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Perché l'opera è importante?
II Doriforo (portatore di lancia) è una delle più
celebri statue classiche e fu
più volte lodata nelle fonti antiche D. L opera, eseguita intorno alla metà del V secolo
a.C. da Policleto di Argo, risolse in modo nuovo il problema del
bilanciamento del peso del corpo e del movimento dell'anca, affrontati
per la prima volta all'inizio del V secolo a.C. nell'Efebo biondo
e poi nell'Efebo della bottega di Crizio e Nesiote.
La soluzione policletea influenzò profondamente tutta la scultura classica
fino al IV secolo a.C, quando Lisippo ne sperimenterà
una diversa nell'Apoxyómenos. Purtroppo l'originale è perduto e se ne conservano solo diverse copie
di età romana; quasi tutte sono però in marmo e quindi restituiscono
solo parzialmente l'aspetto dell'originale bronzeo.
Equilibrio e
ponderazione
Come è raffigurato il
soggetto?
La
statua raffigura un giovane nudo che cammina lentamente, con una lunga
e pesante lancia da combattimento, oggi perduta, appoggiata sulla spalla sinistra.
La figura è colta nell'istante in cui sta
per portare in avanti la gamba
sinistra, spostando il peso del corpo sulla gamba destra: egli esprime
quindi più la potenzialità del movimento che il movimento
stesso. La lancia, impugnata nella mano
sinistra, era appoggiata sulla spalla, mentre il braccio destro è disteso lungo il fianco. La testa,
inclinata verso destra, mostra un volto sereno e idealizzato,
con occhi piccoli e lineamenti regolari.
L' impressione di equilibrio
è accresciuta dalla
disposizione simmetrica dei capelli, distinti
in ciocche ondulate con la scriminatura a metà sulla fronte. La massiccia
muscolatura, che alterna tensioni e rilassamenti, segue
la tradizione scultorea peloponnesiaca, ripresa anche nella
semplificazione di alcuni elementi
anatomici come l'arco toracico
reso con un perfetto semicerchio. In questo il Doriforo è l'erede di
statue di poco anteriori, come i
Bronzi di Riace .
Il chiasmo policleteo
Come è costruito l'equilibrio della figura?
La ponderazione del
Doriforo è il risultato di una costruzione molto attenta e
articolata: essa si
fonda sul chiasmo -
letteralmente "incrocio"
di elementi - e sull'opposizione reciproca delle singole parti del
corpo, usata per generare un equilibrio perfetto. Policleto infatti
aveva compreso che ogni movimento o tensione di una parte
del corpo doveva ripercuotersi sul resto
della figura: il risultato è la
prima rappresentazione pienamente organica della figura umana.
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