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Etimologicamente
"cavallaro" è il termine più arcaico per
definire il "cavallaio".
Letteralmente
il cavallaro (o cavallaio) era anticamente e in alcuni luoghi
anche oggi, il guardiano dei cavalli in pratica il
mandriano.
In sostanza il cavallaro è colui che non solo "va a
cavallo" o pratica l’equitazione, ma soprattutto alleva e
accudisce la sua cavalcatura.
Alcuni
forse tengono il proprio animale in maneggio, altri un po’ più
fortunati (come me) forse hanno anche una stalla e un paddock.
Il
punto comunque è che chi decide di possedere un cavallo, visto
che nella maggioranza dei casi proprio di scelta si tratta
piuttosto che di necessità, deve potergli garantire il massimo
benessere.
Era una volta che si tenevano
i cavalli per necessità, forse per lavorare nei campi o come
unico mezzo di trasporto.
Oggi, almeno dalle nostre parti, non è più cosi ecco quindi che chi possiede un animale
si deve assumere delle responsabilità, tra
queste garantirli la migliore condizione di vita.
La
società mondiale per la protezione degli animali da delle
indicazioni su quali libertà si deve garantire agli animali:
Libertà dalla fame e dalla sete.
Libertà dallo sconforto.
Libertà dal dolore, gli incidenti e le malattie.
Libertà dalla paura e dallo stress.
Libertà di esprimere il normale comportamento.
Personalmente
qualora non riuscissi a garantire questi diritti al mio cavallo lo
darò a qualcun altro che potrà farlo.
Proprio per questo ho costruito delle strutture che garantiscano
ai miei animali l'adeguato benessere.
Dopo
questa premessa, a mio avviso doverosa, vi racconto un pò di me:
Sono salito per la prima volta in groppa a ad un cavallo all’età
di 14 anni.
Nei pressi di casa mia un altro "cavallaro" prese in
affitto un podere per allevare i suoi due cavalli. Possedeva uno
splendido arabo e una cavalla siciliana dall’indole docilissima.
È con questa cavalla, di nome Romana,
che questo signore mi ha insegnato a cavalcare, in cambio di una
mano in scuderia, o stalla, in quel caso.
Ma
a causa di vari motivi non ho più potuto coltivare questa mia
passione… finché nell’ottobre 1999 , tramite un amico, mi fu
regalata una vivacissima argentina di nome Fiammetta.
Che purtroppo mi è morta nel settembre 2001. Ho subito
ricomprato un altro cavallo, Brio. Anch’esso
vivacissimo (come piacciono i cavalli a me) ma molto obbediente e
affettuoso.
Ma
ahimè, ormai ho 35 anni e molte responsabilità, quindi l’unica
cosa che mi resta, è fare il cavallaro. Cerco di cogliere ogni
occasione per poter uscire a fare una passeggiata magari in
compagnia di qualche altro amico cavallaro.
Nel
frattempo mio figlio, Alessandro,
stà manifestando la mia stessa
passione, e frequenta con gioia una scuola di equitazione.
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