.... da Wall Street a Reggio Emilia

 

Da Wall Street sono partiti i primi segnali della drammatica crisi che ha contagiato la finanza dell'intero globo ponendo le condizioni affinché le economie di tutti i paesi entrassero in una crisi di una tale  profondità paragonabile solo a quella del '29.

Le economie reali dei paesi più industrializzati, che già da tempo manifestavano sintomi di malessere, sono state investite dallo scoppio della "bolla finanziaria globalizzata" la quale ha finito per provocarne l'immediata entrata in recessione.

Gli effetti sono facilmente prevedibili....calo della produzione...aumento della disoccupazione...diminuzione del potere di acquisto...contrazione delle spese, in particolare di quelle considerate voluttuarie....e quindi...un forte appesantimento del mercato degli uccelli.

Con questo stato d'animo sono entrato nel grande padiglione D (tavolo n. 252) della 69° Mostra Ornitologica di Reggio Emilia per vendere i miei inseparabili.

Nel corso delle due giornate, in cui si è svolta la mostra, ho prestato particolare attenzione a tutto ciò che avveniva per cercare di capire a che punto stiamo, noi allevatori di inseparabili, nel contesto di questa crisi.

Quali sono, ma soprattutto, quali saranno le conseguenze nel prossimo futuro per i nostri allevamenti.

Ho pure raccolto informazioni e valutazioni di molti allevatori circa l'andamento delle vendite ed anche sulle misure che ognuno pensa di adottare per fronteggiare tale situazione. 

In sintesi, queste sono le considerazioni a cui sono giunto:

1) è aumentato notevolmente il numero degli allevatori che sono costretti a ricorrere alla mostra scambio per potere cedere le proprie eccedenze. Il padiglione D, anno scorso, era occupato da qualche fila di tavoli mentre quest'anno era completamente pieno;

2) ho avuto la sensazione che anche il numero dei visitatori sia aumentato, anche se la maggior presenza non ha certamente incrementato il volume delle cessioni. Quest'anno quasi tutti gli amici che ho intervistato si sono riportati a casa dei soggetti, mentre anno scorso, praticamente tutti, hanno vuotato le gabbie;

3) la domanda è stata palesemente debole fin dalle prime ore del sabato a fronte di una notevole quantità di soggetti offerti. Ciò ha provocato un immediato e sostanzioso ribasso dei prezzi! Qualche collega è arrivato a ribassare fino a 20 euro per soggetto, valore abbondantemente al di sotto dei costi di allevamento!   

4) fino a quest'anno era prassi che dalle prime ore della domenica pomeriggio passassero fra i tavoli numerosi commercianti per contrattare il "blocco finale" a prezzi che si aggiravano attorno ai 15 euro a soggetto. Quest'anno mi risulta che solo un commerciante si sia presentato a pochi allevatori offrendo al massimo 12 euro. Credo però che nessun affare sia andato a buon fine;

5) mai come quest'anno è stata premiata la qualità; i soggetti di alto livello, opalini e maggiorati in particolare, sono passati di mano senza problemi ed a prezzi interessanti. Mentre per quelli tradizionali, portatori in particolare (anche di opalino), è  stata veramente una corsa in salita e diversi di essi sono ritornati nelle voliere dalle quali erano partiti;

6) ottimi affari hanno fatto anche quegli allevatori che hanno esposto ottenendo buoni piazzamenti. Un noto allevatore che ha vinto molto, nelle categorie degli psittacidi, a metà del sabato mattina aveva praticamente già vuotato le gabbie!!  Questo a dimostrazione del fatto che l'acquirente (indipendentemente dal suo grado di competenza) è portato ad orientarsi verso l'acquisto dei soggetti che provengono da ceppi in qualche modo "certificati" da un giudizio  vincente. Tale comportamento rende ancor più indispensabile la correttezza e l'equità dei giudizi. In altre parole; chi vince vende, e anche a prezzi buoni, mentre chi non vince non riesce neppure a vendere al commerciante al di là della qualità dei soggetti!! 

Queste sono gli spunti che ho raccolto nel corso dell'esposizione ai quali voglio aggiungere un'altra mia considerazione...il fatto che i commercianti abbiano disertato il tradizionale mercato della domenica pomeriggio non fa ben sperare circa la cessione di tutti quei soggetti che ci siamo riportati a casa...

Se questo è lo scenario che ci troviamo di fronte dovremo prendere urgentemente le giuste contromisure per non trovarci fra qualche mese con le voliere stracolme di uccelli senza nessuna possibilità di cessione!

Molti di noi ricorderanno la drammatica situazione venutasi a determinare per effetto della famosa influenza aviaria.

Per quanto mi riguarda ho già deciso di adottare le seguenti misure:

- riduzione del numero delle coppie riproduttrici da 30 a 23. Ho sentito molti altri miei amici che hanno preso questa misura, in alcuni casi anche dimezzandole (un mio amico, da 60 a 30 coppie);

- la riduzione del numero delle coppie aiuta ad elevare il livello qualitativo, puntando soprattutto su quelle mutazioni maggiormente richieste;

- riduzione del numero delle cove. Non e' escluso che alla fine della prima cova tolga una buona parte dei nidi. L'andamento commerciale delle prossime settimane mi fornirà le necessarie indicazioni per decidere quante coppie portare alla seconda cova.  

Vorrei tanto concludere queste mie riflessioni con una nota di ottimismo ma non riesco proprio a trovare nessuna ragione che mi faccia intravedere uno sbocco da questa situazione....che è partita da Wall Street, è passata da Reggio Emilia, e chissà dove arriverà......

 

 

 

25.11. 2008