provincia di taranto
Sviluppo del sistema
universitario jonico
Indagine tecnica
Stato di Fatto
e
Proposte Preliminari per lo Sviluppo
Coordinatori per la Provincia di Taranto:
Dott. Pietro CAPUZZIMATI
Dott. arch. Roberto Di GIACINTO
Consulenza tecnica:
Dott. ing. Gianfranco TONTI
Dott. arch. Pierfrancesco GAETANI D’ARAGONA

Indice
Elenco Tavole e Documenti Allegati *
Le sedi universitarie in italia *
Il Sistema Universitario Tarantino: Stato di Fatto *
Analisi della Popolazione Universitaria Tarantina *
Elenco Tavole e Documenti Allegati
Tav.1 La popolazione universitaria della provincia di Taranto iscritta a Bari.
Elenca il contributo che ciascun comune della provincia di Taranto fornisce alla popolazione universitaria barese.
Tav.2 Strutture utilizzate per l’istruzione universitaria a Taranto.
Presenta le strutture attualmente sede di istruzione universitaria a Taranto.
Tav.3 Strutture utilizzabili per l’istruzione universitaria a Taranto.
Presenta le strutture che si ritiene siano utilizzabili per l’istruzione universitaria a Taranto, esaminando sia quelle esistenti da confermare sia quelle potenzialmente utilizzabili.
Tav.4 L’istruzione universitaria a Taranto.
Evidenzia il panorama completo delle strutture universitarie tarantine, sia quelle utilizzate sia quelle utilizzabili, indicando per ciascuna di esse la ipotizzata funzione all’interno dell’insediamento universitario.
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Allegato A |
Il sistema Universitario in Italia. |
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Contiene le principali informazioni relative all’ordinamento universitario italiano. Descrive l’attività di organismi, nazionali e locali, di governo dell’università. |
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Allegato B |
Le sedi universitarie in Italia. |
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Indica le sedi di tutte le strutture universitarie italiane. Le tabelle in esso contenute elencano: gli atenei statali, i non statali, i politecnici, le scuole superiori. L’ultima tabella riporta, per ciascuna città, l’università e/o le sedi distaccate in essa presenti. |
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Allegato C |
Corsi universitari secondo le aree didattico-culturali e sbocchi professionali. |
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Elenca tutti i corsi di laurea, i diplomi universitari e le scuole dirette a fini speciali esistenti in Italia. I corsi universitari sono organizzati e ordinati per area didattico-culturale di appartenenza. A ciascun corso vengono associate informazioni relative ai possibili sbocchi professionali. Ove esistenti, sono riportate le rilevazioni ISTAT relative alla percentuale di laureati che a tre anni dal conseguimento del titolo di studio svolgono attività lavorativa. Sono riportate le sedi di ciascuno dei CdL e DU presenti in Puglia, Basilicata, Calabria. |
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Allegato D |
Rilevazioni iscritti al 31/01/1999. Laureati anno solare 1998. |
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Riporta i laureati e gli iscritti a ciascun CdL. Le informazioni sono ordinate sia per nome del corso sia per numero di iscritti. L’ultima pagina contiene un prospetto riepilogativo sintetico relativo al numero di studenti iscritti (iscritti, matricole, in corso, fuori corso) ai CdL, DU e SDFS. |
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Allegato E |
Tabellazioni statistiche nazionali. |
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Riporta i dati, di fonte MURST, relativi alla popolazione studentesca iscritta ai corsi universitari italiani nel 1998-1999. Le 14 tabelle incluse evidenziano differenti aspetti della situazione universitaria: studenti iscritti, in corso, fuori corso, laureati, composizione per sesso, iscritti per gruppi di corso; iscritti per sede, per facoltà, etc. Sono inoltre evidenziate le variazioni percentuali relativamente agli anni immediatamente precedenti. |
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Allegato F |
Valutazione dell’efficacia dell’istruzione universitaria rispetto al mercato del lavoro. |
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Si tratta di uno studio realizzato dall’Osservatorio per la valutazione del sistema universitario, per conto del Ministero per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica. Nel documento vengono analizzati i dati ISTAT relativi alla condizione occupazionale degli studenti che hanno completato il corso di studi universitari e propone interessanti valutazioni, anche di ordine metodologico, rispetto alla interpretazione dei dati disponibili. |
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Allegato G |
Condizione occupazionale dei laureati 1997 e 1998 ad uno e due anni dalla conclusione degli studi. |
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Si tratta dell’analisi della condizione occupazionale dei laureati delle università aderenti al progetto AlmaLaurea. Al momento della redazione dell’indagine gli atenei coinvolti nel progetto erano 13 ed il campione di laureati di riferimento era pari a circa 18000 unità. |
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Allegato H |
Sedi universitarie per popolazione dei capoluoghi di provincia. |
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Include due elenchi ordinati per popolazione del capoluogo di provincia: quello delle sedi universitarie; quello delle città. Da tali elenchi si evidenzia la collocazione di Taranto, 16a per popolazione fra le città italiane e 1a fra quelle non sede di autonoma struttura universitaria. |
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Allegato I |
Tabellazioni statistiche della popolazione universitaria tarantina. |
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Contiene tabella ricavate dallo uno studio predisposto da Gianluca Lovreglio, relativo agli studenti tarantini iscritti all’Università ed al Politecnico di Bari. I dati relativi alla sede barese – in assenza di un’analisi relativa alla totalità della popolazione universitaria tarantina – sono di particolare interesse in considerazione del rilievo che essa ha per gli studenti tarantini, a causa sia della vicinanza fra le due città, sia della ampia offerta di corsi presenti in Bari. |
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Allegato J |
Criteri per la graduale separazione degli atenei sovraffollati. |
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E’ un documento redatto dall’Osservatorio per la valutazione del sistema universitario, nel quale, con riferimento alla problematica della separazione degli atenei sovraffollati, vengono esposte valutazioni relative alla opportunità, alle procedure ed alle difficoltà che le esperienze sin qui realizzate hanno evidenziato. |
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Allegato K |
Corsi universitari con sede nelle regioni di Puglia, Basilicata, Calabria. |
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Elenca, ordinandoli per aree didattico-culturali, tutti i corsi di laurea e di diploma universitario presenti nelle tre regioni di Puglia, Basilicata e Calabria. A ciascun corso sono collegate tutte le sedi presenti nelle tre regioni. |
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Allegato L |
Corsi universitari non aventi sede nelle regioni di Puglia, Basilicata, Calabria. |
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Elenca, ordinandoli per aree didattico-culturali, tutti i corsi di laurea e di diploma universitario non attivati nelle tre regioni di Puglia, Basilicata e Calabria. A ciascun corso così individuato sono associate informazioni relative ai possibili sbocchi professionali ed alle rilevazioni ISTAT relative alla percentuale di laureati che a tre anni dal conseguimento del titolo di studio svolgono attività lavorativa. |
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Allegato M |
L’edilizia universitaria in Taranto |
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Contiene una cartella per ognuna delle strutture individuate come possibile sede di istruzione universitaria. Ciascuna delle strutture è descritta per mezzo di tutte le principali informazioni oggi disponibili, fra le quali i dati metrici più significativi, alcune indicazioni relative alla tipologia di insediamento in essa realizzabile, i tempi tecnici ed i costi stimati necessari per l’adeguamento della struttura alle funzioni ipotizzate. Sono inoltre riportate alcune proposte di trasformazione di aree in insediamenti attrezzati per la realizzazione di attività varie (campus, CUS, centri di ricerca). |
Premessa
Il presente documento si propone di fornire supporto tecnico all’azione che la Provincia di Taranto, come dimostrato anche dalla delibera di Giunta Provinciale che affida l’incarico di consulenza del quale il presente documento è il prodotto, sta svolgendo per conseguire il risultato di fare di Taranto una Sede Universitaria.
Infatti attualmente Taranto non ha ancora ottenuto il riconoscimento di Sede Universitaria, nonostante la città ospiti da tempo alcuni Corsi di Laurea e Diplomi Universitari e si sia inoltre proposta ed attivata, attraverso gli Enti Locali ed i Rappresentanti Istituzionali, per l’ampliamento dell’offerta di istruzione universitaria.
In tal senso appare significativo evidenziare che:
Stato Attuale
L’offerta dell’istruzione universitaria a Taranto è sinteticamente riepilogata nella Tabella 6 a pag. *, nella quale sono evidenziati i Corsi di Laurea, i Diplomi Universitari, la Scuola Diretta a Fini Speciali, e, per ciascuno di essi, sia la facoltà e l’università di riferimento sia l’indirizzo della struttura che lo ospita (per la collocazione sul territorio delle strutture si veda la Tav.2).
La popolazione universitaria relativa alla città di Taranto può essere descritta per mezzo dei seguenti dati (si vedano in proposito le tabelle dell’Allegato I):
Proposte per lo Sviluppo
Nel presente documento sono state preliminarmente configurate alcune proposte di sviluppo relative all’insediamento universitario in Taranto.
Tali proposte riguardano (v. Tav.3 e Allegato M):
Approfondimenti
Si è ritenuto utile integrare la proposta qui presentata con una serie di dati, riepilogati negli Allegati A÷M, descriventi il fenomeno universitario in Italia ed a Taranto (per una rappresentazione sintetica dei loro contenuti si veda quanto riportato a pagina *.

Il sistema universitario italiano, costituito da un totale di 77 Istituti di istruzione universitaria, è articolato in (per l’articolazione degli organismi universitari e dei loro rapporti, si veda l’ Allegato A "Il Sistema universitario in Italia"):
In dettaglio le strutture sopra elencate sono riportate nelle tabelle dell’Allegato B "Le sedi universitarie in Italia", ove sono indicate le sedi statali (63), le non statali (14), e tutte le località sede di corsi universitari. L’esame dell’ultima delle tabelle dell’allegato (pag.5) evidenzia che le sedi di corsi universitari sono 218 distribuite in 163 località.
Tale numero è soggetto, in particolare negli ultimi anni, ad aumentare anche in considerazione della necessità di decentramento, particolarmente avvertita negli atenei sovraffollati.
Informazioni relative alla organizzazione del sistema universitario italiano ed all’attività di organismi, nazionali e locali, di governo dell’università sono riportate nell’Allegato A.
L’istruzione universitaria italiana include due principali tipologie di percorsi: il corso di laurea (CdL) ed il diploma universitario (DU). Ad essi vanno aggiunte le scuole dirette a fini speciali (SDFS).
I corsi di studio sono suddivisi in 5 grandi aree didattico-culturali:
Le aree includono complessivamente 276 differenti corsi (in dettaglio i corsi appartenenti a ciascuna area sono riportati nell’Allegato C "Corsi universitari secondo le aree didattico-culturali e sbocchi professionali", nel quale sono anche incluse le principali informazioni relative agli sbocchi occupazionali che ciascun corso permette e le percentuali di occupati a tre anni dal conseguimento della laurea).
Il tasso di istruzione universitaria in Italia è più basso che in altri paesi europei, come si evince dalla Figura 1. Ciò è anche dovuto alla maggiore incidenza, nel confronto con gli altri paesi, dei corsi di lunga durata (corsi di laurea) rispetto a quelli di breve durata (diplomi universitari).
La lunghezza degli studi universitari, infatti, può produrre sia l’effetto di scoraggiare gli studenti meno motivati sia quello di allontanare coloro che hanno necessità di trovare al più presto un posto di lavoro.
Figura 1 - Giovani in possesso di titolo di studio universitario - Percentuali 1996

Inoltre la quasi inesistente presenza di corsi post-secondari non universitari rende quasi nulla la formazione superiore alternativa a quella universitaria.
Il confronto fra il livello di istruzione universitaria e gli altri livelli evidenzia che ancora oggi (i dati riportati sono relativi al 1998) il tasso di istruzione universitaria è significativamente ridotto (v. Figura 2).
Proprio a causa della scarsità di istruzione superiore non universitaria, in Italia la quota di immatricolati al primo anno di un corso universitario è fra le maggiori d’Europa.
Ciò non ha impedito però che anche nell’anno accademico 1998-1999 si confermasse la tendenza, già evidenziatasi da alcuni anni, alla diminuzione delle iscrizioni.
Tale tendenza è in atto nei cicli lunghi (nell’ultimo anno accademico esaminato la diminuzione è pari al 4.90%); i diplomi universitari invece evidenziano un rilevante incremento (+13.49%), pur rappresentando soltanto circa l’11.2% del totale degli immatricolati.
Figura 2 - Livello di istruzione della popolazione italiana per fasce d'età - Percentuali 1998

La tendenza alla diminuzione degli iscritti complessivamente in atto (-3.1%, come si rileva dalla Tabella 1), è ulteriormente confermata dai dati presentati in Figura 3.
Da essi si evidenzia la progressiva ma costante diminuzione degli iscritti ai corsi di laurea e di diploma: tale dato va inteso come diminuzione reale, in quanto calcolato come percentuale sul totale dei giovani che hanno acquisito un diploma di scuola secondaria superiore nell’anno precedente.
Tabella 1 - Università: Immatricolazioni per gruppi di corsi di studio

Una più dettagliata valutazione dei dati della Tabella 1 è realizzabile esaminando i dati riportati nell’Allegato E "Tabellazioni statistiche nazionali", contenente le più aggiornate statistiche nazionali realizzate dal Ministero per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica (MURST). In esse, oltre a quanto sopra rilevato, si evidenzia anche negli ultimi anni un incremento (sia assoluto sia percentuale) degli iscritti fuori corso che raggiungono il 38.6% degli iscritti ai CdL nell’anno 1998-99 ed il 19.8% degli iscritti ai corsi di DU.
Si conferma, relativamente ai CdL, la costante maggior presenza delle donne (nel rapporto di circa 11 a 9 rispetto agli uomini) a tutti i livelli dell’istruzione universitaria (immatricolazioni, totale iscritti, fuori corso, laureati: v. Tab. 9 dell’Allegato E), anche se tali dati subiscono significative variazioni a seconda del corso esaminato (v. Tab. 10); va tuttavia considerato che anche i corsi che un tempo erano quasi totalmente frequentati dagli uomini vedono un costante incremento della presenza femminile (ad es. ingegneria); non si verifica però il contrario (ad es. lingue e letterature straniere). Per quanto invece riguarda i DU, una lieve predominanza delle donne riguarda soltanto gli iscritti in corso ed i diplomati.
Figura 3 – Immatricolazioni a corsi di laurea e di diploma per 100 maturi di scuola secondaria superiore nel precedente anno scolastico.

Se, come sopra ricordato, i giovani che si immatricolano all’università sono molti, quelli che conducono a termine gli studi sono circa il 40% dei primi.
La dispersione assume caratteristiche differenti al variare della facoltà esaminata. Si tratta di un andamento le cui caratteristiche vengono ben evidenziate nella Figura 4, nella quale vengono riportate, per ciascun gruppo di corsi di laurea, le percentuali di studenti immatricolatisi nell’a.a. 1995-96 che non hanno confermato la propria iscrizione nell’anno successivo.
Naturalmente le motivazioni che stanno alla base di tale dispersione possono essere differenti in funzione dei gruppi e sono spesso prodotte da una non adeguata conoscenza, da parte degli studenti, delle caratteristiche dei CdL in termini sia di contenuti sia di difficoltà sia di prospettive occupazionali.
Figura 4 – Immatricolazioni a.a. 1995-96 non seguite da iscrizione nel successivo anno (%)

I corsi universitari (corsi di laurea e diplomi universitari) presenti nel sistema formativo italiano forniscono una offerta abbastanza diversificata.
Le analisi concernenti la formazione universitaria, oltre alla quantificazione degli iscritti e di coloro i quali completano gli studi nei differenti corsi universitari, devono essere completate con le valutazioni statistiche riguardanti il rapporto fra il risultato della formazione offerta dai corsi di studio ed il mercato del lavoro: si tratta cioè di individuare le modalità ed i tempi con i quali i giovani, dopo il conseguimento della laurea o del diploma universitario, trovano occupazione e se tale occupazione risulti coerente con la formazione universitaria acquisita.
La valutazione dei rapporti fra formazione e lavoro interessa non soltanto i giovani che devono ancora scegliere il proprio CdL o DU, e le loro famiglie, ma anche le istituzioni che devono adeguare i propri interventi per tener conto delle condizioni nelle quali il rapporto fra formazione e lavoro si sviluppa.
Un interessante elemento per realizzare tale valutazione in ambito nazionale è l’analisi dei dati riportati nella Tabella 2 (dati che, come già ricordato, sono anche evidenziati nell’Allegato C), costruita a partire dall’ultima analisi del suo genere realizzata dall’ISTAT.
Tabella 2 - Condizione occupazionale nel 1998 dei laureati nel 1995 (%)

Si tratta di una indagine riguardante la condizione occupazionale dei laureati nel 1995 a tre anni dal conseguimento della laurea. Per ciascun gruppo di corsi e per ogni corso di laurea, viene riportata la percentuale dei soggetti che lavorano e di quelli che ancora non hanno trovato occupazione (l’indagine esclude i soggetti che svolgono una attività lavorativa già iniziata prima del conseguimento del titolo di studio).
I dati evidenziano la differente capacità dei gruppi di corsi di studio di produrre laureati ‘assorbibili’ dal mercato del lavoro. A fronte di un 21.7% medio nazionale di laureati che a tre anni dal conseguimento del titolo di studio sono ancora alla ricerca di lavoro, si evidenziano interi gruppi (ingegneria, economico-statistico) o specifici CdL (farmacia, odontoiatria, scienze dell’informazione) che permettono un più elevato tasso di occupazione; percentuali non particolarmente rilevanti di occupati sono quelle relative ad interi gruppi (letterario, giuridico, geo-biologico).
Una più corretta lettura dei medesimi dati può essere realizzata integrando la precedente Tabella 2 con le informazioni presentate nella Tabella 3. In questa, sempre relativamente al medesimo campione ed ai soggetti che a tre anni dal conseguimento della laurea svolgono una attività lavorativa iniziata dopo la laurea, si evidenziano le quote di coloro i quali svolgono attività per la quale è richiesta (a) la laurea conseguita, (b) una laurea dell’area disciplinare di quella conseguita, (c) una qualsiasi laurea; viene infine evidenziata la percentuale di soggetti che svolgono attività che non necessitano di laurea.
I dati evidenziano bene come, per alcuni gruppi (scientifico, geo-biologico, economico-statistico, politico-sociale, letterario), risulti che i giovani hanno trovato occupazione in settori nei quali la laurea richiesta è relativa a specifiche aree disciplinari più che ad un particolare CdL; altri gruppi evidenziano invece una minore intercambiabilità delle lauree e, quindi, una maggiore corrispondenza fra formazione acquisita ed occupazione trovata.
Tabella 3 - Occupati nel 1998 laureatisi nel 1995, classificati per necessità della laurea rispetto al lavoro svolto (%).

E’ inoltre significativo, al fine di individuare l’efficacia del titolo di studio conseguito, rilevare che i laureati appartenenti ad alcuni gruppi trovano, in percentuali rilevanti, occupazione in ambiti lavorativi nei quali non è richiesta alcuna laurea: particolare importanza in tale esame assumono i gruppi politico-sociale, letterario, linguistico. Tali dati indicano uno sbilanciamento fra offerta e domanda nello specifico settore.
Considerazioni analoghe possono essere svolte con riferimento ai corsi di diploma universitario. I dati, riportati nella Tabella 4, evidenziano la differente capacità dei gruppi di corsi di studio di produrre diplomati che il mercato del lavoro è in grado di‘assorbire’.
Tabella 4 - Condizione occupazionale nel 1998 dei diplomati universitari nel 1995 (%)

A fronte di un 13.4% medio nazionale di diplomati che a tre anni dal conseguimento del D.U. sono ancora alla ricerca di lavoro, si evidenziano interi gruppi (ingegneria e architettura) o specifici D.U. (logopedia, terapia della riabilitazione, tecnologie alimentari) che permettono un più elevato tasso di occupazione (oltre il 90%); percentuali non particolarmente rilevanti di occupati sono quelle relative al solo gruppo linguistico.
Anche nel caso dei D.U., una integrazione ai dati statistici relativi alla occupazione viene permessa dalla lettura di quelli riportati nella Tabella 5, che contiene le informazioni relative alla utilità del diploma rispetto al lavoro trovato a tre anni dal conseguimento del D.U.
A differenza di quanto evidenziato con riferimento ai CdL, nel caso dei D.U. si accede al mondo del lavoro più per mezzo dello specifico titolo conseguito che non con un generico diploma (l’esame dei singoli gruppi tuttavia evidenzia significative differenziazioni).
Nel contempo i rilievi statistici ben evidenziano che una elevata percentuale di diplomati svolgono una attività lavorativa per la quale non è richiesto alcun diploma universitario: tale condizione è massimamente verificata nel caso dei gruppi scientifico e chimico-farmaceutico, linguistico, economico-statistico.
Alcune differenze possono essere individuate a carico delle Scuole dirette a fini speciali, le quali, se garantiscono occupazione in percentuale inferiore a quella dei D.U. (v.ancora Tabella 5) sono tuttavia più capaci di far corrispondere titolo conseguito e sbocco occupazionale.
Tabella 5 - Occupati nel 1998 che hanno conseguito il D.U. nel 1995, classificati per utilità del D.U. rispetto al lavoro svolto (%)

Ulteriori interessanti valutazioni, anche di ordine metodologico rispetto alla interpretazione dei dati disponibili, sono fornite nel documento riportato nell’Allegato F, "Valutazione dell’efficacia dell’istruzione universitaria rispetto al mercato del lavoro", redatto dall’Osservatorio per la valutazione del sistema universitario per conto del Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica.
Relativamente al rapporto fra formazione e lavoro, non esistono studi aventi per oggetto la realtà tarantina. Ne esistono invece relativi a specifiche aree geografiche. In tal senso risulta di utile consultazione il lavoro relativo alla condizione occupazionale dei laureati delle università aderenti ad AlmaLaurea, progetto al quale aderivano, al momento della redazione dell’indagine citata, 13 atenei. L’indagine eseguita viene riportata nell’Allegato G "Condizione occupazionale dei laureati 1997 e 1998 ad uno e due anni dalla conclusione degli studi".
La città di Taranto, che da tempo ospita corsi di laurea e di diploma universitario, ha visto da alcuni anni a questa parte il sorgere di iniziative finalizzate sia all’ampliamento della offerta di istruzione universitaria sia al riconoscimento della città come sede universitaria.
Il dibattito, resosi di recente effervescente, è oggi esteso ad interessare – oltre ad enti, istituzioni, forze sociali – anche porzioni significative della popolazione.
In particolare esso si è trasformato da semplice enunciazione, spesso limitata agli addetti ai lavori, della opportunità di istituire una sede universitaria in Taranto, a discussione e confronto circa le modalità di tale istituzione, le facoltà che dovrebbero costituirne il nucleo iniziale, le sedi da utilizzare.
Il modificarsi della situazione, con l’avvio di CdL e DU, ha inoltre forse reso più matura la discussione: se fino a qualche anno addietro il principale problema era quello di ‘portare’ a Taranto l’università, oggi si esamina la questione in modo più articolato, valutando anche come l’ipotesi del consolidamento ed ampliamento dell’esistente possa rappresentare, nel breve termine, un importante elemento verso l’autonomia della sede universitaria.
Coerentemente con tale individuata condizione, si è ritenuto opportuno articolare la presente relazione tecnica di consulenza in modo da evidenziare:
L’analisi che di tali informazioni andrà realizzata in sede politico-amministrativa, potrà contribuire alla scelta degli obiettivi, e delle priorità ad essi associabili, che occorre conseguire per permettere al sistema universitario ionico di acquisire una propria fisionomia e credibilità.
Ciò potrà rappresentare la premessa per la successiva auspicata costituzione di una autonoma università di Taranto.
Il perseguimento di tale ultimo obiettivo – per quanto necessitante di tempi, organizzazione e risorse di non piccola rilevanza – trova giustificazione, oltre che in valutazioni di ordine politico, economico, sociale, anche nei dati che si è ritenuto opportuno riportare nelle tabelle costituenti l’Allegato H "Sedi universitarie per popolazione dei capoluoghi di provincia".
Con riferimento alla opportunità che un’area come quella tarantina sia dotata di una propria ed autonoma sede universitaria, appare infatti significativo evidenziare che:
L’offerta di istruzione universitaria nella provincia di Taranto include corsi di laurea, diplomi universitari e la scuola diretta a fini speciali.
I principali dati relativi a ciascun corso sono sintetizzati nella Tabella 6 nella quale, per ciascun corso, si indica:
Tabella 6 - L’offerta di istruzione universitaria a Taranto – a.a. 1999-2000
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Istituti di Istruzione Universitaria |
Facoltà |
Corso di studio (*) |
Indirizzo / Orientamento |
Anni corso |
Sede |
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Politecnico di Bari |
II - Facoltà di Ingegneria – Taranto |
C.d.L. in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio |
difesa del suolo; pianificazione territoriale |
5 |
viale del Turismo, 8 – Quartiere Paolo VI, Taranto |
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Università di Bari |
Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali |
C.d.L. in Scienze Ambientali |
marino; terrestre; atmosferico |
5 |
viale Trentino, 66 (ex Ist. Fermi) – Taranto |
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Università di Bari |
Facoltà di Giurisprudenza |
C.d.L. in Giurisprudenza |
4 |
Scuola Media Statale "Battisti" – via Acton – Taranto |
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Università di Bari |
Facoltà di Economia e Commercio |
C.d.L. in Economia Aziendale |
4 |
via Ancona ang. via Lago Maggiore – Taranto |
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|
Università di Bari |
Facoltà di Scienze della Formazione |
C.d.L. in Scienze dell’Educazione |
4 |
Scuola media "G.Mazzini", via Pitagora, Taranto |
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Università di Bari |
Facoltà di Medicina Veterinaria |
D.U. in Produzione Animali |
Maricoltura, pesca,trasform. prodotti |
3 |
Palazzo "Amati" – vico Vigilante, 1 – Città Vecchia, Taranto |
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Università di Bari |
Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali |
D.U. in Informatica(1). |
3 |
CCIAA Taranto – viale Virgilio, 19 – Taranto |
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Politecnico di Bari |
I - Facoltà di Ingegneria – Bari |
D.U. in Ingegneria delle Infrastrutture |
3 |
viale del Turismo, 8 – Quartiere Paolo VI – Taranto |
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Politecnico di Bari |
I – Facoltà di Ingegneria - Bari |
D.U. in Ingegneria dell’Ambiente e delle Risorse |
3 |
viale del Turismo, 8 – Quartiere Paolo VI – Taranto |
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Università di Bari |
Facoltà di Lettere e Filosofia |
D.U. in Operatore dei Beni Culturali |
3 |
Palazzo Ducale – Martina Franca (Taranto)(2). |
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Università di Bari |
Facoltà di Medicina e Chirurgia |
D.U. di Fisioterapista |
3 |
Azienda Ospedaliera "SS. Annunziata" – Taranto |
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|
Università di Bari |
Facoltà di Medicina e Chirurgia |
D.U. di Infermiere Ospedale "SS. Annunziata" |
3 |
Azienda Ospedaliera "SS. Annunziata" – Taranto |
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LiberaUniversità "Maria SS. Assunta" -Roma |
D.U. in Servizio Sociale |
3 |
EDAS, via Mignogna,. 9 – Taranto Sede staccata |
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Università di Bari |
Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali |
Sdafs - Tecnici in Biologia del mare |
2 |
Palazzo "Amati" – vico Vigilante, 1 – Città Vecchia, Taranto |
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(*) CdL = Corso di Laurea; DU = Diploma Universitario; Sdafs = Scuola Diretta a Fini Speciali (1) Sperimentazione Teledidattica in Videoconferenza– P.O. ‘94/’99 "Ricerca, Sviluppo Tecnologico ed alta Specializzazione". (2) Le lezioni pratiche del D.U. sono decentrate a Grottaglie. |
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Analizzando la tabella si evince che attualmente solo per il Corso di Laurea in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio è attiva in Taranto una Facoltà (IIa Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari) mentre per i restanti corsi universitari la Facoltà è in Bari (un solo Diploma Universitario dipende dalla Libera Università "Maria SS. Assunta" di Roma).
Lo sviluppo, ancora disomogeneo, dei corsi trova riscontro anche nella dislocazione e caratterizzazione degli edifici che attualmente sono sede in Taranto di istruzione universitaria. La loro collocazione è evidenziata nella allegata Tav.2. "Strutture utilizzate per l’istruzione universitaria a Taranto".
L’analisi delle caratteristiche delle sedi evidenzia che le uniche strutture veramente capaci di fornire adeguato supporto alle attività universitarie (lezioni, ricerca, biblioteche, etc.) sono la sede sita in viale del Turismo (Ingegneria), Palazzo Amati (DU Produzioni Animali) e la sede dell’ex Cassa Edile (Economia Aziendale).
Alcuni corsi vengono ospitati all’interno di strutture nelle quali si continuano a svolgere altre e principali attività (è il caso di scuole pubbliche) o comunque impropriamente adibite alla funzione di sede di corso universitario.
E’ inoltre manifesta la mancanza pressoché totale di adeguati centri per i servizi agli studenti, così come di centri per le attività sportive, mense, etc.
Con riferimento a tali considerazioni è evidente che, indipendentemente dalle scelte che dovranno essere eseguite nel breve-medio periodo (sviluppo e ampliamento dell’esistente o creazione di una sede autonoma), l’insediamento universitario necessita della attuazione di adeguati interventi di potenziamento e razionalizzazione, anche e soprattutto in considerazione della possibilità che il numero di studenti subisca nei prossimi anni un significativo incremento.
Una compiuta analisi della situazione dell’università a Taranto necessiterebbe dei dati statistici generali relativi agli studenti tarantini che studiano in ciascuno degli atenei presenti sull’intero territorio nazionale.
In assenza di tali dati complessivi, risulta comunque di notevole interesse uno studio che fa riferimento agli studenti tarantini iscritti in Bari, presso l’Università ed il Politecnico. Tali dati, di particolare rilevanza essendo Bari la più vicina sede universitaria e fornendo essa una ampia possibilità di scelta, sono contenuti nello studio predisposto da Gianluca Lovreglio e riepilogato nei documenti "Progetto università – Taranto" e "Università a Taranto".
Da tale studio sono stati ricavati i dati riguardanti gli studenti iscritti, per l’anno accademico 1997/98, all’Università ed al Politecnico di Bari, residenti nella Provincia di Taranto.
I dati in oggetto sono riepilogati nelle tabelle, riportate nell’Allegato I "Tabellazioni statistiche della popolazione universitaria tarantina", da cui si ricava che:
I dati sono particolarmente utili in considerazione del fatto che la sede barese è certamente la più appetita dagli studenti della provincia ionica, a causa sia della vicinanza fra le due città, sia della ampia offerta di corsi universitari che l’ateneo barese presenta, sia del prestigio e della tradizione caratterizzanti molte delle facoltà presenti in Bari. Conseguentemente le informazioni relative alla scelta operata dagli studenti di Taranto e provincia nell’iscriversi ad uno dei CdL e DU presenti in Bari, possono risultare utili per eseguire valutazioni, incomplete ma sufficientemente indicative, circa le preferenze degli studenti ionici.
Si evidenzia così una particolare preferenza per la facoltà di giurisprudenza (2803 iscritti), cui seguono, pur molto ‘staccate’, economia (727), scienze dell’educazione (578), scienze politiche (550), lettere (450), lingue e letterature straniere (374).
Alcune delle tabelle costruite sulla base dell’indagine di cui all’Allegato I sono riportate nella Tav.1 "La popolazione universitaria della provincia di Taranto iscritta a Bari". In essa si evidenzia, per ciascuno del CdL e DU con sede in Bari, il numero di iscritti provenienti da ciascuno dei paesi della provincia di Taranto.
Non va tuttavia sottovalutato il fatto che la attivazione di CdL non tradizionali può modificare, indirizzandole al nuovo, le scelte degli studenti: ne è testimonianza il grande risultato conseguito dalla istituzione, in Taranto, del corso di laurea in ingegneria territoriale ed ambientale, che non soltanto è divenuto il più richiesto, dagli studenti ionici, fra i CdL istituiti dal politecnico di Bari, ma è stato anche in grado, pur mancando Taranto di adeguate attrezzature ricettive, di richiamare studenti da altre province.
Relativamente alla realtà ionica non sono disponibili dati per mezzo dei quali stimare la capacità dei singoli corsi universitari di consentire ai giovani di trovare lavoro all’interno del medesimo territorio.
I corsi universitari attivi in città sono di così recente istituzione che il numero di laureati e diplomati è estremamente ridotto, e non risulta possibile eseguire alcuna valutazione relativa alla efficacia del titolo di studio.
I dati attualmente disponibili riguardano una popolazione così esigua da non poter fornire alcuna indicazione valida in termini statistici:
Il dibattito culturale relativo ai modelli di localizzazione degli insediamenti universitari è vivace e molto articolato, abbracciando posizioni fra loro molto differenziate a seconda degli elementi ai quali si sceglie di dare il maggior peso.
Nella attuale fase di approccio è necessario tener conto di una molteplicità di elementi, fra i quali:
e delle loro interazioni, sia quelle attualmente individuabili sia quelle che, nel breve-medio periodo, il reciproco scambio di effetti potrà indurre.
Con riferimento ai modelli di localizzazione dei siti universitari, le esperienze maturate nelle diverse realtà territoriali evidenziano come le scelte siano condizionate da una molteplicità di fattori (disponibilità di aree nelle varie zone delle città, numero di facoltà, numero di studenti e quantità dei residenti in altre città, sistemi di trasporto, quantità e qualità dei servizi agli studenti) e che esse non sono quindi riassumibili in un semplice schema al quale far riferimento.
E’ tuttavia possibile individuare alcune principali tipologie di insediamenti universitari, così definibili:
E’ evidente che quelli elencati sono soltanto modelli generali e che la realtà propone una serie di varianti a ciascuna delle indicate tipologie.
Ciascuno dei modelli comporta vantaggi e svantaggi, cui corrispondono maggiore o minore applicabilità allo specifico ambito urbano oggetto di analisi, anche in considerazione del complesso dei condizionamenti urbanistici, funzionali, istituzionali, economici, costruttivi, distributivi.
Si ritiene significativo presentare le caratteristiche principali delle due soluzioni estreme fra quelle possibili:
Le principali caratteristiche di ciascuno dei due modelli vengono messe a confronto nel seguente prospetto:
|
Caratteristica |
Campus universitario |
Università diffusa |
|
Efficienza/efficacia dei servizi offerti allo studente |
Massima |
Tanto minore quanto maggiori risultano:
|
|
Economie di scala nella gestione |
Massime, grazie alla possibilità di gestire in modo più efficace le strutture (biblioteche, mense, etc.) ed il personale. |
Non eccellenti, causa la maggiore difficoltà nell’ottimizzare l’uso delle risorse disponibili |
|
Scambio di effetti economici con la città |
Minimo per gli effetti diretti, specialmente nella soluzione (poco riscontrata) che prevede la presenza di alloggi all’interno del campus; più significativo l’effetto indotto |
Massimo relativamente agli effetti diretti ed indotti |
|
Scambio di effetti culturali con la città |
Forte, come diretta conseguenza della presenza di popolazione universitaria (studenti e docenti) |
Forte, con l’ulteriore vantaggio di una maggiore incisività conseguibile attraverso accorte azioni di promozione di micro-eventi culturali |
Elemento assolutamente rilevante per la corretta configurazione della proposta è la necessità di definire le caratteristiche dell’insediamento universitario in stretta relazione con la connotazione intrinseca dell’ambito urbano interessato dall’insediamento stesso.
L’applicazione di questo concetto a Taranto porta ad ipotizzare varie soluzioni, la scelta fra le quali deve essere eseguita tenendo conto di alcuni elementi essenziali e deve garantire alcune basilari condizioni. Infatti l’insediamento deve:
Fra i differenti modelli applicabili, per Taranto appare particolarmente efficace quello caratterizzato da una pluralità di poli, che meglio di altri sembra adattarsi alle caratteristiche del disegno urbano della città.
Inoltre, come già accaduto altrove, lo sviluppo di un tale tipo di impianto può rappresentare elemento di particolare rilievo nel contribuire a ristrutturare antichi edifici nel centro storico e più complessivamente a rivitalizzare aree più o meno estese della città.
Per la realizzazione di interventi di sviluppo dell’insediamento universitario appare opportuno applicare una politica di graduale trasformazione per mezzo della quale conseguire sia il risultato della riutilizzazione di quanto già costruito, sia quello di contribuire a risolvere i problemi urbanistici che la città propone (anziché generarne di nuovi); in tal modo risulta nel contempo possibile dare applicazione alla tematica dell’inserimento dell’università nel territorio e valorizzare al massimo gli investimenti finanziari.
A Taranto, così come in altre realtà urbane, il processo di deterioramento urbanistico del centro storico può essere arrestato (o addirittura rovesciato) anche attraverso la realizzazione di adeguati programmi di edilizia universitaria.
Tale approccio non esclude la possibilità che lo sviluppo dell’insediamento universitario si realizzi anche utilizzando (o realizzando) strutture in aree periferiche della città: ciò perché si individuano esigenze prodotte dalla particolarità di alcune strutture da realizzare che possono essere risolte contemporaneamente alla riqualificazione delle aree prossime alle strutture stesse.
Tale duplice approccio può anche trovare nella città di Taranto una terza via, intermedia. Se infatti nella città consolidata è solitamente possibile pensare alla realizzazione di progetti di ampliamento o riutilizzazione di strutture già esistenti, causa la assenza di aree inutilizzate, e se nella periferia è possibile ipotizzare la creazione di nuovi complessi unitari, è però possibile immaginare di utilizzare aree interne alla città ma che possono essere completamente reinterpretate: è questo il caso di alcuni insediamenti militari che è ipotizzabile vengano nel medio periodo restituiti alla destinazione d’uso civile.
Nell’esame complessivo delle questioni collegate alla tematica universitaria, un aspetto che merita particolare attenzione è quello relativo alla mobilità. Esso pone la città dinanzi ad una apparente contraddizione: da un lato è necessario incrementare la mobilità garantendo ai soggetti interessati (studenti, professori, personale non docente) la possibilità di raggiungere le strutture e di spostarsi, ove necessario, dall’una all’altra; dall’altro è indispensabile che la città proceda nella direzione, già progettualmente intrapresa, della diminuzione della caoticità del traffico.
Lo sviluppo di un sistema universitario inserito all’interno della struttura urbana, generando un incremento di richiesta di mobilità, dovrà essere affrontato mettendo in atto una serie di misure fra le quali fondamentali risultano il potenziamento del sistema di trasporto pubblico e dell’offerta di parcheggio, anche e particolarmente tenendo conto dei percorsi di collegamento fra le varie strutture e dell’entità delle richieste di trasferimento nei differenti orari.
Dalla lettura e dal confronto di tutto quanto sopra esposto nasce la presente proposta, che si caratterizza per i seguenti principali elementi:
In particolare si ipotizzano:
La proposta così configurata permetterebbe di conseguire importanti "valori aggiunti" quali:
La realizzazione di una sede universitaria autonoma in Taranto, o comunque il potenziamento e l’ampliamento dell’esistente, è del resto anche in linea con le tendenze nazionali, che indicano nel decongestionamento degli atenei una delle strade da percorrere per il miglior funzionamento del sistema universitario. Interessanti informazioni relative a tale argomento sono riportate nell’Allegato J, "Criteri per la graduale separazione degli atenei sovraffollati", redatto a cura dell’Osservatorio per la valutazione del sistema universitario.
Nel documento vengono esposte valutazioni riguardanti le opportunità, le procedure, ma anche le difficoltà che le esperienze sin qui realizzate hanno esplicitato.
Il progetto di istituzione di una sede autonoma universitaria non può non tener conto delle caratteristiche della realtà territoriale nella quale si ipotizza tale insediamento, in termini sia di vocazioni già espresse sia dei possibili sviluppi nel breve-medio periodo del tessuto sociale e degli insediamenti produttivi.
Con riferimento a questi ultimi, i più aggiornati dati ai quali è possibile far riferimento sono quelli riportati nella Tabella 7, in cui vengono evidenziati, per le principali sezioni di attività, i dati riferiti alle aziende attive nel 1° e 2° trimestre 1999, e le differenze percentuali tra 2° e 1° trimestre.
Tabella 7 - Le imprese attive in provincia di Taranto. Dati 1° e 2° trimestre 1999. Differenze.

I dati possono essere utili per la individuazione di quei settori produttivi nei quali la congiuntura economica appare favorevole e può quindi far ipotizzare un incremento di occupazione e, conseguentemente, anche una richiesta di figure professionali qualificate.
Se il numero di imprese attive presenta complessivamente un saldo positivo, anche confrontando il 1° semestre del 1999 con quello dell’anno precedente, tale dato va letto insieme ad altri indicatori economici che non forniscono un quadro positivo della realtà tarantina: nel medesimo periodo le esportazioni si sono ridotte da 1467.4 a 788.1 miliardi di lire, con rilevanti flessioni in più di un settore merceologico; vi è un incremento della CIG, passata da 1.3 a 3 milioni di ore; è incrementato il tasso di disoccupazione. Tali dati andrebbero tuttavia integrati con quelli relativi al ‘sommerso’ esistente in Taranto e nella sua provincia, ma non è possibile né quantificare imprese e addetti, né eseguire stime della capacità di tali imprese di richiamare forza lavoro caratterizzata da preparazione universitaria.
Una prima analisi dei possibili effetti diretti ed indotti, conseguenti alla costituzione di Taranto come sede autonoma di università, consente valutazioni certamente positive in termini di opportunità di concretizzazione della proposta.
L’esame dei risultati conseguiti in esperienze consimili induce a ritenere che sia possibile raggiungere importanti obiettivi in termini di efficacia dell’iniziativa, anche considerato il potenziale bacino di utenza al quale fare riferimento, pur non sottovalutando il fatto che la gestione dell’insediamento universitario può evidenziare problematiche e difficoltà che non sarebbe corretto sottacere: fra queste certamente il fatto che la presenza a così breve distanza da Taranto di un ateneo dell’importanza di quello barese può, in assenza di importanti differenziazioni nella individuazione dei corsi da attivare, limitare fortemente l’interesse degli studenti per la sede tarantina. Inoltre la carenza locale di opportunità di lavoro può indurre gli studenti a scegliere una sede universitaria inserita in un contesto economico-sociale più vivace di quello ionico.
Una corretta progettazione ed attuazione dell’incremento di offerta formativa universitaria in Taranto appare il modo migliore per far sì che tali problematiche e difficoltà non assumano consistenza.
Con specifico riferimento al rapporto fra imprese e formazione universitaria, va detto che vi sono settori nei quali la richiesta di particolare qualificazione può interessare l’intera comunità delle imprese (è questo il caso del CdL in economia dell’impresa). Altre richieste di lavoratori ad alta qualificazione possono provenire da particolari congiunture quali:
Nella ricerca dei siti che possono candidarsi alla collocazione delle strutture universitarie, si è tenuto conto di una molteplicità di elementi, fra i quali:
Tali considerazioni hanno permesso di individuare un insieme di strutture ed aree, puntualmente localizzate nella Tav.3 "Strutture utilizzabili per l’istruzione universitaria a Taranto".
Per ciascuna di tali sedi – sia quelle attualmente utilizzate che vengono confermate come sede universitaria sia quelle esistenti che non sono attualmente sede universitaria – sono state raccolte le principali informazioni oggi disponibili. Ogni sede è titolare di una cartella inclusa nell’Allegato M "L’edilizia universitaria in Taranto".
Ogni cartella include: uno stralcio planimetrico della struttura, i principali dati metrici; ove disponibili anche i dati catastali, alcune indicazioni concernenti la tipologia di insediamento realizzabile, i tempi ed i costi che si stimano necessari, in termini tecnici, per l’adeguamento della struttura alle funzioni per essa ipotizzate.
Nell’esaminare i siti utilizzabili si è necessariamente anche fatto riferimento all’esistenza di proposte progettuali che hanno direttamente affrontato il tema della realizzazione di edilizia universitaria. In tale ottica particolare rilievo assumono i due centri universitari per la ricerca applicata ideati all’interno dello studio: "Il Mar Piccolo di Taranto – Proposte per lo sviluppo produttivo e per la valorizzazione ambientale", redatto dallo studio associato ST.AR.T. per conto dell’Assindustria-Taranto.
Lo studio ipotizza di realizzare i due centri, l’uno per la maricoltura e l’altro relativo al settore agroforestale, in due aree contigue in prossimità del secondo seno del Mar Piccolo (v. Allegato M).
Ciascuno dei due centri viene ipotizzato del tutto autonomo in quanto dotato di uffici, biblioteca, sala conferenze, aule, laboratori, oltre naturalmente a tutte le strutture tecniche necessarie per il suo funzionamento.
Nella Tabella 8 vengono riepilogati i principali dati metrici relativi ai due progetti.
L’Allegato M include inoltre l’ipotesi di realizzazione di ulteriori nuovi insediamenti, ed in particolare: un campus universitario che include ed estende l’area attualmente ospitante il Politecnico; un campus che estende l’area oggi occupata dalla sede della ex Cassa Edile; un’area riservata alla attività sportiva.
L’ipotesi di sviluppo dell’insediamento universitario tarantino viene quindi articolata sia tenendo conto delle aree individuate come sede del potenziale sviluppo, sia degli edifici di possibile, e pressoché immediata, utilizzazione, sia ancora delle strutture già ospitanti istruzione universitaria ed aventi caratteristiche tali da giustificarne l’utilizzazione anche in prospettiva futura.
Tabella 8 - Progetto di realizzazione di Centri Universitari di Ricerca applicata – Principali dati metrici.
|
Centri Universitari di Ricerca Applicata |
|||
|
Maricoltura |
Agroforestale |
||
|
Superficie lotto |
mq |
370’000 |
365’000 |
|
Volume edificato |
mc |
69’420 |
54’206 |
|
Superficie coperta |
mq |
10’916 |
6’515 |
|
Altezza massima |
m |
8 |
8 |
|
Verde attrezzato |
mq |
150’000 |
200’000 |
|
Parcheggi |
mq |
20’000 |
20’000 |
L’insieme di tali strutture e sedi, viene, come sopra indicato, riportato nell’allegata Tav. 3, nella quale vengono evidenziati:
In tale area si confermerebbe nel palazzo Amati della Città Vecchia (nella Tav.3 denominato con il codice S3) la sede per il D.U. in Produzione Animali (Maricoltura) e la Sdafs in Tecnici in Biologia del Mare; è stata recentemente avanzata la richiesta di trasformare il D.U. in CdL.
Strutture esistenti potrebbero essere utilizzate come nuclei organizzati per nuovi corsi: nella Città Vecchia, il Convento di San Michele (E4) e la caserma C. Rossaroll (E10); nel Borgo, la Caserma Mezzacapo (E1) e la prospiciente area dei Baraccamenti Cattolica (E2), il Circolo Sottufficiali della M.M. (E3), l’Ospedale Principale Militare Marittimo (E7), l’Ospedale Vecchio "SS.Annunziata" (E9), la sede dell’ex istituto G.Galilei, collocata in via Pitagora (E5).
E’ inoltre possibile individuare strutture, nelle quali ospitare gli studenti fuori sede, sia nel Borgo sia nella Città Vecchia, dove a tale funzione potrebbero, inizialmente ed immediatamente, essere destinati i due "ostelli della gioventù", aventi sede in vico Civitanova (E11) e vico Novelune (E12), la cui ristrutturazione è in fase di completamento: questa scelta permetterebbe di conseguire il valore aggiunto rappresentato dal significativo contributo che si darebbe alla valorizzare di un patrimonio architettonico e storico attualmente gravato da un forte degrado. Anche la ex caserma Rossaroll potrebbe essere destinata, sia pure soltanto in modo parziale, alla funzione di alloggio studenti.
All’interno di quest’area viene individuata nel Palazzo degli Uffici (E6) la sede più opportuna per la attivazione dei servizi di Rettorato, Presidenza, Segreteria Centrale e Biblioteca Universitaria Centrale.
Per l’intero Polo Centrale Urbano andrà complessivamente considerata la opportunità di privilegiare l’insediamento di strutture capaci di rivitalizzare la zona (e particolarmente la Città Vecchia) senza ulteriormente acuire le già molto critiche possibilità di accesso al centro cittadino, specialmente al mattino.
In tale ottica è quindi da privilegiare l’insediamento di strutture riservate all’alloggio degli studenti o di corsi universitari di limitato richiamo.
In tale area verrebbe confermata e potenziata l’attuale sede del corso di laurea in Economia Aziendale. Si confermerebbe quindi la sede della ex Cassa Edile (S2).
E’ inoltre ipotizzabile la utilizzazione della sede del Liceo Artistico Statale (E8) sito in via Lago Maggiore, cantierizzato nel 1989, non completato e in totale abbandono per fallimento dell’impresa (Con riferimento a tale struttura va però rilevato che la eventuale scelta dovrà tener conto delle esigenze di miglioramento e/o riqualificazione delle sedi di istruzione media superiore).
L’area nella quale sono localizzate le precedenti due strutture, include anche il rudere di un edificio abbandonato, l’Istituto professionale Nitti, cantierizzato nel 1984 ed anch’esso mai completato per fallimento dell’impresa. E’ ipotizzabile la realizzazione di un insediamento esteso, un campus, che includa le tre strutture indicate (L5).
L’area è oggi sede della IIa Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari (S1), con circa 750 iscritti.
A breve distanza dalla stessa Facoltà, e ad essa immediatamente adiacente, esiste una struttura allo stato grezzo (simile a quella che ospita il Politecnico) abbandonata da diversi anni, certamente utilizzabile per lo svolgimento di attività universitarie.
Nell’area in esame, attigui alle strutture descritte, esistono inoltre ampi spazi che è ipotizzabile vengano utilizzati.
Il complesso di tali strutture ed aree potrebbe ben essere configurato come campus universitario, caratterizzato da un nucleo insediativo di dimensioni e caratteristiche di rilievo (L4).
In essa troverebbero adeguata e naturale collocazione, in prossimità del secondo seno, il Centro Universitario di Ricerca in Maricoltura (L1) ed il Centro Universitario di Ricerca nel settore Agroforestale (L2).
Nell’area adiacente la Pineta Cimino potrebbe trovare collocazione un Centro Universitario Sportivo (L3). In particolare il C.U.S. potrebbe essere realizzato in alcune aree di prossima dismissione da parte dell'Aeronautica Militare e nell’area di Manganecchia, di prossima dismissione da parte della Marina Militare. Per quest’ultima area il Comune di Taranto ha già avanzato richiesta di acquisizione.
In sintesi, le strutture esaminate sono presentate nella Tabella 9. In essa i codici associati alle strutture classificano i seguenti gruppi:
Per le strutture classificate all’interno dei primi tre raggruppamenti sono stati riportati alcuni dati metrici di particolare rilevanza, fra i quali in particolare quelli relativi alle superfici utili presenti (o ricavabili) all’interno delle strutture individuate.
Per completezza di informazione sono state associate alle strutture anche le stime, eseguite con metodi speditivi, dei tempi e dei costi necessari per il loro adeguamento alle funzioni per esse ipotizzate.
Tabella 9 - Strutture ed aree per l’istruzione universitaria analizzate
|
Struttura |
Superfici |
Volume |
Ristrutturazione |
||||
|
Cod |
Descrizione |
Impronta |
Utile |
Area |
edificato |
Tempi |
Costi |
|
(mq) |
(mq) |
(mq) |
(mc) |
(anni) |
(mld) |
||
|
E1 |
Caserma C.Mezzacapo |
6,903 |
10,391 |
18,000 |
4.0 |
12.0 |
|
|
E2 |
Baraccamenti Cattolica |
6,840 |
8,000 |
18,400 |
4.0 |
9.0 |
|
|
E3 |
Circolo Sottufficiali M.M. |
2,440 |
2.0 |
2.5 |
|||
|
E4 |
ex Convento S. Michele |
900 |
815 |
3,260 |
2.0 |
3.0 |
|
|
E5 |
ex Istituto Galilei |
1,435 |
5,500 |
2.0 |
2.5 |
||
|
E6 |
Palazzo degli Uffici |
7,112 |
15,736 |
147,737 |
5.0 |
50.0 |
|
|
E7 |
Ospedale Principale Militare Marittimo |
14,264 |
26,000 |
58,000 |
6.0 |
24.0 |
|
|
E8 |
Liceo Artistico |
6,846 |
14,540 |
21,380 |
4.0 |
8.0 |
|
|
E9 |
Ospedale Vecchio SS. Annunziata |
2,050 |
4,000 |
2,300 |
35,000 |
3.0 |
8.0 |
|
E10 |
ex Caserma C.Rossaroll |
2,824 |
6,080 |
2,824 |
3.0 |
4.0 |
|
|
E11 |
Ostello della Gioventù (vico Civitanova) |
764 |
2,700 |
0.5 |
0.0 |
||
|
E12 |
Ostello della Gioventù (vico Novelune) |
592 |
2,068 |
0.5 |
0.0 |
||
|
S1 |
Politecnico |
7,815 |
16,215 |
26,500 |
|||
|
S2 |
ex Cassa Edile |
3,678 |
|||||
|
S3 |
Palazzo Amati |
420 |
2,020 |
||||
|
S4 |
Plesso Scolastico VI CD (via Acton) |
3,000 |
|||||
|
S5 |
Galileo Ferraris |
14,447 |
25,000 |
2.0 |
|||
|
L1 |
Centro Univers. Ric. Appl. Maricoltura |
10,916 |
370,000 |
69,420 |
5.0 |
22.0 |
|
|
L2 |
Centro Univers. Ric. Appl. Settore Agroforestale |
6,515 |
365,000 |
54,206 |
5.0 |
16.0 |
|
|
L3 |
Centro Universitario Sportivo |
||||||
|
L4 |
Area Campus Politecnico |
29,500 |
57,000 |
||||
|
L5 |
Area Campus Salinella |
25,000 |
68,800 |
||||
|
O1 |
Uffici Segreteria (v. XX Settembre) |
||||||
|
O2 |
ex Fermi (v.le Trentino) |
||||||
|
O3 |
Scuola media G. Mazzini |
||||||
|
O4 |
CCIAA - Taranto |
||||||
|
O5 |
Ospedale SS. Annunziata |
||||||
Nel territorio cittadino, così come in quello di altri comuni della provincia, sono presenti ulteriori strutture potenzialmente utilizzabili (ne sono esempio l’ex distretto militare ed il Palazzo D’Ayala).
L’elenco precedentemente riportato potrà successivamente essere integrato con tali strutture, anche considerati i tempi necessari per la loro ristrutturazione, la loro collocazione nel territorio e la eventuale futura esigenza di ulteriore estensione dell’insediamento universitario.
Attualmente sono operativi nella città i CdL in ingegneria del territorio, scienze ambientali e giurisprudenza, oltre ad un certo numero di DU (v. la già richiamata Tabella 6).
L’ampliamento dell’insediamento universitario tarantino deve essere inteso naturalmente sia come potenziamento dell’esistente, ipotizzando ove possibile un incremento dell’offerta di servizi agli studenti, sia come individuazione dei nuovi corsi che potranno essere attivati tenendo conto:
Tali valutazioni non sono semplici in quanto i diversi elementi dei quali tener conto non sono caratterizzati da adeguata omogeneità e per venire ‘pesati’ necessitano di considerazioni di ordine non soltanto tecnico ma anche politico e sociale.
Nella presente relazione si è cercato quanto più possibile di fornire elementi di ordine tecnico, individuando tutti quelli che si ritiene possano essere validamente utilizzati nella fase di definizione dei reali indirizzi politici e programmatici.
La presente proposta, oltre ad indicare le caratteristiche principali della localizzazione dell’insediamento universitario tarantino, ipotizza alcuni dei nuovi corsi universitari che potrebbero essere attivati.
Nel far ciò si sono considerati, fra l’altro:
I corsi universitari che è ipotizzabile istituire in Taranto e che meglio risponderebbero alle indicazioni sopra citate sono:
Per alcuni degli indicati CdL appare immediatamente ipotizzabile e fortemente proponibile una sponsorizzazione da parte sia dell’Autorità portuale sia delle grandi compagnie internazionali, l’una e le altre protagoniste del potenziamento del sistema portuale tarantino e perciò direttamente interessate dalla disponibilità in ambito locale di competenze professionali in tali aree tecniche e culturali.
Tuttavia ulteriori considerazioni relative alle caratteristiche delle strutture già esistenti e di quelle ‘riconvertibili’ – oltre a valutazioni di ordine generale relative alla imprescindibilità, nella creazione di una sede universitaria, della presenza di alcune facoltà ‘fondamentali’ – inducono ad esaminare anche la attivazione del CdL in medicina e chirurgia e, in quanto ad essa vicino, anche del CdL in farmacia, il cui biennio è sostanzialmente coincidente, quanto ad insegnamenti, con quello di medicina.
Operando in tal senso la sede universitaria tarantina si troverebbe ad essere caratterizzata dalla presenza di alcuni fra i più importanti CdL (ingegneria, giurisprudenza, medicina, lettere), i quali, al di là di ogni altra considerazione, garantirebbero all’università ionica un prestigio non altrimenti raggiungibile.
Nella Figura 5 vengono evidenziate le sedi universitarie meridionali nelle quali le ipotizzate facoltà di medicina e chirurgia, farmacia e lettere sono presenti.
Figura 5 - Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, Farmacia, Lettere, con sede nel Sud Italia

La precedente generale ricognizione relativa alla collocazione, per grandi aree, delle strutture utilizzabili per l’istruzione universitaria può essere integrata con una proposta di individuazione delle facoltà e dei servizi in esse insediabili.
In sintesi, con riferimento alla attribuzione di una sede a ciascuno dei CdL individuati, e tenuto conto della opportunità di evitare che continuino ad esistere corsi ospitati in strutture nelle quali si svolgono altre attività, è risultato possibile fornire il prospetto riassuntivo presentato nella Tabella 10.
Tabella 10 - Proposta di utilizzazione delle sedi individuate: CdL
|
Corso di Laurea |
Sede attuale |
Sede ipotizzata |
|
Ingegneria ambientale e territoriale |
viale del Turismo, Paolo VI |
Campus, v.le del Turismo |
|
Ingegneria navale |
/ |
Campus, v.le del Turismo |
|
Ingegneria elettronica |
/ |
Campus, v.le del Turismo |
|
Ingegneria informatica |
/ |
Campus, v.le del Turismo |
|
Scienze ambientali |
ex istituto Fermi |
istituto G. Ferraris |
|
Scienze dell’educazione |
sede istituto G.Mazzini |
Baraccamenti Cattolica |
|
Lettere moderne |
/ |
Caserma Mezzacapo |
|
Lettere classiche |
/ |
Convento S.Michele |
|
Economia aziendale |
sede ex Cassa Edile |
confermata |
|
Economia del turismo |
/ |
sede ex Cassa Edile |
|
Giurisprudenza |
Plesso scolastico VI CD, v. Acton |
confermata |
|
Medicina e chirurgia |
/ |
Ospedale Vecchio, Ospedale M.M. (lezioni e laboratori) |
|
Farmacia |
/ |
Ospedale Vecchio, Ospedale M.M. (lezioni e laboratori) |
|
Maricoltura |
/ |
Palazzo Amati |
|
Lingue |
/ |
istituto Galilei, v. Pitagora |
Come è facilmente rilevabile, per l’applicazione dell’ipotesi qui presentata non risulta necessario far ricorso alla utilizzazione di tutti i siti individuati.
Con riferimento alle funzioni di carattere generale di cui dotare l’insediamento, esse sono indicate nella Tabella 11, in associazione con la struttura che dovrà ospitarle.
Una più completa ipotesi di associazione alle singole strutture individuate delle funzioni universitarie per esse ipotizzate è presentata nella Tabella riportata nell’ultima pagina del presente documento.
La tabella indica, per alcune sedi, anche proposte alternative di collocazione di funzioni, a seconda che si ipotizzino interventi di ristrutturazione/ripristino degli immobili caratterizzati da una più contenuta o più marcata riarticolazione degli spazi interni.
Tabella 11 - Proposta di utilizzazione delle sedi individuate: funzioni
|
Funzioni |
Localizzazione |
|
Rettorato |
Palazzo degli Uffici (in alternativa: Circolo Sottufficiali M.M.) |
|
Biblioteca centrale |
Palazzo degli Uffici (in alternativa: Circolo Sottufficiali M.M.) |
|
Servizi di segreteria centrale |
Palazzo degli Uffici (in alternativa: Circolo Sottufficiali M.M.) |
|
Mense |
Baraccamenti Cattolica; circolo sottufficiali M.M. |
|
Alloggi |
ostelli della gioventù; caserma Rossaroll; Baraccamenti Cattolica, Circolo Sottufficiali M.M. (insegnanti) |
|
Sport e tempo libero |
C.U.S. località Manganecchia |
|
Le funzioni indicate sono quelle che svolgono ‘servizio’ per l’intero insediamento universitario. Non vengono menzionate, conseguentemente, le dotazioni ipotizzate per i singoli siti (ad es. le mense previste nei Centri Univers. di Ricerca Applicata) le quali fornirebbero servizi soltanto ai soggetti operanti nei siti stessi. |
|
Appare opportuno che ciascuna sede venga caratterizzata da una dotazione minima di servizi quali mensa (anche intesa come luogo di somministrazione, da parte di aziende di catering, di pasti preconfezionati), biblioteca, etc. Tale possibilità è stata positivamente verificata per Palazzo Amati.
Le ipotesi di attribuzione di specifiche funzioni alle differenti strutture individuate sono evidenziate nella Tav.4 "L’istruzione universitaria a Taranto".
E’ del tutto evidente che una qualunque organizzazione delle funzioni all’interno delle strutture indicate, deve essere valutata anche tenendo conto di fattori di rilevante importanza quali:
Le azioni da svolgere per il potenziamento della sede universitaria tarantina – indipendentemente dalla scelta di percorrere direttamente la strada dell’ottenimento della autonomia della sede o di farla precedere da una importante fase di consolidamento dell’esistente – dovranno comunque includere significative attività di edilizia universitaria e l’avvio di procedure burocratiche alquanto articolate. Tali attività necessitano per il loro svolgimento di tempi certamente non brevi.
Poiché la costruzione di un insediamento universitario non si riduce all’ottenimento di permessi e alla esecuzioni di attività edilizie, è auspicabile che, contemporaneamente alla realizzazione delle attività tecniche, amministrative, progettuali, si dia avvio ad ulteriori interventi, più snelli ma non meno importanti, al fine di svolgere le premesse necessarie per iniziare ad ‘arricchire’ la sede universitaria ionica, configurando una rete di servizi ed opportunità.
Fra le azioni che sarebbe possibile svolgere immediatamente sono individuabili: