LE LENZE
La pesca con le lenze è una tecnica molto diffusa nella piccola pesca costiera, in quanto permette di insidiare, tutte le specie pelagiche e demersali; possono essere distinte in due categorie: quella con l’imbarcazione in movimento e quella da fermo.
A seconda del tipo di specie da catturare, esse variano nella forma e dimensione di ami, nylon e piombatura. Di seguito si riportano alcuni esempi di lenze:
§ pesca al dentice con la traina con esca viva:
il dentice, malgrado il carattere furbo e sospettoso, abbocca sovente alle lenze opportunamente costruite, con imbarcazione in movimento e soprattutto con esca viva. In questo caso la lenza sarà costituita da una filo di nylon di diametro 0,70-0,80mm come lenza madre o trave di lunghezza di circa 70 m, alla cui estremità si innesta un filo di nylon, chiamato terminale, di diametro più sottile 0,50 mm e lunghezza 30 m. Sul trave vengono predisposti n.3 piombi di peso diverso (300, 500, 800 gr.), il più leggero è posto all’innesto della lenza madre con il terminale. Caratteristica di questa pesca è quella di utilizzare un calamaro vivo come esca.

Lenza per la pesca al dentice praticata con esca viva
§ pesca al totano:
la pesca al totano si pratica nelle ore notturne su un fondale variabile dai 20 ai 200 m di profondità. La lenza è costituita da una lenza madre di diametro variabile 0,80-120mm di lunghezza variabile tra i 50 e 250 m. alla cui estremità è fissato il terminale di diametro variabile da 0,50 a 0,80mm di lunghezza non superiore a 10 m. Al terminale si collega, poi, la totanara costituita da un cilindro di piombo alla cui estremità è collegato un cestello di ami. Il peso del cilindro varia in funzione della profondità di pesca, mediamente dai 200 a 500 gr. Nei mesi da settembre ad ottobre, in occasione di serate ventose e mare mosso, si pratica la pesca al totano, utilizzando gozzi con velatura. In questo caso, data la presenza di totani in superficie, la lenza sarà molto corta, circa 20 m, e la totanara molto leggera. Tale pesca avviene, praticamente in superficie e con l’imbarcazione navigante a vela.
§ lenza morta ad occhione:
l’occhione è un pesce che vive in profondità sulle secche a largo, per cui le lenze utilizzate dovranno essere lunghe e ben piombate. La lunghezza del trave varierà da 200 ai 350 m di diametro 120 mm per permetterne un facile recupero, mentre quella del terminale sarà 0,40-0,50 su cui sono predisposti dai 10 ai 12 ami. La zavorra, posizionata all’estremità del terminale varia, a seconda della profondità, da 500 a 1.000 gr.
§ lenza per polpi
per la cattura del polpo si utilizza una lenza senza ami, costituita da un trave di diametro di 0,80-100mm a cui è collegato un terminale di diametro di 0,70mm su cui viene legata l’esca (aguglie, granchi, vope etc.) ed una zavorra. Il polpo agguanterà l’esca e non la lascerà finche giunto in superficie il pescatore lo catturerà con un coppo.
§ bolentino per sgombri
l’attrezzatura consiste in una lunga lenza manovrata a mano di diametro 0,70 mm con piombo terminale a forma cilindrica o a pera in modo da evitarne la rotazione. Sulla lenza madre sono fissati una decina di terminali di diametro 0,35-0,50 mm ed ami e piumetta di colore bianco e rosso.
Lenza per la pesca al dentice praticata con esca viva
§ pesca al totano:
la pesca al totano si pratica nelle ore notturne su un fondale variabile dai 20 ai 200 m di profondità. La lenza è costituita da una lenza madre di diametro variabile 0,80-120mm di lunghezza variabile tra i 50 e 250 m. alla cui estremità è fissato il terminale di diametro variabile da 0,50 a 0,80mm di lunghezza non superiore a 10 m. Al terminale si collega, poi, la totanara costituita da un cilindro di piombo alla cui estremità è collegato un cestello di ami. Il peso del cilindro varia in funzione della profondità di pesca, mediamente dai 200 a 500 gr. Nei mesi da settembre ad ottobre, in occasione di serate ventose e mare mosso, si pratica la pesca al totano, utilizzando gozzi con velatura. In questo caso, data la presenza di totani in superficie, la lenza sarà molto corta, circa 20 m, e la totanara molto leggera. Tale pesca avviene, praticamente in superficie e con l’imbarcazione navigante a vela.
§ lenza morta ad occhione:
l’occhione è un pesce che vive in profondità sulle secche a largo, per cui le lenze utilizzate dovranno essere lunghe e ben piombate. La lunghezza del trave varierà da 200 ai 350 m di diametro 120 mm per permetterne un facile recupero, mentre quella del terminale sarà 0,40-0,50 su cui sono predisposti dai 10 ai 12 ami. La zavorra, posizionata all’estremità del terminale varia, a seconda della profondità, da 500 a 1.000 gr.
§ lenza per polpi
per la cattura del polpo si utilizza una lenza senza ami, costituita da un trave di diametro di 0,80-100mm a cui è collegato un terminale di diametro di 0,70mm su cui viene legata l’esca (aguglie, granchi, vope etc.) ed una zavorra. Il polpo agguanterà l’esca e non la lascerà finche giunto in superficie il pescatore lo catturerà con un coppo.
§ bolentino per sgombri
l’attrezzatura consiste in una lunga lenza manovrata a mano di diametro 0,70 mm con piombo terminale a forma cilindrica o a pera in modo da evitarne la rotazione. Sulla lenza madre sono fissati una decina di terminali di diametro 0,35-0,50 mm ed ami e piumetta di colore bianco e rosso.

bolentino per sgombri