QUANTE MOSTRE SPECIALISTICHE?
(aggiornamento a fondo pagina)
| Ho già scritto più volte su questo
argomento, che ho particolarmente a cuore, ma un'affermazione fatta dal
Presidente del Club Italiano Allevatori Agapornis, sul suo forum, mi ha
stimolato un nuovo intervento...
Questa è l'affermazione: "...la FOI sta seriamente pensando di limitare il numero consentito per ogni Club a tre per stagione". Mi è venuto istintivo pensare all'art. 14 del "Regolamento Club di Specializzazione" che recita: "Il Club può utilizzare nelle sue mostre giudici non FOI-ONLUS.... (vale a dire anche giudici esteri) e più avanti..Qualora il Club richieda l'utilizzo di Giudici Federali la richiesta può essere nominativa." Anche il più sprovveduto degli allevatori si rende immediatamente conto della portata del predetto articolo e del notevole potere che questo concede ai Clubs per quanto riguarda la "gestione dei giudici"..... E' fin troppo facile prevedere che, nell'organico dei giudicanti, verranno a determinarsi (come di fatto sta già avvenendo) spiacevoli conseguenze per il fatto che qualcuno sarà richiestissimo ed altri saranno totalmente ignorati. Non vorrei che si pensasse di risolvere il problema attraverso l'introduzione di una legge coercitiva che riduca di fatto gli spazi di manovra, fino ad oggi concessi ai Clubs in materia di specialistiche, limitando il numero delle mostre a tre per ogni club. Se la FOI seguisse la linea anticipata dal presidente del Club commetterebbe un gravissimo errore tagliando una buona fetta di prospettiva all'unico settore ornitologico che, nonostante la crisi, si mantiene in costante sviluppo. L'unica cosa che la FOI deve fare è quella di impegnarsi concretamente e decisamente nella ridefinizione dell'intero "sistema di giudizio" attraverso la revisione dei regolamenti e delle procedure e la sostituzione degli "uomini chiave", se ritenuti non all'altezza di governare il processo di rinnovamento. Mi rendo conto che mettere mano ad un processo del genere non è cosa di poco conto e che la tentazione di nascondere tutto sotto il tappeto è a dir poco allettante, ma sono proprio queste le decisioni che contraddistinguono i "dirigenti veri" dai "politicanti di turno".....staremo a vedere! Ciò non toglie che vada rivisto il meccanismo di assegnazione delle "specialistiche", oggi palesemente utilizzabile anche per fini non particolarmente lungimiranti. Infatti dall'elenco sottoriportato (Italia Ornitologica n.8-9/2009) l'anomalia appare in tutta la sua evidenza; mentre il CIAA ne ha assegnate 4, il Club degli Psittacidi ne ha assegnate ben 12! |
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| Siccome sono associato ad entrambi i
Clubs, per non far torto a nessuno, esternerò le mie pesanti critiche ad
entrambi in egual misura!! A parte la battuta. Siccome ritengo la questione delle specialistiche una delle più importanti in assoluto per la prospettiva dell'intero settore Psittacidi mi permetto di avanzare critiche, anche forti, ma con intento assolutamente costruttivo. CCIA La mia aperta ed aspra polemica con il gruppo dirigente di quel club, in tema di assegnazione delle specialistiche, è di vecchia data e nota a tutti. Addirittura nel 2008, in seguito alla revoca della specialistica a Pordenone e della divulgativa a Cento, ho organizzato un incontro fra gli allevatori romagnoli per decidere in autogestione la presenza nelle varie mostre.(leggasi Conclusioni Final di Rero 2008). Club degli Psittacidi Il buon rapporto che ho con i dirigenti di quel club mi permette di dire ciò che penso senza nessun timore di essere frainteso e nella certezza che venga compresa per il verso giusto. La politica perseguita dal CdP, in tema di specialistiche, non la condivido perchè non contribuisce assolutamente alla crescita ed allo sviluppo del nostro settore, anzi, al contrario, corre il rischio di creare le premesse per una sua eventuale regressione. Mi spiego. Gli amici piemontesi sanno molto bene che il "potere contrattuale" di un Club nei confronti delle Associazioni è costituito dal numero degli ingabbi che si è in grado di assicurare a seguito della concessione della specialistica. Un esempio per intenderci. Quando il CdP ha concesso (in condominio, o meglio, in quasi totale sovrapposizione) la specialistica a Faenza si è "portato dietro" circa 150 ingabbi di Psittacidi elevando di non poco il proprio "peso" nei confronti degli organizzatori di quella mostra.....ma dubito fortemente che altrettanti ingabbi potranno essere garantiti, almeno a 9 delle 12 mostre titolari delle specialistiche di quest'anno!! E quando gli allevatori e gli organizzatori di quelle 9 mostre si renderanno conto che, concretamente, poco è cambiato rispetto a quella precedente, nonostante il titolo di specialistica, saranno portati naturalmente a svalutarne il valore...con tutto ciò che ne consegue. Capisco bene che la donazione di una spilla d'oro in cambio della stampa del proprio logo su di un catalogo può rappresentare un efficace strumento promozionale ma è sbagliato limitarsi a questo, perché si corre il rischio di inflazionare e quindi di svalutare il vero significato della specialistica.... La mia proposta Dopo aver criticato gli uni e gli altri non potevo esimermi dall'avanzare una mia proposta.....se non altro per una questione di par conditio.... Anzi, vi assicuro, fin da ora, che le vostre eventuali osservazioni sono gradite e bene accette e le pubblicherò immediatamente ed integralmente su questa pagina. Allora, ecco la proposta: 1) rispetto e collaborazione fra i dirigenti dei due clubs - non sono nato ieri e capisco bene le ragioni che, a volte, possono portare a "non parlarsi" ,o peggio, a "farsi la guerra" però ricoprire il ruolo da dirigente, a volte, significa anche riuscire a sacrificare una parte dei propri personalismi in nome degli interessi dei propri associati. La collaborazione fra i due clubs, almeno su alcuni argomenti, e sempre nel più totale rispetto delle singole autonomie, va, a mio avviso, assolutamente ricercata! Il "muro" che esiste oggi non agevola di certo la soluzione di questo grande problema anche se tocca i due clubs, con i rispettivi associati, esattamente in egual misura! Magari il titolo di questa pagina potrebbe rappresentare l'argomento all'ordine del giorno per un prossimo incontro fra i dirigenti dei due clubs.... Infine, se qualcuno pensasse, su questo tema, di portare colpi all'altro, attraverso la FOI, vorrei che fosse ben cosciente del fatto che non contribuirebbe di certo a difendere gli interessi di noi allevatori!! 2) adozione di un codice di autoregolamentazione - Fra i due clubs si dovrebbe giungere alla definizione di un codice condiviso di autoregolamentazione relativo all'assegnazione del titolo di specialistica. La tabella sopra riportata è la palese dimostrazione che qualche norma comportamentale dovrà pur essere adottata per evitare che si verifichino quelle contraddizioni che ho tentato di evidenziare. Il mancato accordo fra i due clubs agevolerebbe un eventuale intervento coercitivo della FOI attraverso il quale potrebbe (apparentemente) risolvere anche il problema della chiamata nominativa dei giudici, cosa sulla quale credo che entrambi i clubs siano nettamente contrari; La presenza di un regolamento agevolerebbe di molto le relazioni anche con le associazioni territoriali che potrebbero in tal modo constatare direttamente se ricorrono o meno i requisiti per la concessione e non come succede oggi dove la scelta spetta ai rispettivi Comitati Direttivi sulla base di non si sa che cosa....ingenerando, ovviamente, liti e incomprensioni. 3) alcuni punti del codice di autoregolamentazione - La prima regola che va scritta è relativa alla limitatezza del numero delle concessioni. (oggi tutte le mostre nazionali ne hanno teoricamente diritto). Il secondo è stabilire quali debbano essere i criteri che ne determinano il limite. Sicuramente il numero degli ingabbi deve rappresentare il primo elemento. L'associazione richiedente la specialistica dovrà presentare al Club di riferimento una nota sulla quale dovrà riportare il numero di ingabbi di psittacidi nella precedente edizione, la previsione di ingabbio dell'anno in esame, le ragioni che motivano la richiesta del titolo, quale tipo di promozione intende mettere in atto, etc. etc. Si dovrà convenire un numero minimo di ingabbi (200/300) che potrà essere preso a riferimento sia per la concessione della specialistica ed anche per la eventuale revoca dell'anno successivo nel caso in cui non si sia raggiunto il numero programmato. Si dovranno fornire alle Associazioni tutte le garanzie del caso per quanto riguarda la riconferma della specialistica per gli anni successivi, se tutto si svolge secondo programma, nella consapevolezza però che al superamento di una certa soglia il club potrà concedere lo stesso titolo anche ad altra associazione limitrofa (stabilire il raggio in km) Sarebbe opportuno che i due Clubs si scambiassero per conoscenza le rispettive richieste pervenute dalle associazioni per evitare le doppie domande oppure l'ammissione dell'uno a seguito del diniego dell'altro. 4) recupero dell'immagine della specialistica - Le associazioni beneficiarie della concessione dovrebbero promuovere con decisione l'evento dichiarando pubblicamente anche i nominativi del collegio giudicante, come già in uso da altri club di specializzazione. L'associazione dovrà assicurare al Club uno stand (obbligatoria la presenza dei rappresentanti del club) per la promozione e la pubblicità, oltre che del proprio club, soprattutto del nostro meraviglioso mondo dei pappagalli! Immaginando l'applicazione pratica dei criteri avanzati nella mia proposta per la concessione del titolo di specialistica forse quest'anno le mostre sarebbero state un numero esattamente a metà strada fra quelle concesse, e quindi 8! Concludo invitando i dirigenti della FOI a non adottare misure restrittive rispetto al numero delle specialistiche possibili perchè la salvaguardia e lo sviluppo dei nostri allevamenti passa attraverso l'incremento delle manifestazioni specialistiche e non certo attraverso un legame fisso con il numero sei!! |
| (aggiornamento del 08.08.2008 ore
18,00) Nel giro di poche ore dalla pubblicazione della presente nota ho ricevuto una mail ed una telefonata di due amici, i quali, dopo aver letto il mio scritto, si sono premurati di aggiornarmi su come stanno realmente le cose. Entrambi mi hanno confermato che posso tranquillamente cancellare l'intera pagina perché i giochi sono già stati fatti, addirittura nella primavera del 2008 . Di conseguenza i Consigli Direttivi di entrambi i Clubs hanno stilato il programma delle specialistiche 2009 tenendo presente il vincolo delle tre richieste nominative. Per questa ragione il Club degli Psittacidi, pur avendo concesso 12 specialistiche, solo in tre (Fossano, Reggio Emilia e Faenza) ha presentato le richieste nominative dei giudici. A questo punto non ritengo opportuno esternare le mie conclusioni su questa vicenda ....preferisco che ognuno di voi se le tragga per proprio conto! |
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07 agosto 2009 |