Dicevamo
sopra che la chiesa doveva esprimere sentimenti si speranza, così che
l'orientamento è verso la risurrezione. Questo vale anche
per l'immagine della Madonna che tiene tra le braccia Gesù morto. Tale STATUA
DELLA PIETA' è stata realizzata ad Ortisei, opera della ditta
Moroder, sempre sul progetto e il contributo pratico del professor
Cremesini. Quello che doveva esprimere era appunto un senso
di speranza. La Madonna accoglie il Figlio morto nel suo
grembo, però lo contempla risorto. Proprio ad indicare come
ogni dolore umano trova un senso e un significato se viene visto nella prospettiva
dell'eternità. Entrando in chiesa, sulla destra è posto un
GRANDE CROCIFISSO.
Lo scultore desiderava esprimere qualcosa che fosse in maniera veristica
l'immagine del tormento di Cristo. Abbiamo anche chiesto però
che non esprimesse il senso dell'angoscia ma quello della fiducia e
della speranza nel Padre.
Gesù, come uomo, ha sofferto e patito molto, noi però l'abbiamo voluto
rappresentare nel momento in cui, prima di morire, affida il proprio
spirito, la propria vita nelle mani del Padre. Lo
sfondo sia del Crocifisso sia della Pietà, nell'intenzione voleva
essere come un manto che copre, perché il mistero della nascita e della
morte è sempre avvolto dall'amore si Dio. Sopra la
Madonna c'è una colomba, cioè lo Spirito Santo - Amore di Dio; sopra
il Crocifisso c'è l'occhio di Dio Padre - l'Amore di Dio accompagna il
nascere e il morire di ogni persona umana. Ai piedi
del crocifisso ci sono sette fiori di loto che vogliono ricordare i sette
sacramenti della salvezza, scaturiti dal sangue e dall'acqua del costato
di Cristo. Per gli orientali il loto è il fiore della
divinità e dell'immortalità. Ai piedi della statua della
Madonna invece è scritta nel marmo la frase di Gesù che affida a
Giovanni (che in quel momento ci rappresentava tutti) sua
Madre. Accanto all'altare, sulla destra, c'è il TABERNACOLO.
Gesù con la risurrezione ha iniziato l'ottavo giorno, il giorno senza
tramonto. L'ottavo giorno si apre a noi quando partecipiamo
in pienezza al sacrificio di Gesù, mangiando la Carne e bevendo il
Sangue di Cristo. Il tabernacolo è raffigurato come un sole
che nasce, il sole dell'ottavo giorno. Cristo è il
sole che illumina la nostra vita e ci permette di entrare nell'eternità,
di vivere per sempre. Dall'altro lato dell'altare, si
trova il FONTE BATTESIMALE ideato secondo alcune considerazioni
bibliche. Noi siamo stati battezzati dall'acqua e
dallo Spirito Santo. Al momento del battesimo,
l'acqua versata sul capo del bambino scivola sulla colomba (lo Spirito
Santo) scavata nella pietra, quasi ad indicare il carattere indelebile della
figliolanza con Dio. Accanto c'è una piramide dorata per indicare
che noi siamo stati battezzati nel nome del Padre e del Figlio e dello
Spirito Santo.
Il fonte battesimale viene anche rappresentato come una vasca tagliata a
metà: all'intorno sono stati messi dei pezzetti di piastrella azzurra
(in gradazione dal blu al celeste) per ricordare l'acqua.
Al centro della chiesa è posto l'ALTARE che è collegato
strettamente alla statua del Cristo Risorto, cioè al mistero centrale
della fede che è la Pasqua del Signore. L'altare (in
pietra) è posto sopra una CROCE di legno, ricavata nel
pavimento: la croce abbandonata da Cristo che sale glorioso al cielo.
L'altare è composto da una duplice mensa, quella superiore del sacrificio
di Gesù e quella inferiore di colore rosso che rappresenta la partecipazione
di tutta la gente alla stessa offerta di Cristo.
Possiamo arrivare alla risurrezione solo immergendoci nella croce di
Gesù. Ecco perché la sede del celebrante si trova proprio
all'interno di questa croce. Nella parte alta della
croce è raffigurato l'AGNELLO pasquale (opera del maestro
Sorgato). Accanto all'altare vi è l'AMBONE per
la parola di Dio. E' come un libro aperto, le pagine sono
segnate dalle incisioni con l'ottone, sono ventisette come i libri del
nuovo testamento. Sulla copertina di questo libro sono
disegnate: l'Alfa e l'Omega, la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto
greco, ad indicare Cristo, Principio e Fine di tutte le code.
Colui che si trova all'interno del libro per la lettura della Santa
Scrittura è soltanto un portavoce, un altoparlante di quello che è
l'autentico messaggio di Dio.
Il lettore e il predicatore devono essere perciò coerenti e conformi all'insegnamento
divino.
Vicino al presbiterio sono posti i due CONFESSIONALI, in
comunicazione diretta con l'altare del sacrificio di
Gesù. Il penitente partecipa dei doni e della grazia
della Pasqua.
Il peccato non è soltanto offesa verso Dio, è un danno che noi
commettiamo nei confronti di tutta la comunità cristiana.
Abbiamo realizzato, poi, a sinistra dell'atrio della chiesa, una cosa più
unica che rara: il SACELLO della Comunione dei Santi, valore
fondamentale per la vita cristiana. Entrando, si vede
come in miniatura una specie di monte Calvario con in mezzo una croce.
Sono appese, poi, le foto in ceramica dei defunti della parrocchia.
Quali i motivi?
Principalmente, l'idea che la morte richiama la risurrezione, la vita
eterna. Siamo nati non per morire, ma per risorgere
con Cristo assieme a tutti i battezzati.
Poi, nella nostra parrocchia non c'è il cimitero. E
così questa cappellina è un motivo per ricordare i propri morti; come
anche l'occasione per una preghiera. Infatti dal sacello,
per mezzo di un vetro, è possibile vedere l'interno della chiesa (la
statua del Cristo Risorto, l'altare, il tabernacolo con l'Eucaristia...).
Il senso della comunione: noi siamo partecipi della grande famiglia di
Dio che è la Chiesa.
La VETRATA sopra la porta principale.
La vetrata nell'idea era questa: il mistero dell'incarnazione di Cristo
che viene sulla terra a fare cieli nuovi e terra nuova.
Si vede, in alto, e porta una mezza luna, segno luminoso di Dio, la
perfezione, il quale attraverso Cristo (Alfa e Omega sovrapposti -
Principio e Fine) si rende presente nella storia dell'umanità.
Questa era l'idea: Dio che è la Luce parte, viene sulla terra.
Dio condivide la vicenda umana, passa in questo mondo, in questa tenda,
in questa valle, entra nel sepolcro e poi risorge. Il
cammino che praticamente siamo chiamati a fare anche noi come cristiani.
Il CERO PASQUALE è il simbolo liturgico di Cristo
Risorto. Viene acceso durante il tempo pasquale (fino a
Pentecoste), nel rito del Battesimo e durante le esequie.
Il PAVIMENTO, ricordavamo anche prima, nella nostra chiesa è
molto significativo. E' come un prato verde con dei
camminamenti; in mezzo ci sono dei fiori e ci sono altri
segni. Si nota innanzi tutto, appena entrati, il segno di
Giona. Come Giona stette tre giorni nel ventre del pesce,
così il Figlio dell'uomo rimarrà tre giorni nel cuore della terra e
poi risorgerà. Giona è segno di Cristo, simbolo della sua
risurrezione. I fatti principali della storia di Giona sono
descritti nel mosaico come una pergamena distesa. Troviamo,
alla fine della storia di Giona, L'Araba Fenice o il pavone.
La mitologia antica narra che questo animale fantastico risorgeva dopo
tre giorni dalle proprie ceneri. Facile per i primi
cristiani vedervi l'allusione dell'immortalità e della
risurrezione. Si sviluppa, poi, l'albero della vita cercando
di creare una magnolia con fiori e foglie.
Una frase della Sacra Scrittura dice: "Chi dall'albero della vita
traeva vittoria( il serpente del peccato originale), dall'albero della
croce veniva sconfitto". Ecco che abbiamo evidenziato,
in mezzo ai rami e alle foglie di quest'albero, il segno della croce di
Cristo sulla quale poi è innalzato l'altare e la sede del
celebrante. L'albero della vita si sviluppa come un tappeto
per tutto il presbiterio.
Credo sia la cosa che
per certi aspetti è la più significativa e bella della
chiesa. Anche persone esperte sono state veramente ammirate
da questo lavoro.