Il grit fa male?
foto 1 (grit) |
Fino a qualche tempo fa
nessun allevatore si sarebbe mai permesso di mettere in discussione la
presenza del grit nel menù fornito ai propri uccelli;
era una componente essenziale ed andava somministrata, punto!
Oggi le cose sono radicalmente cambiate soprattutto per coloro che frequentano i tanti forum, presenti su internet, in cui si parla di ornitologia; occorre fare attenzione a confessare di dare grit altrimenti si corre il rischio di essere tacciati da irresponsabili noncuranti della salute dei propri beniamini! Ma da che cosa e' stato determinato questo repentino cambiamento di cultura alimentare? Da alcune relazioni redatte da un paio di veterinari italiani sulla base di uno studio apparso negli USA nel lontano 1994 (Avian Medicine: Principles and Application - Ritchie & Harrison) con le quali teorizzano la presunta nocività del grit. In pratica si sostiene
che il grit è indispensabile solo per gli uccelli che vivono in natura
per il fatto che questi ingeriscono i semi comprensivi di buccia (nei
loro gozzi sono state infatti rilevate pietruzze, sassolini etc. che
esplicano la funzione del grit), quindi la presenza di minerali svolge
nel ventricolo un'azione di macina che va in soccorso dei succhi
gastrici facilitandone la digestione. Tale azione sarebbe inutile nei soggetti viventi in cattività in quanto ingeriscono i semi sbucciati che sono facilmente assimilabili dalle funzioni digestive anche senza l'ausilio del grit. Su questa considerazione non mi permetto di entrare nel merito perché non ne ho le cognizioni tecniche, tuttavia mi viene spontanea una domanda: "possibile che il trisnonno del mio inseparabile, che viveva in Madagascar, fosse così stupido da ingerire i semi con la buccia per poi dovere ingoiare sassi per digerirli mentre suo nipote, una volta messo in gabbia, ha capito subito che i semi andavano sbucciati?" |
foto 2 (sali minerali in granuli)
foto 3 (dettaglio sali minerali) |
Per quanto riguarda gli effetti nocivi derivanti dall'uso del grit vorrei fare alcune considerazioni basate esclusivamente sulla mia esperienza personale senza nessuna intenzione di volere confutare le "tesi scientifiche" fin qui propagandate. prima considerazione: per dimostrare che il grit fa male ho visto pubblicate alcune foto che riprendono la sezione del gozzo di un uccello con un pezzo di grit che gli ostruisce il canale digestivo causandone la morte. In questo caso, secondo me, la colpa non e' del grit ma dell'allevatore che ha somministrato un prodotto sbagliato!! E' un po' come il cane che muore con l'osso conficcato in gola o il bambino che soffoca per avere ingoiato un pezzo di lego! Così come al cane non vanno date ossa appuntite e pericolose, ai bimbi non bisogna dare giocattoli troppo piccoli, agli inseparabili non va fornito grit per colombi ma quello apposito con granuli molto piu' piccoli. seconda considerazione: si sostiene che il grit (naturalmente quello insolubile) permanga nel ventricolo a lungo e che venga poi, nel tempo, espulso tal quale in mezzo alle feci; un'assunzione eccessiva può determinare, quindi, il completo riempimento del ventricolo, impedendo così l'ingestione di altri alimenti. Anche qui, come in tutte le cose della vita, basta il senso della misura per risolvere il problema. E' risaputo che gli inseparabili sono golosi un pò come i bambini per cui anche il grit come tutti gli altri alimenti va fornito nelle giuste dosi! Un cucchiaio da cucina a settimana (in due/tre volte) nell'apposito contenitore alle coppie che imbeccano i pullus ed un cucchiaino da caffé alle coppie senza piccoli miscelato con i sali naturali.
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foto 4 (grit miscelato ai sali) |
Per quanto riguarda le foto che riprendono cadaveri con il gozzo intasato di grit....il mio veterinario (che ha solo il grosso limite di non scrivere relazioni!!) mi dice che il fenomeno e' abbastanza normale in quanto il grit permanendo a lungo nel ventricolo, nel momento in cui il soggetto muore a causa di una patologia debilitante che lo porta a non alimentarsi negli ultimi giorni di vita, è l'unica presenza che può essere rilevata. terza considerazione: Da tanti anni ormai quando mi muore un uccello, quasi sempre, lo faccio analizzare presso un'Istituto Zooprofilattico e mai una volta e' stata addebitata la causa, diretta od indiretta, al grit. Mi sono anche permesso di chiedere all'esperto che effettua le necroscopie se gli è mai capitato qualche caso di morte per grit e la risposta è stata decisamente negativa. |
| Conclusioni:
Fino a quando non sarà scientificamente documentata in maniera convincente la nocività del grit oppure finché non mi troverò di fronte a qualche caso concreto di morte da esso determinata, continuerò a somministrarlo, come ho sempre fatto, nella convinzione che sia utile sia per la digestione dei semi che per veicolare i sali minerali. Sali minerali in granuli (foto 2) che miscelo con il grit (foto 4) nella misura del 10%. Voglio anche aggiungere che, in tanti anni di allevamento, non ho mai registrato casi di uova con guscio molle, soggetti che si mangiano le uova, femmine che faticano a deporre etc. etc. per cui rimango veramente perplesso di fronte a posizioni anti-grit così determinate.....non vorrei che ci trovassimo in un nuovo "caso Di Bella" ornitologico. |
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