RICORDI DI DAVAR

 

 

Prefazione

- Dobbiamo sposarci al più presto.
- Sei incinto?
- No, ci trasferiamo in Liberia
- DOVEEEE??????

Fu così che cominciò la mia avventura africana.
 

Della Liberia sapevo soltanto che era uno dei principali "paradisi fiscali" del mondo, per la concessione dell'uso della propria bandiera a flotte mercantili private....non conoscevo ancora niente di quel territorio grande circa un terzo dell’Italia, sulla costa atlantica dell'Africa occidentale, tra la Sierra Leone, Guinea e Costa d'Avorio.
Un paese ricco di giacimenti minerari, caucciù, oro e diamanti, col suo clima tipicamente equatoriale, Monrovia è una delle capitali più umide dell'Africa.

La Liberia nacque a metà del XIX secolo dall'unione di due colonie private statunitensi: l'«American Colonisation Society», che comprando una parte della Sierra Leone, fondò una colonia per gli schiavi negri affrancati, divenendo così, nel 1847, nazione indipendente chiamata
"Liberia", per darle il carattere di "terra degli uomini liberi", con capitale Monrovia (dal Presidente USA Monroe)
Forse il ‘rimpatrio’ proposto di parecchi milioni di Afro-Americani, molti dei quali già discendenti di seconda o terza generazione era il metodo migliore per impedire la loro emancipazione negli USA e così evitare l’integrazione e il riconoscimento agli Afro-Americani di pari dignità di cittadinanza. Sicuramente l’idea era a tutti gli effetti non realistica; infatti furono "rimpatriati" non più di 13.000 emigranti.
Chiara la predominanza dell'elemento nero-americano (5% della popolazione) su quello autoctono: una Costituzione stilata su modello statunitense, l'inglese come lingua ufficiale e il protestantesimo come religione di stato. La popolazione indigena è sempre stata sostanzialmente esclusa dalla vita politica e pubblica, non avevano nemmeno il diritto di voto (fino al 1951). Questo in uno scenario di perenne guerre tribali (soprattutto tra la tribù Kran e le tribù del nord Gio e Mano); insomma....una polveriera che scoppiò con la guerra civile degli ultimi anni cominciata proprio col colpo di stato di Samuel Doe, il primo leader liberiano non discendente dagli schiavi liberati.

Dopo un lungo viaggio, Firenze/Linate, volo per Madrid, Madrid/Las Palmas-sosta a Dakar, finalmente arrivai a Monrovia pronta per la grande avventura ma, all'uscita, m'investì un tale tanfo di aria appiccicosa e stagnante dal forte odore di muffa, spezie e.....immondizia che mi fece involontariamente arretrare di un passo.

Un uomo e una donna ci vennero incontro sorridenti: l'uno perché finalmente l'indomani sarebbe tornato a casa, lasciando il suo posto al successore; l'altra per pura professionalità di segretaria.
Non riuscivo a seguire tutto quello che ci stavano dicendo, ubriaca di colori (mammamia, quanti neri!!), odori e...afa afa afa.
- Bla bla bla....non si sta male, basta rispettare alcune regole...e non dimenticare mai la pasticca contro la malaria. L'altro giorno è morto un inglese di febbre gialla, ma capita raramente.
(ah...ora sono proprio tranquilla)
- Troverete alcuni inviti, uno dei quali dall'Ambasciata Italiana per festeggiare il 2 Giugno. Tanto per darti una dritta io mi metterò un tubino nero con....
- Io invece lo stesso che vedi ora; i bagagli non sono arrivati....
- Bla bla bla....questo è il vostro appartamento. Meglio evitare la villa, qua è pieno di mamba velenosissimi (settepassi); e questo è il vostro boy, si chiama Zabò.
- Gumono misì
- EHHH???????
- Ha detto good morning missis, devi imparare l'inglese locale! Zabò verrà tutte le mattine dalle otto fino al tramonto; se avete bisogno di lui di sera dovrete riaccompagnarlo in macchina; i liberiani non si avventurano di notte a piedi, temono di trasformarsi in merce per la magia nera.
- ?????
- Ma sì! organi umani per i loro riti. I più quotati sono il fegato (coraggio) e il cervello (potere)
- Acc.........e noi?
- Noi? gli organi di un bianco valgono meno di una cicca (ke kulo!)
- Ok, vi lasciamo, questa è la chiave della vostra macchina (una mercedes???? wowwwww), ci vediamo domani mattina per un giro di spese.

Dove sta il famoso cielo africano?

Costruzioni disordinate e orribili, smog, traffico intenso. Non ci sono mezzi pubblici e tutti usano il taxi; centinaia di taxi!

Bande musicali per ogni occasione: matrimonio, funerale, feste civili e religiose; tutti si riversano per le vie cantando e suonando. Majorettes e tamburini, divise rosse, pon pon, bottoni dorati. Tutti ballano, persino le donne che portano i loro piccoli sulla schiena. Sembrano comparse di "Via col vento", stessi tratti somatici. Ecco, quella è la Mamy di Rossella, fazzoletto annodato in testa, dai colori vivaci come il suo pareo; tutte indossano grandi teli variopinti.
Un cocktail di figure umane più disparate fanno da cornice: stonati bianchi in giacca e cravatta; mandingo, i diamanteri locali, che sotto il lungo caftano nascondono i preziosi sassolini, e tanti tanti libanesi, che praticamente hanno in mano il commercio del paese.
Sono i libanesi cattolici scappati dalle persecuzioni e massacri, in eterno rimpianto per la loro bella terra governata da islamici di stampo fondamentalista.....
 

- O noi o loro!
"Loro" erano i nostri coabitanti: le cucaraches e le termiti.
Si distinguevano per categoria: c'era il gruppo che viveva nella dispensa, divorando ferocemente tutto quello che c'era da mangiare; il gruppo appartato, troppo superiori per mescolarsi con la plebe; il gruppo bellicoso dalla furia omicida; c'era invece chi faceva la bella vita nel villaggio turistico "finestraosolemio" in topless e occhiali da sole, e chi invece.....hem.....dalla mattina alla sera, sfornando centinaia di insetti. Una convivenza impossibile, una battaglia persa.....ovvia la risposta.....

Il nuovo appartamento era in una palazzina appena costruita da Romano; un italiano di nascita e africano di adozione.
Mi piaceva quello stile pazzesco afroamericoitaliano, nel bagno c'era persino il bidet!!!! e l'unico rappresentante del regno animale era un geco che dal soffitto della camera da letto mi lanciava tutte le sere la buonanotte.
Dalla grande terrazza si poteva godere lo spettacolo dell' indimenticabile tramonto africano sulla terra arida, rossa. Sullo sfondo la foresta tropicale.
Immediata l'amicizia con i miei coinquilini: accanto c'era una coppia egiziana con base forzata a Milano, i Cava, scappati dall'Egitto dietro convincente invito di Nasser. Sopra due giovani sposi svedesi; quando usciva il marito, entrava un bellissimo africano alto due metri. Pensavo fosse il boy per le pulizie, ma dai rumori e gli urli che mi arrivavano non ci doveva essere molta nettezza in quella casa. Sempre al piano superiore viveva un pakistano sposato con una giovane romana; ricordo sempre il suo anello con minuscoli campanelli che agitava spesso, le prime tre dita unite e mignolo arricciato, davanti al viso del marito  riprendendolo con un "aò, machettestaiaddì!" e facendo tintinnare i campanellini. Rimpiango ancora il suo pollo al curry.

In mansarda, una coppia di Cipro, con pargoletto di pochi mesi.

- Tanto prima o poi anche voi avrete la visita dei ladri; ormai in questo palazzo manca solo il vostro appartamento.

...........i coinquilini gentilmente ci avevano avvisati.........
....e da quel momento i miei sonni tranquilli si trasformarono in veri e propri incubi. Tutte le notti mi svegliavo urlando "c'è qualcuno in casa!" ma alla risposta assonnata "dormi che ti passa" mi riaddormentavo.
Quella volta però.....

- Hanno forzato la saracinesca del negozio con questo!
Urlava il libanese agitando un piede di porco di quattro cm di diametro.
Era venuto a denunciare il sinistro ancor prima di chiamare la polizia. Tanto un verbale lo si poteva sempre comprare. In Liberia si poteva corrompere tutto, lo sapevano tutti, lo sapevo pure io quando comprai la patente con una manciata di dollari americani.

Il piede di porco stava sotto il nostro letto da un paio di settimane quando sentii quello "scrasch" di vetro rotto, seguito da un "ahurgt" (non so tradurre la parolaccia) inquietante.
In due, spranga alla mano, controllammo ogni angolo della casa, poi la terrazza, e finalmente le tracce di sangue ci portarono al traliccio, troppo vicino alle terrazze, complice dei ladri che avevano preso la nostra palazzina per un free shop.
Romano il costruttore prese subito i necessari provvedimenti e da quel momento, per diverso tempo, tutte le notti si poteva sentire un "ahurgt" rassicurante; la leggera scossa elettrica era un bel deterrente.
Gli indigeni erano davvero terrorizzati dall'elettricità e se ne tenevano decisamente alla larga. Zabò non sfiorava mai un interruttore, e pur di non passare davanti ai condizionatori faceva dei giri stravaganti, anche se ormai finalmente, pur con molta circospezione, toccava l'interno del frigorifero......ma lo spogliatoio con la stufetta luminosa per asciugare l'umidità NO! quella porta era completamente ignorata. Anche quando si addormentava improvvisamente appoggiato al muro, stava sempre nella parete più lontana!

Impossibile fare una passeggiata; il clima tropicale è opprimente. Nella stagione secca l'aria è irrespirabile, mentre nella stagione delle piogge i rovesci sono imprevedibili e violenti: cominciano e finiscono all'improvviso, in un secondo si è grondanti, l'attimo dopo schifosamente asciutti.
Impossibile andare in spiaggia; una sofferenza per la mia pelle chiara. Non è neppure consigliabile immergersi nell'oceano, paradiso per i surfisti, ma certamente non per una inesperta nuotatrice; ci sono molti frangenti che rompono chiamando una forte risacca. Inoltre incontri ravvicinati con barracuda e razze fanno passare del tutto la voglia di un bagno.
Che fare tutto il giorno?

.....davvero folle accettare un lavoro così delicato col mio inglese, ma ho sempre amato le sfide.

Il mio ufficio è luminoso e confortevole; un'ampia scrivania, una comoda poltrona e...un dattilografo/segretario personale: Momo*. Il suo ticchettìo ritmato mi tiene compagnia: tictictictictic, veloce e preciso, tictictic... tictic...tictic...tic..ti....t.......
- MOMOOOOOOOOOOOOOOOOO
tictictictictictictic
Pare sia a causa del clima.....ma come mai si addormentano solo loro?

*Il dattilografo Momo fu assunto in Sede dietro nostra segnalazione. Durante la rivoluzione tutte le compagnie straniere chiusero i battenti. Ignoro la sorte di Momo

- Amore devo andare in Italia per dieci giorni
- E mi lasci sola?
- Non è grave, dai. Ormai sei brava con le RCA e i coupon. Se c'è qualche problema prendi tempo e per le urgenze puoi sempre chiamare Ruggero.

Ruggero era lo scapolone più corteggiato del paese. Incanutito precocemente, sguardo azzurro e intrigante, a trentatre anni era nel pieno del suo fascino. Tutte le donne, sposate e non, gli scodinzolavano intorno gareggiando per ottenere un po' di attenzione.
Da noi era di casa; entrava e usciva quando voleva. Ormai era il nostro fratellone adottivo.

"Tzè, non posso andare in giro da sola, non posso guidare, non posso andare al mare, questo è pericoloso, non essere imprudente.....poi mi lascia sola dieci giorni! Ruggero è premuroso e pieno di attenzioni, ma non basta...."
Stavo percorrendo il breve tragitto dall'ufficio a casa, ed ero talmente assorta che sobbalzai quando le macchine si fermarono improvvisamente: erano due veicoli neri con bandierine sul cofano e tendine ai finestrini. Da un'auto balzarono giù quattro uomini, dall'altra l'autista aprì lo sportello a un liberiano: elegante, sorriso a settantacinque denti, mi abbordò con un inglese da Haward invitandomi a casa sua per un the (o per ammirare la sua collezione, non ricordo bene)....aveva qualcosa di déja vu....
Mi resi subito conto che non era proprio il caso di scherzare; il tipo era nientedimenoche  W. Tolbert, il vicepresidente della Repubblica Liberiana, poi Presidente dal 1971
Naturalmente balbettai che in quel momento avevo un impegno "improrogabile" e lo ringrazia cortesemente aggiungendo che ci sarebbe stata sicuramente un'altra occasione.
Il giorno dopo trovai sulla scrivania l'invito per un ricevimento al palazzo.....ma questa è un'altra storia.....

*Il presidente William Tolbert e 13 ministri del suo governo furono giustiziati sommariamente sulla spiaggia di Monrovia nell'aprile 1980 durante il colpo di stato degli autoctoni.

La cartolina veniva da Torino.
C'era scritto "Mi sono sposato - Ruggero"

- Sarà vero?
- Figurati! è in vacanza da dieci giorni!
- Uno dei suoi soliti scherzi?
- Lo sai, è fatto così....tra dieci giorni sarà qua a raccontarci che si è sposato con la signora brunella di montalcino annata 1955

All'aeroporto ci venne incontro con aria raggiante

- Ragazzi è incredibile, mi sono innamorato come un ragazzino di primo pelo. L'ho incontrata a un party e il giorno dopo ci siamo sposati.
- E chi è questa fata?
- La figlia di xxxx yyyyyy
- Azz....farai il principe consorte?
- I patti sono chiari: lei ora è la signora Ruggero. Ha già fatto le vaccinazioni, mi raggiungerà appena possibile.

Alla prima occasione mi presentò Wilma....e fu subito AMICIZIA

- Voglio il matrimonio religioso, e voi sarete i testimoni
- Non possiamo, lo sai, non vi permetteranno due testimoni ebrei.
- Questo lo dici tu.....

In quattro varcammo la soglia della chiesa, gli sposi e noi due: testimoni e fotografi.

- we'r here....
- wait a minute.....CLIC
- God the Father...
- wait......CLIC

Si festeggiò nell'unico locale decente della città: la discoteca di Monique. Strano l'atteggiamento di Wilma con Monique....si comportava come una donna gelosa......strano davvero....

- Wilma....abbiamo combinato un pasticcio.......non so come dirtelo.....
- Provaci...
- Hem...hem....
- Coraggio! respiro profondo e via
- Lamacchinafotograficaerasenzarotolino
- NOOOOOOOOOOOO!!!!!
- Potrai mai perdonarmi? Le foto del matrimonio...... un disastro irrimediabile
- Questo lo dici tu.....

Stavolta eravamo in cinque in quella chiesetta: gli sposi, noi e il fotografo!
Stessi vestiti....rito abbreviato....


- Ciao Orny, sono venuta a salutarti, vado a Torino, ho prenotato un volo per domani
- Come mai questa decisione improvvisa? E' successo qualcosa?
- No, ma devo andare....è il mio destino
- Il tuo destino è quello di festeggiare con noi il nostro primo anniversario di matrimonio, tra dieci giorni.
- Ci sarò, e porterò i tortelli fatti in casa.
- Allora PUOI andare hehehe. Preparo il coupon?
- No, se l'aereo cade non voglio procurarvi grane.
- Si vabbè. Allora il 6 sera metto l'acqua a bollire per i tortelli.

6 Marzo, ore 09:00 -  avevo l'appuntamento con la parrucchiera ed ero in ritardo quando suonò il campanello.
"Eccola, è tornata! Che dolce! è passata a salutarmi prima di raggiungere la sua casa"
- Zabò, I open - (che cavolo d'inglese! ma altrimenti non mi capisce!)
- Ruggeroooooo, che ci fai qua?
- L'aereo è caduto
- STUPIDO, IDIOTA, IMBECILLE, SEMPRE CON QUESTI SCHERZI CRETINI.
Non sapevo dove andavano a colpire i miei pugni, mi bloccai quando mi resi conto che non si riparava.....

....mi fermo qua.....

Wilma, amica mia, finalmente sono riuscita a parlarne. Mi perdoni vero?

- Ruggero si unì in matrimonio dopo sei mesi con Monique (anche questo un presagio?). Una sera ci confidò perché si era risposato.....e finalmente pianse.
Ora vive in USA con la quarta moglie.

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Quando Sekou Touré interrogò il suo pupillo se voleva andare all'università di Parigi o quella di Roma, il giovane si chiese dove avrebbe trovato le donne più belle del mondo e dove il vino più buono.....preferì Roma.
Alpha Thiam era un principe guineano fiero e intelligente che pur vivendo in un paese estremamente povero, faceva parte della classe privilegiata protetta dal Presidente.
 

La popolazione della Guinea stava pagando duramente la scelta di Sekou Touré; questi aveva infatti rifiutato la strada dell'autonomia nell'ambito di una comunità franco-africana offerta da de Gaulle, preponendo "la libertà (SUA) nella povertà alla libertà in catene". Così l'apparato amministrativo francese e i burocrati coloniali se ne andarono, pensando bene prima di distruggere completamente gli archivi civili e le attrezzature militari, arrivando perfino a tagliare le linee telefoniche. I cittadini francesi scapparono portando con sé enormi capitali....e provocando il crollo dell'economia del paese.
 

Ma Alpha aveva altro da pensare; ormai il suo futuro era già pianificato: si sarebbe laureato in scienze politiche e avrebbe girato il mondo come ambasciatore.
All'università conobbe Sandra, bionda occhi azzurri, e terminati gli studi si sposarono.
In quei cinque anni italiani però Alpha capì cos'era veramente la democrazia, la libertà di azione e di parola; si rese conto che il governo Touré, scegliendo il modello socialista cinese, era diventato uno dei maggiori trasgressori dei diritti umani nel mondo, e decise che era giunto il momento di cambiare qualcosa nel proprio paese.
Tornò nella tanto amata terra con la moglie e la bambina appena nata, un cioccolatino al latte con ricci capelli biondi e occhi azzurri; assai disdicevole per un principe di casta. Si afferrò subito che il Dr. Thiam aveva tutte le intenzioni di combattere quel governo oppressore e Touré riconobbe nel giovane pupillo uno dei suoi maggiori oppositori. Usò quindi il suo metodo ormai provato: isolò la famiglia portandoli letteralmente alla fame e alla disperazione. Pensava con questo che il ragazzo si "ravvedesse"; in fondo aveva investito un capitale su di lui, non conveniva sopprimerlo.
Dopo alcuni anni di lotta per la sopravvivenza Alpha si rese conto che se voleva continuare a combattere non poteva rimanere in quelle condizioni, Sandra era di nuovo incinta di sei mesi ed era dimagrita di dieci chili. Idearono un piano di fuga. Sandra dichiarò al governo che voleva separarsi dal marito e tornare in Italia. Felici di sbarazzarsi di quell'incomodo che, certamente, aveva influito sui traguardi del buon principe, le prenotarono immediatamente un volo
Conakry/Milano, con sosta a Monrovia.....dove Sandra si fermò in attesa dello sposo. Affamata e distrutta, si rivolse all'Ambasciata Italiana, e tutta la comunità gareggiò per aiutare la giovane donna.
Intanto Alpha andò dallo stregone; solo lui poteva aiutarlo.
Quando tornò nella sua capanna aveva con sé una testa di gatto e una formula frettolosamente segnata su un pezzetto di carta. Accese il fuoco, vi pose una pentola con l'acqua dove vi immerse la testa. A cottura ultimata prese il cranio spolpato leggendo la formula, e lo mise in tasca. Ora doveva fare la prova decisiva: uscì dalla capanna e si recò al mercato (a lui vietato). Sembrava proprio che la magia funzionasse: nessuno lo vedeva, era diventato invisibile!!!!
Senza indugi passò la frontiera e, a piedi, raggiunse Monrovia e la moglie.

- Il racconto della "magìa" è stato confermato da Sandra
- Alpha non abbandonò mai la lotta. Mio marito lo assunse come "aiutante" e Alpha, grato, gli giurò la poltrona di primo ministro il giorno in cui sarebbe salito al governo
- Dietro nostra segnalazione Alpha si recò a Firenze per un eventuale ingaggio in sede. In quei giorni io ero in vacanza dai miei genitori. Mi mandò un enorme mazzo di rose rosse con invito a cena. Fu una serata assai piacevole (mammina non approvò)
- In quell'occasione l'ho visto per l'ultima volta. Ignoro la sua sorte e quella della famiglia.

 

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