croweitalia - Le Storie

 

Dopo notevole fatica (il file era un pochino lungo, Frontpage e' crashato 8 volte di seguito... ^__^) sono onorata di presentare il primo resoconto di un raduno scaturito da questo sito. Non e' il primo raduno, ma si fosse mai degnato nessuno di scrivere qualcosina... :-)) quindi ringrazio di cuore lucy, grace e angie per aver condiviso con noi le gioie e i dolori del loro incontro nella dolce Trinacria... (lampedusa)

 

 

THE FAR SIDE OF THE WORLD

 

(Il posto più lontano dal resto della penisola)

 

Personaggi e interpreti: (Cast)

 

Capitano (captain): Lucy Aubrey

Secondo pilota (mate): Grace Maturin

Donzella (damsel): Angie Aurevèr

Strabonazzo (good looking): Russell Crowe

 

 

Regia di: (Directed by): Farla Mc Sporca (To Do the Mc Dirty)

Scritto da: (Screenplay by) :Grace e Lucy: (All together)

Fotografia: (Photos): Angie

 

Adattamento dalla serie: “La vita reale di tre donne + Russell” (il più famoso libro al mondo dopo la Bibbia)

(Adaptation of “ The three women + Russell real life” series, the most famous book in the world after the Bible)

 

Data di realizzazione: (release date):

Aprile anno del signore 2002

( April the rabbitohs year)

 

Locazione (che non vuol dire affitto) Sicilia:

(Location): Sicily:

Catania, Messina, Taormina

 

Budget: $135 million

 

Atto 1°

Scena 1

Location: Catania

Sabato 13 Aprile:

 

Nave ammiraglia, interno giorno, ore 16,00 circa

Il capitano di vascello Crowe’s Devoted, Lucy, si appresta a scendere dal suo veliero per andare alla stazione ad accogliere il suo passeggero, la dolce Angie, che arriva da quel di Salerno, dopo 7 ore di treno che sarebbero anche una passeggiata se non fossero comprensive di due ore di sosta sul traghetto.

E’ la scomunica siciliana: ma gli isolani hanno fede, prima o poi la Sicilia si avvicinerà al continente e delle promesse del ponte sullo stretto se ne faranno un baffo.

Berlusconi è avvertito: forti di questo, gli si potrebbe consigliare urbanamente di fare altre promesse; il tempo provvederà, basta avere pazienza, solo altri 2000 anni e la Sicilia sarà unita al resto d’Italia.

Il capitano è in ansia, si dà una rapida occhiata allo specchio e impreca fra i denti: il panciotto le tira sullo stomaco e la calzamaglia di bianco cotone leggero lascia trasparire i buchetti della cellulite.

Accidenti alle diete non fatte!

Ci teneva tanto ad essere in forma per superare il distacco generazionale! ma tant’è ed oramai i giochi sono fatti.

Dà uno sguardo alle foto del suo grande amore, Russell dai mille volti, che la guarda con occhi sornioni dal grande sughero postato nella cambusa della nave e sembra dirle.” eheheheh!! I am still here, scimunita, vai, vai!!”.

Stazione, esterno giorno, ore 17,30 circa

 

Con un ritardo di soli 15 minuti (da annoverare nel Guinness dei primati) arriva il treno. Il capitano si avvia verso la carrozza della fanciulla e cerca di individuare la creatura mai vista prima. Il desiderio di fuga è grande e anche quello di trasformarsi seduta stante in una top model o in una basola del pavimento.

Pensa, con rammarico, che queste sensazioni normalmente le ha per il giovanotto con gli occhi verde azzurri, la camminata da bovaro, e il sorriso da “ti faccio secca” che ha ingentilito le pareti della cucina del suo veliero. Mah! E’ pur vero che gli esami non finiscono mai.

Ed eccola, la individua subito: jeans, maglietta rossa, giacca di pelle, scarpe da tennis, capello lungo Morticia style e sorriso dolcissimo. Quanto è giovane, carina e magra!

La tenera creatura la abbraccia e le dice: “Ti ho riconosciuta dal treno”.

Certo, non c’erano altri Calimeri in stazione.

Si va subito per gelati. (Consiglio a tutte un gelato siciliano, più che altro è una poesia sul tema, stempera l’ansia nella dolcezza, ripristina le funzioni dello stomaco rattrappito e riconcilia con l’umanità e con se stessi. E ingrassa, va detto per dovere di cronaca).

Sedute al tavolino (all’aperto perché nel resto della nazione piove, ma qui ai tropici il sole splende normalmente alto in Aprile) il capitano nota che alla bella fanciulla tremano le mani.

Oilà, è anche lei tesa e imbarazzata, urge una Russellcura!

Ed ecco la prima razione di ciccio in pillole: tono soft, lieve, niente di pedestre. Due educande alla festa parrocchiale: bon ton e maneggiare l’argomento con cura, come se stessero parlando di Padre Pio e non di quell’accidente di maschiaccio sul calzino del quale hanno, per mesi, postato messaggi virtuali di bramosia pecoreccia.

Tornate alla nave, dopo qualche ora i toni cominciano a riscaldarsi, soprattutto dopo aver preso visione delle foto nella cambusa, di qualche chicca russelliana in videocassetta, dopo essersi riconciliate con le loro paure davanti ad un piatto di cus-cus, dopo abbondanti libagioni culminate con il limoncello fornito dalla real casa.

Si tira tardi tra pensieri filosofici, ringraziamenti a Jocelyn e consorte che una notte di 38 anni fa dovevano essere in un particolare stato di grazia per concepire tanto miracolo, al Padreterno che le ha riunite su questa terra e a loro che hanno il coraggio di viverci.

Sembra uno dei discorsi di Russ. God save the… e anche loro, come lui, a questo punto, sono piuttosto ciucche.

Conscie del fatto che l’oggetto del loro disquisire avrebbe finito in ben altra gloria la nottata, il capitano e la sua ospite si ritirano ognuna nella propria cuccetta, sperando che l’alcool obnubli la consapevolezza della carenza di materiale umano con cui santificare diversamente l’avvenimento e la notte.

Domenica, lunedì e martedì

Giornate di gozzoviglia intensa, il capitano e la fanciulla vanno bordesando con il vascello in giro, scendendo di porto in porto per visitare luoghi turistici, osterie, ritrovi alternativi, all’insegna del “carpe diem”.

Eliminato qualunque senso del pudore, scendono in particolari intimi sull’anatomia del calzino australiano, ipotizzano nuove performances da Kamasutra, sezionano il ciccio in appetitose porzioni, lo condiscono con argomenti ribaldi e lo mangiano voluttuosamente a piccoli morsi.

Ogni tanto, in qualche sprazzo di lucidità, affermano con vigore che nessun attore è migliore di lui, che gli hanno fatto una carognata a non dargli l’Oscar, che avrà anche un caratteraccio ma, che cavolo!, se un uomo ha carattere ben venga l’intemperanza verbale. Si rammaricano di non poter conoscere di persona un uomo che, al di là delle apparenze, deve essere dolcissimo, protettivo. Un uomo che conserva alti i valori della famiglia, dell’amicizia. Un uomo che è sempre se stesso e lo afferma con vigore.

Arrivano ad illanguidirsi sulle sue piccole debolezze, sulle sue presunte infelicità, sul suo desiderio di amore che lo porta a scelte sbagliate.

E su questo inizia con un linguaggio da taverna l’anatema prima lento come una catilinaria e poi sempre più convulso:

“accidenti a tutti i pechinesi, scopini del WC, baccalà canterini, bestiole al seguito, odiose, supponenti, mediocri, che gli stanno appese al braccio per trarne un profitto: occhio, finocchio, prezzemolo e malocchio, presto! una bambola per fare un vodoo, vai con gli spilloni, prendi la cera per il golem, dove hai messo le ali di pipistrello?, non trovo più la pagina dei malefizi, ecchecacchio, ti sei seduta sulle lingue di drago!”

Potenza dell’uomo!, la dolce Angie, tutta sorrisi e fossette, colei che ha raccolto mazzetti di fiori di campo per donarli al capitano in una fase agreste delle loro scorribande, Angie dal viso d’angelo e dalla voce di miele si trasforma in una Erinni vendicatrice alla frase “ciccio in balia di…” e il capitano, persona di grande raziocinio, faro delle sue genti e da queste soprannominata Von Bismarck (per questa nomea c’è il sospetto che ci si riferisca soprattutto alle sue tendenze culinarie), sbraga in una versione siculo normanna di “Attrazione fatale”.

Dall’alto del suo sughero nella cambusa Russellciccio guarda tutto ciò e sogghigna: la passione delle donne da sempre gli tiene alto il morale.

E non solo quello.

 

Atto 2°

Scena 2

 

Location: Messina

Mercoledì 17 aprile, esterno mattina, ore 10,10 circa.

Il tenente di vascello Babbiona Grace non sta nella pelle per l'eccitazione mentre sulla vecchia scialuppa Feroza I si reca all'incontro con gli altri due membri dell'equipaggio della Crowe's Devoted. Nella sua mente si affolla una miriade di sensazioni diverse.

L'ansia per la paura che il Capitano Lucy e Damsel Angie rimangano deluse dalla sua persona si mescola alla felicità di conoscerle. Le sue zampe di gallina (che ironia che in inglese le chiamino "crow's foot"!) la guardano impietose dallo specchietto retrovisore ma lei non si lascia intimorire perchè solo le più impavide si arruolano nella Crowe Loyal Navy.

Così alle ore 10.30 Grace supera l'ultima boa-semaforo e accosta dietro la poppa della lancia del Capitano Lucy che sbarca con Damsel Angie.

Le tre donne esprimono subito il loro giubilo mediante abbondante emissione di gridolini di gioia, risate, abbracci, baci, confusione e tentativo di intralcio del traffico.

In un attimo di recupero della ragione Grace riprende in mano la situazione e invita Lucy a seguirla fino al proprio alloggio.

Giunte sul posto sono talmente desiderose di esprimere tutti i pensieri e le sensazioni che si accavallano nella loro mente che, anche per la consapevolezza che una sola giornata non può bastare per raccontarsi tutto ciò che vorrebbero, procedono in modo caotico, saltando continuamente di palo in frasca, con Grace che interrompe continuamente le altre due in preda ad un terribile attacco di logorrea.

Sempre discutendo animatamente si trasferiscono nella cambusa dove Grace prepara uno dei suoi famosi "dirty water coffee" accompagnato però da squisitezze pasticcere di un tale potenziale calorico che, se solo avessero ancora un briciolo di ritegno, dovrebbero distogliere lo sguardo da quello dei numerosi Russell che le guardano dallo sportello del frigorifero al quale sono ancorati con delle calamite.

Invece non solo lo sostengono (lo sguardo), ma anzi si lasciano andare a velenosi, perfidi, lividi commenti sulla magrezza/inconsistenza di una creatura parassita della fauna australiana metà cane/metà donna (nome scientifico "spencer-raptor australopitecus") che infesta con la sua presenza alcune aree costiere del New South Wales ed il cui morso causa il rincitrullimento del corvo reale, razza pregiatissima per le sue fantasmagoriche piume variegate di assoluta rarità e quindi specie protetta dal WWCFF (Wild Women Crowe Fond Fund).

Durante questa sosta in cambusa sopraggiunge anche la preannunciata chiamata di un quarto membro dell'equipaggio che è rimasto bloccato in una rada della costa calabra da una tempesta con mare forza 8.

Si tratta del Capitano di corvetta Lynn Cheamabud, fedelissima componente del consiglio di amministrazione del Fund, nota per le declamazioni deliranti mattutine quando, al risveglio, si rende conto che tutto quello che ha russvissuto durante la notte era solo un sogno.

Le tre "pie" donne tentano di consolarla per la mancata partecipazione all'incontro ribadendo la volontà di ripetere l'esperienza appena possibile.

Subito dopo il colloquio con Lynn viene contattato un altro glorioso membro della C.L.N., il tecnico di bordo Kya Web (nome in codice NSdM), un elemento che si è sempre distinto per il certosino lavoro svolto su riservatissimi documenti multimediali, esperta in file "rm, ram, rp, rv, au, avi, mpeg, mp2, mp3, ssm, gif, cda, cct e bot".

Purtroppo negli ultimi tempi la poverina viene guardata con sospetto dai vicini di casa i quali, dopo aver sentito provenire dalle finestre del suo appartamento, una voce maschile che, alternando impeto a sensualità, ripeteva senza sosta le parole "Oooookkeiiiii!!", "porta" e "portacenere", ritengono che possa trattarsi di messaggi cifrati o molto peggio.

Al termine di questa conversazione con Kya Web, sempre esprimendo con toni alternatamente fintoprofessionali e sbavpecorecci le loro opinioni su quello che Lucy chiama con nonchalance "Russell" , Grace "u figghiu duci" (forse per sensi di colpa dovuti all'età), Damsel Angie semplicemente "lui", le tre escono per raggiungere Ganzirri, una ridente zona lacustre del messinese famosa per l'allevamento delle cozze, gustosissimi molluschi, e qui continuano le loro dissertazioni filosofiche davanti a piatti marinari.

Al rientro nell'alloggio di Grace, le tre, che pure non hanno bevuto alcolici, tranne una piccola birra la Angie, si lasciano andare a commenti liberatori sulle più umane doti du figghittu, toccando livelli poetici tali da far arrossire i grandi della letteratura dell'eros, mentre Grace, rimossa ogni remora inibitoria, arriva persino a tradurre a voce alta qualcosa che mai nella sua vita avrebbe creduto di essere capace neppure di leggere per conto proprio.

Alla fine le risate sono tante che mentre le tre si trovano in veranda per suggellare con delle fotografie il ricordo dell'incontro, le due più anzianotte sono costrette a fare, praticamente piegate in due, una fuga strategica in appositi locali dell'alloggio.

Che fortuna che abbiano inventato i doppi servizi!!

Ma il sole comincia a calare dietro la verde collina, i cuori si intristiscono. Quando il Capitano dice che è ora di veleggiare verso sud Grace tenta di protestare, Angie appare smarrita. E per non staccarsi fino alla fine (ma anche per una sana paura che si perdano strada facendo) Grace decide di accompagnarle fino al molo/casello della A18.

Qui si abbracciano quasi in lacrime promettendo di rivedersi se è possibile il sabato successivo.

Risalgono sulle rispettive imbarcazioni, il cuore gonfio di tristezza.

Ed è qui che il Capitano Lucy, forte della sua pluriesperienza di pilota, rimane incastrata con la mano nella cintura di sicurezza e solo dopo numerosi tentativi, mentre Babbiona Grace irriguardosamente ride a crepapelle sulla Feroza I, riesce a liberarsi e a salpare con Damsel Angie la quale, intanto, forse rimpiange di non aver anche lei usufruito dei servizi prima di lasciare l'alloggio di Grace.

Atto 3°

Scena 3

 

Location: Catania e dintorni

Giovedì e venerdì

Giornate dedicate alla riflessione: quanto costa un viaggio in Australia? E, come ripiego, quanto una vacanza in quel di Baja (Messico) dove da Giugno Cicciobonazzo lavorerà?

(Da S. Diego è un salto. La disgrazia è arrivarci)

(Potremmo arrivarci a nuoto? a volo d’uccello? strisciando quatte quatte?)

(Qua hanno girato anche Titanic, ma chi se ne frega!)

Con la faccia da cemento il Capitano e la donzella vanno in una agenzia di viaggi e lasciano intendere di essere fortemente interessate ai due percorsi come se si trattasse di una gita fuori porta. Assoluta nonchalance all’indirizzo del denaro, del clima (in Messico si cuocerà dal caldo, agli antipodi sarà inverno). L’ideale.

Con la massima serietà propongono tre settimane di fly and drive perché, of course, è così che si viaggia. Il solo viaggio è una sberla da niente già in classe turistica (10-12 ore con le ginocchia in bocca e 2 nottate in aereo), perciò si chiede una best class per la modica cifra supplementare di un cocuzzone a testa. L’affitto dei campers o della macchina è micidiale quasi quanto la guida a sinistra, la patente internazionale e una serie di multe da sballo se riporti il mezzo anche solo non lavato.

Ma l’intrepido marinaio e la sua avventurosa amica sono scatenati e alla proposta dell’impiegato di farsi anche una settimana di riposo in un resort dopo tanto viaggiare annuiscono vigorosamente.

Ma sì!!, settimana più, settimana meno, chi se ne f**tte, si lavora tutto l’anno come schiavi, si avrà pure il diritto ad un mese di vacanza all’altro capo del mondo. E che sarà mai, euro più euro meno……..

Escono dall’agenzia rinvigorite, lasciando l’impiegato convinto che sicuramente vincerà un premio per aver saputo impiattare un viaggio del genere.

Il Capitano Lucy pensa che sarà bene che cambi marciapiede ogni volta che passerà da lì e propone la panacea di tutti i mali: una bella giocata al superenalotto. Hai visto mai?

Atto 4°

Scena 4

 

Location: Taormina

Sabato 20 aprile, esterno, h.10.00 circa.

 

Il secondo incontro delle tre donne avviene in un luogo di fiaba. Taormina le accoglie con i suoi profumi di zagara, mirto, erica e ginestra selvatica.

E' tutto uno sfolgorìo di colori sotto il caldo sole primaverile, un mare e un cielo con cui forse (ma non è detto, stando a quel che dice Teresa, un'amica suora di Grace) neppure gli occhi di Russell possono competere in bellezza e colore.

Mentre si arrampicano lungo il corso dell'antico borgo, Angie riesce a stento a trattenere l'entusiasmo che prova ad ogni angolo, ad ogni piccolo scorcio fiorito.

Quando poi, per la prima volta, mette piede nel teatro greco, ammutolisce affascinata dalla bellezza delle rovine.

Inoltre qualcosa nella struttura le ricorda le antiche arene che videro gli scontri gladiatoreschi.

Così Angie, colpita da una strana sindrome molto simile a quella di Stendhal ma conosciuta come Sindrome di Maximus, decide di salire correndo le gradinate fino alla parte più alta (e non è una passeggiata, ogni scalino è altissimo perché i nostri avi saranno stati sì più bassi ma dovevano avere le gambe d’acciaio).

Il capitano e il suo secondo, che si guardano bene dall’emularla per non dare uno spettacolo indecoroso ai rappresentanti delle varie nazioni che frequentano il sito scattando fotografie, fanno le furbe gridandole dietro le frasi storiche: “Strength and Honour!”, “Unleash Hell”, facendosi ugualmente conoscere per quelle che sono: due fanatiche passatelle, dai turisti che le guardano allibiti.

Giunta in cima del tutto sfiatata, come se non bastasse, Angiesmile si trova davanti al panorama anch'esso mozzafiato che si incastona fra le mura semidiroccate del teatro: la costiera di Naxos, la lunga striscia di sabbia dorata, una miriade di verdi e di colori, e in fondo il grande vulcano, che la guarda sornione sbuffando come un bell’uomo australiano che fuma sdraiato una buona Marlboro.

(Ecco cosa vedevano gli occhi di Angie - Maximus, una volta in cima)

Angie si riscuote, raccoglie le forze, e la passeggiata riprende con altre soste in luoghi talmente magici che ci si può illudere che il tempo non esista, che non ci sia paradiso sulla terra più bello di questo, neanche fra le colline di Nana Glen.

Anche il caffè, coperto da una montagna di panna, viene assaporato fra il verde e il sole di una terrazza, come se fosse ambrosia.

E assaporata è anche la gioia di poter condividere tutto questo.

Le tre donne, si chiedono incredule come sia possibile che tutto questo stia capitando proprio a loro.

Devono ringraziare Dio? Certo.

Devono ringraziare i signori Alex e Jocelyn? Certo.

Devono ringraziare una webmaster che ama le isole del sud? Certo.

Devono ringraziare la buona sorte? Certo.

Devono ringraziare il figlio che Jocelyn partorì 38 anni fa? Certo.

Ma soprattutto devono ringraziare il loro coraggio, il loro cuore sempre fanciullo, e il loro grande, colossale, incommensurabile, modestissimo buon gusto in fatto di uomini.

P.S.: (Nota a margine del Capitano) “Voi tutte/i siete state/i con noi in questa settimana, di tutte/i abbiamo ricordato le battute in messaggeria e in chat, l’amicizia nata, la comunione di pensiero, il piacere di sentirci affratellate/i dalla condivisione di un sogno in comune, la capacità di travalicare le età, i momenti neri e lo spazio che ci divide. Grazie a tutte/i per averci accompagnato in spirito e la prossima volta speriamo di poterci vedere di persona. Un abbraccio Russellfolli, un abbraccio di cuore!

 

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