archivio 2014

dicembre 2014

IMPRESA E TERRITORIO

 

 

 

 

 

La crisi continua a mordere nonostante le previsioni ottimistiche che annunciano, senza troppa convinzione, l’uscita dal tunnel oscuro imboccato sei anni fa.  Ogni giorno il mercato presenta il conto della partita e alza l’asticella della competitività.

Lo sa bene la quarantina degli imprenditori locali presenti all’incontro col vescovo nell’ambito della visita pastorale. Un’affluenza significativa in un momento difficile per una categoria sotto sforzo. Il tono della conversazione è amichevole, un approccio impensabile anche in ambito ecclesiale in altri tempi più conflittuali.

«Dobbiamo essere riconoscenti agli imprenditori per l’impegno e per il servizio che svolgono a favore della società, malgrado gli ostacoli di ogni genere che devono superare»: come numerose persone in sala, per lo più titolari di imprese piccole e medie, spesso a conduzione familiare, mons. Corrado Pizziolo viene da una famiglia della tradizione rurale trevigiana ed ha conosciuto la fatica dei campi. Ancora oggi sente nella cerchia parentale i commenti di chi ogni giorno deve allestire la bancarella e attendere la risposta della clientela.

La crisi economica ha messo a dura prova sia datori di lavoro che operai, un tempo opposti in una lotta di classe dichiarata. E’ tempo piuttosto di rivedere i modelli di sviluppo e l’organizzazione del lavoro. La traccia offerta alla riflessione è l’enciclica “Caritas in veritate” in cui Benedetto XVI analizza lo sviluppo umano del nostro tempo e l’obiettivo del lavoro. Oltre al profitto esso deve portare benessere ed essere fonte di responsabilità, libertà, umanizzazione. E’ vero, il lavoro richiede sacrifici, in compenso conferisce dignità alla persona.

La dottrina sociale della Chiesa non si nasconde i rischi della globalizzazione e dello sfruttamento sregolato delle risorse della terra; né lo scandalo della fame che spiega in parte il fenomeno epocale delle migrazioni di massa. L’alto magistero ribadisce la necessità di guardare lontano, piuttosto che puntare alla speculazione immediata. E la diocesi ha istituito un apposito fondo di solidarietà per far fronte alle situazioni familiari di grave disagio dovute per lo più alla disoccupazione e alla chiusura di aziende. 

Nella conversazione c’è tempo per parlare della delocalizzazione e, di converso, dell’invasione di capitali esteri. Sicuramente non hanno riguardo al territorio, che è invece l’ancora di salvezza del nostro sistema produttivo.

Gli imprenditori si mostrano incoraggiati dall’invito a perseguire, per il bene comune, sul faticoso cammino di fare impresa, dall’assicurazione del sostegno della comunità e di condivisione delle difficoltà. Lasciano da parte per una sera gli interessi di parte e le divisioni ideali ed esprimono la volontà di continuare guardando al valore sociale della loro fatica.  Si fa portavoce di questo sentimento  l’industriale Giuseppe Covre, svestito dei panni di politico ed in sintonia con gli altri intervenuti  nel giro d’orizzonte. 

L’indomani il patriarca di Gerusalemme Fouad Twal ,  nelle suo giro per il Veneto, incontra le autorità amministrative  e visita alcuni realtà produttive della zona tra cui la Visa di Fontanelle e l’Eureka di Gorgo al Monticano. E pone l’accento sulla drammatica situazione che vivono i cristiani a Gaza, dove la disoccupazione ha raggiunto il 65% della popolazione.

Nella foto, la Visa di Fontanelle

Trenta giorni

 

* Il Dialogo compie cinquant’anni di vita essendo uscito col primo numero in dicembre 1964. Tra i fondatori, insieme con mons. Paride Artico, Bepi Vizzotto e don Giacomo Ferrighetto, vi era uno studente universitario di belle speranze e tanta voglia di conoscere il mondo, Adriano Madaro, attratto già allora dall’oriente. A distanza di mezzo secolo, l’interesse per quel mondo è cresciuto. Lo dimostrano gli oltre 180 viaggi compiuti con lunghi soggiorni e l’esplorazione delle regioni più remote, dalla Mongolia al Tibet, dalla Manciuria all'isola di Hainan. Negli ultimi anni, a Treviso, il giornalista partito da questo foglio parrocchiale ha organizzato quattro grandi mostre sulla Cina, una sul Tibet, una sull’India e ora una sul Giappone. La mostra “Dai Samurai a Mazinga” rimarrà aperta a Ca’ dei Carraresi fino al 31 maggio prossimo. Sarebbe un peccato non visitarla.

* Il “Taliàn”, l’idioma ancora oggi usato nelle famiglie venete trapiantate specialmente in Sud America, è stato dichiarato patrimonio culturale immateriale del Brasile. A partire dal 1875, ricorda Ulderico Bernardi, arrivarono gli italiani con una componente via via maggioritaria di Veneti e di Friulani. Per comunicare tra di loro e con brasiliani, tedeschi, polacchi, portoghesi si diffuse una mescolanza di parlate di pianura e di montagna, fra vicentino e trevisano, padovano e bellunese, che fece di questo “Taliàn” una lingua condivisa. Si calcola che nel Paese vivano oggi 30  milioni di persone d’origine italiana, pari al quindici per cento della popolazione complessiva.

* Sono ormai passati venticinque anni dalla caduta del muro di Berlino abbattuto il 9 novembre 1989 segnando di fatto la fine della guerra fredda e lo sgretolamento del regime comunista. Per l’occasione, sono state riproposte sul piccolo schermo immagini della fiumana di persone che attraversava festosamente la vecchia frontiera proibita. In una notte di agosto 1961, mentre si stava costruendo la barriera di cemento e filo spinato che per ventotto anni dividerà le due Germanie, perse la vita probabilmente sotto le pallottole della polizia di frontiera di Berlino Est il giovane Oreste Sonagere, professore di educazione fisica alla scuola media di Oderzo che tuttavia non risulta in alcun elenco ufficiale delle vittime del muro. 

* Allarme meteo nella Marca. E’ stata paura per la piena che ha allagato i campi e le case compresi tra gli argini del Piave obbligando i residenti ad abbandonare la golena. Si è temuto inoltre per la stabilità del ponte di Cimadolmo, assicurata in poche ore con trenta camion di rocce. Ha destato preoccupazione anche l’innalzamento del Livenza e del Monticano. In un incidente stradale, infine, ha perso la vita la maestra trentanovenne Monica Lava, della cooperative “Insieme si può” che stava raggiungendo l’asilo-nido nel quale prestava servizio a Motta di Livenza. A tradire l’insegnante è stato forse l’asfalto scivoloso per la pioggia. Probabilmente in stato d’incoscienza, è deceduta in pochi centimetri d’acqua prima che i soccorritori potessero far qualcosa per tentare di salvarla.

* La manovra del governo mette in agitazione i Comuni: “Tagli insostenibili, così rischiamo il fallimento”, insorgono i sindaci. Di fronte alle scelte per contenere i costi spesso insorgono anche cittadini. L’illuminazione “alternata” ad esempio – fa notare il primo cittadino replicando ad alcune critiche – ha consentito di abbattere la Tasi di un punto. Rispetto alla spesa, prioritario è tutto ciò che serve a garantire la sicurezza stradale.

* Doppia scadenza per gli immobili. Scade il 16 dicembre il termine per il versamento sia del saldo Imu, che risparmia comunque i possessori della casa in cui abitano, sia della Tasi (nominalmente “tassa sui servizi indivisibili quali illuminazione, manutenzione delle strade, verde pubblico). Nel caso non sia stata sfruttata la “facoltà” di versare quest’ultima in due rate, va pagato in dicembre l’intero importo. I contribuenti registrati attraverso il sito web comunale troveranno i calcoli del dovuto e precompilati i relativi modelli di pagamento.

* Il ticket “Gratta e parcheggia” ha i mesi contati. Infatti, pur tra le economie di bilancio, sono stati stanziati quarantamila euro per dotare le zone di sosta a pagamento delle emettitrici di tagliandi da esporre sul cruscotto. Il disagio dell’attuale sistema era stato segnalato al Comune anche dai negozianti del centro storico.

* E’ nato Quartiere Zanusso, un gruppo spontaneo, politicamente trasversale, che desidera collaborare con il Comune. Sono i tratti caratteristici descritti dalla portavoce Gloria Tessarolo. Tra le iniziative proposte per rivitalizzare la vecchia caserma vi è una palestra e spazi per le associazioni e per i giovani. Tra le iniziative proposte che non richiedono costosi investimenti sono immediatamente alla portata ad esempio gli orti sociali. Al progetto di riuso della vecchia caserma lavora anche il gruppo chiamatosi “Oderzo oltre”per sottolineare il superamento della militarizzazione del territorio e per lanciare un messaggio di pace”, come spiega l’avv. Francesca Ginaldi. Intanto si avvicinano le elezioni amministrative del 2016.

E sulla questione non si tirano certamente indietro le società sportive che sull’utilizzo dell’area nutrono molte speranze.

* E’ stata collocata nella chiesetta del Beato Bernardino una scultura donata dalla locale associazione del fante presieduta da Bruno Querin. L’opera creata da Roberto Bertelli, con l’utilizzo di reperti della Grande Guerra, rappresenta tre lingue di fuoco in “segno di libertà”, la corona di spine a simboleggiare “il sacrificio e la sofferenza”, infine l’elmetto, parte della divisa del “soldato italiano”.

* 21 ottobre 1866: il Veneto si prepara al referendum che sancirà l’annessione al regno d’Italia. E’ il contesto storico nel quale è ambientato il film “Il leone di vetro” di Salvatore Chiosi che descrive le vicende di due famiglie, i Biasin, appartenenti alla borghesia di commercianti produttori di vino, e i Querini, aristocratici in decadenza. Alcune scene del film appena uscito nelle sale sono state girate a San Polo di Piave e nel Borgo Malanotte di Tezze.

* Ha raggiunto la bella età di 102 anni il dott. Lucio Moro, nato e vissuto a Oderzo fino agli studi universitari compiuti a Roma. Vennero poi la chiamata alle armi e la partecipazione al conflitto mondiale in veste di ufficiale medico nella marina militare, decorato con due croci di guerra. Dopo un servizio all’ospedale “Pompeo Tomitano”, fu medico condotto a Ormelle per 27 anni. E’ mancato nella serenità della casa di famiglia.

* Il nostro territorio non sfugge al triste primato di furti nelle case di cui è vittima la Marca che si ritrova tra le cinquanta province italiane maggiormente colpite, con un incremento del 9,5% secondo la classifica elaborata dal Sole 24 ore. Oderzo è stretta nella morsa dei ladri che agiscono anche di giorno. In provincia sta prendendo piede su  Facebook il servizio “Sorvegliamo H 24”.

* L’ospedale di Motta sta per finire la gestione mista pubblico-privata durata dodici anni e diventerà interamente pubblico. La legge regionale che autorizza il mantenimento della struttura quale società di capitale interamente pubblico non deve destare alcuna preoccupazione, né ai dipendenti né ai cittadini. L’assicurazione che risponde a preoccupazioni sollevate da più parti è arrivata dall’amministratore delegato, Francesco Rizzardo. E aggiunge: “La programmazione riconosce Oras come ospedale nodo della rete di alta specializzazione e stabilisce l’aumento di trenta posti letto che comporterà semmai una crescita dei livelli occupazionali” Attualmente sono circa trecentodieci i lavoratori impiegati nel complesso sanitario.

* Tornano il mercatino di Natale,  in Piazza Grande dal 15 al 24 dicembre, e la pista di ghiaccio, che rimarrà in Piazza Castello fino al 1° febbraio. Due attrazioni care al cuore dei bambini, promosse da Forò, l’associazione di commercianti del centro storico.  

* Vi piace fare il risotto con i “bruscandoli”? Attenzione, perché la legge vigente limita il consumo a non più di sei “steli floriferi” al giorno, per persona. Adesso la Regione Veneto ha voluto istituire la figura del raccoglitore di erbe selvatiche, specificando che tale attività può essere svolta nel tempo libero e che può rappresentare un’integrazione di reddito e un’offerta turistica alternativa. Servirà frequentare un apposito corso di formazione e verrà rilasciato un tesserino.

novembre 2014

CURARE LE FERITE

 

 

Ad Oderzo, il Vescovo Corrado si sente di casa. Lo si notava anche nell’incontro con gli amministratori della forania avvenuto nella sala dei quadri del palazzo municipale, sede del consiglio comunale della città. Attorno al tavolo, questa volta, i sindaci dei Comuni di Oderzo, Fontanelle, Mansuè, Portobuffolè e Ponte di Piave. Un incontro programmato nell’ambito della visita pastorale in corso in queste settimane, che – per l’unità pastorale di Oderzo (abbraccia l’intero comune,  più Busco e San Nicolò) - si conclude  ai primi di dicembre.

Il più antico diario di visite pastorali conservato in archivio diocesano, risalente alla seconda metà del quattrocento, racconta la visita, negli anni 1474-75, del vescovo Nicolò Trevisan, di nobile famiglia padovana. Circa la Chiesa opitergina, si sofferma sulle condizioni dell’edificio dedicato a San Giovanni Battista: “… visitavit eccelsiam plebis sancti Joannis baptiste sitam in terra opitergii, quam vidit incompletam et indigentem instauratione et fabricatione et reparatione…”, lasciando capire a chiare lettere qual fosse lo stato di degrado.  E parla anche dell’antica cura d’anime di Colfrancui, già nominata in una bolla di Papa Lucio III  del 18 ottobre 1185.

Tornando all’oggi, mons. Corrado Pizziolo, salutato con i riguardi dell’ospite illustre, chiarisce subito che non ha ricette da dare e che la visita rientra nel programma di collaborazione, pur nella distinzione dei ruoli, tra chiesa locale e istituzioni civili. E’ qui per trovare risposte alle esigenze che emergono dal territorio e condividere la fatica di cogliere le aspettative delle persone.

Le emergenze del momento sono legate alla crisi economica che non risparmia le famiglie, in particolare i giovani che vivono spesso in condizioni di precarietà occupazionale e stentano ad intravvedere un futuro sul quale investire. La Chiesa si trova spesso a curare ferite, come un ospedale da campo, per riprendere un’immagine efficace di papa Francesco sulla famiglia oggetto di analisi nel recente sinodo straordinario.

La questione preoccupa sia gli amministratori pubblici che la Chiesa locale con accenti nuovi. Di qui la necessità di mettere in comune le forze disponibili e di rinsaldare forme di collaborazione, grazie anche ad un multiforme volontariato del quale la comunità è ricca. 

Nello spazio solitamente riservato al pubblico siedono soprattutto persone impegnate nell’amministrazione della cosa pubblica; e non sfugge la scarsa partecipazione all’incontro delle forze di minoranza.

Non manca, durante il dialogo, una critica all’insufficiente attenzione  della politica verso la famiglia spesso in difficoltà a conciliare impegni di lavoro e vita di relazione.

Un concetto che viene ripreso negli interventi per sottolineare l’esigenza di migliorare la qualità dei rapporti sia personali che sociali. Altre urgenze riguardano la formazione e l’emigrazione, che sta pagando il prezzo più alto della crisi.

Tanto che la realtà tracciata dal primo cittadino di Portobuffolè, il più piccolo comune della provincia, che descrive un’isola felice, sembra arrivare da un altro continente estraneo a chi abita a pochi chilometri di distanza e parla di fabbriche che chiudono e di leggi che soffocano l’iniziativa privata.

Se, come nell’antico borgo medievale, i giardini fioriti esistono conviene diffondere la cura.

 

Le unità pastorali della Forania opitergina

Oderzo: Camino, Colfrancui, Faè, Fratta, Oderzo, Piavon, Busco, San Nicolò, Rustignè, San Vincenzo de’ Paoli. 

Fontanelle: Fontanelle, Fontanellette, Lutrano, Vallonto.

Mansuè: Basalghelle, Mansuè, Portobuffolè.

(nella foto: incontro del Vescovo con gli amministratori pubblici: la firma del registro delle visite)

Trenta giorni

* Nel corso della visita in atto nell’unità pastorale di Oderzo, il vescovo Corrado ha incontrato, nella sede municipale di Ca’ Diedo, gli amministratori locali appartenenti alla forania opitergina per individuare le difficoltà e cercare spazi comuni d’intervento. Un incontro all’insegna della cordialità e della collaborazione, che ha confermato le fatiche delle famiglie e dei giovani, emerse anche in altri ambiti di studio. Su questi temi torniamo nell’approfondimento mensile.

* Era appena terminata, a San Vincenzo de’ Paoli, la visita pastorale quando, durante la notte tra martedì 14 e mercoledì 15 ottobre, la chiesa è stato profanata. L’amara scoperta è stata fatta da don Angelo Pavan, alla mattina, quando ha trovato il tabernacolo aperto e privo della pisside e della teca usata per l’adorazione eucaristica. Insieme con la pisside erano state rubate le ostie consacrate, lasciando aperte ipotesi inquietanti legate al mondo dell’occulto. Il caso è stato risolto celermente dalle forze dell’ordine con l’arresto di due giovani balordi che si erano rifugiati nei sotterranei dell’ospedale di Conegliano con le preziose suppellettili.

Il giorno della scoperta del furto, alla sera,  il Vescovo aveva presieduto nella chiesa affollata una Messa di riparazione per l’atto sacrilego compiuto. «

Il Signore abbia misericordia verso gli autori dell’insano gesto. Sulla croce, Gesù ha pregato anche per loro: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”», commenta il Parroco, visibilmente sollevato dopo il ritrovamento.

* In occasione della visita all’unità pastorale opitergina è stato distribuito uno speciale del settimanale L’Azione dato in omaggio a tutte le famiglie attraverso le parrocchie. Per ciascuna di esse , l’inserto presenta interviste ai Parroci sulla realtà attuale, fatta di luci e di ombre,  e cenni storici, con dovizia di foto a colori.

* I disastri di Genova, dove la furia delle acque ha ripetuto la devastazione di tre anni prima e fatto una vittima, ripropongono il problema della difesa del suolo e della tutela dell’ambiente e evidenziano le disattenzioni per l’interesse comune.

A Oderzo, per restare in casa, gli interventi d’innalzamento dell’argine tra ponte e ponte hanno scongiurato di recente lo straripamento  del Monticano, in corrispondenza del centro storico. Per far fronte alle ricorrenti emergenze servirebbero tuttavia, dopo  il completamento della diga di Ravedis, altre misure di sicurezza sul corso del Livenza come la traversa di Colle sul Meduna che attende da oltre trent’anni e il bacino del Prà dei Gai per contenere le piene.

Sul corso del Monticano è intanto allo studio un avveniristico sistema di paratia mobile, con regolazione elettromeccanica - insomma un Mose in miniatura -  per evitare allagamenti nell’area sud di Conegliano.

* Nordest, la vera emergenza continua ad essere il lavoro. Un’indagine pubblicata dal Gazzettino indica la disoccupazione come massima urgenza per un intervistato su due. Seguono, molto staccati, la qualità dei servizi socio-sanitari, le tasse e il costo della vita. In coda, dopo la criminalità, figurano il deterioramento ambientale e l’immigrazione. Diversa tra anziani e giovani è la preoccupazione di fronte al fenomeno migratorio che sancirà, secondo gli analisti, il passaggio da una società d’immigrati a una società formata da persone di diverse culture.

* Tra i sindaci della provincia, la critica al modo in cui il governo sta gestendo l’emergenza profughi è trasversale rispetto allo schieramento politico. E le emergenze che si trovano ad affrontare di riflesso sono talmente tante – dagli sfratti, alle bollette non pagate, agli stati di disoccupazione e a condizioni di estrema povertà – da far passare in secondo piano nelle loro agende la questione dell’accoglienza. Di fronte alla prospettiva di centinaia di nuovi arrivi, i primi cittadini convocati in prefettura si oppongono alla distribuzione in tutto il territorio e rilanciano: “Ci sono le caserme vuote”.

* Si è spento nel sonno, a settantasette anni, mons. Francesco Taffarel, parroco di Tarzo ed in precedenza di Motta di Livenza e di Cessalto. La sera precedente si era intrattenuto con alcune persone e nulla poteva far presagire quanto sarebbe successo nella notte. Una morte simile a quelle dei suoi genitori e dei vescovi mons. Albino Luciani e  mons. Antonio Cunial, dei quali fu segretario dal sessantasei al settanta. Una persona che ha saputo vivere in povertà e semplicità – lo si vedeva ancora viaggiare con la vecchia 500 – ha ricordato mons. Pizziolo che ha concelebrato il rito funebre con mons. Eugenio Ravignani e una quarantina di sacerdoti.

* L’Unione dei Comuni sembrava una formula destinata ad affermarsi come forma di collaborazione per la gestione di servizi a dimensione sovra comunale e come strumento di risparmio della macchina amministrativa, soprattutto dopo che i referendum per la fusione delle realtà amministrative in un unico ente territoriale avevano dovuto registrare il “no” dei cittadini. Dopo le elezioni del 25 maggio la situazione è precipitata. Alla fine, per San Polo, Ormelle e Cimadolmo, nemmeno l’Unione dei Comuni ha retto e sta per essere sciolta per volontà concorde: “Gli stessi servizi possono essere garantiti con un sistema più snello e risparmiando sui costi”.

* Era appena decollato dalla base di volo “Graziano Carrer” di Campodipietra, quando il piccolo velivolo ultraleggero di un imprenditore ottantenne del luogo ha perso improvvisamente quota andando a schiantarsi in un vigneto vicino alla pista. L’impatto con il terreno ha innescato un incendio che non ha dato scampo al pilota Narciso Gasparini, riconosciuto come esperto e scrupoloso.

Su quella superficie, il 9 settembre 1990, durante la sua prima esibizione aerea in Italia, un caccia dell’aviazione sovietica Sukhoi 27, all'uscita da una manovra di looping a velocità ridotta e quota insufficiente, si schiantò e esplose al suolo, causando la morte del pilota e di un addetto alla sicurezza.

* Dopo dieci titoli iridati di pattinaggio artistico, specialità in-line, Silvia Marangoni non ce l’ha fatta a infilare l’undicesima perla preziosa. Nella prova decisiva dei campionati mondiali di Reus in Spagna, l’atleta opitergina delle Fiamme Azzurre, capitana della squadra tricolore, ha probabilmente risentito dell’infortunio d’inizio stagione. Si è rifatta vincendo in Portogallo il titolo europeo.

* Si chiude il 9 novembre il Premio Architettura città di Oderzo, giunto alla quattordicesima edizione, che si propone la presentazione di opere di architettura di costruzione, ricostruzione, conservazione e valorizzazione di città e paesaggi. Vincitore è stato decretato il progetto “Casa e atelier d’artista a Castelrotto (Bolzano) di Modus Architects – Sandy Attia, Matteo ScagnolTra gli esempi di riuso più interessanti vi è la conversione del Pio Luogo delle Penitenti, che accoglieva a Venezia le ragazze perdute e pentite, in residenza per anziani e centro diurno per malati di Alzheimer, su progetto di Maura Manzelle.

* Sconcerto a Piavon per l’orrenda morte del meccanico di biciclette, Decimo Lorenzon, investito da una fiammata letale mentre stava riordinando l’officina. Un forte botto e delle grida, i soccorritori hanno trovato un corpo irriconoscibile. Le due ruote sono state da sempre la sua passione. Correva all’epoca del ciclismo eroico, quando le strade erano bianche e polverose e le vittorie faticavano ad arrivare.

* E’ scomparso Renato Donazzon, originario di Mansuè, una figura di militante abituato alle lotte. Era stato operaio alla Zoppas, sindacalista e deputato del partito comunista tra gli anni dal 1983 al 1992. In quel periodo aveva ospitato l’attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per una conferenza sulla situazione economica tenutasi nell’aula magna della scuola media di Oderzo. Un ”nobile” lo ha definito anche chi non ha mai condiviso le sue scelte di campo.

* I settantenni regalano al patronato Turroni un albero ornamentale dalle foglie rosse. I “ragazzi del ’44”, riuniti per la festa della classe, hanno ritenuto simbolica l’idea di collocare in un luogo di educazione al rispetto una pianta viva, che  è stato messa a dimora alla presenza del monsignor Piersante Dametto.  «Sarà come perpetuare nel tempo il nostro ricordo», afferma Graziella Camilotto, che per la natura e l’ambiente ha una speciale attenzione.

* “La Marca vini e spumanti”, consorzio cooperativo che riunisce dieci cantine sociali della provincia di Treviso, amplia la sede per oltre 4600 metri quadrati. Gli introiti della perequazione saranno spesi dal Comune per opere pubbliche da eseguirsi in prossimità dell’azienda di via Baite, nella zona industriale di Camino. La recente sentenza del Consiglio di Stato, sulla questione del supermercato Famila, ha prescritto che i lavori in perequazione siano fatti per compensare l’eventuale disagio recato alla zona d’intervento.

* Quattro secoli di storie intensamente vissute. E’ il patrimonio straordinario di esperienza di quattro centenari festeggiati in consiglio comunale: Anna Maria Tonello  100 anni, Teresa Marcuzzo, 100, Anna Zanusso, 100 e Candido Zanardo che è arrivato al traguardo di 103. Ai quali vanno anche gli auguri del Dialogo.

 

ottobre 2014

PUNTO E A CAPO

 

 

 

Con la nomina del nuovo consiglio d’amministrazione e l’elezione del presidente, la Residenza per Anziani di Oderzo apre un capitolo nuovo della sua storia, iniziata ufficialmente con il regio decreto 22 settembre 1884, con il quale sua maestà Umberto I, dalla residenza dei Savoia a Monza, approvava il primo statuto organico della Congregazione di Carità e gli statuti della Casa di Ricovero di Oderzo e del Monte di Pietà, amministrati dalla congregazione medesima.  

Dalla documentazione sulla Casa di Ricovero di Oderzo, conservata nell’Archivio di Stato di Treviso, si apprende che essa possedeva nove casette che venivano accordate a poveri  inabili a qualunque lavoro e rientranti nella Parrocchia di Oderzo. «Allorché sono ammalati o per altre cause incapaci alla questua vengono sovvenuti di quei soccorsi temporanei che stanno in relazione con le forze dell’Instituto».

Venendo alla cronaca di oggi, il passaggio di testimone tra Sandro Valerio e Matteo Costantin ha avuto una finestra pubblica con la presentazione avvenuta il 15 settembre all’inizio della seduta del consiglio comunale. Un avvicendamento morbido all’insegna della continuità, dato che il nuovo presidente faceva parte della precedente amministrazione.

Il quadriennio appena scaduto ha riservato, in verità, vicende sofferte che hanno pesato sulla serenità dell’attività dell’Opera Pia. Polemiche accese hanno accompagnato la scelta di non dar corso al progetto, da  una ventina di milioni di euro per un centinaio di posti, di una struttura nuova nell’area prospiciente il complesso de “La Nostra Famiglia”. Un percorso iniziato nel 2006 e sospeso per questioni economiche.  Il piano finanziario si basava su tre pilastri: un sostanzioso contributo regionale, la cessione all’azienda sanitaria dell’attuale sede amministrativa e la continuità del flusso di rette. In mancanza di certezze su questi punti, non è il caso di fare il passo più lungo della gamba: questo è stato, tradotto in termini pratici, il ragionamento degli amministratori compatti attorno a Valerio.

Recentemente, la questione della sicurezza del padiglione Pagani di proprietà dell’azienda sanitaria, abitato da una quarantina di ospiti ex psichiatrici, ha rinfocolato il dibattito già incandescente. Preme una soluzione adeguata rinviata per anni in attesa di tempi migliori.

Alla fine, quello che poteva essere un momento di congedo e di auguri, si è trasformato in una resa dei conti in piena regola. Non sono andate per il sottile le minoranze agguerrite e non si è tirato indietro nemmeno chi, come il presidente Valerio, ha dovuto fare fronte ad una situazione critica senza precedenti e adottare impopolari misure di prudenza.

C’è voluta tutta la diplomazia del Sindaco per evitare che una simpatica cerimonia si trasformasse in una grandinata dagli effetti pesanti. Sintetizza così il primo cittadino: “Oggi la casa di riposo di Oderzo ha le rette meno costose del territorio e offre un servizio ottimo. Un investimento fuori della nostra portata avrebbe fatto saltare l’equilibrio dei conti. Ha vinto il buon senso”. 

UN PO' DI STORIA

Scopo originario della Casa di Ricovero era quello “di accogliere i miserabili malati, vecchi e giovani, che fossero mandati dai comuni del distretto per le relative cure e mantenimento a carico dei comuni stessi”. 
L’Opera Pia è stata amministrata fino al 1937 dalla Congregazione di Carità di Oderzo. 
Acquisita l’autonomia nel 1939, con lo Statuto del 1952 si è provveduto a modificare gli scopi dell’istituzione che assumeva il compito di accogliere, mantenere ed assistere gratuitamente i poveri di ambo i sessi appartenenti al Comune e di amministrare l’annesso ospedale psichiatrico. Lo Statuto, ulteriormente modificato, attualmente vigente risale al 1997.

Oggi, la struttura, che ha natura di istituzione pubblica di assistenza e beneficenza, è articolata in tre diversi plessi ed è organizzata per nuclei funzionali alle esigenze assistenziali, e sono: nuclei Berizzi, Gasparinetti; Paride Artico, Parpinelli, San Tiziano; Centro diurno; residenza Pagani.

Infine, è attiva una sezione di sei posti letto per persone in stato vegetativo permanente.

Il consiglio d’amministrazione è formato da: avv. Matteo Costantin (presidente), ing. Silvia Serafin (vice presidente), rag. Daniele Candosin, rag. Giovanni Da Ros e rag. Riccardo Zanetti (consiglieri).

 

(nella foto: la sede amministrativa della Residenza per Anziani di Oderzo)

Trenta giorni

*  La Residenza per Anziani di Oderzo ha un nuovo consiglio d’amministrazione, formato  da dall’avv. Matteo Costantin (presidente), l’ing. Silvia Serafin (vice presidente),  il rag. Daniele Candosin, il rag. Giovanni Da Ros e il rag. Riccardo Zanetti (consiglieri).

Gli ospiti sono circa 140, compresi i frequentatori del centro diurno. Nella residenza Pagani, vi sono poi 39 persone per lo più  provenienti dal residuo psichiatrico.

L’avv. Matteo Costantin. accompagnato dal dott. Sandro Valerio, è stato invitato dal sindaco per la presentazione al consiglio comunale. E’ stata l’occasione per vivaci interventi sulle scelte e sulle prospettive dell’ente. Riprendiamo l’argomento nello spazio dell’approfondimento.

* Tasi in vista. Si tratta della “tassa sui servizi indivisibili” quali illuminazione, manutenzione delle strade, verde pubblico. L’imposta può essere scaglionata in due rate: la prima da pagare entro il 16 ottobre e la seconda entro il 16 dicembre;  oppure versata in un’unica soluzione entro il 16 dicembre. Data che coincide con il termine per il saldo dell’Imu dovuta, in particolare, dai proprietari di seconde case. 

Il Comune di Oderzo invia una mail esplicativa ai cittadini che usufruiscono del servizio on line attraverso la semplice registrazione sul sito internet che permetterà ai contribuenti di ottenere il calcolo del dovuto e la compilazione del modello di versamento.  

* Sotto la lente del commissario Carlo Cottarelli, impegnato nel difficile esercizio di indicare spazi di riduzione della spesa pubblica, è finita una ventina di enti partecipati della Marca che presentano un indice di redditività negativo, frutto del confronto tra patrimonio e reddito netto. La valutazione, che misura il grado di efficienza o, meglio, i risultati economici dell’attività in ottica di finanza aziendale, ha riguardato anche la fondazione Oderzo  Cultura, alla quale è stato attribuito un indice di redditività di -25,13%. Chi conosce l’istituzione che gestisce la biblioteca, il museo archeologico e la pinacoteca sa bene quanto preziosa sia l’attività svolta e quanto generose le energie positive messe in campo. Va anche detto, a scanso di equivoci, che l’inserimento nella lista “nera” del commissario per la “spending review’ non significa affatto  un’automatica condivisione dell’esecutivo chiamato a valutazioni più complessive.

* Si è svolta a Oderzo la giornata missionaria diocesana. La riflessione si è sviluppata sullo scambio tra chiese come opportunità di crescita in spirito di accoglienza reciproca, messa duramente in crisi dalle tragedie dei migranti in fuga dalla guerra civile e dalla diffusa indifferenza per la morte di qualcosa come  1600 persone annegate nel Mediterraneo in tre mesi. La liturgia  eucaristica concelebrata dai vescovi Corrado e Armando Bucciol  e animata dalle suore nigeriane e da gruppi d’immigrati, è stata seguita dal pranzo etnico in patronato. Le testimonianze del pomeriggio hanno portato la riflessione sulla realtà missionaria in Brasile (dove è impegnato  dom Armando, formatosi nella scuola apostolica di Oderzo), in Mozambico e in Burundi dove sono state massacrate le tre suore saveriane, Bernardetta, Olga e Lucia, conosciute da molti per aver prestato servizio a Ceggia.

* Questura di Treviso come un campo profughi in un giorno di fine estate. Arriva una novantina di persone, uomini, donne (una ha partorito a Ca’ Foncello) e bambini. Tra qualche ora ne giungeranno altri cinquanta. Dopo le procedure d’identificazione vengono trasferiti a Sant’Angelo,  Mogliano Veneto e Vittorio Veneto. I sindaci, esclusi dalle decisioni, non vogliono nemmeno sentirne parlare.  Al prefetto non resta che obbedire agli ordini  di Roma. E va già duro anche la Caritas, troppo spesso lasciata sola. Il coro di “no” non piace al vescovo di Treviso Gianfranco Agostino Gardin: “L’accoglienza dei profughi è una cosa che interpella la coscienza delle persone, a cominciare dagli amministratori”.

* Per il secondo anno Jesolo accoglie la finale di Miss Italia. L’intera Marca tifa per la rappresentante del Veneto. E a Godega Sant’Urbano anche i sacchetti del panificio con l’immagine di Sara Nervo invitano a partecipare al televoto. Dovrà accontentarsi del secondo posto in classifica.

* Al pronto soccorso arriva l’assistente di sala, prontamente ribattezzato steward o hostess. L’imperativo, leggermente ispirato alle regole del marketing, è di chiudere l’accesso entro le quattro ore per i codici bianchi (classificati come non urgenti)  e di far trascorrere senza troppi disagi l’attesa. A Oderzo  - spiega il dott. Fabio Causin , direttore del servizio  - sono ventiduemila gli accessi all’anno e non tendono a calare, malgrado il filtro dei medici di base. I codici bianchi costituiscono il 40 per cento dei casi e l’attesa media è di circa un’ora. “Non c’è filtro che tenga”, è la posizione dei medici di base, “si risolve solo con l’educazione sanitaria e con una rivoluzione culturale”.

* Onore all’Arma che vigila sul territorio, con una presenza discreta ed efficace. E’ il messaggio indirizzato al tenente Diego Tanzi e al luogotenente Gerardo Santarsiero ricevuti davanti al consiglio comunale, in occasione nel duecentesimo anniversario di fondazione dell’arma dei carabinieri, nata dopo l’occupazione napoleonica. “La nostra caserma è sempre aperta a tutti”, ha ricordato il comandante del locale presidio.    

* Sul web imperversano le segnalazioni dei punti in cui i vigili urbani sono soliti piazzare gli autovelox. Una fonte importante di introiti preventivati per quest’anno in oltre 400 mila euro (comprensivi delle somme provenienti da trasgressioni in tema di soste regolamentate o vietate). Tutti soldi che verranno reinvestiti in sicurezza sulla strade. Un modo anche per far ingerire senza troppi patemi d’animo l’amara pillola.

* La moda un po’ kitsch di manifestare il proprio legame inscindibile con l’anima gemella attraverso un banale lucchetto ha investito anche Oderzo. Basta percorrere la passerella sul Monticano dedicata ai donatori di sangue per rendersene conto.  Chissà che qualcuno deciderà d’intraprendere una battaglia per rimuoverli come è successo altrove?

* La vendemmia 2014 non sarà ricordata per la qualità, nemmeno per la quantità. Un’annata difficile ma  non disperata, per riprendere il commento dei viticoltori meno abituati a piangersi addosso. Un risultato dovuto soprattutto al clima di quest’estate anomala.

* Il matrimonio veneziano più seguito dell’anno tra l’attore George Clooney, lo scapolo d'oro di Hollywood, e Amal Alamuddin, l'avvocatessa britannica di origine libanese, ha in qualche modo coinvolto la scuola professionale per acconciatori dell’istituto Turazza-Engim, che ha la sede opitergina al collegio Brandolini. Agli studenti è stata chiesta la disponibilità ad occuparsi delle acconciature degli invitati. Una riprova della validità della scuola invitata a rappresentare l’Italia al recente salone mondiale dell’acconciatura e della bellezza di Parigi. 

* Sono ricomparse nelle rotonde e nelle aiuole di molti spazi cittadini le creazioni rosa della Lilt un’associazione particolarmente attiva nel campo della prevenzione dei tumori femminili. La sezione locale dell’associazione diretta da Manuela Tonon,  con sede nel complesso già Salpa, ora dotata di palestra e di ambulatori, ha organizzato convegni di carattere scientifico e promosso iniziative di forte impatto emotivo, come le decine e decine di scarpe “tacco 12” poste sulle rotonde a richiamare la lotta contro il tempo che può salvare molte vite.

* Il mercato di Oderzo, attivo fin dal 1233, ha ottenuto da parte della Regione il riconoscimento di "Luogo storico del commercio", e come tale destinatario privilegiato per  interventi di recupero e di conservazione.  Gli altri due mercati individuati sono di gran lunga più recenti: quello di Feltre (risalente al 1879) e quello di Thiene (iniziato in tempo di guerra,1942).

settembre 2014

BOMBE E SECCHIATE

 

 

Le docce gelate con le quali i vip hanno prestato la faccia per sostenere la ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica (Sla) sono state il tormentone per alcune settimane. Di secchiate d’acqua, all’ennesima potenza, è stata piena l’estate caratterizzata da una temperatura tutt’altro che invitante a far gradire gavettoni.

Il 2 agosto, che la tradizione popolare individua come festa degli uomini, una bomba d’acqua si è improvvisamente abbattuta sul tendone allestito per l’occasione al Molinetto della Croda. Doveva essere una serata all’insegna della goliardia tipicamente maschile. Si è trasformata invece in tragedia per quattro generosi volontari, portati via dalla furia della natura, e per un intero comprensorio.

Già nelle prime ore dal disastro la televisione ha mostrato  il volto pulito del  volontariato multiforme. Le immagini dei canali nazionali e locali hanno colto il dolore, la solidarietà, l’operosità, la sobrietà, vicina al pudore dei sentimenti. La voglia di essere presenti e di muovere le braccia.

Un dolore composto, disturbato da qualche protagonismo sotto la luce dei riflettori, da immancabili polemiche. Cose inevitabili quando sono in gioco vite umane ed interessi economici. Il giorno del funerale, Pieve di Soligo, nel cui duomo riposa il beato Giuseppe Toniolo, ha richiamato il ministro dell’ambiente, il presidente della giunta regionale - che a Refrontolo  per alcuni anni ha avuto dimora nel castelletto ex sede del dazio austriaco -, una settantina di sindaci, carabinieri in alta uniforme e tante divise di associazioni di volontariato. Misurata la liturgia presieduta dal vescovo di Vittorio Veneto, trasmessa in diretta da un’emittente locale e seguita dal teleschermo all’esterno. Tanta partecipazione e toni contenuti. Se vogliamo aggiungere una nota, una bella immagine della Sinistra Piave.

Tornando alla cronaca di una stagione che ha perso la bussola, già i giorni precedenti non promettevano niente di buono: una tromba d’aria investiva la provincia scatenando, dopo poche ore, venti minuti d’inferno.

Sulle spiagge distese di ombrelloni chiusi e albergatori al contrattacco per salvare il salvabile con offerte  “da brivido”.

Paradossalmente Oderzo riesce ad attirare qualche vacanziere prigioniero sul litorale alla ricerca di diversivi: un giro ai reperti archeologici e al mercato settimanale sono un’alternativa interessante.

Anche qui però, in una settimana il Monticano, si alza paurosamente di livello e minaccia per ben due volte di tracimare. Provvidenziale il recente  intervento sugli argini tra ponte e ponte.

Le previsioni meteo diramate a bassa voce, per non disturbare gli operatori turistici, descrivono un ferragosto all’insegna dell’instabilità. E indovinano: un temporale di rara violenza imbianca di grandine le vie di Treviso e colpisce ancora la provincia.

Dove stiamo andando?, si chiedono tutti, e cosa si può fare? Se le bizze del tempo hanno cancellato ogni curva di ciclicità e le stagioni hanno perso la tramontana, bisognerà pur far qualcosa per adottare contromisure adeguate a difendere il territorio. E’ da poco entrata in funzione la diga di Ravedis sul Meduna, dopo 35 anni dall’inizio dei lavori. Attendono giorni migliori i progetti dell’invaso di Colle sul Cellina e del Prà dei Gai per contenere le piene del  Livenza e del Monticano.

Se il Livenza piange, il Piave non ride certo,  e aspetta  un pacchetto di interventi finalizzati a migliorare la capacità di deflusso, fermi  da anni.

Qualche riflessione possiamo trarre da questi fatti e da  questa situazione. Forse ci suggeriscono di mettere a fuoco le priorità alle quali dedicare, tra mille sollecitazioni, attenzione e risorse. Tra le emergenze non possono mancare l’ambiente e la solidarietà sociale, che rischia di rompere convenzioni  e di mettere in crisi un modello di vita.

Dovremo farcene  una ragione, così come abbiamo perso senza troppi rimpianti le due settimane di ferie estive, di fantozziana memoria. Da quello che mamma tivù ci propina a pranzo e a cena arriveranno altre secchiate a gelare i simboli del nostro benessere e delle nostre sicurezze.

 

(nella foto: acquazzone di agosto)

Trenta giorni

* All’inizio di un agosto rovinato dalla pioggia, una “bomba” d’acqua si abbatte sul tendone collocato al Molinetto della Croda, coprendo organizzatori e partecipanti alla festa degli uomini. Il triste bilancio conta quattro morti e un intero territorio in lutto. Nello spazio dell’approfondimento partiamo dalla sciagura di Refrontolo per qualche riflessione più generale.

* In chiesa a Pieve di Soligo per i funerali celebrati dal Vescovo di Vittorio Veneto, mons. Corrado Pizziolo, le corone del governo e del capo dello Stato, il ministro dell’ambiente Gian Luigi Galletti, i presidenti della giunta regionale, Luca Zaia, e  del consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, parlamentari e tanti sindaci. Davanti alle telecamere Zaia difende le pro-loco e i produttori di vino, chiamati in causa.

* E’ partita ufficialmente il 20 agosto, con il conferimento delle uve bianche, la vendemmia 2014 iniziata  sotto cattivi auspici. Speriamo che lo scampolo d’estate rimasta riservi il sole che è mancato.

* Riaprono puntualmente le scuole malgrado qualche proposta, qua e là, di prolungare le vacanze per completare la stagione turistica fortemente penalizzata dal maltempo e dalle disdette, nonostante le offerte promozionali degli albergatori dei centri balneari, compresi Jesolo e Caorle.

* Serate a tema sul palco della mostra dell’artigianato di Cison di Valmarino, che ha registrato uno straordinario successo di pubblico, pur infreddolito. Le domande riguardano la chiave del successo. Tra gli ospiti un imprenditore di talento, conosciuto più per l’osteria senza oste che domina i filari di prosecco che per la produzione di salumi, Cesare De Stefani, e un gelataio che può fregiarsi del titolo di campione del mondo, Bepo Tonon, titolare di Ca’ Lozzio e creatore di straordinarie composizioni di fiori scolpiti.

* Sul palco di Cison anche un componente della pattuglia acrobatica nazionale, il pony 6 Mattia Bortoluzzi di Tambre d’Alpago, al quale viene rivolta la classica domanda: “ In volo hai mai avuto paura?” Netta la risposta, data poche ore prima della collisione di due Tornado nei cieli di Ascoli Piceno: “No perché eventuali problemi rientrano comunque in situazioni avverse minuziosamente studiate a tavolino e in addestramento, per cui non si può parlare d’imprevisti”.

* Emergenza profughi: mentre si contano ogni giorno i disperati che, dopo aver subito la rapacità dei trafficanti e sfidato la sorte su barconi stracarichi, non riescono a toccare terra,  un corposo contingente è stato destinato a strutture del Veneto. Tra queste l’ex albergo Serravalle e la caserma Maset di Codognè, chiusa da molti anni.

* L’utilizzo della caserma Zanusso, che sarà trasferita in gran parte al Comune di Oderzo, è stato discusso in consiglio comunale. Tra le idee ribadite: la concessione di spazi ai ragazzi per la pratica sportiva e la musica.

* Il Santo Padre interviene sulla questione irachena, che vede i cristiani perseguitati. E mentre l’Europa, Italia compresa, s’interroga sulla fornitura di armi ai curdi d’Iraq, papa Francesco sostiene che è lecito fermare l’aggressore ingiusto, e subito precisa: “Non ho detto di bombardare o di fare la guerra”. E comunque chiama in causa l’Onu per una presa di posizione. “Siamo di fronte ad un nuovo conflitto globale”, aggiunge col suo stile immediato, “solo che si combatte a pezzetti”.

* Si è molto parlato di Ottavio Bottecchia nato a San Martino di Colle Umberto centoventi anni fa, che fu il primo italiano a trionfare al Tour de France nel 1924, bissando il successo l’anno seguente. Al ciclista veneto è stato accostato il siciliano Vincenzo Nibali, settimo italiano (dopo Bottecchia, Bartali, Coppi, Nencini, Gimondi, Pantani) ad arrivare a Parigi in maglia gialla. E con un team di Tezze di Piave corre in bicicletta il ventiduenne Antonio, fratello del fuoriclasse messinese.

* Ad altri passatempi si dedicano troppi ragazzi attratti dal gioco d’azzardo. La facilità di accesso ai siti internet con i telefonini “intelligenti” attira nel vortice anche i giovanissimi. L’allarme arriva dal servizio dipendenze dell’azienda socio-sanitaria trevigiana. L’anno scorso, il servizio diretto dal dott. Germano Zanusso ha seguito centrotrenta casi di dipendenza da gioco. E la cronaca si occupa troppo spesso di sballo di sabato sera e di coma etilico nei giovanissimi.

* Attesi da tanto tempo, sono ripresi i lavori per la messa in sicurezza dell’aula magna della scuola media Francesco Amalteo,  presso cui ha sede la direzione dell’Istituto Comprensivo. La vicenda, che ha avuto  un percorso tormentato, dovrebbe concludersi in poche settimane e rendere la sala autonoma rispetto al plesso che ospita anche il liceo classico e linguistico. Un vantaggio non da poco in vista di un utilizzo extrascolastico.

* Le immagini della Costa Concordia, trainata dall’Isola del Giglio fino a Genova per la rottamazione, hanno fatto il giro del mondo e tenuto in ansia ecologisti e non solo. Non tutti sanno che alcuni opitergini hanno partecipato alla realizzazione del sistema per il collegamento rapido e la sicurezza delle catene distribuite sotto la chiglia e dei cassoni di sostegno della nave. Tra gli ingegneri impegnati: Erminio e Francesco Dell’Aica e Stefano Rui.

* Il maltempo ha disturbato la 23^ edizione dell’Opera in Piazza con “Il barbiere di Siviglia”, di Rossini, costretta a ripiegare sul pur accogliente Palazzetto dello sport. Al termine del concerto, nel quale ha vestito i panni di Don Basilio, ha ricevuto il premio Oder II alla carriera il basso trevigiano Roberto Scandiuzzi. Commentando le difficoltà organizzative incontrate, ha definito Miro Solman e Grazia Patella “due forze della natura”. E i risultati raggiunti dal 1991 lo dimostrano.

* Il luna park ha portato gioie ai bambini da sempre attratti dalle mille luci ma anche dolori per le condizioni igieniche nel piazzale dello stadio e per lo stato del prato attorno agli impianti sportivi devastato dalle pesanti ruote degli automezzi. I giostrai replicano addossando responsabilità al Comune per scelte sbagliate. Agli abitanti dell’area interessata resta la catena di disagi che accompagna un evento come le fiere della Maddalena, disturbate come mai dalle condizioni atmosferiche.

* E’ rimasta chiusa per qualche settimana via delle Grazie a causa di lavori conseguenti alla caduta di un pezzo di cornicione dall’antico palazzo adiacente all’area del vecchio supermercato Europa. Per alcuni giorni il disagio per la circolazione è stato accentuato da altri inconvenienti nella viabilità. Da più parti sono stati lanciati attacchi sulla mancanza di iniziative per il centro storico: “Non bastano i gerani sulle sponde dei ponti”.

* La questione del “residuo” di quello che fu l’ospedale psichiatrico annesso alla casa di riposo torna a far discutere. Sono trentanove gli ospiti della residenza Aldo Pagani, amato medico di quella che fu una cura della malattia mentale che non va demonizzata; tante testimonianze di umanità e di pietà sono lì a documentarlo. Il padiglione costruito sul finire degli anni sessanta porta i segni del tempo e manca dei requisiti prescritti per la sicurezza. L’accantonamento, almeno momentaneo, del progetto da quasi 20 milioni per la costruzione di una nuova struttura per anziani ha reso inderogabile la sistemazione idonea della quarantina di ospiti del Pagani, sollecitata dalla Regione.

* Un’atmosfera di mestizia, in contrasto con il momento di ferie agostane, e la chiusura di molti negozi del centro storico hanno accompagnato l’ultimo saluto a Simone, il giovane gelataio che praticava il nuoto e lo sci, era appassionato di musica, aveva una particolare sensibilità per gli animali. Tanti coetanei al funerale.

* “Dal Monticano al Livenza” è uno degli interessanti itinerari in bicicletta attraverso la Marca illustrati nella mappa turistica del territorio appena pubblicata con l’apporto del consorzio delle pro-loco dell’ opitergino- mottense presieduto da Bruno Silvestrin. Gli altri tracciano percorsi sulla via del Piave, la via del Livenza, dal Piave al Livenza, la via dell’asparago, dal Monticano al Piave.

* Nuovi incarichi tra i preti della diocesi all’inizio dell’anno pastorale e in prossimità della visita che mons. Vescovo compirà nella forania opitergina. Don Mirko Dalla Torre, arciprete di Fossalta Maggiore e Cavalier, è nominato arciprete-parroco di Sernaglia della Battaglia, Falzè di Piave e Fontigo. Don Riccardo Meneghel, già vicario parrocchiale a Oderzo poi a Motta di Livenza, è nominato parroco di Anzano, Cappella Maggiore e Sarmede; Don Mirko Miotto è nominato direttore della casa di spiritualità “San Martino di Tours”, cerimoniere vescovile, incaricato per la compilazione del calendario liturgico e collaboratore parrocchiale festivo di Torre di Mosto e Staffolo. A tutti i migliori auguri di proficua attività.

 

luglio  2014

DI CORSA

 

 

 

 

Un distributore automatico funzionante che consente di evitare i salti mortali per procurarsi il biglietto e le corse per trovare una biglietteria: “Scusa, dove sta la notizia?”. Aggiungi il fatto che due obliteratici su due funzionano e hanno messo fine, si spera per sempre, alla rincorsa al capotreno per farsi riconoscere il titolo a viaggiare. Non è una novità questa?

Nell’ultimo periodo un fatto di sicuro ha le carte in regola per essere una notizia ed è l’assenza giustificata ai tavoli di concertazione dell’assessore ai trasporti, coinvolto in una vicenda che ha scombussolato i palazzi del Veneto, la questione del Mose. Bisognerà attendere gli sviluppi della vicenda per vedere se le contestazioni mosse agli imputati corrispondono ai fatti reali.

Certo che, con l’arresto di Renato Chisso e con le immediate dimissioni dall’incarico, è venuto a mancare un interlocutore che si era dato molto da fare per rendere meno dure le implicazioni dell’entrata in vigore dell’orario cadenzato; e si era speso pazientemente per limare le asperità, conciliare le posizioni, cercare di andare incontro alle aspettative dell’utenza.

Non sempre, le aspettative coincidono con la reale domanda e fanno i conti con la disponibilità di risorse, ma qui si rischia di avventurarsi in un campo minato. Tutti vorrebbero corse in abbondanza, possibilmente senza cambi, per raggiungere in orario la destinazione. Altro, poi, è l’adesione ad un servizio pur valido, che spesso non è sufficiente a coprire i costi sostenuti. Prendiamo, ad esempio, le biciclette pubbliche collocate alla stazione ferroviaria, all’autostazione e in zona ospedaliera. Sarebbe interessante conoscere i dati di utilizzo. Molto semplicemente il servizio, per le caratteristiche della nostra città, non risponde ad una necessità pressante. E manca, in genere, l’abitudine a condividere le cose con altri utenti.

E’ questione di cultura, per tornare al nostro argomento, anche accontentarsi di una corsa non diretta, se il cambio comporta il limitato disagio di spostarsi da un binario all’altro e di aspettare qualche minuto per la coincidenza. Il passaggio per Mestre, nel nostro caso, migliora di molto le opportunità di spostamento.

Recentemente, l’incontro convocato in Provincia, che si è posto come ente di coordinamento, dal presidente Muraro ha riunito i Sindaci dei Comuni serviti dalla ferrovia (Motta, Oderzo, Ponte di Piave, San Biagio di Callalta. Ha partecipato anche l’Azienda Mobilità di Marca, società unica di trasporto pubblico su gomma nata dalla fusione di: La Marca, Consorzio Trasporti Muson (CTM), Azienda Trasporti Mesulana (ATM) e Azienda Consorzio Trevigiano Trasporti (ACTT), per riordinare la rete locale, rivedere il sistema tariffario e perseguire le cosiddette economie di scala, cioè abbattere i costi di gestione.

Far sedere attorno allo stesso tavolo i soggetti interessati al trasporto su rotaia e su gomma - pur in assenza questa volta di Trenitalia, comunque invitata - segna uno sforzo per integrare il servizio e manifesta una volontà comune di trovare soluzioni, per gli orari e non solo, in grado di dare risposte adeguate ai viaggiatori.

Il rappresentante del Comune di Oderzo Francesco Montagner, delegato dal Sindaco, è soddisfatto per i risultati in grado di rispondere alle esigenze di studenti e di lavoratori e per l’integrazione garantita dal servizio di autobus. Alla ripresa scolastica, le corse dalle diciotto estive saranno riportate a venti: dieci da Treviso e dieci da Portoguraro.

E già si guarda avanti: barriere fonoassorbenti, per risparmiare lo sferragliare dei treni merci al quartiere nato a ridosso della ferrovia, quando essa era in sonno, e servizi di accoglienza minima nella stazione.

Il futuro dirà presto se le novità accennate velatamente, per scaramanzia, arriveranno.

 

(nella foto: stazione ferroviaria di Oderzo)

Trenta giorni

* Dopo la pausa estiva la linea Treviso-Portogruaro disporrà di venti corse (10 con partenza da Treviso e 10 in senso inverso), un risultato considerato positivo, stanti le premesse e la difficile trattativa condotta con Trenitalia nell’ultimo anno. Rinviamo allo spazio dell’approfondimento mensile.

* Il primo “fatto del mese”, era apparso nel numero di luglio 1989, un corsivo intitolato “Voci sulla piazza”, che analizzava il dibattito sulla ristrutturazione di piazza Vittorio Emanuele  e la colorita protesta del comitato d’opposizione vestito di magliette con la scritta “Mi piace così”. Sono passati 25 anni in un lampo.

* Mare “tasse” mosso. La scadenza del 16 giugno per il pagamento della prima rata d’imposta sugli immobili, prima casa esclusa, è stata rispettata senza particolari disagi per l’utenza e senza sovraffollamenti agli sportelli. Resta da definire, nel Comune di Oderzo ed in metà dei Comuni della Marca che non avevano deliberato le aliquote e le detrazioni entro il 23 maggio, la questione Tasi (nominalmente “tassa sui servizi indivisibili” quali illuminazione, manutenzione delle strade, verde pubblico). Il versamento dell’acconto è rinviato al 16 ottobre, mentre rimane fissa la scadenza del 16 dicembre per il saldo.

* Alle elezioni europee del 25 maggio il partito democratico raggiunge il 40,83%, il Movimento 5 Stelle il 16,29%, Forza Italia il 15,52%, Lega Nord 15,01%, Nuovo Centro Destra 3,29%, Fratelli d’Italia 2,99%, L’Altra Europa 2,89%, Scelta Europea 1,75%. L’astensione sfiora il 45%. Conquistano il seggio a Strasburgo il montebellunese Remo Sernagiotto (Forza Italia)  e il trevigiano David Borrelli (Movimento 5 Stelle); nessuna rappresentanza per la Sinistra Piave.

Alle elezioni amministrative, in alcuni Comuni della zona, hanno conquistato la poltrona di Sindaco: Lorena Rocco, 53 anni a Chiarano; Giannina Cover, 58 anni, impiegata a Gorgo al Monticano; Leonio Milan, maresciallo dei carabinieri in pensione a Mansuè; Sebastiano Giangravè, generale in pensione a Ormelle; Paola Roma, 31 anni, impiegata pubblica a Ponte di Piave; Andrea Favaretto, 53 anni, veterinario a Salgareda; Diego Cenedese, 54 anni, ingegnere a San Polo di Piave; infine Marica Fantuz, sindaco di Meduna al secondo mandato.

* Il 28 luglio 1914 scoppiava la seconda guerra mondiale, un mese dopo l’attentato di Sarajevo in cui perirono l’arciduca Francesco Ferdinando e la moglie Sofia. L’Italia entrerà in armi soltanto il 24 maggio successivo. Le sorti del conflitto verranno rovesciate dopo la disfatta di Caporetto a partire dal 24 ottobre 1917. Per quest’area seguirà un tristissimo anno di occupazione, con sacrifici indicibili per la popolazione, sostenuti in gran parte dalle donne impegnate a far bastare il poco cibo per sfamare i bambini e spesso i soldati alloggiati nelle case. Dei difficili mesi dell’occupazione, ha parlato lo storico Eugenio Bucciol che alla Grande Guerra ha dedicato varie pubblicazioni corredate di eloquenti immagini, frutto di appassionate ricerche all’archivio di guerra di Vienna. L’affollatissimo incontro con l’autore, invitato dalla società sportiva e ricreativa “la Colfranculana “, è avvenuto nel salone di Villa Galvagna  adibita, durante il conflitto, a comando delle truppe austro-ungariche. Il barone Francesco Galvagna, aveva sposato nel 1874, a Vienna, la principessa russa Tatiana Galitzine della famiglia Romanov e fu ministro plenipotenziario a Belgrado.

* Parlare di guerra deve aiutare a coltivare la pace. E’ un po’ questo il messaggio lanciato da papa Francesco nel recente viaggio in Terra Santa durante il quale si è visto, nelle immagini televisive,  attorniato dal vescovo Giacinto Marcuzzo, vescovo di Nazaret e ausiliare del patriarcato latino di Gerusalemme e da padre Pietro Felet, segretario della conferenza dei vescovi delle regioni arabe.

Per favorire il difficile dialogo, egli ha offerto “la sua casa”, dopo che erano fallite altre soluzioni. Ai capi di governo israeliano Peres e palestinese Abu Mazen, che con lui hanno piantato un ulivo nei giardini vaticani, ha ricordato che serve più coraggio per la pace che per la guerra.

* A Vittorio Veneto, dove si combatté la battaglia che preludeva alla richiesta di armistizio da parte del comando austro-ungarico, si concludeva la Grande Guerra. E proprio nella città della vittoria ha fatto tappa il Giro d’Italia, che nel Veneto trova ovunque  lungo le strade il pubblico più caloroso. Con un ‘rush’ degno dei migliori campioni, Stefano Pirazzi ha posto fine ad un  lungo digiuno di soddisfazioni. Sul palco rosa Nairo Quintana salutato da una colonia colombiana giunta per accompagnarlo fino alla conclusione di Trieste.

* Dopo una vita normale, trascorsa comunque obbedendo al dovere morale di testimoniare, Arianna Szorényi, nata da papà ungherese e mamma triestina, pubblica il suo diario della deportazione. Sfollata a San Daniele del Friuli, viene arrestata nel giugno 1944 con tutta la famiglia e condotta nella risiera di San Saba. Trasferita ad Auschwitz, dopo un lungo calvario arriva a Bergen Belsen, dove verrà liberata nell’aprile 1945 dagli alleati. La testimonianza ha dato voce al libro “Una bambina ad Auschwitz”, appena edito da Mursia a cura di Mario Bernardi. L’incontro a palazzo Foscolo con la testimone, oggi nonna ottantenne giunta da Milano, è stato condotto con delicatezza da Ulderico Bernardi. 

 * Oderzo invasa un’altra volta? No, sono soltanto figuranti Marcomanni. Insieme ai legionari romani hanno sfilato per le vie del centro accolti da una folla accorsa per la rievocazione storica che torna ogni due anni e porta una ventata di folclore. Degno di nota, tra manifestazioni più tradizionali, lo spazio dedicato al teatro e alle grandi tragedie affidate alla recitazione degli studenti: i ragazzi del liceo classico “Scarpa” impegnati in “Ego, Plotus”, del Brandolini alle prese con “Miles gloriosus” di Plauto, del Sansovino in “Medea” di Euripide, dell’Istituto Obici a rappresentare l’Iliade di Omero.

Applausi anche per la Barca dei Comici nella rivisitazione dei miti: la parodia di Alcesti (Euripide) e la vendetta del Vulcano (Ovidio).

* Ha colto tutti di sorpresa l’improvviso stop agli impianti produttivi dell’oleificio Medio Piave, sorto in anni di distrazione per la tutela ambientale proprio di fronte a villa Galvagna. La spiegazione offerta alla cinquantina di operai sbigottiti, in larga parte stranieri, lasciava poco spazio alle illusioni: è stata depositata la richiesta di ammissione al concordato preventivo. Una procedura avviata per evitare il fallimento a causa di un deficit patrimoniale con un gravissimo indebitamento verso banche e fornitori.

Eppure fino a qualche giorno prima decine di pesanti camion transitavano per via Calstorta e solo un anno fa l’oleificio aveva acquistato l’ex stabilimento Eni di Marghera per costruire una bioraffineria di oli vegetali che avrebbe assorbito i dipendenti della Vinyls, dov’è in piedi un altro contenzioso.

L’oleificio, fondato 74 anni fa  da Carlo Aristide Dal Sasso, diventato deputato negli anni settanta, è da molti anni leader nel settore dell’estrazione da mais e altri semi  e da tempo è lanciato nella produzione di energia bio-diesel.

* Dopo oltre cinquant’anni dedicati alla pallacanestro, Toni Battistella appende le scarpe al chiodo. L’hanno festeggiato dirigenti e giocatori del Basket Ormelle, dove è stato quotato direttore tecnico per quasi una trentina d’anni. Lo ricordano con stima e simpatia gli amici del Basket Oderzo, che l’hanno visto prima giocatore, poi allenatore della formazione femminile, infine coach della prima squadra. Un amore pieno per lo sport e per i ragazzi, iniziato in patronato all’inizio degli anni sessanta e mai tradito. I messaggi postati su Facebook confermano che è stato un sentimento contagioso.

* E’ Graziano Tonon l’alpino dell’anno 2013. Il riconoscimento gli è stato consegnato a Savona per aver tratto in salvo una donna che nell’inverno del 2013 era finita con l’auto nel canale Peressina. Senza pensarci due volte, Tonon, nonostante la temperatura di tre gradi sotto zero, si gettò nelle acque gelide nel canale, mentre il padre ed il fratello accorrevano con funi e trattori.

* Manuela Tonon è il premio Paul Harris 2014,conferito dal Rotary Club opitergino-mottense ad un cittadino meritevole, “una persona che si è impegnata in modo esemplare a favore della collettività. Dopo aver vissuta la drammatica esperienza della malattia, ha trasformato la propria esperienza in un dono verso gli altri”. Grazie alla forza e alla costanza ha fondato la sezione della Lilt e promosso iniziative per sensibilizzare la cittadinanza, concentrando l’attenzione soprattutto sui tumori femminili. Ha organizzato convegni di carattere scientifico e promosso iniziative di forte impatto emotivo, come le decine di biciclette poste sulle rotonde a richiamare l’attività della benefica associazione.

* La Chiesa vittoriese ha un nuovo sacerdote, don Francesco Rebuli, 36 anni. All’indomani della maturità rimase gravemente infortunato durante un bagno a Jesolo. Con i genitori ha fatto il giro d’Europa per individuare le terapie più adatte e acquistare l’autonomia possibile. Alcune settimane fa, si è donato alla Chiesa locale per mettere a disposizione tutta la forza di cui dispone.

giugno  2014

LA FESTA DEI DEBUTTANTI

 

 

 

Un viale alberato che conta i passi d’inquietudini e sogni giovanili, un porticato in penombra che potrebbe aprire la scena di un film d’introspezione, un teatro in cui giovani e anziani mescolano attese e progetti, fatiche e speranze. E’ una serata dedicata a centosettantun ragazzi di Oderzo che nel corso dell’anno raggiungeranno la maggiore età. L’ingresso a pieno titolo in società.

Per una riflessione sul tema, gli organizzatori hanno pensato ad una scuola, al palco del teatro di un istituto superiore che in un secolo ha contribuito a fare la storia della realtà sociale ed economica di questo lembo di Nordest.

I titoli dei giornali della settimana – che devono a forza catturare l’attenzione - indugiano sul pessimismo: “Giovani, per due su tre il futuro è solo all’estero”; “Censis, dieci paperoni italiani ricchi come 500 mila operai”; “Piccole imprese, Treviso maglia nera”; “Economia, il prodotto interno lordo torna negativo”; “Lavoro, Electrolux, nessuno a casa”.

Sul palco sono stati chiamati otto giovani, qualcuno appena più stagionato di altri, che ce l’hanno fatta. Per stare al campione scelto, cinque ragazzi e tre ragazze hanno trovato posto di rilievo nella società di oggi.

Coincise con il boom economico la trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi” che, negli anni sessanta, mirava ad alfabetizzare la parte d’Italia rimasta attardata. Trenta minuti di reale servizio pubblico offerto dal “programma nazionale”: così si chiamava l’unico canale.

Ai ragazzi presenti in sala viene letto l’incoraggiamento del maestro Alberto Manzi, ideatore e conduttore della fortunata serie tivù, ai suoi ragazzi di quinta elementare: “Andate avanti serenamente, allegramente, con quel macinino nel vostro cervello sempre in funzione; con l’affetto verso tutte le cose e gli animali e le genti che deve sempre rimanere con voi. Tre  sono le parole che vi consegno perché vi orientino nella vita: onestà, intelligenza, amore”.

I ragazzi del campione presentato provano a descrivere la loro esperienza e la chiave dei risultati fin qui ottenuti. Qualcuno ha cercato spazio in un mercato sempre più aggressivo, trovando il filone giusto nel low cost del mobile; qualcun altro ha saputo inventarsi un fascino che il prodotto offerto  al consumo nascondeva dietro una scorza ruvida e pelosa; qualcun altro ancora è riuscito a far convivere la madre e l’imprenditrice di comunicazione, in una specializzazione che il dizionario fatica a tradurre. E’ ben rappresentato il gruppo dei musicisti, con una personalizzazione dei talenti che non guasta: poteva mancare il primo dei secondi violini della Fenice?, non è originale l’idea di combinare lo studio rigoroso della musica classica con  quello duro dell’ingegneria meccanica?, chi avrebbe mai pensato che si potesse parlare fin da piccoli attraverso un violino? C’è poi un’atleta che, dopo dieci titoli iridati di pattinaggio artistico, sogna l’undicesimo come fosse il primo. Infine la dimostrazione che la “follia” dell’artista può ispirare sorpresine per uova d’oro e convincere l’industria che l’idea funzionerà.

Nelle testimonianze, giustamente alleggerite da prove artistiche in cui la musica fa da padrona, emergono consigli utili sempre: studio, sacrificio, costanza, fantasia, voglia di farcela, imperativo di non mollare mai, attaccamento all’Italia e voglia di giocarsi qui le opportunità. Un consiglio importante per un territorio che ha conosciuto l’emigrazione e che legge negli occhi di molti ragazzi trapiantati il sapore di sale dell’altrui pane.

"Ciascuno è artefice della propria sorte" (Quisque faber est fortunae suae)  aveva ricordato il Sindaco nell’augurio iniziale, citando Appio Claudio. E di rimando, il palco aveva attualizzato i saggi latini con l’incitamento di Steve Jobs ai laureandi di Stanford nel 2005: "Siate affamati, siate visionari”  ("Stay hungry, stay foolish").

A sentire le storie dei giovani del palco e a immaginare le attese fiduciose dei diciottenni in platea, viene il dubbio che il paese raccontato non sia lo stesso che un qualsiasi “Jenny a’ carogna” può mettere sotto scacco in una finale di coppa Italia, una sera di maggio.

I principi della Costituzione, scritti a chiare lettere nell’opuscolo regalato a ciascuno dei “debuttanti” presenti in sala, fanno inequivocabilmente pensare che la strada tracciata allora sia la migliore garanzia per tutti e che abbiamo le carte in regola per arrivare ad essere un paese normale.

(nella foto: i diciottenni alla festa "Siate artefici del vostro futuro" organizzata dal Lions Club di Oderzo)

Trenta giorni  

* Serata dedicata ai centosettantun ragazzi e ragazze che nel 2014 raggiungeranno la maggiore età. “Siate artefici del vostro futuro” è il titolo della proposta del Lions club di Oderzo, patrocinata dal Comune. Hanno portato la loro esperienza, dal palco del teatro Brandolini, alcuni giovani del territorio che hanno ottenuto successo nel mondo imprenditoriale, artistico, culturale e sportivo: Nicola Pasquali, manager in un’azienda partner del mobile low cost; Margherita Rui, titolare di un’agenzia di comunicazione e mamma; Alessandro Cappelletto, ventiduenne violinista nell’orchestra della Fenice; Philipp Breitenberger, inventore di una nuova linea di prodotti a base di kiwi; Alberto Tessarotto, diplomato in pianoforte a quattordici anni al conservatorio Benedetto Marcello; Valeria Zanella, violino solista con metodo Suzuki; Silvia Marangoni, dieci volte campionessa del mondo di pattinaggio artistico in-line e portacolori delle fiamme azzurre; Andrea Princivalli, mago di video d’animazione e ideatore di sorprese per ovetti di cioccolato. Presentatrice della serata la giornalista Milvana Citter. Messaggio di fondo della manifestazione: “Il bello del futuro è che è pieno di opportunità per sentirsi bene ed essere felici”. L’argomento è oggetto del nostro approfondimento  mensile.

* La solenne canonizzazione del papa di transizione, Giovanni XXIII, e di uno dei papi più longevi, Giovanni Paolo II, ha fatto rivivere in molte persone momenti del rapporto dei nuovi santi con la diocesi di Vittorio Veneto. Da patriarca di Venezia, il cardinal Roncalli soggiornò più volte, tra il 1953 ed il 1958, nella villa di San Pietro di Feletto, fermandosi a parlare con la gente nelle sue passeggiate per la collina. Giovanni Paolo II, quasi trent’anni fa, volle onorare il suo predecessore Albino Luciani  con un pellegrinaggio partito da Vittorio Veneto e proseguito per Riese San Pio X per concludersi in laguna.

* Mentre tutti i cittadini sono chiamati alle urne il 25 maggio per il parlamento europeo, il rinnovo delle amministrazioni locali dell’opitergino ha interessato soltanto i Comuni di: Chiarano, Cimadolmo, Gorgo al Monticano, Mansuè, Meduna di Livenza, Ormelle, Ponte di Piave, Salgareda e San Polo di Piave, tutti sotto i quindicimila abitanti.

* San Polo di Piave vanta una particolare sensibilità alla collaborazione che ha visto il comune capofila di molte iniziative, specie in campo culturale, nell’area comprendente anche Ormelle e Cimadolmo. Non è un caso poi che si sia concretizzata proprio a San Polo l’idea di riunire in municipio tutti i sindaci dagli anni sessanta in poi: Corrado Paladin, Basilio Toffoli, Franco Andreetta, Ircano Zanet, Vendemiano Sartor, Mario Vendrame e Vittorio Andretta.

* Migliaia di alpini a sfilare per le vie di Pordenone imbandierate di tricolore per il raduno nazionale delle penne nere. Le folte delegazioni poste sotto l’occhio della diretta tivù arrivano dalle province settentrionali, molti dalla Marca trevigiana, ma anche dal centro-sud. Unanimi gli applausi al loro passaggio.

* Sfilano anche i cori Ana di Milano e di Roma che, due sere prima, hanno risposto all’invito del coro Ana di Oderzo interpretando sul palco del teatro Cristallo il meglio della tradizione di montagna. Una serata commemorata con un gadget offerto alle signore: un sasso del Piave dipinto a mano.

* In concomitanza con la ricorrenza del 6 maggio, è stato ricordato a Piavon l’alpino Arnaldo Basset, morto nel crollo della caserma di Gemona. Quella sera avrebbe dovuto andare in libera uscita, ma rinunciò perché lievemente indisposto. Una circostanza che gli è stata fatale.

* Matteo, 15 anni, frequentava il secondo anno di ragioneria al Sansovino di Oderzo e giocava a calcio nella squadra “Evolution team” del suo paese. E’ stato trovato senza vita nel bagno di casa, a Chiarano. A nulla sono serviti i tentativi dei genitori di rianimarlo. Le visite mediche per l’idoneità all’agonismo non avevano mai evidenziato problemi di salute. Per Lorenzo, 18 anni, abitante a Cessalto, alla guida di un scooter finito contro un’auto, l’impatto terribile ed un volo nella scarpata sono stati fatali nonostante il casco indossato. Frequentava il quarto anno dell’Itis a Motta di Livenza.

* Con il concerto, a Palazzo Moro, del soprano Francesca Dotto e del pianista Gianni Cappelletto si è abbassato il sipario della riuscita rassegna “Un concerto al mese” promossa dall’Istituto Musicale Opitergium.

* Accanto ai tradizionali “Lotto” e “Gratta e Vinci”, che appassiona persone non più giovani, si stanno diffondendo giochi on-line. Adesso con lo smartphone, molto diffuso tra i giovani, la tentazione è a portata di mano e rischia di degenerare in patologia da dipendenza. I dati sull’assistenza a questo tipo di malati rivelano un trend di rapida crescita che coinvolge soprattutto donne e giovani. Un rituale solitario-compulsivo, dice l’esperto, che spesso viene scoperto quando è troppo tardi.

* E’ polemica sull’illuminazione pubblica, fonte di costi diventati proibitivi. Di qui il proposito della giunta di tagliarla gradualmente nelle zone meno trafficate e nelle ore di minor utilità. Prevedibile la reazione di chi si preoccupa, a ragione, delle frazioni e di chi propone di adottare prioritariamente sistemi di risparmio energetico.

* Presa di mira dai ladri, per la terza volta in poco meno di un anno, l’area del centro ricreativo “La Fontana” di Rustignè. Dopo aver forzato la porta e rotto i vetri, i malviventi sono entrati all’interno degli spogliatoi e messo a soqquadro gli spazi usati per il calcio. Sono spariti palloni, tute, maglie e cappellini.

* Un albero per ogni neonato, in tutto centosessantasette piante cresceranno  in zone individuate per dare esecuzione alla legge. Sono la via Giovanni Pezzulo, in area Masotti, e la zona industriale di Camino. Le essenze arboree scelte sono carpini e querce. Qualcuno ha letto il provvedimento come atto di riparazione per alcuni tagli di piante ad alto fusto molto criticati.

* Un misterioso boato, sordo, è stato sentito nel raggio di dieci chilometri attorno ad Oderzo, facendo temere una deflagrazione. Sono tremate porte e finestre. Nessuna segnalazione è pervenuta ai vigili del fuoco, né ai carabinieri e nemmeno al servizio di emergenza sanitaria. Varie chiamate invece a radio Top e commenti sui social network. Alla fine, la supposizione più razionale è che un aereo militare abbia abbattuto in quel momento  la barriera del suono, che avviene alla velocità di mach uno (pari circa a 1200 chilometri orari).

* Si è spento alla bella età di novantotto anni Guerrino Milanese, conosciuto come Nino. Prima di affermarsi come imprenditore del settore automobilistico (fondatore nel 1970 della concessionaria Alfa-Romeo), con salone ed officina all’inizio in via Verdi, era stato negli anni quaranta un valido campione di moto, tagliando molti traguardi vincenti in sella alla sua Guzzi Dondolino. Nel dopoguerra aveva avviato un’officina in via Cesare Battisti con rivendita di motocicli Morini e Piaggio.

* E’ ufficiale: il demanio regala l’ex caserma Zanusso al Comune. L’ha comunicato l’agenzia con una lettera di conferma di quanto anticipato verbalmente. I nove ettari saranno ceduti gratuitamente al Comune. A breve verrà fissato un incontro per fissare le modalità della cessione ed i termini della riserva dell’ex comando Nato che rimarrà a disposizione dello Stato.

* Don Romualdo Baldissera, classe 1921, festeggia settant’anni di sacerdozio. Fu, infatti, ordinato da mons. Giuseppe Zaffonato, in cattedrale di Ceneda, il 4 giugno 1944. La comunità gli tributerà il meritato ringraziamento per il servizio che sta svolgendo da 18 anni come collaboratore di mons. Dametto. Conosceva già Oderzo per esser stato cappellano del Duomo e direttore del patronato Turroni dal luglio 1944 all’agosto 1948.

Alla straordinaria esperienza umana vissuta da don Romualdo, abbiamo dedicato l’intervista apparsa sul Dialogo al compimento dei novantatre anni e pubblicata nel numero di gennaio 2014 (accessibile in rete: http://digilander.libero.it/dialoghettoweb) nella quale si sofferma, tra l’altro, sui tristi fatti dell’aprile-maggio 1945 in città.

Nel lungo servizio pastorale, prima di diventare parroco, don Romualdo ha ricoperto incarichi diocesani di assistente in varie associazioni: Associazione Scouts Cattolici Italiani; Opera Nazionale Assistenza Religiosa Morale Operai; Opera Assistenza Spettacoli Viaggianti Nomadi Italiani; Azione Cattolica Diocesana; Associazione Nazionale San Paolo Italia.

E’ ritornato all’impegno parrocchiale diretto (svolto, dopo Oderzo, a Torre di Mosto, Vittorio Veneto-Cattedrale) con la nomina da parte di mons. Albino Luciani, nel 1968, a Parroco di San Pio X a Conegliano, dove è rimasto fino al primo ottobre 1996, assumendo per due volte l’incarico di vicario foraneo.

A don Romualdo i nostri auguri di lunga vita nella vigna del Signore.

 

maggio  2014

CITTADELLA GRIGIO-VERDE

 

 

L’ex caserma Zanusso passa al Comune e gratis. E’ la buona notizia lanciata con grandi titoli sulla cronaca quotidiana.  La conferma è dell’agenzia del demanio. Un evento quasi insperato, un primo risultato significativo del federalismo demaniale. La pratica avviata da tempo aveva avuto un’accelerazione, verso fine anno, con la richiesta da parte del Comune di acquisire l’ex complesso militare di via per Piavon per destinare l’area - costituita da nove ettari di terreno e da fabbricati dimensionati sulla accoglienza di  centinaia di soldati - a servizi e a verde pubblico. Gruppi e associazioni (soprattutto culturali, sportive e di volontariato sociale) hanno sempre accarezzato l’opportunità di disporre di spazi  adeguati alle loro attività. Non sono mancate proposte come il trasferimento dei vigili urbani e perfino della tenenza dei carabinieri, oggi collocata a due passi dal palazzo municipale. In mancanza di una comunicazione scritta, non è noto se l’agenzia per il demanio porrà delle prescrizioni.

Al momento essa non cederebbe la palazzina Nato che ospitava un piccolo nucleo delle forze armate americane, riservandola ad un eventuale distaccamento del corpo forestale o dei vigili del fuoco,  argomento questo che aveva sollevato polemiche e sul quale il Sindaco, visibilmente soddisfatto per l’epilogo invano sognato dai suoi predecessori, preferisce sorvolare per evitare discussioni.

Ma facciamo un passo indietro. Sono ancora presenti alla memoria di molti le colonne di ragazzi in divisa grigio-verde che sciamavano come api su biciclette prese a noleggio o che sostavano nei locali pubblici del centro persi dentro una fitta nube di fumo da sigaretta.

Il terzo gruppo artiglieria missili arrivò ad Oderzo nel 1962 e disponeva di tre autocarri con rampa di lancio, come le vicine caserme di Codognè e di Portogruaro. Nel processo di modernizzazione, furono sostituiti negli anni ottanta i razzi “Honest John” con i più sofisticati “Lance” e fu rivista l’organizzazione dei presidi militari. La contrapposizione dei blocchi ed i venti gelidi della guerra fredda minacciavano ancora gli equilibri mondiali ed il Nordest italiano costituiva un avamposto strategico per la difesa del territorio nazionale.

Prima di essere chiusa, la caserma divenne sede del gruppo “Volturno” e ricevette la bandiera del terzo reggimento artiglieria depositaria delle memorie di immensi sacrifici patiti dai nostri soldati sui fronti di guerra europei e africani.

Arrivò, intorno al 1992, la chiusura della caserma Zanusso e, più tardi, la fine del servizio militare obbligatorio.

Oggi, dopo la caduta dei muri, gli scenari sono fortunatamente cambiati. Si preferisce ragionare di sicurezza in termini di ambiente, più che di difesa dall’aggressione armata. Nel piano di assetto del territorio, che fissa le condizioni di sostenibilità degli interventi e delle trasformazioni ammissibili, l’area dell’ex caserma, accanto alla quale sono sorti condomini, è riservata a servizi, senza alcuna destinazione residenziale o commerciale. L’idea di un grande parco a verde attrezzato, con palestre e impianti sportivi è suggestiva e risponde ad aspettative diffuse e più volte sollecitate dai gruppi più impegnati.

Prospettive interessanti si aprono ora per il complesso militare abbandonato e per oltre vent’anni spesso ricettacolo di sbandati senza controllo. Come nei sogni, mentre affoghi e cerchi di afferrare la corda che sembra a portata di mano, il momento della verità è quando apri gli occhi.

Qui comincia il bello: da dove partire.

 

(nella foto: la caserma, appartenuta alla terza brigata missili e intitolata al fante Francesco Zanusso, colpito a morte nel 1943 sul fronte croato e decorato alla memoria per aver generosamente recuperato il corpo esanime del proprio comandante fermato dal fuoco nemico)

Trenta giorni

* Sembra che i sogni non debbano mai avverarsi. Sembrava così anche quando il consiglio comunale fu chiamato a condividere la richiesta allo Stato di cessione gratuita dell’area della caserma Zanusso. Pareva ai più quasi una provocazione o, quanto meno, una pretesa velleitaria. I riscontri di attualità sembrano dimostrare il contrario. Adesso si tratta di passare dalle idee ai fatti. Riprendiamo l’argomento nello spazio dell’approfondimento mensile.

* I Sindaci della Marca alzano il tiro e stilano un manifesto con le richieste al Governo, rivendicando un trattamento privilegiato per le scuole e la costituzione di un apposito fondo perequativo regionale. In quest’ottica, il Sindaco Dalla Libera ha trasmesso al Presidente del Consiglio, all’indomani dell’incontro di Treviso, la domanda di rifacimento antisismico della scuola primaria di Piavon, fuori del vincolo del patto di stabilità.

* Piace a Bepi Covre, protagonista con Massimo Cacciari ed altri del movimento dei sindaci, l’azione dei primi cittadini del Veneto uniti per lasciare nel territorio tutte le tasse comunali e per tenersi i trasferimenti: «Rispetto al  1995 le cose sono cambiate e la possibilità di portare a casa qualcosa c’è».

E intervenendo, all’indomani della scarcerazione dei “venetisti” commenta: «Ho conosciuto Franco Rocchetta nel lontano 1990. Quando cercai di contattarlo era impegnato ad attaccare manifesti  tipo “Fora i mafiosi dal Veneto”.  Chi lo conosce sa che l’unica violenza di cui è capace è parlare per ore della storia della Serenissima e sa che è un romantico, un visionario inguaribile».

* Un imprenditore mottense, Stefano Cigana, fondatore di una linea di abbigliamento con scritte in dialetto, ha fatto successo con magliette che richiamano gli ultimi sviluppi giudiziari della protesta venetista.  Su una si legge “Tanko You”, con chiaro riferimento alla pala meccanica trasformata in arma da guerra. E la rete impazzisce con soluzioni fantasiose.

* Mentre ci s’interroga circa l’accento tonico sul cognome del ministro dell’economia (Padoàn o Pàdoan) - più che sulle scelte di politica economica del suo governo – l’imprenditore Fabio Padovan, fondatore della Life e già deputato, se la prende con lo Stato strozzino e i fedeli forconi conservano il presidio fuori del casello autostradale di San Vendemiano.

* Cambiano i gusti, le diete, e con loro le pietanze. Piatti tipici della cucina veneta accompagnati da polenta e tocio sembrano banditi dalle tavole. Imperano nei “fast food”  hamburger  e patate fritte. “Perfino il pane, fondamento di ogni  tavola», si rammarica Ulderico Bernardi che di profumo delle tavole s’intende, «cede nei numeri. Sotto la pressione della cattiva panificazione, precotta, surgelata, insapore, e dei pregiudizi che le rubriche televisive servono a tutte le ore.»

* La “bici degli abbracci” dei ragazzi autistici di Godega Sant’Urbano è stata regalata al Papa, che ha mostrato di gradirla. A consegnare lo speciale tandem, dipinto tutto di bianco, a papa Francesco sono stati Simone, Giampietro e Ottavio. La speciale bicicletta consente di tenere il guidatore ed il passeggero stretti in un abbraccio che è insieme di sicurezza e di solidarietà. Finita l’udienza in piazza San Pietro, la delegazione di “Oltre il labirinto” è rientrata a Treviso per richiamare l’attenzione sulla sindrome dell’autismo.

* Proveniente dalla collezione della pinacoteca opitergina, la serie di cartoline “Danza macabra europea” di Alberto Martini è esposta fino all’11 novembre prossimo alla mostra “Gioia e sventura” allestita nella capitale austriaca. I disegni del precursore del surrealismo, che evidenziano in chiave satirica le fasi iniziali della prima guerra mondiale, raccontano i combattimenti  sul fronte occidentale, tema reso efficacemente dall’artista che interpretò vicende e intrighi politici sulla falsariga delle antiche danze macabre.

* Il traffico costituisce per tutti i centri cittadini un problema serio.  E’ un disturbo particolarmente pesante sull’intera area di piazzale Europa direttamente penalizzata dalle recenti modifiche alla viabilità e dalla concentrazione dei parcheggi. Un gruppo di residenti ha lanciato una proposta: “Perché non trasformare in parcheggio libero l’area dell’ex stadio?”.

* Da più parti la questione dei rifiuti ha bisogno di un ripensamento in termini di differenziazione, di raccolta, di smaltimento, di riciclaggio. Uno dei punti più controversi è la raccolta “porta a porta ” che renderebbe superate le attuali piazzole ecologiche con i cassonetti; un’altra criticità è il malvezzo dell’abbandono di rifiuti non solo nei punti raccolta, ma  anche nei fossi lungo le tangenziali e un po’ ovunque.  In un incontro pubblico, il presidente del consorzio igiene del territorio, Giampaolo Vallardi, ha annunciato l’introduzione di un’applicazione gratuita per segnalazioni immediate, con smartphone, di comportamenti scorretti; sul sistema di raccolta, il sindaco, Pietro Dalla Libera, in controtendenza rispetto agli altri 43 Comuni del bacino Cit, ha ribadito la contrarietà ad adottare il sistema “porta a porta” perché troppo costoso e scomodo.

* Se non giungerà ad un accordo, il Comune potrà rivalersi sui beni della società che, nel 2011, si era impegnata a realizzare i lavori di sistemazione e di messa in sicurezza dell’aula magna  della scuola media. E’ questa la decisione assunta per uscire dal vicolo cieco, ma un concentrato di disgrazie (concordato preventivo dell’impresa costruttrice e fallimento della cooperativa di garanzia del comparto edile) ha purtroppo reso ancora più intricato il bandolo della matassa.

* I residenti al primo gennaio 2014 in Comune di Oderzo erano 20.416. Alcuni dati significati dell’anno 2013: nati 200, morti 214, saldo migratorio positivo di 145. La rilevazione ha comportato l’allineamento dei dati dell’anagrafe con i risultati dei presenti al 9 ottobre 2011, data di riferimento per l’ultimo censimento generale della popolazione. Una curiosità: la popolazione femminile è superiore rispetto alla popolazione maschile di 924 unità. Gli Stati di provenienza della comunità estera (2.712 unità) sono nell’ordine: Romania (1.193), Albania (336), India (184), Marocco (144), Senegal (119), Kosovo (113), Moldova (100), Cina (86). Gli stranieri minorenni sono 588, gli stranieri nati in Italia 327.

* I frequentatori di piazza Castello sono rimasti esterrefatti per il furto di uova dal nido creato da  una coppia di cigni nella golena del Monticano. Dal ponte di via Manin era un passatempo per alcuni pensionati della piazza osservare l’istinto materno con il quale la femmina custodiva le sue preziose uova.

* Alessandra Drusian ha partecipato al talent show di Rai Due “The voice” senza, tuttavia, essere ammessa alla fase successiva. Con un certo imbarazzo, a cose fatte, nessuno dei giudici (di grande esperienza come Raffaella Carrà e Piero Pelù) ha riconosciuto il timbro vocale della vincitrice, in duo con Fabio Ricci, dell’edizione 1997 del Festival di Sanremo. «Delusione?», è stato chiesto all’artista di Fratta. «No, ho accettato i commenti e le motivazioni dei giudici. Sul fatto poi che non mi abbiano riconosciuta, non è semplice riconoscere una voce. Capisco il loro imbarazzo ma, alla fine, l’eliminazione mi ha portato tanti commenti positivi».

aprile  2014

VIAGGIO IN SALITA

 

 

 

Un bel sabato di primavera guida il visitatore attraverso la zona industriale. A distanza di pochi metri l’uno dall’altro, due capannoni si offrono al mercato della crisi: Affittasi mq 710, Affittasi mq 400.

Nello spazio antistante il modulo prefabbricato in cemento che costituisce la nuova sede della cooperativa «I Tigli 2», in via Veneto a Gorgo al Monticano, aspetta una moltitudine di persone attratte dall’inaugurazione della struttura.

Ospitata nel 1998 dal Comune di Oderzo nei locali della scuola elementare di Fratta, la cooperativa mosse i primi passi come centro di lavoro guidato, per dare a persone affette da disagio psichico la dignità di un’occupazione. Sono passati quindici anni da allora, ed era già avvenuto un primo trasferimento in area industriale di Gorgo.

Oggi è festa, lo dimostra la presenza di sindaci e autorità e lo mostrano i volti distesi del personale impiegato in molteplici attività della cooperativa: dall’assemblaggio di pezzi e l’imballaggio ai lavori di giardinaggio e di manutenzione del verde; dai servizi di pulizia in abitazioni e ambienti industriali alle operazioni di facchinaggio e di trasloco; dai compiti nel settore dell’ecologia ai servizi cimiteriali; dalla gestione di ausili sanitari all’inserimento informatico di dati amministrativi. Da qualche anno, la gamma dell’offerta si è arricchita ulteriormente del commercio elettronico e di un vero negozio virtuale, con tanto di consegna a domicilio.

Pochi elementi, snocciolati dal giornalista Maurizio Venturino, danno l’idea della sfida vinta quando l’unico viatico dell’ardita impresa era la volontà di farcela. In questa giornata di sole, cadono diversi luoghi comuni come la contrapposizione tra cooperazione e impresa o la difficoltà di mettere insieme pubblico e privato. Su tutti, emerge un dato incontrovertibile: 180 persone impiegate tra Gorgo al Monticano e Conegliano, di cui venticinque in età inferiore ai trentacinque anni, nove assunte negli ultimi dodici mesi.

In una fase economica in cui le fabbriche chiudono, questa aumenta il fatturato e affronta il mercato senza stampelle.

Al presidente Mario Vendrame, cha ha voluto per l’occasione la benedizione di don Martino, vicario diocesano ed amico dell’associazione dei familiari (Aitsam), piace l’idea del viandante. Un viaggio cominciato per volontà di tredici persone guidate dall’intraprendente Tali Corona verso un obiettivo chiaro: dare un’opportunità di lavoro a persone finora escluse da quel mondo.

Vestita di sole, Tali sintetizza l’intuizione e la strategia: cogliere i bisogni, sviluppare  progetti adeguati, trovare dei “partner” convinti e buttarsi a capofitto.   

Quindici anni in salita, un percorso faticoso. Ma oggi - riprende Vendrame - è giornata di riposo, di festa e di ristoro.

Il concetto di ristoro piace all’assessore regionale Remo Sernagiotto, soddisfatto della partita giocata e del merito riconosciuto alla sua partecipazione.

Domani, riprendendo la metafora del viaggio, Vendrame vorrebbe vedere la cooperativa come locomotiva di un convoglio, trainante nelle politiche di inserimento lavorativo.

Fischia il capostazione, signori, in carrozza.

  

(Nella foto: l'inaugurazione della nuova sede, a Gorgo al Monticano, della cooperativa "I TIgli 2" alla presenza dell'assessore regionale Remo Sernaggiotto)

Trenta giorni

* Nasceva nel 1998 il centro di lavoro guidato “I Tigli”, ospitato nell’ex scuola elementare di Fratta, nell’ambito di un progetto dell’associazione dei familiari Aitsam per l’inserimento dei disabili nel mondo del lavoro. Oggi la cooperativa è la terza realtà occupazionale del territorio, offre una gamma di servizi ed è in grado di competere sul mercato. E’ la protagonista dello spazio dell’approfondimento mensile.

* Concistoro tinto di vittoriese, per l’elevazione alla porpora cardinalizia di mons. Beniamino Stella, settantaduenne pievigino, prefetto della congregazione per il clero e già nunzio in vari Stati dell’Africa e dell’America. Il cardinalato - aveva spiegato papa Francesco in una lettera a ciascun nuovo eletto – esige di ampliare lo sguardo e allargare il cuore.  E il giorno del concistoro: “La Chiesa ha bisogno del vostro coraggio”.“Pregate per me”, ha raccomandato mons. Stella, ai fedeli provenienti dalla Sinistra Piave.

* Applausi e qualche contestazione da parte degli attivisti dei forconi hanno accolto la passeggiata del presidente del consiglio Renzi, reduce dalla visita ai ragazzi della scuola media Coletti di Treviso.  Il premier ha poi incontrato i colleghi sindaci della provincia dimostrando particolare interesse per l’edilizia scolastica.

* Si è dichiarato disponibile, il trentanovenne premier, a liberare dal vincolo del patto di stabilità, le amministrazioni in grado di far fronte con le loro forze ad investimenti nell’edilizia scolastica. Così, la scuola “Nazario Sauro” di Piavon è  stata ufficialmente indicata al governo per l’autorizzazione di una manutenzione straordinaria (rifacimento antisismico) da mezzo milione di euro. Durante la visita trevigiana, Matteo Renzi ha voluto conoscere alcuni aspetti di Oderzo e sentire soprattutto le esigenze prioritarie.

* Langue la messa a norma con ristrutturazione dell’aula magna della scuola media destinata a ospitare incontri e ad uscire dalla competenza dell’organizzazione didattica. Purtroppo la crisi economica sta mettendo alla prova insieme amministrazioni pubbliche, imprese edili e società finanziarie, rendendo più complicata una via d’uscita. Il sindaco si è dichiarato pronto ad adire le vie legali per far ripartire il cantiere. E s’invoca da più parti un chiarimento della situazione.

* Visa Oderzo – Scaligera Vigasio: partita di pallavolo sospesa  ed evacuazione del palazzetto dello sport per un forte odore che invadeva la struttura di piazzale Europa. Allertati i vigili del fuoco e i tecnici dell’Arpav per accertare la causa delle irritazioni alle vie respiratorie lamentate, mentre una giocatrice è stata accompagnata al pronto soccorso. Dopo una lunga interruzione la gara è ripresa regolarmente e si è conclusa con la vittoria delle padrone di casa.

* Accattoni dappertutto, anche dove sono banditi da provvedimenti severi. Il guaio è che è difficile distinguere i casi di bisogno reale, dalle simulazioni di organizzazioni pronte a carpire la buona fede delle persone e il loro senso di umanità. E le chiese (anche il Duomo) stanno diventando punti di convergenza delicati.

* La pista ciclabile sulla Postumia si farà come era, originariamente, nei progetti dell’amministrazione comunale che ha recentemente inserito l’intervento nel programma delle opere pubbliche per il prossimo triennio. Si realizzerà a maggior ragione dopo la sentenza del consiglio di Stato chiamato in causa sulla vicenda del supermercato Famila; il giudice di appello, rovesciando la sentenza del tribunale amministrativo regionale, ha infatti ritenuto che la ristrutturazione del vecchio foro boario non avesse le caratteristiche di perequazione rispetto all’intervento urbanistico realizzato dalla Cama in località Trepiere. La decisione, che fa molto discutere, comporterà la restituzione al privato delle somme spese per mettere in sicurezza piazzale della Vittoria.

* In tempi in cui la presenza del fotografo era importante quasi come quella del celebrante, Piero Casonato è stato testimone di migliaia di matrimoni. I suoi primi piani alle spose, la ricerca delle espressioni meno scontate e la delicatezza con la quale si muoveva senza invadenza durante le cerimonie, hanno fatto di lui un maestro difficilmente uguagliabile. Un campo nel quale, purtroppo, la tecnologia ha sovvertito le regole del gioco. Il negozio aperto quarantacinque d’anni fa in via Umberto primo (ma c’è chi ricorda, prima ancora, Piero collaboratore di uno studio in via Garibaldi) ha  chiuso definitivamente.  Non cessa invece l’attività, che è stata scandita da mostre e ambiti riconoscimenti, dato che a poche decine di metri opera Alessandra, figlia d’arte.

* Con l’iniziativa organizzata al cinema Cristallo, che ha visto la partecipazione di cinquecento persone, l’Opitergina calcio ha raccolto oltre cinquemila euro per un ecografo da donare alla Lega italiana contro i tumori.

* Si sono spente nelle stesse ore due figure di spicco del mondo imprenditoriale locale: Danilo Fattor, 73 anni, che negli anni novanta fu amministratore delegato di Plastal Zcp, oggi Sole s.p.a.; e  Bruno Andreetta, 71 anni, fondatore dei supermercati Europa, che presero il nome dalla piazza in cui sorse il primo grande magazzino dedicato ai prodotti alimentari e per la casa; ultimamente promotore dello Stella Shopping che diede una svolta alla grande distribuzione. Fu a lungo presidente dell’associazione mandamentale dei commercianti .

* Fanno discutere le colonnine arancioni installate in molti Comuni d’Italia, anche a pochi chilometri da Oderzo, e non sempre dotate di autovelox. Una nota del ministero dei trasporti ne ordina la rimozione perché ritenute illegali. Sul piede di guerra i sindaci dei Comuni della Marca, che hanno ottenuto risultati positivi in fatto di velocità e di pericolo per i residenti.

* Ca’ Lozzio ospita fino all’11 maggio la mostra “In bilico tra cielo e terra” di Franca Faccin che dal 16 ottobre prossimo sarà all’International House di Norimberga.

* «Da Ceneda a Oderzo: le origini della diocesi vittoriese»: è il titolo del convegno organizzato nell’ambito degli eventi per il centenario del settimanale “L’Azione” per il 5 aprile alle ore 16.00 nella sala Turroni.

Gli interventi: Giuseppe Cuscito, già ordinario di archeologia cristiana all'Università di Trieste, su: “Le origini della diocesi di Ceneda tra storia e mito”; Emanuela Colombi, professore aggregato nell'Università di Udine, su: “Caratteri agiografici della santità episcopale opitergina”; Paolo Cammarosano, ordinario di storia medioevale nell'Università di Trieste, su: “Il giudicato di Liutprando del 743 e la chiesa di Ceneda”; Elisa Possenti, professore aggregato di archeologia cristiana nell'Università di Trento, su: “Prime tracce di cristianesimo nel territorio cenedese: il contributo dell'archeologia”.

* Un massaggio cardiaco tempestivo ha probabilmente salvato la vita ad un settantreenne colpito da malore mentre era impegnato in un esercizio nella piscina di Oderzo. L’azione prima del personale della struttura, poi del servizio di emergenza sanitaria 118, ha consentito ai medici del pronto soccorso di valutare immediatamente il quadro clinico e di disporre il trasferimento in elicottero a Treviso dove l’uomo è stato sottoposto ad intervento chirurgico.

* Prima di chiudere, una doverosa precisazione: gli importi delle indennità di carica agli amministratori comunali apparsi in questa rubrica nel numero scorso sono indicati al lordo da ritenute.

I cedolini di marzo sono stati pubblicati, giorni fa, nell’ambito dell’operazione trasparenza, nel sito web del Comune di Oderzo. I compensi netti: 1636 euro al sindaco, 1174 al vicesindaco, da 778 a 971 agli assessori (con riduzione al 50% se lavoratore dipendente).

 

marzo 2014

A CHE TEMPO FA

 

 

Frane nelle prealpi, metri di neve in montagna e straripamenti in pianura. Un mese fa, il maltempo nelle sue multiformi minacce ha nuovamente fatto tremare i polsi. Dopo ore di pioggia  battente, in condizioni di temperatura quasi primaverili, la Marca è ripiombata nell’incubo acqua, una spada di Damocle che pende in special modo sull’opitergino, area soggetta a frequenti inondazioni.  Il livello del Monticano ad Oderzo non ha destato particolari timori, anche se Il foro boario è stato completamente allagato e la linea Treviso-Portogruaro ha interrotto le corse  per lo straripamento del Reghena.

A Gorgo, i residenti di una zona esposta si sono visti sommergere garage e scantinati e sono volate parole grosse.  A Motta di Livenza, dove  erano stati mobilitati protezione civile ed esercito,  si teneva d’occhio il livello dell’onda guardando alle minacce dal Friuli.  Le scuole sono rimaste chiuse, l’ospedale riabilitativo e le casa di riposo allertati per l’eventuale trasferimento dei malati e degli ospiti verso altre strutture. Duecentotrenta persone tra Motta e Meduna.

All’automobilista in transito sulla Oderzo-Pordenone il Prà dei Gai  appariva come un immenso lago. La rottura di una pompa capitata in un momento di apprensione non ha fatto che accrescere il nervosismo. Al momento del ritiro delle acque dai prati che tra pochi giorni si vestiranno di primavera, sono riemerse le carcasse di oltre cinquecento pecore, evidentemente affidate a mani inesperte, intrappolate dal rapido montare del fiume straripato. Il gregge, proveniente dal trentino, era composto da qualcosa come 1200 capi. Una prima parte era stata portata al sicuro dai vigili del fuoco intervenuti da Treviso, Vittorio Veneto e Motta. Vari problemi hanno dovuto trovare rapida soluzione: dalla questione dei danni all’emergenza sanitaria, al problema della rimozione. Con perdite e costi ingenti.

Un primo quadro del disastro, a livello regionale, è impressionante per le attività, le infrastrutture, il tessuto sociale.

Il presidente della giunta regionale Luca Zaia ha proclamato lo stato di calamità naturale e girato al governo, che stava vivendo in quei giorni un delicato passaggio di testimone, il conto dei danni minacciando, se fosse stato necessario, lo sciopero fiscale.

La cronaca dei fatti e la denuncia dei danni sono compiti abbastanza facili. Come del resto la denuncia delle debolezze del sistema. Più difficile, come sempre, è l’accertamento di eventuali responsabilità e l’individuazione di possibili rimedi in un quadro irrisolto nel tempo e aggravato dall’evoluzione climatica uscita dai parametri storici.

Sono trascorsi quasi cinquant’anni dalla devastante alluvione del 1966 che, tuttavia, trasmise alla classe politica di allora una forte spinta a trovare rimedi efficaci per la difesa del suolo e diede slancio ad  una coesione di cui si sente oggi una certa nostalgia.

 

(nella foto: verso Piazza Grande)

Trenta giorni  

* E’ imperversato il maltempo che ha rovesciato sull’opitergino-mottense una quantità di acqua sufficiente ad allagare il foro boario e a tenere con il fiato sospeso l’ospedale di Motta pronto a trasferire la cinquantina di degenti alle strutture dell’azienda sanitaria numero nove. Bloccata la linea ferroviaria Treviso-Portogruaro Dell’allarme meteo d’inizio febbraio e della situazione critica vissuta, torniamo a parlare nello spazio dell’approfondimento.

* Mentre arriva, dopo due anni di regressione ininterrotta, il primo timido segnale positivo di crescita del prodotto interno lordo, si guarda al governo appena insediato e alle scelte di politica economica. Nella crisi Electrolux, passi in avanti sono stati compiuti nella trattativa per Susegana  mentre l’impianto  di Porcia sembra essersi guadagnato intanto una salvezza condizionata alla riduzione del costo del lavoro.

* Con una mossa a sorpresa, il neo premier Matteo Renzi ha scelto Treviso, simbolo del Nordest operoso   per  iniziare l’impegnativo programma di governo appena illustrato al Parlamento che gli ha concesso la fiducia.   

* Gli elettori di Ormelle e San Polo di Piave hanno detto “no” alla fusione in un unico ente chiamato Lia-Piave che sarebbe nato per contenere i costi dei servizi alla popolazione. Prima della consultazione, non aveva aderito al progetto il Comune di Cimadolmo,  malgrado una consolidata esperienza di collaborazione soprattutto in ambito di servizi scolastici e sociali. Ora crescono i dubbi a maggior ragione dopo l’annunciata pausa di riflessione sul processo per l’abolizione delle province.

* Hanno vissuto le ore più convulse dell’inferno di Kiev, che ha visto morti e feriti,  una signora opitergina ed il marito, riuscendo a fare i bagagli e a raggiungere l’aeroporto  prima che venisse controllato dai ribelli. Durante la corsa per imbarcarsi sul primo volo per Treviso, sentivano l’eco degli spari nella notte.

* Oltre sette interminabili ore su un aereo dirottato da Addis Abeba a Ginevra, Giovanni Darin,  esportatore  di mezzi agricoli dal Medioriente al Sudamerica, all’Africa, spera di dimenticare presto il lunedì 17 febbraio 2014 che l’ha visto insieme con altri duecento passeggeri a bordo del Boeing 767-300 dell’Ethiopian Airlines finalmente atterrato senza danni in territorio elvetico.

* Il consiglio di stato boccia l’apertura del supermercato nei pressi della rotonda di Trepiere e la conseguente perequazione con la quale il Comune aveva ottenuto i lavori di ripavimentazione del vecchio foro boario, giudicata corretta dal tribunale amministrativo regionale. Di parere diverso il consiglio di Stato che entra nel merito della scelta urbanistica e non ravvisa le condizioni per un intervento fuori del comparto di pertinenza dell’opera principale. «Una sentenza incomprensibile», commenta il Sindaco, «frutto presumibilmente di una scarsa conoscenza, da parte dei giudici d’appello, della legge regionale del Veneto». «La sentenza è chiarissima», ribatte l’opposizione.

* Il pievigino mons.  Beniamino Stella è stato ordinato cardinale nel concistoro del 22 febbraio svoltosi in basilica di San Pietro. A sostenerlo con la preghiera era arrivata una folta rappresentanza di concittadini guidati dal Parroco mons. Giuseppe Nadal. Ha tributato al neo porporato l’omaggio delle istituzioni della terra trevigiana il presidente della giunta regionale del Veneto, Luca Zaia. Era presente anche una cinquantina di parenti del prelato, nominato prefetto della congregazione per il clero solo cinque mesi fa dal santo padre.

* Prima della pesante condanna in appello a Firenze per la morte violenta, sei anni fa, della studentessa britannica  Meredith Kercher nella “notte di Halloween” a Perugia, lo studente Raffaele Sollecito è stato notato in più occasioni nei locali pubblici di Oderzo accompagnato da una hostess per una compagnia di volo, originaria di Ponte di Piave. Un ragazzo come tanti, una coppia innamorata: così li descrive chi ha avuto modo di vederli in città.

* Malato di Sla (sclerosi laterale amiotrofica) da tempo, Paolo Ravasin aveva iniziato con un video-testamento la sua personale battaglia inserita nel dibattito sul testamento biologico: niente accanimento terapeutico né nutrizione artificiale, né trasfusioni di sangue,  soltanto idratazione e terapia sedativa. Si è spento a 53 anni, nella struttura di Monastier dov’era ricoverato, costretto a letto, da nove anni. Durante la cerimonia funebre in chiesa, il parroco di Cessalto, don Mauro Gazzelli ha ricordato il calvario dell’uomo, accettato con dignità, ed ha invitato i presenti  a rinunciare a qualsiasi commento davanti alla sofferenza.

* La festosa atmosfera di Carnevale, ben rappresentata da lanci di coriandoli e stelle filanti in Piazza Grande,  è stata accompagnata da segnali di primavera in anticipo sulla stagione. Aleggia tuttavia il timore che la stagione possa riservare colpi di coda pericolosi per giardini e frutteti. 

* Dopo la maratona del festival della canzone che ha monopolizzato cinque serate e scomodato canoni estetici e obiettivi ambiziosi, forse sproporzionati per una manifestazione canora, è arrivata in tivù la storia del maestro Alberto Manzi, conduttore della trasmissione “Non è mai troppo tardi” che ha assolto negli anni Sessanta una felice missione educativa per insegnare a larghi strati della popolazione a leggere e scrivere. Protagonista il bravo Claudio Santamaria che intrattiene con Oderzo un legame particolare.

* Oderzo è una città pulita, come disse ad un incontro pubblico lo scrittore Mario Rigoni Stern che di un luogo apprezzava  anche la fragranza del pane appena sfornato (due indici di qualità della vita a suo giudizio infallibili).  Lo conferma un sondaggio effettuato nella piazza virtuale, la ‘rete’.  Strade pulite, cestini disponibili e cartacce fuori posto rientrano in standard di normalità per una comunità estesa. Anche se chi passeggia per la città o si affaccia sui resti romani trova più di un motivo per dubitarne.

* Assenze in consiglio comunale: si scatena una polemica sui dati pubblicati nel sito web, troppo grossolani per misurare l’impegno dei rappresentanti eletti ad occuparsi della cosa pubblica e troppo sbrigativi perché non tengono in conto le motivazioni degli impedimenti a partecipare. E qualcuno rilancia: perché non si pubblicano con altrettanta trasparenza i compensi degli amministratori? 2872 euro al sindaco, 1579 al vicesindaco, 1292 agli assessori (con riduzione al 50% se lavoratore dipendente).

* E’ stato presentato al parlamento europeo il libro “Cuori nel pozzo” di Roberta Sorgato, che narra la vicenda umana di tanti minatori italiani morti nelle miniere di carbone. Tra questi, il padre dell’autrice sanpolese, Nani, che sei mesi prima della tragedia di Marcinelle, perse la vita assieme ad altri cinque italiani in un incidente anch’esso dovuto alla scarsa sicurezza e a condizioni di lavoro indegne: uomini in cambio di carbone era il triste mercato.

* L’anticonformista Mauro Corona ha parlato, soprattutto ai ragazzi, dal palco del teatro Brandolini. Un Corona scelto,  non come maestro di vita ma come persona attenta all’ambiente e al futuro dei giovani.

Parlando fuori degli schemi di un confronto pubblico, ha fatto cenno anche alla sua esperienza di ex alcolista, quasi del tutto redento, ed ha annunciato la rinuncia d’ora in poi alle passerelle da un canale tivù all’altro per dedicarsi alla lettura, alla scrittura e alla passione per la produzione diretta di quanto basta per vivere.

 

febbraio 2014

LA COSA BELLA

 

 

 

 

Non siamo così masochisti da dire, come fece il ministro dell’economia nel governo Prodi, Tommaso Padoa-Schioppa, che pagare le tasse è bellissimo. E’ stato ricordato di recente da Anna Maria Cancellieri che ha sottolineato il significato etico di questo dovere civile per tutti.

Andando a risvolti più banalmente quotidiani, l’attuale periodo è stato caratterizzato da una congiuntura di appuntamenti fiscali sufficiente a mettere in crisi chiunque. Un po’ abituati all’Ici, abbiamo dovuto fare i conti con l’Imu, prendere confidenza delle nuove aliquote e delle maggiorazioni decise a livello locale.

E’ arrivata finalmente l’abolizione, piuttosto tormentata, dell’imposta sulla prima casa. Ma quando i soldi non bastano ed i conti non tornano, anche il fisco deve fare di necessità virtù.

Ecco allora la revisione generale dell’impianto tributario con l’introduzione della Tari, per sostituire la Tares, vale a dire l’imposta sui rifiuti, e della Tasi, nominalmente tassa sui servizi indivisibili (illuminazione, manutenzione delle strade, verde pubblico). Se ci siamo persi qualche puntata poco importa perché il cantiere è perennemente aperto. A complicare le cose è intervenuta la conservazione della seconda rata Imu sulla prima casa per la parte relativa ad eventuali maggiorazioni comunali. Un rompicapo.

Per fortuna, ed è questo l’aspetto “bellissimo”, è giunto una settimana prima della scadenza il chiarimento del Sindaco di Oderzo che dava istruzioni precise sul da farsi rinviando allo sportello “Imu on line” e suggerendo di registrarsi al servizio telematico per accedere alla propria posizione.

Per chi, come chi scrive, aveva aderito per tempo al servizio a distanza, la mail che forniva puntuali indicazioni è stata salutata come un dono della provvidenza. Oltre a precisare le rendite catastali, riportava i calcoli del tributo e metteva a disposizione il modello di versamento stampabile.  Vogliamo di più?

La strada della tassa rifiuti, con tanto di bollettino inviato a casa dalla Savno con un congruo preavviso, è stata facilitata da un percorso meno accidentato.

Il capitolo più doloroso è tuttavia sospeso, ci vuole poco a capirlo. Basta constatare che i trasferimenti statali sono sempre più bassi, le casse municipali  vegetano in stato di sofferenza e la capacità di spesa appare gravemente compromessa. Se si aggiunge l’effetto della campagna di scredito, presso l’opinione pubblica, delle autonomie locali il gioco amaro è lanciato. Dove sarà finita la decantata partecipazione, corollario della democrazia e della libertà?

Il federalismo fiscale che avrebbe dato autonomia impositiva ai Comuni sembra definitivamente rimosso dalla coscienza collettiva e ben poche, in tempi di vacche magre, sembrano le possibilità di rianimarlo. Rimane ancora in piedi l’aspetto demaniale del federalismo, con la promessa cessione di beni in disuso dallo Stato. In particolare, il complesso della caserma Francesco Zanusso che costituirebbe per la comunità una grande risorsa ma anche un grosso impegno. Idee di valorizzazione e sollecitazioni da varie parti non sono mancate negli ultimi tempi in città.

Tradizionalmente, la fine di gennaio segna anche un’altra scadenza, quella del canone Rai. E’ stato autorevolmente ribadito di recente che non si tratta di una tassa facoltativa, di un contributo di solidarietà, ma di un obbligo  per chi voglia usufruire del servizio. Sessant’anni fa iniziavano le trasmissioni televisive che hanno tenuto compagnia a tante generazioni e sostenuto la crescita, nel bene e nel male, di questo Paese di cui il piccolo schermo è stato lo specchio.

Guardarsi allo specchio, ogni tanto, fa bene. Basta non esagerare.

 

(nella foto: veduta sul Monticano)

Trenta giorni

* Assomiglia molto ad una babele il groviglio di tributi con i quali abbiamo dovuto fare i conti nelle scorse settimane. Tra Imu, Tari e Tasi, è rispuntata la Tares. Insomma un rompicapo per tutti. Per fortuna c’è internet ed il Comune sa sfruttare la rete. Su questi temi torniamo nello spazio dell’approfondimento.

* Fiocco azzurro all’ospedale di Oderzo per Alberto, nato di tre chili nelle prime ore dell’anno; nel  pomeriggio è arrivato, Gregorio, aspettato a casa da due sorelle. Ha battuto tutti sul tempo nella classifica provinciale la piccola Clio.

* Nella notte di san Silvestro, un rogo ha distrutto nove camion di proprietà della Trans Ghiaia, sorta a Faè da un’azienda familiare che fin dal 1910 svolgeva attività di escavazione, trasporto e gestione di cave. Le modalità del rogo hanno orientato subito gli inquirenti sulla pista dell’atto intimidatorio.

* Un fulmine a ciel sereno è stato il fallimento della Legnoflex, dichiarato gli ultimi giorni dell’anno. A chiederlo sarebbero stati non i creditori, ma la società stessa, specializzata nell’indotto del legno-arredo, che conta 110 operai occupati negli stabilimenti di Piavon e di Chiarano.

* Internalizzazione delle imprese italiane” è il tema dell’incontro organizzato dal Rotary club a Palazzo Foscolo. Relatore il dott. Renato di Porcia, consigliere di legazione all’ambasciata italiana di Seoul, un osservatorio privilegiato per l’area orientale. Di fronte ad un folto pubblico di imprenditori e di amministratori, il diplomatico,  proveniente da una nota famiglia opitergina, ha sottolineato l’importanza per le aziende di fare rete nei rapporti d’affari, mirati al perseguimento di obiettivi prefissati.

* Una nuova concezione di manifatturiero che valorizzi il ricco patrimonio di competenze, esperienze e conoscenze passa necessariamente attraverso l’innovazione tecnologica e la formazione del capitale umano. Due fattori essenziali per competere sui mercati internazionali. Imprescindibile è anche l’affermarsi di una nuova cultura del fare impresa. Sono alcuni risultati emersi da una recente indagine condotta dalla Fondazione Nordest.

* Adulti sempre più distaccati dai giovani e dal loro futuro? Da un sondaggio condotto per il Gazzettino, sembrerebbe nettamente di sì. Eppure gli ultimi dati della disoccupazione giovanile offrono poche speranze: nella fascia 15-24 anni, quasi il 42%  dei giovani italiani che cercano lavoro non lo trova.

* In cinquecento  tra operai e familiari  venuti da tutta la diocesi  hanno riempito il capannone della Maeg di Vazzola per l’incontro  del mondo del lavoro con il vescovo Corrado Pizziolo. Nella lunga veglia della pace, il massimo rappresentante della chiesa locale ha assicurato non solo vicinanza ma aiuto concreto a chi soffre per la crisi occupazionale. Un modo efficace per raggiungere quelle che il papa chiama periferie esistenziali.

* Una fede contagiosa, una determinazione invidiabile, una forza d’animo straordinaria: questo è stata Anna Maria Gardenal,  sessantadue anni, una vita trascorsa  in carrozzina, offrendo le sofferenze per le persone che si rivolgevano a lei. Sopra la bara, il Vangelo, la sua bussola. C’erano tutti a salutarla, sabato 4 gennaio, sotto la pioggia. Hanno celebrato le esequie, nella chiesa di Colfrancui, mons. Ovidio Poletto ed una ventina di sacerdoti.

* Cordoglio composto nella chiesa di Faè per l’ultimo saluto a don Pietro Bastianel che è stato parroco per ventotto anni. La comunità l’ha ripagato con una manifestazione d’affetto proporzionata all’impegno profuso senza clamori per la sua gente. All’estremo saluto anche ex allievi della scuola media di Oderzo in cui il sacerdote ha insegnato a lungo religione.  Da alcune settimane si era ritirato nella residenza dell’opera Immacolata di Lourdes a Conegliano. Don Pietro era nato il 17 luglio 1937 a Collalto. Accanto al vescovo, per la cerimonia funebre, ha concelebrato il fratello gesuita padre Sergio, docente di teologia alla pontificia università gregoriana, con una quarantina di sacerdoti.

* L’introduzione a metà dicembre dell’orario ferroviario cadenzato ha provocato nell’ultimo periodo enormi disagi tra i pendolari della linea Portogruaro-Treviso per la soppressione, a volte improvvisa, di corse. Il conseguente assalto ai bus di linea non fanno che aumentare il caos e esacerbare gli animi. Lo testimonia una lettera inviata dal movimento spontaneo dei pendolari a Trenitalia e alla Regione. E, nonostante la buona volontà, non è bastato ripristinare, senza la dovuta informazione, qualche servizio sostitutivo su gomma per risolvere una problema complesso cha va dalle condizioni della stazione di Oderzo alla qualità del servizio passeggeri.

* Era quasi un vanto per le ragazze che mettevano su famiglia acquisire il cognome del marito. Da tempo non è più così e la stessa qualifica di capofamiglia è soppressa da decenni. Ora la corte europea dei diritti dell’uomo ha fatto un ulteriore salto di qualità, bacchettando l’Italia e affermando il diritto dei genitori a dare ai figli il cognome preferito. Nelle scuole, che già risuonano di cognomi esotici, la varietà è destinata ad arricchirsi ancora. La rivoluzione copernicana avviata in tempi record dall’esecutivo è destinata ad appassionare.

* La senatrice Paola De Pin, uscita mesi fa dal movimento cinque stelle, ha annunciato di destinare parte degli emolumenti percepiti al comune di residenza, Fontanelle, perché possa andare incontro a situazioni di disagio sociale con criteri di conoscenza e di equità. Ci pare un segnale interessante in un momento delicato.

* Rosita Ziroldo, nata ad Oderzo trentacinque anni fa, vive e suona negli Stati Uniti con lo pseudonimo di Rosita Késs. Ha appena sfornato l’ultimo album “For Love of Your Desire”, un mix delle diverse espressioni artistiche del suo repertorio, dal blues alla bossa nova, al tango. Nei progetti della cantautrice, di passaggio per i suoi paesi, c’è l’apertura di un locale a Brooklyn.

* Preoccupano non poco i tre gravi episodi di cui sono state vittime donne scippate di borsetta e qualcuna malmenata da un individuo in bicicletta che non si è fatto scrupolo di colpire chi ha cercato di reagire.

* Aveva verificato che l’abbonamento della bambina fosse scaduto, il controllore del bus denunciato per abbandono di minore. Il giudice chiamato a decidere ha rilevato che non vi fu abbandono perché la decenne scolara fu lasciata nel locale dell’autostazione, una volta ottenuta la rassicurazione che la madre sarebbe arrivata di lì a poco a prenderla. Il caso, che aveva coinvolto perfino una nota parlamentare romana, è stato definitivamente archiviato.

* Finanziamento regionale di quasi tre milioni di euro per interventi di sicurezza idraulica sul Monticano e sul Piave. Il progetti per il contenimento delle piene predisposti dal genio civile concernono la confluenza del fiume Borniola nel Monticano e la costruzione di alcuni tratti di scogliera sulla sponda destra del Piave posti in vari comuni.

* “Che influenza fa?” Si tratta di una sorta di meteo previsione del  ministero della salute per conoscere in anticipo, giorno per giorno, il rischio influenza. L’epidemia di stagione non presenta caratteristiche di particolare aggressività e dovrebbe conoscere un picco in questo periodo.

* In ospedale, tra le pazienti della vasta comunità multietnica, convivono tradizioni radicate. C’è che preferisce portarsi cibo da casa, chi vorrebbe l’assistenza della propria “levatrice” nelle fasi più delicate, chi si oppone alla visita del medico maschio. E diversi sono i modi di percepire il dolore, l’invasività della cura, di accettare la morte. Medici e personale di assistenza si trovano a confrontarsi con usi e costumi diversi. Per questo la struttura sanitaria mette a disposizione mediatori culturali la cui preziosa opera è in continua ascesa.

* Tre progetti dell’istituto superiore Obici sono stati finanziati con risorse regionali e del fondo sociale europeo. Si tratta di progetti di formazione linguistica destinati alle classi quarte nell’ambito del concorso “Move for the future”. Prevedono un corso di perfezionamento in lingue e uno stage estivo all’estero.

* La dea bendata ha bussato a Oderzo con una vincita mozzafiato al superenalotto: 326 mila euro grazie ad una schedina giocata nella tabaccheria-edicola di via Garibaldi accanto al cinema Cristallo. Se il titolare Ennio Rech è felice, si può immaginare la supergioia del fortunato cliente.

gennaio 2014

ESERCIZIO DI BELLA SCRITTURA

 

 

Con un salto all’indietro siamo ritornati nell’azienda di via Verdi che, col favore del boom economico, ha costruito la fortuna industriale di questo territorio a forte vocazione agricola.  E’ diversa dalla Sole che produceva controporte per frigoriferi e motori per lavatrici, eppure così uguale allo stabilimento degli anni Sessanta in cui abbiamo mosso i primi passi. Allora l’autunno caldo scaldava anche gli animi degli operai reduci dai campi e dei sindacalisti, fermi sui cancelli,  motivati da forti residui sessantottini.  

L’anno 2013 si chiude, sempre a proposito di agitazioni, con la protesta dei ‘forconi’, variegata nei metodi e nell’ispirazione. Fuori del casello autostradale di Conegliano, i manifestanti accolgono con una fetta di panettone gli automobilisti bloccati. Da questi, nemmeno un cenno di reazione, d’insofferenza o di partecipazione.  Il sapore del malcontento è cambiato nel tempo come, del resto, il grado di sopportazione generale.

Ma ripercorriamo gli avvenimenti dei dodici mesi per trarne qualche spunto di riflessione.

In questo clima di feste un po’ taroccato, un filo di speranza collettiva, accompagna, malgrado tutto, chi tenta di aggrapparsi ai segnali positivi, per quanto deboli siano. Anche  i vari richiami alla responsabilità, ognuno per la propria parte, sono in sintonia con l’esortazione ai giovani del nuovo Papa – proclamato uomo dell’anno dall’autorevole Times - a non lasciarsi rubare la speranza.

L’invecchiamento della popolazione e la difficile contingenza rischiano, in effetti, di compromettere l’equilibrio delle famiglie spesso caricate di pesi sproporzionati alla capacità di reggere.  In questo quadro, la qualità dei servizi alla persona e alla terza età - su cui si sono a lungo soffermate le cronache -  costituiscono un banco di prova per il domani e una materia di discussione per la politica locale divisa sulle scelte da fare.

Restando in tema, il futuro sanitario guarda non tanto all’ospedale destinato a fornire prestazioni specialistiche e a far fronte alle urgenze, quanto al territorio, investito da una generale ridefinizione della rete dei servizi distrettuali che tocca da vicino l’opitergino.

Questa terra, malgrado il livello non eccellente di infrastrutture e di trasporti, ha conosciuto ingenti  flussi migratori in uscita ed oggi  si sta faticosamente misurando  con la nutrita presenza straniera. Storie di lacrime e di sudore a parti invertite vedono il già mitico Nordest preso nelle dinamiche tipiche del villaggio globale.

Resta da confidare nella capacità di resistenza del tessuto sociale e nell’inversione di tendenza annunciata dagli economisti. Esercitando la capacità di guardare avanti, non mancano motivi per aspettare con speranza il 2014 che chiede soltanto di essere scritto a dovere.

Allora, buon anno agli affezionati lettori di questo foglio che celebra i cinquant’anni di vita, all’insegna del Dialogo con tutti.

       (nella foto: evoluzioni sul ghiaccio in piazza Castello)

Trenta giorni

* I primi freddi dell’anno 2013 sono coincisi con l’avvio di un’esperienza di medicina integrata che raggruppa nove professionisti e interessa circa metà della popolazione comunale. I disagi iniziali hanno alimentato discussioni. Passata la fase di rodaggio e superate alcune difficoltà, resta nell’impressione diffusa il rischio di spersonalizzazione del rapporto medico-paziente.

* Risaliva alla disastrosa alluvione del 1966, la visita di un presidente del consiglio ad Oderzo. In Comune, Aldo Moro incontrò i sindaci della zona dando fiducia e coraggio per la ripresa, anni difficili in cui la zona era classificata come depressa. A distanza di molti anni, Mario Monti ha scelto Oderzo per iniziare il tour pre-elettorale dal Nordest, locomotiva di sviluppo economico un po’ a corto di vapore.

* Hanno colto tutti di sorpresa le dimissioni del Papa. Per il nostro vescovo, mons. Corrado Pizziolo: «Il gesto di Benedetto XVI è stato guidato da una sorprendente libertà interiore e da un profondo amore alla Chiesa». «E’ l’ultima lezione, la più lucida, che lascia alla sua Chiesa», ha commentato il direttore de ‘L’Azione’, don Giampiero Moret. I pellegrini che si erano prenotati per accompagnare il successore di San Tiziano, nella visita ad limina dei vescovi del Triveneto, hanno potuto incontrare il successore, Jorge Mario Bergoglio, ‘venuto quasi dalla fine del mondo’ che dopo l’Habenus Papam aveva salutato la folla corsa in piazza san Pietro con un semplice ‘buona sera’ e l’invito alla preghiera per la sua delicata missione.

* Dagli scavi nel cantiere di piazzale Vittoria sono emersi - come avvenne del resto nell’area vicina  che restituì alla luce importanti mosaici e vestigia della basilica - tessere di mosaico di era romana, resti di pareti e di fondamenta, tracce di muri di epoca veneziana; reperti che completano il quadro ormai ben definito di testimonianze lasciate dal tempo.

* Celebrazioni per il  90° anniversario di fondazione del gruppo Scout di Oderzo. Una serata all’insegna del ‘revival’ di atmosfere e valori che si leggono sui volti di chi ha praticato quella straordinaria palestra di vita. In platea, molti protagonisti delle varie epoche, e per i sacerdoti che si sono avvicendati nella funzione di assistente del gruppo, don Romualdo Baldissera, motore infaticabile di tante iniziative nell’immediato dopoguerra, quando riprese l’attività dopo l’alt decretato nel 1927 dal regime fascista.

*Ci piace ricordare il gesto di una signora semplice, Attilia Zava, che ha voluto destinare alla città in cui è nata la propria collezione di vetri artistici per lo più creati da un’idea di alcuni giganti della pittura, come Picasso e Chagall, e realizzati da maestri vetrai in collaborazione con il fondatore della “Fucina degli angeli”, Egidio Costantini. A corollario, tutta una serie di iniziative in tema organizzate da Oderzo Cultura.

* L’opitergino-mottense si scontra con la congiuntura economica. Da uno studio sindacale sono settecento i posti di lavoro persi nel 2012 nel comprensorio che rappresentano lo specchio della crisi in atto ed i riflessi sull’occupazione. I settori più colpiti sono le aziende del legno-arredo e delle materie plastiche. Il prezzo più alto lo paga la forza lavoro meno qualificata, spesso costituita da immigrati che hanno subito duecento licenziamenti.  

Dati di altra fonte qualificata parlano di calo del fatturato delle imprese artigiane pari al 23,50 per cento.

E la multinazionale svedese Electrolux guarda fuori dell’Italia, comparando costi e competitività. Tra le linee produttive poste sotto la lente d’ingrandimento figurano le vicine Susegana  e Porcia di Pordenone. 

* Sono state inviate all’Unione Europea le migliaia di firme raccolte contro il ‘Giramonticano’, un progetto - che vede protagonisti i comuni di Fontanelle, Oderzo, Gorgo al Monticano e Motta di Livenza - finanziato con i fondi di Bruxelles per la costruzione di un percorso ciclabile lungo il fiume. Le principali obiezioni riguardano principalmente gli aspetti della sicurezza e dell’impatto ambientale.

* Salviamo l’imprenditoria giovanile insegnando alle nuove leve come riconoscere e sfruttare i propri talenti. E’ l’incoraggiamento lanciato dal palco di un convegno sul tema “Giovani e impresa… maneggiare con cura”.  Dallo stesso palco, poche settimane prima, il leader di Nice s.p.a., Lauro Buoro,  aveva lanciato agli studenti presenti una sfida: “Non piangetevi addosso. Girando per il mondo vedo tante opportunità per chi dimostri spirito d’intraprendenza e capacità”.

* Insieme si può: il fortunato slogan è da trent’anni un miracolo della cooperazione sociale. Quando tutti risentono della crisi economica e in molti licenziano maestranze o chiudono l’attività, la cooperativa ‘Insieme si Può’ aumenta il fatturato e conta oltre mille lavoratori attivi, nella quasi totalità donne, come tiene a sottolineare Rina Biz la lungimirante fondatrice, oggi direttore generale. Per l’occasione è uscito un libro fotografico: “Trent’anni con la comunità: 1983-2013”.

* Come va il servizio passeggeri a distanza di un secolo dal completamento della linea ferroviaria Treviso-Portogruaro? I titoli della cronaca degli ultimi mesi sono severi. Fino all’introduzione dell’orario ‘cadenzato’ che ha aumentato i disagi e suscitato vivaci proteste, Oderzo era servito da quindici treni nelle ventiquattro ore e la stazione era frequentata più di quattrocento viaggiatori al giorno.

* Scambio di anelli, in Duomo di Oderzo, per il fatidico sì, tra Silvia Marangoni e Andrea Altinier: lei pluricampionessa del mondo di pattinaggio, già ‘geppina’ ad Oderzo  ed insignita da poco del titolo di commendatore della Repubblica. I campionati mondiali di Taipei capitale di Taiwan, sono valsi alla ventisettenne atleta portacolori delle Fiamme Azzurre il decimo titolo mondiale. La prova decisiva, un mix di potenza e di eleganza, non poteva deludere, ed è stato un trionfo.

* Palazzo Foscolo apre il salone degli stucchi alle cerimonie nuziali, precedentemente celebrate nella sala dei quadri di Ca’ Diedo.

 * La nuova casa di riposo di Oderzo, nell’area prospiciente “ la Nostra Famiglia”, non si farà, almeno per il momento: la crisi congela la realizzazione di un complesso da una ventina di milioni per un centinaio di posti. Ha argomentato pubblicamente questa scelta di non fare il passo più lungo della gamba il presidente della residenza per anziani, Sandro Valerio.

Immancabili le critiche, anche violente, rimbalzate nella sala consigliare della città e, insistentemente, nelle cronache degli ultimi mesi.

* Le Suore della congregazione delle Figlie di San Giuseppe del Caburlotto chiamate ad Oderzo nel 1934 da mons. Domenico Visintin a dirigere l'istituto "Moro” hanno lasciato Oderzo. Nel corso dei decenni esso si è sempre più qualificato per la frequentatissima scuola materna. Da qualche anno, la gestione è passata alla Parrocchia di Oderzo. Alcuni mesi fa, la decisione della congregazione di ritirare le religiose. Tra le motivazioni della scelta, la carenza di vocazioni e l’impegno missionario assunto in Brasile, nelle Filippine e nel Kenia. Domenica 29 settembre, durante la celebrazione eucaristica, la città ha voluto esprimere l’immensa gratitudine alle suore per il bene fatto in settantanove anni.

E dopo quasi vent’anni di residenza nell’ala adiacente alla canonica, si sono trasferite nella struttura di via Garibaldi, le Suore elisabettine dedite all’assistenza e al servizio liturgico in Duomo.

* Oderzo perde la sede del distretto socio-sanitario, che è stato accorpato a Villorba, in attuazione del piano regionale che ridefinisce gli standard di popolazione per fissare gli ambiti territoriali. Una cosa sembra certa: non sono in discussione i servizi. “I cittadini continueranno a trovarli dove sono abituati a riceverli”, si assicura dai vertici aziendali.

* La controfacciata del Duomo appena restaurata fa un effetto stupendo. Gli affreschi furono riscoperti con i lavori di ristrutturazione degli anni venti. Rimossi l'organo e la cantoria e ripulita del velo di calce che la copriva, l’immensa parete mostrava i segni del tempo. Il restauro, durato due anni e finanziato dalla presidenza del consiglio con i fondi dell'otto per mille, ha restituito alla vista dei fedeli le varie scene: in primo piano l'imponente Giovanni Battista, attribuito a Palma il Giovane, le figure dei santi vescovi opitergini e pagine di storia della Chiesa locale che suonano come invito a testimoniare ancora oggi la fede dei padri.

* Era la sera del 9 ottobre 1963, una data incancellabile, quando circa 260 milioni di metri cubi del monte Toc franarono alla velocità di 90 chilometri all’ora nel lago artificiale del Vajont, creato per fornire energia elettrica a un vasto territorio. La frana sollevò un’immane ondata che lasciò intatta l’immensa diga e distrusse quasi completamente Longarone, parte di Castellavazzo e alcune frazioni del territorio di Erto e Casso.

1910 morti: col senno di poi, un disastro annunciato.  Per cogliere il senso della tragedia, dai ponti sul Piave anche di pianura, bastava posare l’occhio sulle acque che portavano i segni dell’inferno seminato a cento chilometri di distanza.

* E’ partito pedibus, l’autobus a piedi, sicuro, salutare, divertente. Ne sanno qualcosa i ragazzi del plesso Dall’Ongaro che hanno inaugurato l’esperimento lungamente preparato con uno sforzo coordinato tra servizi comunali, sanitari, direzione didattica, insegnanti, genitori. Il percorso approntato per il plesso pilota, come gli altri quattro che verranno, tiene  conto di vari fattori come: sicurezza, attraversamenti, distanza.

* E vero che, alcuni giorni prima, gli inglesi si sono visti crollare la balconata di un teatro in una sala gremita di oltre settecento persone, ma non ha fatto una bellissima figura neanche la perla delle Dolomiti che il giorno di Santo Stefano  e per lunghissime ore si è trovata senza elettricità, con telefoni muti, impianti di risalita fermi, strade al buio,  alberghi e abitazioni al freddo. L’aspetto positivo è che il black out è stato interrotto grazie ai generatori forniti dalla ditta, fondata nel 1960 dall’opitergino Benvenuto Barro,  mancato da poco, che intuì la crescente domanda di energia elettrica fornita autonomamente. A distanza di oltre 50 anni la Visa lavora con 60 paesi dei sei continenti.

* Il panevin sull’acqua si sposterà di qualche decina di metri per ridurre il disagio lamentato da abitanti di piazzale Europa. Qualche sollecitazione ripresa dalla stampa è stata recepita dal Sindaco Dalla Libera che ha comunque tenuto in debito conto le esigenze tecniche dell’allestimento e la resa scenica dello spettacolo dal ponte Manin.