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C i r c o l o  D i d a t t i c o  " G i o v a n n i  XXIII " - P a l e r m o

CLASSI V CD
Repubblic@scuola

Un gruppo di ricercatori simula l' eruzione del Vesuvio
L'eruzione preistorica 4000 anni fa a Napoli
Napoli a rischio?

4000 anni fa, il vulcano Vesuvio, esplose come una furia nella zona di Napoli. La città di Napoli è ad altissimo rischio, a lanciare l'allarme è una rivista scientifica Americana "Proceedings of the national Academy of science". Un gruppo di ricercatori ha ricostruito con precisione l'eruzione preistorica scoprendo che l'eruzione più drastica è stata proprio questa e non quella del 79 d.C. come fin ora si era creduto. In corrispondenza dal centro di Napoli la cenere era arrivata fino a formare delle dune alte 3 metri. Se una cosa simile si verificasse oggi le nubi ardenti abbatterebbero gli edifici in periferia di Napoli e seppellirebbero tutta la città. Alcuni vulcanologi hanno analizzato e simulato al computer i depositi vulcanici e i resti delle vittime.
   
 
Hanno capito inoltre che l'eruzione delle pomici di Avellino ha prodotto una colonna immensa di gas e cenere. I materiali sono stati spinti verso Avellino causando una pioggia di pomici e lapilli per 10 ore. Questo materiale ha seppellito le capanne di Nola, l'attuale città di Pompei. Vicino Nola si sono ritrovati i resti di due persone che cercavano di ripararsi, tutti seppellissero gli altri si sono salvati prima che le pomici li e prima che le nubi ardenti scendessero ad alta velocità lungo le pendici del vulcano in direzione di Napoli. Oggi, se si verificasse un' eruzione del genere la popolazione avrebbe tutto il tempo di evacuare. Dopo l'eruzione di Avellino tutta l'area è rimasta abbandonata per 230 anni, la cenere aveva creato il deserto, neppure oggi si potrebbe recuperare in poco tempo.

GIORGIA C.
5a D

La radio, amata e ascoltata dagli italiani

Secondo un'indagine è emerso che, per gli italiani, la radio è il mezzo di comunicazione più diffuso.
Pare che alla gran parte della popolazione riesca a trasmettere diverse emozioni positive, come allegria e felicita'. Permette inoltre di sentirsi in compagnia, di evocare ricordi personali e di sviluppare la propria fantasia grazie al fatto che non trasmette alcuna immagine.
Essa pertanto, al contrario della televisione, ci risparmia la vista di immagini cruenti, angoscianti e ansiogene.
Per alcuni, risulta noiosa e irritante; altri l'ascoltano per tenersi informati sulla cronaca quotidiana e sugli avvenimenti culturali.
Sui giovani, addirittura, ha un effetto rilassante ed eccitante, soprattutto sulle ragazze tra i 15 e i 34. Come dichiarato dal presidente di Astra, Enrico Pinzi, la televisione comporta l'impiego di due sensi, vista e udito, non permettendo l'adempimento di altre occupa/ioni quotidiane; al contrario, la radio si deve solo ascoltare, quindi consente di compiere altre mansioni. La radio è ascoltata in diversi luoghi, come, in auto, a casa o sul posto di lavoro. A volte alcuni ragazzi l'ascoltano anche a scuola con l'auricolare.         GIORGIA C. 5^D

PERICOLO ESTINZONE
800 specie a rischio

Sono più o meno 800 le specie animali che stanno per scomparire dalla faccia della terra. E' questo il risultato ottenuto da una ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Science " abbiamo studiato 595 aree del pianeta e ora abbiamo capito quali specie viventi si stanno estinguendo" dice Stuart Butchart. Purtroppo ci sono moltissime aree del pianeta dove le specie in estinzione sono numerose come a Massif de la Hotte (ad Haiti) dove ci sono 13 specie a rischio di estinzione. I ricercatori si sono limitati a studiare ì1% delle specie viventi in cui hanno avuto sufficienti informazioni a livello mondiale. "Se si dovessero guardare tutti i dati ottenuti su ogni specie si arriverebbe a miliardi di animali in estinzione. tutta colpa dell' uomo" spiega Butchart. I luoghi dove ci sono maggiori specie a rischio sono nelle zone tropicali proprio perché la densità dell' uomo è maggiore e poco protetta. Il paese che ha il maggior numero di specie a rischio è il Messico. In Italia è stato accertato che c' è una pianta ad alto rischio
D'estinzione: si tratta di una conifera. Cosa fare? John Fa del Durrell Wildlife spiega: "La cosa da fare non è solo quella che punta a salvaguardare il singolo animale, ma di far capire alla gente quanto sono importanti le specie viventi". Alcuni paesini del Madagascar sono riusciti a capirlo e hanno fatto piccoli sforzi finanziari, non solo per proteggere le specie in pericolo, ma anche per la costruzioni di scuole, pozzi d' acqua e per altre iniziative importanti per la gente. Le cause principali sono diverse, molte e complesse. Si parte dalla perdita dell' habitat, alla commercializzazione,alle malattie e all' introduzione di specie compromettenti; la causa più brutta e crudele è la vendita delle pellicce. Gli animali a maggior rischio sono gli anfibi, che costituiscono il 51% degli animali a rischio di estinzione. I ricercatori dicono che niente è perso, perché alcune specie potrebbero essere salvate, però ci deve essere un mondo senza: smog,inquinamento marino e distruzione di fauna e flora.
Emiliano R. 5^D

VIETATO PROTEGGERLI TROPPO:
COSI' I BAMBINI CRESCONO OTTIMISTI


Alla ricerca del bambino sognato: quello ottimista, che impara da errori e fallimenti a gestire le difficoltà della vita dalla culla in poi, senza che la famiglia faccia un dramma se non riesce in tutto al primo colpo e stia a rassicurarlo ogni istante.Un figlio che cade e si rialza, sbaglia e si corregge senza che un genitore apprensivo gli abbia già risolto tutto, parato i capitomboli, anticipato i desideri, trovato la soluzione a problemi che neppure si sono ancora presentati.
A raccontare " Come crescere un bambino ottimista" capace di imparare a padroneggiare la sua vita, è un libro Kupfer ad opera dello psicologo americano Martin Seligman.
Il creatore della psicologia positiva, con trent'anni di studi e migliaia di casi alle spalle, accusa i genitori della boom generation di aver troppo protetto i piccoli creando così dei depressi, e in trecento pagine fra casi, esempi, e test racconta ai futuri mamme e papà come comportarsi per il bene dei loro piccoli.
La sua ricetta infatti è quella di lasciare sbagliare e fallire il bambino senza proteggerlo troppo. "Perché se risolvete tutto, invece di aiutarlo, gli comunicate l'impressione di essere un incapace, gli trasmettete una sensazione di impotenza, di non controllo sulla propria vita". E questo lo porterà ad appoggiarsi agli altri, a rinunciare ad impegnarsi: l'idea di non avere controllo, secondo Seligman, produce infatti passività e depressione.
Invece i bambini hanno bisogno di sbagliare, di non riuscire, hanno bisogno di sentirsi arrabbiati per questo.
Quando sono troppo protetti dalle emozioni negative, dal fallimento, si privano della capacità di imparare. E se davanti ad un ostacolo o a un errore i genitori si precipitano ad addolcire la pillola con congratulazioni insincere, indeboliscono la loro autostima come se li umiliassero.
L'autostima si costruisce dopo avere affrontato battaglie e raggiunto traguardi con le proprie forze, dice convinto Seligman, che cita Aristotele: "la felicità non è un'emozione che possa essere disgiunta da ciò che si fa".
E quindi basta complimenti ad ogni passo, neanche avesse scalato il K2- I bambini hanno il senso della realtà: finiranno per non credere piu'ai genitori: basta elogi spropositati ad ogni disegno, anche se cuore di mamma lo vede come un'opera degna di Picasso.
Non proteggetelo neppure dalle emozioni negative, insiste lo psicologo: " Ansia, depressione e rabbia sono utili, ci spingono a prendere provvedimenti per cambiare noi stessi e il mondo che non ci piace e ci fa soffrire.
Come educare all'ottimismo dunque? Bisognerebbe dire ai genitori di insegnare ai figli a riconoscere i pensieri che frullano nella loro testa quando si sentono abbattuti. Sono quei pensieri che condizionano lo stato d'animo, il comportamento.


ANDREA 5^C

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