prova

 

La fantasia di "Italia Ornitologica...."

 

Stimolato da un articolo apparso su Italia Ornitologica n. 12 del dicembre 2007 a firma di Enrico Banfi (Il Raggruppamento Emilia-Romagna e il censimento) in cui si afferma giustamente che la Regione Lombardia ha separato gli allevamenti di uccelli da affezione da quelli industriali, escludendo i primi da ogni misura restrittiva ai fini della prevenzione dell'aviaria, a cui fa seguito la testuale affermazione:

"Analoga conclusione č stata raggiunta dalla Regione Emilia Romagna, anche se formulata in modo meno chiara, con una disposizione del...."

sono andato alla ricerca della disposizione di cui ai quattro puntini (sull'articolo ci sono proprio i 4 puntini!) ed ho trovato una lettera del 23.08.2006 a firma di Gabriele Squintani (Dirigente Veterinario e Igiene degli Alimenti della Regione Emilia Romagna) (Prot. ASS/VET/0628103 - Lett. 1495) con la quale si forniscono chiarimenti sulle disposizioni relative alle modalitā di autorizzazione e svolgimento di fiere....di volatili allevati a fini non alimentari.

Chi ne č interessato puo' andarsi a leggere l'originale su questo link: http://www.dsp-auslbo.it/pdf/vet/aviaria/ASSVET06_28103.pdf

Come si vede, la lettera in questione non ha assolutamente nulla a che fare con lo spirito del decreto della Regione Lombardia, come vuol fare credere l'autore, ma si limita esclusivamente a precisare i termini per la

........Registrazione degli allevamenti

Anche ai sensi dell'Ordinanza ministeriale 10 ottobre 2005, tutti gli allevamenti, anche di specie diverse

dal pollame, devono essere registrati presso la AUSL.

Per facilitare l'attivitā di registrazione presso le AUSL di tali allevamenti, si ritiene possibile utilizzare, in

alternativa all'assegnazione di un codice aziendale, la numerazione univoca attribuita ai propri iscritti dalle

associazioni e federazioni di ornicoltori. A tal fine le associazioni potranno fornire alla AUSL competente per

territorio l'elenco degli associati (meglio se in formato elettronico), completo di indirizzo. Questi allevamenti

dovranno, per la partecipazione alle manifestazioni, attenersi alle disposizioni delle ordinanze regionali sopra

indicate.

L'accesso alle manifestazioni autorizzate in deroga al divieto imposto dall'ordinanza regionale 151/2006,

(che revoca l'Ordinanza regionale 285/2005), sarā subordinato alla presenza dell'allevatore nell'elenco e alla

presenza di regolare modello 4 compilato dall'allevatore stesso nel quale siano descritti i volatili

introdotti.

In buona sostanza. Tutte le prescrizioni previste dall'ordinanza regionale n. 242 dell'1/10/2004 (vedi nelle news di questo sito l'articolo "allevatori dell'Emilia Romagna: tutti fuorilegge)  restano in vigore (registro, analisi, etc.).lL'unica novitā č costituita dal fatto che gli allevatori non devono recarsi fisicamente alla rispettive ASL per effettuare l'iscrizione ed ottenere il famigerato codice aziendale, ma saranno le Associazioni territoriali, per conto degli allevatori associati, che depositeranno presso le ASL di competenza il Vademecum FOI nel quale sono evidenziati gli estremi dei singoli allevatori. Pertanto il numero di RNA sostituisce a tutti gli effetti il codice che l'ASL avrebbe dovuto assegnare....tutto qui!

Sinceramente, non mi sembra una grande vittoria!

Inoltre suggerisco ai dirigenti FOI di darsi da fare per tempo e di chiedere ai colleghi della Regione Emilia Romagna di rettificare quanto affermato nel periodo scritto in rosso altrimenti ai Campionati Mondiali di Piacenza potranno iscriversi solo i tesserati FOI!

(05.02.2008)