori che
somministrano vitamine, integratori, ecc.
Ho seguito con curiosità le informazioni sul
Calcium Sandoz
Io ho delle buone nozioni di farmacologia, per
motivi professionali, e so con quale cautela si
devono usare i farmaci e il resto... Con gli uomini
e con gli animali!
Io per me e i miei familiari uso solo i salva
vita!
Io non uso invece farmaci in allevamento e non
uso e non ho mai usato vitamine e integratori e ti
giuro che mai ho avuto infezioni da batteri o
funghi.
Curo molto l'alimentazione e compro solo materie
prime di alta qualità e frutta e verdura di mia
produzione o biologica.
Cioè i miei pappagalli mangiano come mangio io e
i miei familiari.
L'anno scorso su un centinaio di esemplari nati
ne sono morti due (due Taranta tra i trenta e
quaranta giorni). Ogni tanto succede...
Nessun altro decesso... E così ogni anno con
minime variazioni.
Ho un amico veterinario ma ha visitato un solo
mio pappagallo in 30 anni...
I miei becchi storti vivono e si riproducono
all'aperto: al freddo d'inverno e al caldo d'estate.
Li proteggo solo dal vento di tramontana e dalla
bora e le voliere e gabbie sono posizionate a sud.
Io non allevo "giganti" ma solo taglie
"selvagge"...
Cosa ne pensi? É per le taglie? Ho solo culo o
che ci sia qualche altro motivo?
Paolo Ora che sono socio, propongo al WWF di inserire il tuo allevamento fra i siti di maggiore interesse naturalistico a livello nazionale! Battute a parte, hai tutta la mia ammirazione per i princìpi che applichi nella conduzione del tuo allevamento, presto verrò a farti visita perchè sono certo che ne vale la pena! Nel tuo caso, credo proprio che gli ottimi risultati che ottieni siano il frutto della corretta impostazione di fondo, ed in particolare: 1) il fattore più importante; "Io non allevo "giganti" ma solo taglie "selvagge". Solo questa scelta ti risparmia il 70% dei guai; te lo dico per esperienza. Nel mio allevamento constato una enorme differenza fra i "giganti" (roseicollis maggiorati) e i "selvaggi" (nigrigenis e lilianae) nonostante queste ultime siano specie abbastanza delicate. 2) la seconda ragione, anche questa molto importante è la seguente: "I miei becchi storti vivono e si riproducono all'aperto: al freddo d'inverno e al caldo d'estate". Queste condizioni ambientali consentono ai tuoi soggetti di vivere e riprodursi secondo natura, seguendo i propri istinti senza dovere sottostare ai condizionamenti che gli imponiamo per i nostri egoistici interessi (allungamento del periodo di luce, riscaldamento, deumidificatori, ozonizzatori etc. etc.). Inoltre allevare in ambiente chiuso significa avere a che fare con la carica batterica che si forma nel locale, con l'aerazione, con l'umidità e quant'altro; tutte condizioni che agevolano la formazione di ceppi di batteri, muffe etc. etc. 3) il terzo motivo è questo: "Curo molto l'alimentazione e compro solo materie prime di alta qualità e frutta e verdura di mia produzione o biologica" . Questo, a mio parere, è molto importante... le mie ultime vicende lo stanno a dimostrare.... Sento diversi colleghi che, per comprensibilissime ragioni economiche, tendono a privilegiare sempre di più il prezzo rispetto alla qualità, cosa che sconsiglio assolutamente.. suggerendo, piuttosto, di tenere qualche coppia in meno... 4) infine la quarta motivazione: "...so con quale cautela si devono usare i farmaci e il resto.. Troppi allevatori abusano dei farmaci facendone, in molti casi, un uso scorretto. Le ragioni di questo comportamento sbagliato sono molteplici e vanno dalla cultura del "fai da te", propria della nostra categoria, alle risposte non sempre positive che si ottengono rivolgendosi a veterinari non sempre qualificati in termini di correttezza e di competenza. 5) in quanto alla tua ultima domanda "Ho solo culo o che ci sia qualche altro motivo?" ho cercato di dimostrarti qui sopra le ragioni del tuo successo, anche se un pò di fortuna non guasta di certo. Ti racconto una storia che mi è capitata anni fa. Cominciarono a morirmi i novelli uno dopo l'altro senza apparenti ragioni, portai i cadaveri ad esaminare ed il veterinario, con incredulità e stupore, mi diagnosticò la peste suina!!! Dopo svariate analisi, accertamenti e quant'altro riuscimmo ad individuarne la provenienza; somministravo, in quel periodo, del centocchio che prelevavo dal mio orto, concimato da poco con letame. Siccome dalla pianta non toglievo le radici, in mezzo a queste restavano piccoli pezzetti di terreno e quindi... anche di letame... e siccome il batterio della peste suina dimora dentro di esso... Quando si dice la fortuna....o la sfortuna, se preferisci..... Grazie mille, Paolo, per il tuo prezioso contributo!!! |
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(aggiornamento del 18.02.2013) Ricevo dall'amico Attilio Casagrande che ringrazio, anche a nome di tutti i miei ospiti. Ciao a tutti, riguardo le opinioni sul “Cos’è che non va ? ” credo non ci sia nulla da ridire su quanto scritto, volevo solo aggiungere che una fetta importante del problema spetti alla poca attività fisica, la mancanza di movimento e specialmente del battere le ali, tutti sappiamo benissimo quanto sia importante questa parte di attività fisica negli uccelli, dopo tutto sono nati per quello, il loro metabolismo non è completo se passano molte ore del giorno a mangiare ed arrampicarsi con il becco sulla rete, le avvertenze che possiamo adottare possono essere semplici, posizionare i bastoncini ai lati della gabbia e in numero di due o al massimo tre, il terzo in basso ovviamente così da costringere gli inquilini a battere le ali anche se solo per pochi istanti, le gabbie da cova dovrebbero avere una lunghezza tale da permettere un piccolo volo, il salto con accenno di battito d’ali non è sufficiente, volevo a tale proposito raccontare una mia esperienza : Alcuni anni fa mi è stata regalata una coppia di Diamanti Guttati Steganopleura guttata,chi alleva esotici sa benissimo come questa specie sia sensibile al problema dell’ obesità, erano praticamente due palloncini di grasso, l’ allevatore usava di continuo il pastoncino perché vedendo che gli uccelli lo gradivano particolarmente credeva facesse loro del bene, la gabbia dove erano alloggiati era di circa 50 cm con 4 se non 5 posatoi, il risultato era che passavano dalla mangiatoia al nido senza nessuna fatica, anzi addirittura davanti il nido il posatoio era posizionato in modo da garantire un comodo accesso all’entrata. Le poche uova deposte erano di continuo infeconde e le deposizioni molto discontinue, poi il nido era sempre presente e l’allevatore non si poneva il problema che non sono galline e che si deve far rispettare un periodo di riposo. Stanco di non vedere nessun risultato me li ha ceduti, liberati in voliera esterna nel periodo primaverile non riuscivano a volare e si arrampicavano sui rami più bassi dei cespugli, ho messo a disposizione qualche manciata di semi per esotici spargendoli direttamente sul terreno per garantire un sostentamento, erbe fresche come centocchio e tarassaco, dopo qualche tempo riuscivano a compiere brevi voli e nel giro di un paio di mesi erano come schegge, il nido costruito dentro una cassetta semiaperta era di ottima fattura e le 4 uova deposte erano feconde, seguì un perfetto allevamento dei pulli e poi una seconda covata con gli stessi risultati. Come vedete la dieta squilibrata unita a poca attività fisica è la causa principale se non si ottengono riproduzioni, questo lo posso affermare con sicurezza, aggiungo anche che le entrate al nido dovrebbero presentare qualche difficoltà, così da costringerli ad usare artigli ed ali per entrare, in natura non hanno di certo il posatoio proprio davanti !!!. |