Modulo 14: Valutazione e TIC
14.1. Progettazione delle prove di valutazione
14.1.1. Tipologia di valutazione e tipologia di prove
Per cogliere la rilevanza della valutazione
nella qualità dell'istruzione, occorre ricordare che la formazione
scolastica è un'attività di tipo sequenziale. Il carattere
sequenziale costituisce un criterio per interpretare il curricolo degli
allievi, ma anche l'organizzazione del lavoro nelle scuole. Il collegamento tra
valutazione della qualità dell'istruzione e programmazione didattica, consente
di interpretare la valutazione come un flusso circolare di giudizi che
investono ogni aspetto del processo formativo, sia nelle sue fasi di
progettazione e organizzazione, sia in quelle di realizzazione.

Vertecchi,
Manuale della valutazione – Editori Riuniti
Cap.VI - Tav.5. Le
quattro funzioni della valutazione
Nella pratica scolastica quotidiana per la
verifica del profitto, si ricorre quasi soltanto alle interrogazioni e ai
compiti in classe, lasciando così cadere moltissime occasioni valutative.
L'attività didattica procede in modo indifferenziato e si conclude
con l'accertamento di quanto ciascun alunno ha appreso. Il complicarsi dei
quadri formativi invece, richiede una proposta didattica differenziata
a seconda delle necessità che, per ciascun allievo, si manifestano nel corso
del processo di apprendimento. Pertanto è possibile
distinguere:
·
una valutazione iniziale o di ingresso, che ha lo scopo di
effettuare una ricognizione delle conoscenze che l'allievo possiede all'inizio
di un determinato itinerario di studi (valutazione dei prerequisiti).
E' una valutazione di tipo diagnostico.
·
una valutazione intermedia (formativa),
che ha lo scopo di offrire la possibilità di un'immediata compensazione di
eventuali difficoltà incontrate dall'allievo nell'apprendimento. Anche questa è una valutazione di tipo diagnostico.
·
una valutazione finale a compimento di
un'attività di formazione (sommativa).
·
una valutazione predittiva, che ha lo scopo
di anticipare, sulla base degli elementi di valutazione di cui si dispone,
quale sarà il successo che un allievo potrà conseguire scegliendo un certo
indirizzo di studi. E' una valutazione di tipo prognostico.

Vertecchi,
Manuale della valutazione – Editori Riuniti
Cap.VII – Fig.25. Aspetti
della valutazione nel processo di insegnamento-apprendimento
14.1.2. Progettazione di prove di valutazione
Al fine di progettare una prova di valutazione,
occorre tener presente alcune condizioni:
·
definizione degli
obiettivi: stabilire con esattezza
cosa si vuole verificare;
·
validità: strutturare
la prova in modo che le prestazioni richieste siano direttamente connesse agli
obiettivi di apprendimento;
·
attendibilità:
ottenere informazioni non ambigue e rilevabili in modo univoco da diversi
osservatori e per diversi allievi.
Il verificarsi delle tre condizioni precedenti,
assicura l'obiettività della valutazione.
Una prova di valutazione ha lo scopo
di sollecitare l'allievo a manifestare il suo apprendimento (stimolo);
attraverso la risposta, l'allievo reagisce alla sollecitazione
ricevuta dal docente.
Questa
premessa è valida anche per prove di valutazione automatizzate che ben si
prestano a soddisfare il bisogno del docente di disporre di
prove strutturate, che lo liberino dalla fatica della correzione e che
consentano all'allievo di avere una valutazione in tempo reale. Se poi la somministrazione avviene on line, con la
trasmissione dei risultati ad un server, la prova automatizzata diventa uno
strumento formidabile per l'autoapprendimento o per
l'apprendimento a distanza.
|
STIMOLO APERTO Esempi: |
STIMOLO CHIUSO Esempi: |
|
STIMOLO APERTO Esempio: |
STIMOLO CHIUSO Esempi: |
Vertecchi, Manuale della
valutazione - Editori Riuniti
Cap.VII Classificazione delle prove di valutazione
14.1.3. Strutturazione dei contenuti
I contenuti di una prova di valutazione sono
direttamente correlati al tipo di verifica e a ciò che con la prova si vuole
misurare.
In una verifica iniziale (test d'ingresso) il docente, una volta
definiti i prerequisiti di partenza, vuole verificare se la classe e il singolo
alunno ne siano in possesso al fine di tarare la sua programmazione didattica
annuale.
Pertanto strutturerà i contenuti del test in modo da
accertate le conoscenze di base possedute dai singoli allievi.
In una verifica intermedia (formativa/sommativa) il docente non si
limiterà a verificare le conoscenze acquisite nel processo di
apprendimento, ma valuterà anche il possesso di abilità semplici e
complesse. In una verifica terminale (superamento del debito formativo)
il docente dovrà accertare se l'allievo ha raggiunto gli obiettivi minimi
previsti nella sua programmazione annuale o meglio in quella del suo
dipartimento. Questo è un punto particolarmente delicato, perché
coinvolge nella valutazione docenti della stessa
disciplina operanti in classi diverse che devono aver preventivamente
concordato uno standard minimo di raggiungimento degli obiettivi
|
CONOSCENZA |
di contenuti specifici |
|
COMPRENSIONE |
traduzione |
|
APPLICAZIONE |
|
|
ANALISI |
di elementi |
|
SINTESI |
produzione di una comunicazione unica |
|
VALUTAZIONE |
capacità di esprimere giudizi in termini di criteri interni |
Vertecchi, Manuale della
valutazione - Editori Riuniti
Cap.VIII - Tav.7. La
tassonomia degli obiettivi cognitivi di B.S.Bloom
14.1.4. Scrittura dei quesiti
L'apprezzamento oggettivo della qualità delle
prestazioni dell'allievo, si può ottenere solo utilizzando prove a stimolo e
risposta chiusa (test di profitto), organizzate in modo da ridurre al
minimo la mediazione dell'allievo nel manifestare il suo apprendimento e
dell'insegnante nell'apprezzarlo. Una volta stabiliti gli obiettivi che si intendono verificare, attraverso questo tipo di prove il
docente è in grado di fornire uno stimolo specifico per ottenere una prestazione
altrettanto specifica.
I test di profitto sono costituiti da un congruo numero di quesiti (item) ai quali è possibile rispondere in modo
univoco. Generalmente le risposte sono già formulate e l'allievo si limita ad
indicare quelle che considera corrette.
All'inizio della prova l'insegnante fornirà alcune indicazioni sulla durata
della prova, sul come comportarsi in caso di ripensamento riguardo ad una
risposta data, sul punteggio attribuito alle risposte esatte, errate, omesse.
Gli item possono essere di diversi tipi:
·
vero/falso. Agli allievi viene proposta
un'affermazione; essi devono indicare se la considerano vera o falsa.
·
scelte multiple. Agli allievi viene
formulata una domanda a cui corrispondono quattro o cinque possibili risposte;
essi devono indicare la/le risposte (al massimo due) che ritengono
corrette (semplici/doppie).
·
completamenti/inserimenti. Agli allievi viene proposto
un brano di significato compiuto all'interno del quale sono state omesse
alcune parole-chiave. In calce al brano si trova un elenco sovrabbondante di
termini da inserire.
L'allievo scriverà la parola che ritiene corretta nella lacuna che compare nel
testo.
·
corrispondenze. Agli allievi vengono
forniti due elenchi di elementi alla rinfusa, che possono essere associati a
coppie sulla base di una relazione. L'allievo dovrà cogliere tale relazione. Se
uno dei due elenchi è sovrabbondante, si evita che le ultime associazioni vengano stabilite troppo semplicemente.
14.1.5. Definizione della strategia di
somministrazione dei quesiti
La scelta della tipologia del test di profitto è
condizionata dal tipo di verifica (formativa,sommativa)
e dagli obiettivi di apprendimento che il docente vuole verificare.
Vero/falso
Sono utili soprattutto nel caso di prove di consolidamento dell'apprendimento
o come preparazione ad un test più impegnativo (verifica finale). Infatti la probabilità di rispondere esattamente è del 50% e
quindi troppo affidata alla casualità.
Scelte multiple
Sono
gli item che richiedono maggior attenzione nella
formulazione delle alternative di risposta errate
(distrattori) . Alcuni consigli utili:
·
i distrattori devono apparire
verosimili;
·
i periodi che si formano devono essere equivalenti in
estensione e struttura sintattica;
·
le formulazioni devono essere tutte in positivo o in
negativo;
·
è opportuno evitare formulazioni negative nella
premessa.
Completamenti
Si ricorre a questo tipo di prova quando il
contenuto si presta ad essere tradotto in forma discorsiva e quando
vogliamo testare la capacità dell'allievo di utilizzare correttamente il
lessico, di ricostruire un'esposizione, di stabilire la sequenzialità tra
concetti.
Corrispondenze
Vale in parte quanto osservato
a proposito dei completamenti; si utilizzano se si ritiene che soddisfino le
esigenze di verifica poste da un determinato obiettivo.
14.1.6. Raccolta e
elaborazione dei dati della valutazione
In conclusione di questa prima unità ci occuperemo della raccolta e della elaborazione dei dati
della valutazione. E' soprattutto in questa fase che l'informatica ci offre un
valido aiuto, facendoci risparmiare tempo e fatica e permettendoci di
presentare agli allievi il quadro completo dei risultati e della loro
elaborazione statistica, per poi discuterlo con loro.
Da un punto di vista didattico fornisco così un importante
opportunità di controllo dell'apprendimento e di eventuale correzione (feedback).
Anche il docente operando in questo modo, può
esercitare un controllo sul test e sui singoli item
ed apportare eventuali correzioni. Prima di analizzare nel dettaglio la
struttura di un foglio di lavoro EXCEL utilizzato per raccogliere ed
elaborare i risultati di un test di profitto, proponiamo un glossario per
chiarire il significato di alcuni termini
"tecnici".
|
DIFFICOLTA' |
E' una caratteristica degli
item che compongono il test. Rappresenta la
resistenza che un quesito oppone alla sua corretta risoluzione. Si misura calcolando
il rapporto tra il numero degli allievi che hanno fornito una risposta
errata/omessa e il numero degli allievi che sono stati sottoposti al test. |
|
DISCRIMINATIVITA' |
E' una caratteristica degli
item che compongono il test. Rappresenta la
capacità di un quesito di separare la parte degli allievi che ha fornito una
prestazione migliore da quella che ha fornito la prestazione più scarsa.
Si dividono i punteggi in tre gruppi, e si tiene conto del più alto e
del più basso che devono essere numericamente uguali. Si conta quindi quante
risposte esatte sono state fornite ad un item nella
fascia superiore e quante in quella inferiore. Si
calcola la differenza e la si divide per il numero
degli allievi che costituiscono la fascia superiore e quella inferiore. |
|
DISTRATTIVITA' |
E' una caratteristica degli
item che compongono il test. Rappresenta la
capacità dei singoli distrattori di far deviare
dalla risposta corretta. Serve a verificare se vi sono distrattori
che si sono mostrati inefficaci. |
|
MEDIA |
E' la media aritmetica di n
numeri. Si calcola sommando gli n numeri e
dividendo la somma ottenuta per n. |
|
MEDIANA |
Dati n numeri
scritti in ordine crescente, è il numero che separa la metà inferiore da quella superiore. |
|
MODA |
Dati n numeri
casuali, è il numero che ricorre il maggior numero di volte. |
|
PENTENARIA |
Dati n numeri
casuali, la statistica ci insegna che essi si
distribuiscono in modo da formare una curva simmetrica rispetto al valor
medio detta curva o campana di Gauss. Utilizzando la deviazione
standard possiamo sezionare la "campana" in cinque fasce. Una
fascia mediana con al centro il valor medio, due
fasce laterali a destra della fascia mediana e due a sinistra. Nella fascia
mediana si trova la percentuale più alta di numeri, questa percentuale
decresce via via che ci allontaniamo dal valore
medio nelle fasce laterali. Pertanto le cinque fasce
possono corrispondere ad una scala di giudizi, espressi mediante aggettivi,
così formulata: |
|
SCARTO |
Dati n numeri
casuali, è la differenza positiva, negativa o nulla
di ciascun numero dal valore medio. |
|
SCARTO QUADRATICO |
Dati n numeri
casuali, rappresenta la dispersione degli n
numeri attorno al valore medio. In altre parole i punteggi di un test possono
essere più o meno ampiamente distribuiti attorno al punteggio medio, per cui abbiamo bisogno di misurare l'ampiezza
dell'intervallo di dispersione. La deviazione standard ci fornisce questa
misura. E' evidente che maggiore sarà la deviazione standard, più ampio sarà
l'intervallo di dispersione dei punteggi e quindi più diversificato
il profitto degli allievi. Si calcola sommando i quadrati degli scarti dal
valor medio, dividendo la somma per n-1, ed estraendo la radice
quadrata. |
Ora che possediamo gli strumenti necessari per
lavorare, analizziamo:
·
il foglio di lavoro come si presenta nella sua
struttura definitiva
·
le informazioni relative alle funzioni utilizzate
per la sua elaborazione
|
|
Q.1 |
Q.2 |
Q.3 |
Q.4 |
Q.5 |
Q.6 |
Q.7 |
Q.8 |
Q.9 |
Q.10 |
P.totale |
P.totale |
Frequenza |
Fascie di punteggio |
||||
|
studente 1 |
4 |
-1 |
4 |
4 |
0 |
0 |
4 |
4 |
-1 |
0 |
18 |
8 |
1 |
xm-2,5s |
da |
3 |
a |
8 |
|
studente 2 |
0 |
4 |
-1 |
-1 |
0 |
4 |
4 |
4 |
0 |
4 |
18 |
9 |
0 |
xm-1,5s |
da |
9 |
a |
14 |
|
studente 3 |
0 |
0 |
4 |
4 |
-1 |
0 |
-1 |
4 |
-1 |
-1 |
8 |
10 |
0 |
xm-0,5s |
da |
15 |
a |
17 |
|
studente 4 |
4 |
0 |
0 |
4 |
4 |
0 |
-1 |
-1 |
-1 |
4 |
13 |
11 |
1 |
xm |
= |
18 |
|
|
|
studente 5 |
4 |
0 |
-1 |
4 |
4 |
4 |
-1 |
0 |
-1 |
4 |
17 |
12 |
1 |
xm+0,5s |
da |
19 |
a |
21 |
|
studente 6 |
4 |
-1 |
-1 |
-1 |
-1 |
0 |
4 |
4 |
4 |
-1 |
11 |
13 |
2 |
xm+1,5s |
da |
22 |
a |
27 |
|
studente 7 |
4 |
4 |
-1 |
4 |
4 |
0 |
-1 |
4 |
4 |
-1 |
21 |
14 |
2 |
xm+2,5s |
da |
28 |
a |
33 |
|
studente 8 |
4 |
4 |
4 |
4 |
-1 |
-1 |
0 |
0 |
4 |
0 |
18 |
15 |
1 |
|
|
|
|
|
|
studente 9 |
4 |
4 |
4 |
4 |
4 |
4 |
4 |
-1 |
0 |
0 |
27 |
16 |
0 |
Percentuale studenti |
||||
|
studente 10 |
-1 |
4 |
0 |
-1 |
4 |
4 |
4 |
0 |
-1 |
-1 |
12 |
17 |
2 |
xm-2,5s |
|
1 |
|
5% |
|
studente 11 |
-1 |
-1 |
4 |
0 |
0 |
4 |
4 |
4 |
-1 |
4 |
17 |
18 |
3 |
xm-1,5s |
|
6 |
|
30% |
|
studente 12 |
0 |
0 |
4 |
4 |
-1 |
-1 |
-1 |
4 |
4 |
0 |
13 |
19 |
0 |
xm-0,5s |
|
3 |
|
15% |
|
studente 13 |
0 |
0 |
4 |
-1 |
0 |
0 |
0 |
4 |
4 |
4 |
15 |
20 |
0 |
xm |
|
3 |
|
15% |
|
studente 14 |
4 |
-1 |
0 |
0 |
0 |
4 |
4 |
0 |
4 |
-1 |
14 |
21 |
1 |
xm+0,5s |
|
1 |
|
5% |
|
studente 15 |
0 |
4 |
0 |
4 |
4 |
4 |
0 |
0 |
4 |
4 |
24 |
22 |
0 |
xm+1,5s |
|
5 |
|
25% |
|
studente 16 |
4 |
4 |
-1 |
0 |
0 |
4 |
4 |
0 |
4 |
4 |
23 |
23 |
2 |
xm+2,5s |
|
1 |
|
5% |
|
studente 17 |
4 |
4 |
-1 |
4 |
4 |
4 |
4 |
4 |
4 |
-1 |
30 |
24 |
1 |
|
|
|
|
|
|
studente 18 |
4 |
0 |
-1 |
4 |
4 |
0 |
0 |
4 |
4 |
4 |
23 |
25 |
0 |
|
|
|
|
|
|
studente 19 |
4 |
4 |
4 |
4 |
4 |
-1 |
-1 |
4 |
0 |
4 |
26 |
26 |
1 |
|
|
|
|
|
|
studente 20 |
0 |
0 |
4 |
0 |
0 |
-1 |
4 |
4 |
4 |
-1 |
14 |
27 |
1 |
|
|
|
|
|
|
P.totale |
46 |
32 |
29 |
44 |
32 |
32 |
34 |
46 |
38 |
29 |
|
28 |
0 |
|
|
|
|
|
|
R.esatte |
12 |
9 |
9 |
12 |
9 |
9 |
10 |
12 |
11 |
9 |
|
29 |
0 |
|
|
|
|
|
|
R.errate |
2 |
4 |
7 |
4 |
4 |
4 |
6 |
2 |
6 |
7 |
|
30 |
1 |
|
|
|
|
|
|
R.omesse |
6 |
7 |
4 |
4 |
7 |
7 |
4 |
6 |
3 |
4 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
QUESITI |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
STUDENTI |
|
|
|
|
|
||
|
MEDIA |
36,2 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
MEDIA |
18,1 |
|
|
|
|
|
|
SCARTO |
6,8 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
SCARTO |
5,9 |
|
|
|
|
|
|
SCARTO % |
19% |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
SCARTO % |
33% |
|
|
|
|
|
|
P.MAX |
46 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
P.MAX |
30 |
|
|
|
|
|
|
P.MIN |
29 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
P.MIN |
8 |
|
|
|
|
|


14.2. Valutazione dell’apprendimento basata su sistemi
automatici
14.2.1. Caratteristiche dei sistemi automatici per la
valutazione dell’apprendimento
Un sistema automatico di valutazione consente di
costruire test di profitto da svolgere davanti al
computer, offrendo il vantaggio di liberare il docente dalla "schiavitù"
della correzione casalinga e di informare l'allievo del risultato conseguito al
termine della prova, senza farlo "soffrire" nell'attesa della
consegna del compito corretto. In questo modo nel corso del quadrimestre è
possibile fare più verifiche sia formative che sommative
con un vantaggio sia per il docente che per l'allievo in termini di controllo
del suo processo di apprendimento. La somministrazione
può avvenire off line (l'allievo salva il suo
lavoro e stampa il rapporto finale) oppure on line (l'allievo invia le
sue risposte ad un server di rete sotto forma di database,
permettendo al docente di elaborare i risultati). Un software per costruire
test di profitto permette al docente di:
·
stabilire prioritariamente il punteggio;
·
scegliere tra domande ad inserimento, vero/falso, scelta
multipla, corrispondenza;
·
fornire aiuti all'allievo in difficoltà;
·
elaborare e analizzare i risultati.
Tra
i software più diffusi citiamo:
·
Question Mark
·
Quiz Faber
·
Web Quiz 2002
·
Winask 2000
14.2.2. Progettazione e gestione di test assistite da computer
La progettazione di una prova di valutazione
automatizzata non si discosta da quella di una prova "tradizionale".
Gli elementi che differenziano la tradizione dall'innovazione, li troviamo invece nella fase di scrittura dei quesiti e di
somministrazione della prova.
Per formulare gli item che costituiscono il test, il
docente potrà utilizzare un software specifico scelto per esempio tra quelli
citati in precedenza, che offrono il grosso vantaggio
di essere alla portata anche dei meno esperti. Se però qualcuno di voi volesse provare "l'emozione" di fare da sé (non è
poi così difficile!), nelle pagine dedicate alle esercitazioni proponiamo
differenti implementazioni di questionari. Ciascuno di voi potrà così, a
partire dal modello scelto, costruire e sperimentare il test da lui costruito.
Anche
la somministrazione presenta degli elementi innovativi e non solo perché si
svolge in un'aula di informatica con il video, la
tastiera e il mouse che sostituiscono il foglio protocollo e la penna.
L'automatizzazione ci permette infatti di:
·
costruire un database di domande che si arricchisce nel tempo
anche con il contributo di altri colleghi;
·
differenziare le prove, per esempio, per livelli di profitto;
·
distribuire casualmente le domande evitando le
"copiature";
·
interagire con l'allievo a distanza utilizzando internet e la
posta elettronica (nei casi di assenza prolungata dalla scuola);
·
sottoporre alla stessa prova contemporaneamente allievi di classi
parallele (prove di valutazione trasversali).
Bibliografia (A 14.1 e A 14.2)
B. Vertecchi - Manuale della valutazione - Analisi degli
apprendimenti - Editori Riuniti - Roma, 1987
A.Lorenzi e M. Re Fraschini -
Informatica e multimedialità - Tecnologie
dell'informazione e della comunicazione - Atlas -
Bergamo, 1999
M.Moncur - Imparare JavaScript 1.3
in 24 ore - tecniche nuove - Milano, 1999
Nel precedente anno scolastico l'INVALSI
ha sperimentato in alcune scuole pubbliche e private, di ogni ordine e grado,
su base volontaria, il PP1 (Progetto Pilota 1) per la valutazione degli
apprendimenti di italiano e matematica e della qualità del sistema
scolastico (rilevazione dei processi). La sperimentazione viene
riproposta anche nel presente anno scolastico ed estesa anche alle scienze (PP2).
L'obiettivo è quello di costruire un modello nazionale per la valutazione del
sistema dell'istruzione.
Nel sito dell'INDIRE è possibile reperire
all'interno di GOLD informazioni su esperienze didattiche relative alla
valutazione degli apprendimenti.
Campustore del gruppo Media
Direct srl commercializza software didattico.
In questo sito possiamo vedere le caratteristiche di Question
Mark.
Una versione di Winask è scaricabile
gratuitamente per gli abbonati di Atlante nel
sito della Garamond.
Luca Galli è l'ideatore di Quiz Faber scaricabile
gratuitamente dal suo sito.
SmartLite software commercializza Web Quiz
2002, Winask 2000 e altro software
didattico.