Punto e mezzo

 

 

 Ho un cugino, il quale è bravo un matematico, che dice che se si posa verticalmente una sfera sulla

sommità di una semisfera che giace sulla sua parte piana la sfera rotolerà giù. E' facilmente intuibile

    questo. Mio cugino dice che ciò è il caos, che è dovuto al caos. La perdita di equilibrio da parte del-

    la sfera in una direzione piuttosto che in un' altra può essere dovuta ad un urto, ad un alito di vento,

    al respiro di una persona, ad una minima oscillazione trasmessa dall'aria, o anche ad una particolare

    vibrazione di un'onda elettromagnetica. Siccome, dice, questo non è facilmente comprensibile, pre-

    vedibile, o comunque gestibile, è caotico. Io non la penso così.                                                           

   

  Credo che se si riuscisse ad isolare il "sistema" della

  semisfera e della sfera così da renderlo insensibile

  non solo agli urti ma a qualsiasi bava d'aria, ad ogni

  stimolo esterno trasmissibile dall'aria o dai corpi con

  cui entra in contatto, in modo che anche le vibrazioni

  dovute alla respirazione e al battito cardiaco di una per-

  sona, o quelle di una particolare onda elettromagnetica

  di una fonte luminosa non possano influenzarne gli equi-

  libri, la sfera poggiata in verticale sulla sommità della se-

  misfera, e soggetta solo alla forza di gravità, starebbe in

  equilibrio, perchè ogni sua parte sporgente, su qualsiasi

  lato, sarebbe bilanciata dalla sua controparte simmetrica

  sull'altro lato. Certamente questa è una situazione ben

  più difficile da immaginare e soprattutto da realizzare.

   Se la sfera perde l'equilibrio e rotola giù dalla sommità

  della semisfera ci saranno uno, due o infiniti motivi e cau-

  se, e ugualmente se cade in una direzione piuttosto che

  in  un'altra. Ma non credo per nulla che questo sia casuale.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   Ogni effetto è indotto da un fenomeno secondo un ordine, un’armonia, un sistema che, per quanto im-

   percettibile, incomprensibile ed imprevedibile, tuttavia esiste.

   Cercare di capirci di più, di avvicinarsi a quella che si percepisce come una verità, anche solo per pic-

   colissimi passi, con umiltà e dedizione, è un atto degno e di valore.

 

 

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