Parrocchia"DIVINO CUORE DI GESU'" Mirto-Crosia (CS) Archidiocesi Rossano-Cariati

LA CHIESA: INTERNO

LA NAVATA CENTRALE IL TIMPANO

 

I DIPINTI SACRI

INAUGURATE DUE IMMAGINI SACRE
NELLA CHIESA DEL <<DIVINO CUORE DI GESU’>> DI MIRTO

La devozione popolare ha accolto con gioia, nella parrocchia del “Divino Cuore di Gesù” di Mirto, la venerazione delle immagini sacre di San Benedetto e di Sant’Antonio Abate. Le effigi sono state benedette ed offerte alla preghiera della comunità, dal parroco don Pietro De Simone durante la Santa Messa del 23-12 u.s. Grazie ad esse, ed alle altre immagini di Santi, la nostra chiesa è diventata come un tempio di omaggio alla santità. Nel nostro tempo dominato da numerosi casi di ingiustizia e dalle molte occasioni di distrazione che rendono difficile il seguire Cristo, ben vengano testimoni luminosi di fede per indicarci la via del bene.

La “regola” di San Benedetto, fondatore del Monachesimo occidentale, pensata per la sua comunità di monaci è validissima anche per ognuno di noi: “prega e lavora”. Rispettare e seguire ciò, indica la volontà di incontrare Dio, non solo esclusivamente nella preghiera, ma in ogni momento del nostro quotidiano. Il suo esempio di spiritualità evangelica ha educato da sempre all’amore concreto, al lavoro e al progresso, e alla pace.
Sant’Antonio Abate, “innamorato di Dio”, fondatore del Monachesimo orientale, ci indica la via del sacrificio e della penitenza che porta alla prosperità. Noi cristiani, infatti, siamo chiamati da Dio ad essere collaboratori della sua creazione e apostoli di carità e ciò non si raggiunge che con l’impegno, la laboriosità, il lavoro, la fatica e il sacrificio. Penitenza e sofferenza, ci indica S. Antonio, sono la strada per rassomigliare a Cristo e, come lui, passare attraverso le difficoltà di ogni giorno, vuol dire poter raggiungere la gloria.

Nella nostra chiesa onoreremo questi servi di Dio con rispetto, amore, ammirazione e devozione e li guarderemo, attraverso la venerazione delle loro immagini, affinché ci siano d’incitamento e di conforto in questo nostro mondo tanto bisognoso di santità.

Angela Marino

Omaggio al Monachesimo 

L'intera comunità parrocchiale ha accolto con gioia, nella chiesa del "Divino Cuore di Gesù" di Mirto, le due immagini di S.Antonio Abate e di S. Benedetto Abate, che si allineano armonicamente alla fuga delle finestre istoriate e legate al gran piombo del Mellini di Firenze, e scorrono sulle pareti superiori dell'edificio sacro. Le effigi sono state benedette e proposte alla venerazione dei Fedeli, dal parroco mons. Pietro De Simone, durante la S. Messa principale di domenica 23 dicembre u.s., dono del parrocchiano Ruperto Domenico, emigrato da molti anni negli Stati Uniti, per ricordare i suoi genitori Gesuino Reperto e Achiropita De Santo.

Le due immagini, eseguite uso-mosaico su materiale idoneo e impresse con il laser vogliono essere un omaggio ai due Padri del Monachesimo: quello Orientale con Sant'Antonio di Coma in Egitto e quello Occidentale con San Benedetto da Norcia. L'anacoreta egiziano è rappresentato nel suo saio primitivo e nell'atteggiamento di benedire gli animali domestici e il fuoco; l'Abate di Montecassino siede in cattedra col pastorale in una mano e nell'altra il libro aperto poggiato sulle ginocchia con la scritta "Ausculta, o fili. praecepta Magistri ". Ai suoi piedi si allineano pennelli, astrolabio, squadra, compasso, martello, tavolozza da pittore, calamaio con penna d'oca e l'inseparabile corvo con pagnotta in bocca. La scelta dei due personaggi non è venuta a caso. Antichissima, risalente ai tempi floridi feudali del Castello-fattoria di Mirto, è la devozione a S. Benedetto, materializzata in una edicoletta posta all'inizio del viottolo che conduceva alla collina del Castello, dinanzi alla quale mani devote ogni sera accendono ancora luci devozionali. Dal Padre del Monachesimo d'Occidente a quello dell'Oriente il passaggio è stato consequenziale e logico.

La formula ascetica, infatti, originata in Sant'Antonio nella solitudine di Tebe. è stata presa da Benedetto di Norcia, che l'ha coniugata con la civiltà occidentale.

Mons. Pietro De Simone

 

MARIA MADRE DELLA CHIESA
E REGINA DELL'UNIVERSO

SAN GASPARE DEL BUFALO
 

 

 

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