(in fondo, la lettera di Mauro Montanaro)

 

Comunicato stampa

Oggetto: Mostra Internazionale di Palermo

 

Probabilmente sarà stato il gran numero di soggetti ingabbiati, circa 3.500, rispetto alle previsioni della vigilia; sarà stata la grande promozione fatta dal nostro movimento; sarà stata la partecipazione per la prima volta in Sicilia di grandi aziende del settore; sarà stata la grande aspettativa che l’avvenimento ha generato fra gli addetti ai lavori e non; sarà stato per tutto questo o forse anche per altro che i media e le organizzazioni di animalisti hanno attenzionato la nostra manifestazione.

Mentre tra i secondi sembra inutile ogni tipo di dialogo, i primi hanno fornito un giudizio tutto sommato equilibrato offrendo un panorama completo su tutti gli aspetti di una esposizione ornitologica.

Tutti ad eccezione di un servizio trasmesso in prima serata dal TG1 della RAI a firma della giornalista o giornalaia Roberta Badaloni.

Giornalaia perché se la stessa, aprendo il suo servizio, ha definito uccellatori gli ornicultori presenti alla mostra, allora è anche lecito da parte nostra, storpiare in tal maniera la sua professione.

Tutti possono rivedere il servizio ed accorgersi subito della aperta complicità con Geapress che avrebbe girato le immagini con una telecamera nascosta sotto la giacca ed un monitor di controllo nella mano.

Comunque prima i fatti: Venerdì 5 novembre mentre stiamo approntando e preparando la mostra per l’apertura al pubblico prevista per l’indomani, a metà mattinata riceviamo la visita dell’ASL veterinaria che dopo una breve visita e costatato la regolarità della tenuta degli animali ci ha lasciato senza nulla da rilevare.

Subito dopo si è presentato un folto numero di agenti del Corpo Forestale servizio CITES che presentatosi ha annotato scrupolosamente tutti i numeri delle gabbia i cui occupanti erano inclusi od in allegati Cites od in altri elenchi di cui alla fauna autoctona e soggetta, quindi, ad una specifica autorizzazione.

Fra di essi era presente anche una esperta in benessere animale che si è complimentata per la pulizia e l’adeguata sistemazione di tutti i soggetti presenti in mostra.

A seguito di questa ispezione lo scrivente, nella qualità di Direttore Mostra, veniva invitato, in successiva data, a produrre tutti i documenti giustificativi (fotocopia della prima pagina del registro di detenzione, copia dei righi interessati alla registrazione dei soggetti e copia della lettera di autorizzazione dell’Ufficio Cites di appartenenza per ogni soggetto esposto).

Tale incombenza è stata assolta con puntualità e soddisfazione di entrambe le parti perché non una singola infrazione è stata rilevata.

Domenica 7 novembre intorno alle 10 del mattino il nucleo del Corpo Forestale si è ripresentato, senza preavviso, per controllare la mostra scambio adiacente alla mostra sportiva.

Gli agenti hanno controllato scrupolosamente tutti i locali e gli animali presenti nei vari stands non rilevando nulla ripetiamo nulla di irregolare nei confronti di migliaia di soggetti presenti.

È stato ritrovata, posta sotto un tavolo, una gabbietta contenente un cardellino senza anello in compagnia di un canarino.

La gabbietta era evidentemente di qualche avventore il quale avrà acquistato il silvano, quasi con certezza, nelle adiacenze della mostra, dove avevamo notato e tempestivamente segnalato ai Forestali, la presenza di auto con all’interno dei bagagliai gabbie colme di silvani (cardellini, verzellini ecc.).

Dopo aver acquistato da questi ultimi il soggetto, con estrema probabilità, il compratore si è recato all’interno della mostra mercato dove poi, alla vista del nucleo dei forestali, ha abbandonato la gabbietta.

Sulla casualità della presenza degli animalisti con l’inviata del TG1 riprendiamo a questo punto l’articolo di Geapress sull’argomento pubblicato sul proprio sito che in una sua parte, dice infatti: …..” In quel luogo c’eravamo pure noi, assieme alla troupe del Tg1. Sembrava di essere fuori dal mondo, come un porto di mare corsaro. Un via vai di gente incredibile ed un rumore assordante di cinguettii.” …….

Un caso, una coincidenza oppure un premeditato accordo? E poi riferendo della presenza del Corpo Forestale Servizio CITES continua l’articolo ed il servizio ….. “Mentre con la giornalista del Tg1 ci guardiamo meravigliati, altri Forestali appaiono tra i banchi dei venditori. Da uno di questi salta fuori un uccellino protetto privo dell’obbligatorio anello inamovibile.”

La malafede degli animalisti è risaputa e sono disposti a mistificare tutto e manipolare la realtà dei fatti pur di far passare il messaggio che animali in gabbia significa bracconaggio a prescindere se le specie sono semplici canarini od altre, anche se per queste ultime, gli allevatori rispettano gli obblighi derivanti dalle norme che regolamentano il settore.

Da loro ci si aspetta proprio questo; è la loro missione, ma da una giornalista professionista, ci si aspetta ben altra cosa che sponsorizzare pensieri ed azioni di una sola parte senza offrire un giusto confronto ascoltandone le ragioni di entrambe e non di una sola di queste.

A conforto di quanto detto il servizio viene concluso, guarda caso, con una intervista al responsabile, definito dalle didascalie esperto, di Geopress-Zoomafie Giovanni Guadagna.

Il servizio invece inizia con queste parole … “Ieri sera, nel corso del Tg1 delle 20.00 …. è andato in onda un servizio dell’inviata Roberta Badaloni sul mercato clandestino degli animali. L’indagine ha preso inizio da un mercato di uccellini collocato attiguamente ad una mostra di ornicoltori nella provincia di Palermo.”  

L’affermazione categorica che si trattasse di un mercato clandestino è solo fantasia della Geapress e della Badaloni prova ne è che lo stesso Corpo Forestale non ha ravvisato questa ipotesi mentre ha di contro attestato la regolarità della mostra ornitologica (tutti i soggetti esposti ed sottoposti a normativa particolare – certificati di registrazione nascita ecc.. – sono stati controllati e trovati in regola perché i legittimi proprietari hanno consegnato le richieste certificazioni per la regolare esposizione) e non ravvisato alcun tipo di reato nell’attigua e separata mostra scambio o mercato.

Vogliamo ribadirlo ancora una volta che nessun provvedimento è stato avviato a seguito di questi controlli e pertanto tutti gli espositori, in mostra espositiva ed in quella mercato, sono stati ritenuti in regola con le normative vigenti in ordine alla detenzione e riproduzione di soggetti appartenenti a fauna di cui agli allegati A e B negli elenchi CITES  e di quelli di cui alla L.R. 1/9/1997 n.33 e successive modifiche ed integrazioni che regola la detenzione di fauna autoctona.

Chiunque potrà consultare, a tal proposito, il Servizio Certificazioni Cites del Corpo Forestale della Regione Siciliana.

Durante questi controlli è stata trovata incustodita, come già riferito sopra descrivendo i fatti, una gabbietta che conteneva un cardellino ed un canarino che è stata prontamente sequestrata e successivamente liberato il silvano.

Il volere poi fornire una lettura di continuità o contiguità tra questo ed un mercato, esso si clandestino ed illegale, che si tiene costantemente nel quartiere popolare di Ballarò, è una cosa, per la Badaloni-Geapress, naturale e scontata; solo che risulta falsa e non corrisponde alla realtà dei fatti, come già detto in precedenza.

Il nostro movimento si è sempre dissociato da questa vergogna producendo, in tempi passati, anche denunce in associazione con WWF e LIPU ed altri enti esponendoci anche a minacce non tanto celate.

Noi non forniamo coperture per traffici illeciti di animali a nessuno. Noi rispettiamo l’ambiente, contrastiamo il bracconaggio e la cattura di esemplari in natura e con l’allevamento in cattività di esemplari nati in cattività e regolarmente denunciati, evitiamo il prelievo in natura di esemplari appartenenti alla fauna autoctona ed a quelli protetti da convenzioni internazionali come la CITES anche perché tali soggetti non corrispondono più agli standards espositivi richiesti mentre quelli allevati in cattività, a loro volta, presentano delle caratteristiche (taglia, colore, forme, mutazioni ecc..) non più riscontrabili nei silvani.

L’intento, quindi, di colpire manifestazioni come la nostra e come tante altre che si svolgono ogni anno sul tutto il territorio nazionale e con essa i tantissimi allevatori che espongono ed allevano nel rispetto delle norme, risulta oltremodo evidente dal servizio messo in onda dal TG1.

Poi, siccome, parlare solo di esposizioni ornitologiche come le nostre, non avrebbe giustificato un servizio così allarmistico ed attirato l’attenzione di molti utenti, ecco che si fa un montaggio illogico, sleale e fuori da ogni riferimento reale, sfruttando la drammaticità di immagini girate in precedenza al mercato di Ballarò con il fine ultimo di dimostrare che anche dietro alla mostre ornitologiche così come in quel mercato, si celano torturatori di uccelli, delinquenti senza scrupoli, commercianti spietati e bracconieri.

Evidentemente così non è; le nostre mostre rispettano gli animali ed il loro benessere e tutte le norme che regolano la materia ed in particolare riguardo alla loro cura, detenzione, riproduzione ed esposizione e che nulla hanno a che vedere, soprattutto, con i tanti mercati come Ballarò che si svolgono in tutta Italia e dove si trovano tantissimi silvani tenuti in condizioni pietose e commerciati illegalmente come appaiono nel servizio.  

Gianni Matranga

23 novembre 2010

Spett.le Redazione, vorrei che questa mia mail, inerente ai servizi sul bracconaggio trasmessi su TG RAI1, venisse inoltrata alla giornalista Roberta Badaloni.

Grazie per l’attenzione.

Preg.mi Dott.ssa Roberta Badaloni e Direttore Editoriale TG RAI1,

sarebbe auspicabile rivolgermi a Voi come a delle persone con cui condivido lo stesso interesse: L’AMORE per gli ANIMALI.

Mi presento, mi chiamo Montanaro Mauro, sono un allevatore di canarini, socio FOI, presidente del Club Amici del Canarino di Colore.

Sono stato ospite a Palermo, in qualità di orticoltore, e al mio rientro sono stato informato del servizio mandato in onda sul TG1, riguardante la mostra di Carini e quell’infausto connubio con il mercato clandestino di Ballarò.

Converrete con me che vedere trasfigurata la realtà di una mostra ornitologica attraverso un fantasioso gioco di prestigio artatamente montato da chi ha interessi ben precisi, dal mio punto di vista, non può certamente farmi piacere … eppure sono pacato e ci penso.  Penso dove potremmo sbagliare noi ornicoltori.  

Dove potremmo migliorarci tutti.  In fondo con le Vostre iniziative e quelle Associazioni Ambientaliste abbiamo molto in comune e mi riferisco all’amore verso gli animali e alla salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio faunistico.

Non sono a polemizzare.  Sono a confrontarmi, semmai mi fosse sfuggita qualcosa di quanto nel mio hobby pratico con scrupolo coscienzioso e senso civico.  Ad un tratto, però, è stato come se aveste fatto vedere casa mia e qualche mio amico che fumava una sigaretta, per poi trasferire l’immagine in luoghi malfamati dove si spaccia droga.  Consentitemi la metafora, ma in cuor mio è stato peggio di questa assurda trasfigurazione.

Mi chiedo ripetutamente la stessa domanda: avete davvero a cuore la vita e la salute dei cardellini?

Chi vi segnala questi servizi ha davvero a cuore questi piccoli animali?

… il dubbio mi viene, soprattutto in un mondo dove il giusto sembra essere alla rovescia.

Perché se così fosse, ritengo che la strada intrapresa sia deleteria e nociva.  In quella intervista, il Sig. Guadagna della Geapress, ha ostentatamente dichiarato che sono gli allevatori che, acquistando quegli esemplari di cattura, alimentano il mercato del bracconaggio.  Io credo sempre nell’onestà intellettuale di chi si professa fautore di un impegno sociale.  Pertanto, credo che chi è in buona fede non potrà mai credere a questa assurda asserzione.

Quei personaggi di scarsa cultura, e mi riferisco essenzialmente a quella ornitologica, inquadrati nella piazza di Ballarò NON SONO, nella maniera più assoluta, degli ALLEVATORI, annotando tra quest’ultimi tutti coloro (e ne sono migliaia) che hanno un’etica morale, una deontologia professionale.  Certo ci potrà essere qualche pecora nera anche tra noi, ma mi credano, li stiamo combattendo con tutte le nostre energie.

Noi non vogliamo questi esseri senza dignità nei nostri albi.  Non li vogliamo nelle nostre associazioni.  Non li vogliamo tra noi.

Eppure, mentre dalla nostra parte ci battiamo per porre fine a questa drammatica piaga … Gli amanti al pari di noi degli animali promulgano una serie di informazioni depistatrici, facendo credere che tutto ciò che è in una gabbia è reato, è maltrattamento, è abuso, è sevizia.

Queste campagne mediatiche possono essere ammirevoli e contemporaneamente offensive, diffamatorie e … LESIVE per gli stessi vostri/nostri ideali.

Mi rivolgo a tutti Voi, in funzione di questi comuni ideali.

Dovremmo collaborare, piuttosto che offuscare la realtà.

Noi siamo ben disposti.  Dovreste sapere che ci autoregolamentiamo per il bene dei nostri animali.  L’ornitologia amatoriale ha fatto passi da gigante in tal senso.

Alla scarsa cultura a cui accennavo poc’anzi si risponde con LA CULTURA.  Quella VERA,  quella dell’informazione sana e corretta.

Fermare il bracconaggio deve essere l’impegno di tutti.  E nella risoluzione del problema dovremmo analizzare tutte le circostanze, iniziando dall’identificare chi sono i veri acquirenti. Un allevatore NON frequenta piazza Ballarò, ma questo lo sanno a memoria tutti i promulgatori della salvaguardia ambientale.

Direi che bisognerebbe partire, nella giusta e unilaterale informazione, iniziando dal distinguere l’uccellino selvatico da quello domestico, perché credo che fino a quando si spanderà confusione e cattiva informazione la gente subisca la convinzione inconscia che bisogna liberare tutti gli animali in gabbia.

Sapete bene che questo non sarà mai ipotizzabile, perché si creerebbe una danno irreversibile all’ambiente.  Immaginate che choc ambientale si avrebbe se immettessimo nel nostro ecosistema animali mai esistiti in natura.  Cardellini mutati e che non hanno nulla a che vedere con il patrimonio genetico della nostra fauna autoctona.  Immaginate che danno sarebbe se liberassimo canarini di tutti tipi e varietà, specie mai esistite in libertà, ammesso che gli animali ormai adattati in gabbia riuscissero a sopravvivere senza le nostre premure, attenzioni e affezione.

Lo so, siamo andati irrimediabilmente nella fantascienza.

Succede ai sognatori.

Ma mi chiedo, perché questa fantascienza la fanno diventare opinione percorribile quando si deve fare un certo tipo di politica?

Mi chiedo, perché pubblicano sui siti degli ambientalisti le foto dei nostri trasportini da viaggio e da esposizione (perfettamente a norma), inducendo al pensiero di animali reclusi e seviziati?

Dovremmo far capire che l’habitat dei nostri animali sono delle gabbie, come per un furetto o dei criceti, alla stregua di un acquario per dei pesci, di una terrazza per dei cani (beati quelli che ce l’hanno), di un divano per dei gatti, di una stalla o recinto per i cavalli.  

Ma questo habitat non viene rappresentato da quelle gabbiette minuscole dei bracconieri che puntualmente fanno vedere al pubblico.  

NOI QUELLE GABBIE NON LE ABBIAMO e, mi credano, non sarebbe delittuoso se si facesse l’opportuno, quanto morale distinguo.  Ritengo esattamente l’opposto.  Sarebbe elargire cultura e giusta informazione.

Io ho a cuore la tutela dell’ambiente probabilmente più di chi si professa fautore della salvaguardia dei cardellini.

Per questo resterei per ore a parlare di queste problematiche affinché si giunga ad una serena, piacevole e amorevole definizione.

Ovviamente mi riferisco agli animali che amiamo … null’altro di più.

Mi scuso se appaio poco cordiale, non è nelle mie intenzioni.

Spero solo di non aver annoiato.

Ringrazio per l’attenzione.

Cordialmente

Arch. Mauro Montanaro

 

Nota: la stessa mail è stata inoltrata all’Associazione Geapress, purtroppo senza alcun esito o risposta (confido ancora).  Mi auguro che la Grande Istituzione Giornalistica possa avere la compiacenza di un cenno di risposta.  Resto fiducioso.

25 novembre 2010