CONCLUSIONI |
Il cammino verso una compiuta integrazione degli Stati membri della Comunità europea non può certo dirsi concluso; molti ostacoli, infatti, si frappongono ancora alla realizzazione dellambizioso progetto avviato nel 1957 con i Trattati di Roma.La Comunità è lontana dallessere un sistema sovranazionale autonomo; lo dimostrano, tra le altre cose, lassenza di una vera politica estera comune e di un sistema di difesa integrato a livello comunitario. È il Parlamento, tuttavia, il perno della Comunità europea, perciò, è ad esso che dovrebbero essere riconosciuti tutti i poteri necessari ad operare in maniera simile alle altre assemblee elettive nazionali. In mancanza di ciò, la consultazione di massa non avrà un reale peso politico. Ciononostante, le elezioni europee hanno sempre avuto alcuni significati politici che non possono essere trascurati.Occorre, infatti, riconoscere che esse sono comunque un fatto per niente trascurabile di ampia mobilitazione politica. Basti pensare che, ogni cinque anni, in Paesi diversi, vengono chiamate alle urne circa duecento milioni di persone, nello stesso giorno e per lo stesso obiettivo. Inoltre, le elezioni europee permettono di misurare, in un dato momento, disposizioni ed atteggiamenti delle popolazioni verso una pluralità di attori politici e di istituzioni e costituiscono, comunque, un dato importante per le forze politiche nazionali per constatare il proprio livello di consenso.Dunque, le elezioni europee meritano di essere studiate, da un lato perché indicano laffezione delle varie popolazioni per le istituzioni comunitarie, dallaltro perché costituiscono un valido strumento di analisi di politica interna per i singoli sistemi.Un indicatore significativo per valutare laffezione delle popolazioni per le istituzioni comunitarie è rappresentato dallaffluenza alle urne. La partecipazione elettorale, ovviamente, ha livelli medi diversi in ogni Paese, secondo la tradizione del sistema elettorale, le forme organizzative dei partiti e il loro impegno nella campagna elettorale, lobbligatorietà o meno del voto.In particolare, si è potuto notare come la percentuale di votanti alle prime elezioni europee sia stata superiore rispetto a quelle del 1984: 63,2% nel 1979 contro il 59,2% del 1984. Si potrebbe, dunque, parlare di una crescente disaffezione verso lEuropa; ma non si può generalizzare così facilmente.La partecipazione elettorale nel 1984 è, infatti, cresciuta in due Paesi dove il suo livello era stato molto basso nel 1979, la Gran Bretagna e la Danimarca.Questo dato potrebbe sembrare un paradosso, soprattutto se si tiene conto del fatto che proprio in questi due Paesi cerano i partiti più tiepidamente europeisti, quando non addirittura antieuropeisti. Leggendo con attenzione i dati dei risultati elettorali, però, si può notare come, in particolare in Danimarca, il leggero aumento dellaffluenza alle urne sia da collegare alla più intensa campagna elettorale svolta proprio dalle liste antieuropeiste.Un altro caso che potrebbe confermare lipotesi di una disaffezione verso le istituzioni europee e quello dellIrlanda. In questo Paese, infatti, cè stato un crollo della partecipazione elettorale del 15,8% rispetto alle prime elezioni del Parlamento europeo, probabilmente dovuto allinsoddisfazione per le scelte della CEE, in particolare nel settore della politica per lagricoltura.Anche in Italia, che pure aveva uno dei livelli più alti di partecipazione al voto, nel 1984 si è dovuto registrare un calo dell1,5% rispetto al 1979.Considerando, invece, le elezioni europee come uno strumento di analisi di politica interna, si usa definirle come elezioni di <<second order>>, cioè alla stregua di quelle regionali, provinciali, comunali.Con queste hanno in comune il più basso livello di partecipazione al voto rispetto alle elezioni dei Parlamenti nazionali e il fatto che le campagne elettorali, sebbene si svolgano su di una vasta gamma e mescolanza di popolazioni, si rivolgano, più che alle formazioni partitiche europee, a quelle nazionali. Inoltre, il voto espresso nelle elezioni di <<second order>> soggiace spesso a finalità tattiche degli elettori che intendono mandare segnali ai partiti nazionali.Per questi e per gli altri motivi trattati, si può dire che le elezioni del Parlamento europeo rappresentino un avvenimento importante, offrendo validi strumenti di analisi tanto sul piano interno quanto su quello comunitario, ma fintantoché il Parlamento europeo non avrà tutti i poteri riconosciuti alle assemblee elettive nazionali, non si potrà dire che lintegrazione europea sia stata definitivamente compiuta. |
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