La chiesa come segno 

L' allora Vescovo di Padova, Monsignor Girolamo Bortignon, nel suo ministero e zelo pastorale, aveva ben presente la realtà della nostra zona agli inizi degli anni '70.
al popolazione di Mortise ( come del resto anche in altre parti della periferia cittadina) aumentava sempre di più.  Era necessaria perciò la costituzione di una nuova parrocchia, oltre a quella già funzionante da circa trent'anni della Madonna della Salute.
Ogni comunità cristiana deve avere un luogo specifico per riconoscersi come assemblea, come popolo chiamato a raccogliersi nell'unità e nel nome del Signore, capo della Chiesa dei battezzati.
Perciò, costruire una chiesa in un dato modo, oltre all'aspetto artistico, per il credente (sia egli prete sia egli laico) è soprattutto un atto di fede.   E' opportuno mettere in risalto questo perché quando noi pensiamo alla chiesa, dobbiamo avvertire subito una Presenza, la realtà di Dio che si manifesta all'uomo che umilmente chiede di partecipare alla santità e alla comunione con Dio.
Il senso della chiesa è, quindi, una necessità, un atto di fede, una dimostrazione della fede di fronte al mondo soprattutto nei riguardi del materialismo.   La chiesa deve richiamare ogni persona al senso del soprannaturale e al rapporto con una comunità credente.
Quali sono, dunque, i criteri  che hanno guidato l'ideazione e successivamente la realizzazione della chiesa?
Un primo criterio è stato il tentativo di unire due concetti di chiesa: l'uno antico e l'altro più recente.
Nel passato, il tempio era concepito come casa della divinità, il luogo ove Dio abita.  C'era quindi in noi la preoccupazione di (formare anche architettonicamente) una struttura che richiamasse questa idea sia per il slancio verso l'alto come pure per la sua luminosità ( ad esempio le chiese romaniche e gotiche).   Si doveva avvertire il senso della presenza potente, maestosa e misteriosa di Dio.
L'altro aspetto più moderno di luogo sacro consisteva nel concepirlo in funzione della comunità.
La chiesa è, perciò, il luogo dell'assemblea cristiana, la "casa del popolo" santo di Dio.  L'attenzione quindi a far sì che i fedeli vi si trovino a loro agio, si sentano bene, non siano disturbati da luci o fonti luminose, che l'assemblea partecipi unita nella gioia alle celebrazioni liturgiche.   Preoccupazioni quindi che - all'esterno - la nostra chiesa emergesse veramente tra le case coma la "casa di tutti"  e - all'interno - sia un vero luogo di preghiera, e non soltanto un grande salone.
La chiesa è sorta con il contributo - cosciente o inconsapevole - di tante persone.  Sono stati fatti anche degli incontri allo scopo di discutere e di decidere sui progetti (ad esempio, riguardo alle proposte dell'architetto, al plastico ecc.).
Quello che credo veramente di poter affermare è questo: non è stato fatto nulla in questa chiesa che non sia stato pensato e meditato convenientemente, ogni cosa aveva e ha una sua giustificazione d'essere per la comprensione del mistero di Dio.
Com'è posizionata la chiesa? 
Ricollegandoci ad una tradizione antica, abbiamo voluto posizionare la nostra chiesa verso Oriente.
Cristo è il sole che sorge da Oriente: così tutta la comunità cristiana (cioè la Chiesa dei battezzati) è invitata a rivolgere il suo sguardo al Messia Salvatore, sole che illumina e "scalda" la vita cristiana.
Si è cercato anche di fare in modo che la facciata non fosse parallela alla strada che è davanti, ma che potesse rivolgersi verso una direzione più lontana.

 

Qual'è il principio fondamentale per l'ideazione dell'interno della chiesa?
Una nostra idea "fissa" era quella di favorire (per chi entra in chiesa) una visione globale e unitaria della "casa di preghiera per la comunità"; come era importante che ciascuno fosse attratto a rimanerci, attirato verso un punto nel quale doveva risaltare quasi "fisicamente" la presenza di Dio.  Lo sguardo, quindi, viene rivolto principalmente alla statua del Cristo Risorto.
Si è sentita poi l'esigenza di mettere una "fascia di collegamento" lungo tutta la chiesa portandola così ad unità  Per cui abbiamo ideato e allestito la "via crucis" (cioè la strada della Croce) che non è semplicemente una decorazione, ma costituisce proprio la funzione di collegamento unitario del mistero pasquale di Cristo, della sua passione, morte e risurrezione. 
La struttura assembleare doveva in una certa maniera significare un qualche cosa di passaggio, di provvisorietà: l'idea quindi della TENDA (proprio a questo proposito, per la sua costruzione sono state adoperate delle travi lamellari - invece di travi mastodontiche in cemento armato - che potessero anche dare l'idea di una struttura ancor più slanciata verso l'alto, più leggera...). Anche il PAVIMENTO vuole comunicarci quest'idea: è come un prato verde in cui vi sono anche tanti fiori (al cui centro, in una borchia di metallo, sono incisi i nomi di coloro che hanno lavorato o offerto  qualcosa per tale realizzazione).
Quindi, una tenda perché l'uomo su questa terra è di passaggio, sa che è destinato alla risurrezione.   E così, tutti i segni della chiesa sono principalmente segni di speranza, di risurrezione.
La Chiesa dei battezzati vive nell'attesa della gioia e pienezza eterna.
Ci è venuta, poi, anche un'altra idea, e cioè realizzare la navata della chiesa come fosse un SEPOLCRO.  Non è tomba per la corruzione della morte, ma un sepolcro aperto alla speranza pasquale del Cristo vittorioso sulla morte.  Da notare allora l'uscita dal sepolcro, con la pietra rotolata via e il Cristo che risorge.
I fedeli, quindi, entrano in chiesa come in un sepolcro, ma tutti orientati ad uscire da quella apertura, lasciata dal Cristo Risorto, da quella pietra rovesciata, da quella morte vinta, da un sepolcro aperto alla speranza.   E così anche le finestre (molto strette che sembrano piccole fessure) e le vetrate (in vetro soffiato dall'Inghilterra) aiutano a dare il senso di un sepolcro, pino di luce, di colori che variano a seconda delle opre del giorno e della posizione del sole tanto da rendere all'interno un qual senso di misticismo, di silenzio colmo della presenza di Dio.

Vogliamo ora analizzare alcune parti della chiesa stessa.   All'esterno ci colpisce la FACCIATA.   Essa vuole in qualche modo richiamare i templi antichi, ma con mezzi e anche con indicazioni moderne.
Quindi al posto delle colonne ci sono dei pilastri; al posto dei capitelli ci sono delle greche particolari.   C'è la loggia che vuole dare il senso della profondità del tempio.   L'atrio è composto di tante colonne come tante persone che si trovano all'ingresso del tempio di Dio (è bello infatti vedere i parrocchiani che prima, ma specialmente dopo la Messa fraternizzano insieme parlando "del più e del meno").

Entrando in chiesa, quello che colpisce subito è la grande statua del CRISTO RISORTO (alta più di sette metri, compreso il supporto).   Non è stato facile realizzare tale opera.   L'autore è il professor Roberto Cremesini, realizzatore tra l'altro degli amboni della Basilica del Santo e collaboratore nella ricognizione del corpo di S. Antonio nel 1981.
Avevamo quindi una certa garanzia riguardo le sue capacità artistiche.   Commissionandogli perciò la statua per la nostra chiesa volevamo che il Cristo Risorto fosse proprio quasi sospeso in alto e suggerendo che questa sospensione fosse data dalla Sindone (il lenzuolo che copriva Gesù).   Era il tempo in cui si parlava molto di questa "reliquia" anche perché sembrava e sembra tuttora che sia non soltanto il lenzuolo che descrive la morte di Cristo, ma anche il segno della sua risurrezione.
Il professor Cremesini ci ha fatto alcuni progetti, li abbiamo proposti a delle persone e quello che è stato realizzato è ciò che maggiormente ha riscosso il parere favorevole della gente.   Quindi è stato costruito questo Cristo Risorto prima in gesso (rimasto in chiesa per alcuni anni), e poi in bronzo come si può vedere attualmente.
La statua del Cristo Risorto deve esprimere (per chi la guarda) un senso di sofferenza se quel tale sta vivendo momenti di tristezza, e nello stesso tempo deve esprimere la gioia di colui che viene quasi a partecipare al Cristo Risorto la sua contentezza, il suo modo di vivere felice.
La scultura, vista dai due lati, esprime perciò gioia e anche mestizia.   Oltre a questo si voleva poi che esprimesse non soltanto il senso ascensionale del Cristo dal basso verso l'alto, ma anche l'invito ad andare verso l'alto.   Quindi la mano tesa verso l'uomo per dire: "Ecco: io ti apro la strada, vieni con me".
La statua del Cristo è stata fatta anche tenendo conto di quello che la sindone dice circa la morte in croce di Gesù.    E così, il segno dei chiodi non è nel palmo della mano, ma nei polsi.
Il tratto di Sindone che è sopra la spalla del Cristo sembra quasi uno svolazzare di colombe: segno del dono della pace di Dio offerto all'uomo nella Pasqua del suo Figlio.

 

Dicevamo sopra che la chiesa doveva esprimere sentimenti si speranza, così che l'orientamento è verso la risurrezione.   Questo vale anche per l'immagine della Madonna che tiene tra le braccia Gesù morto. Tale STATUA DELLA PIETA' è stata realizzata ad Ortisei, opera della ditta Moroder, sempre sul progetto e il contributo pratico del professor Cremesini.   Quello che doveva esprimere era appunto un senso di speranza.   La Madonna accoglie il Figlio morto nel suo grembo, però lo contempla risorto.   Proprio ad indicare come ogni dolore umano trova un senso e un significato se viene visto nella prospettiva dell'eternità.   Entrando in chiesa, sulla destra è posto un GRANDE CROCIFISSO. 
Lo scultore desiderava esprimere qualcosa che fosse in maniera veristica l'immagine del tormento di Cristo.   Abbiamo anche chiesto però che non esprimesse il senso dell'angoscia ma quello della fiducia e della speranza nel Padre. 
Gesù, come uomo, ha sofferto e patito molto, noi però l'abbiamo voluto rappresentare nel momento in cui, prima di morire, affida il proprio spirito, la propria vita nelle mani del Padre.    Lo sfondo sia del Crocifisso sia della Pietà, nell'intenzione voleva essere come un manto che copre, perché il mistero della nascita e della morte è sempre avvolto dall'amore si Dio.    Sopra la Madonna c'è una colomba, cioè lo Spirito Santo - Amore di Dio; sopra il Crocifisso c'è l'occhio di Dio Padre - l'Amore di Dio accompagna il nascere e il morire di ogni persona umana.    Ai piedi del crocifisso ci sono sette fiori di loto che vogliono ricordare i sette sacramenti della salvezza, scaturiti dal sangue e dall'acqua del costato di Cristo.   Per gli orientali il loto è il fiore della divinità e dell'immortalità.   Ai piedi della statua della Madonna invece è scritta nel marmo la frase di Gesù che affida a Giovanni (che in quel momento ci rappresentava tutti) sua Madre.    Accanto all'altare, sulla destra, c'è il TABERNACOLO.    Gesù con la risurrezione ha iniziato l'ottavo giorno, il giorno senza tramonto.   L'ottavo giorno si apre a noi quando partecipiamo in pienezza al sacrificio di Gesù, mangiando la Carne e bevendo il Sangue di Cristo.   Il tabernacolo è raffigurato come un sole che nasce, il sole dell'ottavo giorno.    Cristo è il sole che illumina la nostra vita e ci permette di entrare nell'eternità, di vivere per sempre.    Dall'altro lato dell'altare, si trova il FONTE BATTESIMALE ideato secondo alcune considerazioni bibliche.    Noi siamo stati battezzati dall'acqua e dallo Spirito Santo.    Al momento del  battesimo, l'acqua versata sul capo del bambino scivola sulla colomba (lo Spirito Santo) scavata nella pietra, quasi ad indicare il carattere indelebile della figliolanza con Dio.   Accanto c'è una piramide dorata per indicare che noi siamo stati battezzati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.   
Il fonte battesimale viene anche rappresentato come una vasca tagliata a metà: all'intorno sono stati messi dei pezzetti di piastrella azzurra (in gradazione dal blu al celeste) per ricordare l'acqua. 
Al centro della chiesa è posto l'ALTARE che è collegato strettamente alla statua del Cristo Risorto, cioè al mistero centrale della fede che è la Pasqua del Signore.    L'altare (in pietra) è posto sopra una CROCE di legno, ricavata nel pavimento: la croce abbandonata da Cristo che sale glorioso al cielo.
L'altare è composto da una duplice mensa, quella superiore del sacrificio di Gesù e quella inferiore di colore rosso che rappresenta la partecipazione di tutta la gente alla stessa offerta di Cristo.
Possiamo arrivare alla risurrezione solo immergendoci nella croce di Gesù.   Ecco perché la sede del celebrante si trova proprio all'interno di questa croce.    Nella parte alta della croce è raffigurato l'AGNELLO pasquale (opera del maestro Sorgato).    Accanto all'altare vi è l'AMBONE per la parola di Dio.   E' come un libro aperto, le pagine sono segnate dalle incisioni con l'ottone, sono ventisette come i libri del nuovo testamento.    Sulla copertina di questo libro sono disegnate: l'Alfa e l'Omega, la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco, ad indicare Cristo, Principio e Fine di tutte le code.
Colui che si trova all'interno del libro per la lettura della Santa Scrittura è soltanto un portavoce, un altoparlante di quello che è l'autentico messaggio di Dio.
Il lettore e il predicatore devono essere perciò coerenti e conformi all'insegnamento divino.
Vicino al presbiterio sono posti i due CONFESSIONALI, in comunicazione diretta con l'altare del sacrificio di Gesù.    Il penitente partecipa dei doni e della grazia della Pasqua.
Il peccato non è soltanto offesa verso Dio, è un danno che noi commettiamo nei confronti di tutta la comunità cristiana.
Abbiamo realizzato, poi, a sinistra dell'atrio della chiesa, una cosa più unica che rara: il SACELLO della Comunione dei Santi, valore fondamentale per la vita cristiana.    Entrando, si vede come in miniatura una specie di monte Calvario con in mezzo una croce.
Sono appese, poi, le foto in ceramica dei defunti della parrocchia.     Quali i motivi?
Principalmente, l'idea che la morte richiama la risurrezione, la vita eterna.    Siamo nati non per morire, ma per risorgere con Cristo assieme a tutti i battezzati.
Poi, nella nostra parrocchia non c'è il cimitero.    E così questa cappellina è un motivo per ricordare i propri morti; come anche l'occasione per una preghiera.   Infatti dal sacello, per mezzo di un vetro, è possibile vedere l'interno della chiesa (la statua del Cristo Risorto, l'altare, il tabernacolo con l'Eucaristia...).
Il senso della comunione: noi siamo partecipi della grande famiglia di Dio che è la Chiesa.

La VETRATA sopra la porta principale.
La vetrata nell'idea era questa: il mistero dell'incarnazione di Cristo che viene sulla terra a fare cieli nuovi e terra nuova.
Si vede, in alto, e porta una mezza luna, segno luminoso di Dio, la perfezione, il quale attraverso Cristo (Alfa e Omega sovrapposti - Principio e Fine) si rende presente nella storia dell'umanità.
Questa era l'idea: Dio che è la Luce parte, viene sulla terra.  Dio condivide la vicenda umana, passa in questo mondo, in questa tenda, in questa valle, entra nel sepolcro e poi risorge.   Il cammino che praticamente siamo chiamati a fare anche noi come cristiani.
Il CERO PASQUALE è il simbolo liturgico di Cristo Risorto.   Viene acceso durante il tempo pasquale (fino a Pentecoste), nel rito del Battesimo e durante le esequie.
Il PAVIMENTO, ricordavamo anche prima, nella nostra chiesa è molto significativo.   E' come un prato verde con dei camminamenti; in mezzo ci sono dei fiori e ci sono altri segni.   Si nota innanzi tutto, appena entrati, il segno di Giona.   Come Giona stette tre giorni nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo rimarrà tre giorni nel cuore della terra e poi risorgerà.   Giona è segno di Cristo, simbolo della sua risurrezione.   I fatti principali della storia di Giona sono descritti nel mosaico come una pergamena distesa.   Troviamo, alla fine della storia di Giona, L'Araba Fenice o il pavone.
La mitologia antica narra che questo animale fantastico risorgeva dopo tre giorni dalle proprie ceneri.   Facile per i primi cristiani vedervi l'allusione dell'immortalità e della risurrezione.   Si sviluppa, poi, l'albero della vita cercando di creare una magnolia con fiori e foglie.
Una frase della Sacra Scrittura dice: "Chi dall'albero della vita traeva vittoria( il serpente del peccato originale), dall'albero della croce veniva sconfitto".   Ecco che abbiamo evidenziato, in mezzo ai rami e alle foglie di quest'albero, il segno della croce di Cristo sulla quale poi è innalzato l'altare e la sede del celebrante.   L'albero della vita si sviluppa come un tappeto per tutto il presbiterio.

Credo sia la cosa che per certi aspetti è la più significativa e bella della chiesa.   Anche persone esperte sono state veramente ammirate da questo lavoro.