Modulo
12
AMBIENTI
DI APPRENDIMENTO e TIC
Chiave di lettura/uso ipotizzata per i materiali di
questo modulo.
L’unità uno del modulo: IL CICLO DI VITA DI UN
AMBIENTE DI APPRENDIMENTO,
è
sostanzialmente di introduzione all’argomento:
12.1.1 Il concetto di ambiente
di apprendimento
12.1.2. L’idea del ciclo di vita
12.1.3 Fasi del ciclo di vita e loro correlazioni
12.1.4 Requisiti e struttura
La
seconda unità: ELABORAZIONE E REALIZZAZIONE PROGETTO,
vuole
orientare alla dimensione operativa:
12.2.1. Progettazione delle attività e degli strumenti
12.2.2 Pianificazione delle attività
12.2.3 Realizzazione delle attività
12.2.4 Valutazione della qualità
La
tabella che segue fornisce una possibile distribuzione dei materiali
all’interno dei confini temporali prefissati.
|
|
12.1.1 |
12.1.2 |
12.1.3 |
12.1.4 |
12.2.1 |
12.2.2 |
12.2.3 |
12.2.4 |
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autoformazione (2h) |
x |
x |
x |
x |
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sviluppo in aula (3h) |
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x |
x |
x |
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auto-approfondimento (4h) |
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x |
x |
x |
x |
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sistematizzazione (3h - aula) |
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x |
x |
x |
L’esiguità
dei tempi disponibili e le opzioni metodologiche
adottate, hanno suggerito di fornire qui linee guida, primi spunti di
riflessione, lasciando all’autonomia del corsista l’eventuale sviluppo
applicativo, anche mediante il coinvolgimento in corsi ad hoc.
12.1.1
Il concetto di AMBIENTE DI APPRENDIMENTO
Oggetto:
Definire l’ambiente di apprendimento e le teorie di
riferimento
Vediamo, per cominciare, il CONCETTO DI AMBIENTE DI APPRENDIMENTO, da
una definizione del prof. Calvani:
" L'ambiente è definito come un luogo in cui
coloro che apprendono possono lavorare aiutandosi
reciprocamente, avvalendosi di una varietà di risorse e strumenti
informativi, di attività di apprendimento guidato o di problem
solving. Gli ambienti possono
·
offrire rappresentazioni multiple della realtà,
·
evidenziare le relazioni e fornire così rappresentazioni che si
modellano sulla complessità del reale,
·
focalizzare sulla produzione e non sulla riproduzione”
(Calvani, 2000).
E’
opportuno considerare che nella rap-presentazione fornita dal prof. Calvani c’è una scelta di riferimento: siamo in pieno contesto COSTRUTTIVISTA.
Per
arricchire il nostro quadro di riferimento concettuale, tra gli innumerevoli
contributi recuperabili, soffermiamoci su quelli di
Possiamo
subito indirizzarci ad alcuni esempi , rilevando
differenze ed elementi in comune.
Costruttivismo e ambienti di apprendimento
L’incontro
fra tecnologia (elettronica ed informatica in particolare) e scienze
umane negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso avviene in un contesto culturale ‘oggettivista’:
la conoscenza è una verità astorica ed oggettiva,
accessibile a ogni mente razionale nello stesso modo. Nascono le sfide
dell’Intelligenza Artificiale. Dal punto di vista didattico si aprono le due
vie del Comportamentismo e del Cognitivismo.
Negli anni ’80 il modello ‘oggettivista’ entra in
crisi e cominciano ad emergere le teorie costruttiviste.
I
tre concetti principali in tale ambito sono:
·
l’uomo crea significati attraverso il dialogo, come
frutto di negoziato e collaborazione;
·
la costruzione di conoscenza è ancorata al contesto;
·
la costruzione del significato è attiva, polisemica e non predeterminabile.
AMBIENTI DI APPRENDIMENTO - ESEMPI
"PUNTOEDU",
L'AMBIENTE INTEGRATO PER LA FORMAZIONE IN RETE DI INDIRE - FORMAZIONE DEI
DOCENTI NEOASSUNTI
indirizzo: puntoedu.indire.it
presentato
a TED2002
ALPI: ambiente collaborativo per l’e-learning e
l’e-tutoring
indirizzo: www.edulab.it/alpi
presentato
a TED2002
CORSO
DI PERFERZIONAMENTO "FORMAZIONE IN RETE" DELL'UNIVERSITÀ DI FIRENZE
indirizzo: www.scform.unifi.it/lte/perfez.htm
presentato
a TED2002
Progetto
TRIO (più ITS che ambiente di apprendimento)
indirizzo:
www.progettotrio.it
G.
Olimpo ci fornisce una illustrazione
della nascita e degli sviluppi delle Tecnologie Didattiche.
In
particolare sottolinea che “In vent'anni
l'intelligenza artificiale ha promesso molto al mondo della didattica,
ma, da un punto di vista pratico, ha mantenuto poco, proprio come è
avvenuto in altri settori di applicazione dell'IA. Due sono i figli
dell'Intelligenza Artificiale di interesse per la
didattica: i sistemi esperti e soprattutto i cosiddetti Intelligent
Tutoring Systems (ITS).”
“Molti
degli ITS esistenti sono tuttavia oggetti pre-costruttivisti
e si pongono nella logica (sulla quale non si vuole dare un giudizio totalmente
negativo) di trasferire una data conoscenza al discente. … “Dei circa 15 ITS
che, secondo la letteratura, sembrano aver raggiunto uno stadio di completo
sviluppo, solo 5 sono stati usati regolarmente su scala sufficientemente ampia
e, di questi, sembra che non uno sia stato sistematicamente valutato" (Romiszowsky, 1991).
“In
realtà è stato dimostrato che una logica puramente ipertestuale ha il limite
di lasciare abbandonato a sé stesso chi non ha sufficienti maturità,
conoscenze disciplinari e metacapacità cognitive, per
costruirsi una adeguata struttura
concettuale nel corso del processo di navigazione (Frau,
Midoro e Pedemonte, 1992).”
L'interfaccia
in un ambiente didattico interattivo non
può quindi più essere indipendente dai contenuti, ma deve ricalcarne
intelligentemente struttura, processi e priorità e diventa quindi un elemento
centrale della progettazione didattica.
Un
approccio critico all’apprendimento in rete ed alla prospettiva costruttivista è stata data da A. Roncallo al TED 2002
“Diventa
determinante assegnare alla scuola e ai luoghi di
formazione una specificità: quella di essere primariamente “luogo di pensiero”.
La scrittura, in quanto esercizio di pensiero,
richiede quei “tempi lenti” dell’apprendimento che le nuove didattiche modulari
finiscono spesso per soffocare.”
“Il
problema si pone, anche e soprattutto, sul piano dei modelli teorici di
riferimento, che richiedono una riflessione non superficiale. Troppo spesso infatti i richiami di moda al costruttivismo
evocano suggestioni che ci fanno dimenticare che esso non esiste: la
parola costruttivismo richiama infatti non una teoria
della conoscenza ma una metateoria o, meglio ancora,
un’epistemologia dell’epistemologia.
Inoltre,
se si accetta il principio di base dell’ermeneutica, secondo il quale è sempre chi ascolta e non chi parla ad assegnare un
significato all’informazione, possiamo affermare che qualsiasi conoscenza è
sempre “costruita”. Si sente parlare spesso di “scrittura creativa”, ma qualunque
scrittura è sempre creativa (a meno che non si parli dei copisti che
precedettero l’avvento del libro a stampa), qualunque atto dello scrivere è in
sé una creazione, anche nelle riscritture. …
Spogliando
la scrittura del suo essere “esercizio di pensiero”, delle consapevolezze che
essa richiede, si rischia di scivolare verso un relativismo
postmoderno, dove ogni conoscenza si costruisce e si distrugge subito dopo
per lasciare spazio ad altre conoscenze. Il sapere non sedimenta
più, non diventa memoria.
Queste considerazioni non devono in alcun modo
rappresentare un invito ad abbracciare le idee lineari e riduzioniste
del comportamentismo, del cognitivismo o,per esempio, della sociologia di stampo funzionalista.
La scuola italiana ne è profondamente intrisa se si
considera che le nuove riforme rinviano sempre ad apprendimenti quantificabili,
certificabili: le nuove parole d’ordine della pedagogia ufficiale sono qualità,
certficazione, clienti (ex studenti).
Se
non si può più ignorare la complessità della scienza e del mondo reale, il
problema appare piuttosto quello di gestire tale complessità.”
P
G Rossi e B M Varisco arricchiscono la nostra
percezione del riferimento costruttivista per quanto
stiamo qui affrontando.
P G Rossi osserva: “l'ambiente
può divenire proposta didattica. …Non esiste una tipologia unica e le scelte
organizzative e tecnologiche dipendono da metodi e paradigmi didattici. La
tipologia proposta [da Calvani ] si adatta a progetti
coerenti con un paradigma costruzionista, centrato
sulla costruzione cooperativa di conoscenza”.
Il
sapere, la conoscenza, la lettura/interpretazione della realtà sono riguardati come creazione attiva del discente. Questi
integra ogni nuova informazione nel suo sistema concettuale preesistente.
Anche
sul piano tecnologico, quindi, l’ambiente d’apprendimento viene costruito per favorire esplorazione conoscitiva e
negoziazione sociale.
B.
M. Varisco, ha recentemente sottolineato che «…nella nuova scuola, come nella pratica
quotidiana dell’insegnante professionista, [si è prefigurato] in prospettiva costruttivista socio-culturale, un insegnante
considerato principalmente come allestitore ed animatore di ambienti
d’apprendimento adeguati e specifici, méntore, guida e sostegno alla
partecipazione consapevole e responsabile degli studenti, alla
stimolazione e al potenziamento della loro motivazione ad apprendere»
Le
tecnologie sono diventate risorse cruciali nei nuovi ambienti d’apprendimento
di matrice costruttivista: veri learning partners (Linn, Hsi, 2000) che, anche attraverso la semplice simulazione e
la costruzione di modelli (in fisica, biologia, chimica ecc.) generano
“integrazione cognitiva” (Knowledge Integration) che, sollecitando la sperimentazione in
laboratorio e le riflessioni scritte sulle esperienze fatte e il loro
confronto, favorisce processi di collegamento, connessione, distinzione,
classificazione, riorganizzazione riconsiderazione delle idee scientifiche
man mano elicitate dagli stessi studenti, che
permettono di ottenere alfine un “insieme coerente”, attraverso una processo didattico di supporto (scaffolding)
alla Knowledge Integration
e alla Lifelong Learning,
connettendo la pratica scolastica a problemi, complessi e ambigui, di vita
reale.
12.1.2 L'IDEA DEL CICLO DI
VITA
Obiettivo: Definire
il concetto di ciclo di vita ed identificare l’utilità della sua applicazione
agli ambienti di apprendimento
Come descriveresti il ciclo di
vita di una persona?

E di un
oggetto?
Nel mondo della produzione un classico e regolare ciclo
di vita di un prodotto
presenta
i seguenti stadi principali (si veda fig.1):
·
introduzione
·
crescita
·
maturità
·
declino
Ciascuno
di essi è caratterizzato da specifiche
caratteristiche, attese, attività, allocazione
di
risorse.
Sono
ipotizzabili interventi per modificare un ciclo di vita (vedi fig. 2);
tipicamente
per migliorare il livello di performance della maturità e
posticipare l’inizio del declino.

Da
un differente punto di vista lo scorrere della vita – di un essere animale o
vegetale,
ad
esempio – può essere riguardato sia
linearmente, dall’inizio alla fine,
che
ciclicamente, un periodo (anno, per es.) dopo l’altro.
Dall’ingegneria
informatica possiamo trarre i modelli principali per descrivere un
progetto/processo
di sviluppo di un ‘oggetto software’:
·
a cascata (waterfall): lineare, una fase dopo l’altra
·
sviluppo evolutivo: versioni
successive come risultato di attività correnti
·
sviluppo basato sul riuso: assemblaggio
di componenti esistenti
·
a spirale: quattro
fasi attraversate ciclicamente con attività diversificate
Nella
grande diversità, possiamo cogliere un elemento comune
a tutti?
Può
essere il divenire continuo, il relazionarsi comunque
con il fluire del tempo?
Quando
trattiamo di ‘oggetti’ tecnologici, non ci
preoccupiamo sempre del loro tasso di obsolescenza,
anche forzata?
Venendo
all’ambiente di apprendimento, cui stiamo dando corpo
– quantomeno nella nostra mente -, il
fattore tempo in che modo condiziona il suo stesso concepimento? e come si relaziona ‘questo tempo’
a quello cadenzato della nostra attività didattica?
Se,
quindi, il ciclo di vita di una entità
-
identifica l’insieme di stadi attraverso cui passa l’entità
durante la sua vita
-
descrive quali attività devono essere attuate in ciascuno
stadio
-
descrive come gli stadi sono posti in relazione (relazione di
precedenza, ritorno, …)
proviamo
a descrivere in dettaglio le funzioni/attività richieste affinchè
un ambiente virtuale di apprendimento prenda corpo e si renda utile per le
finalità da noi ipotizzate (esercizio proposto).
ESERCIZIO
Se
pensiamo ad una delle nostre classi, pensando a fasi di vita ed attività
attuate in esse, abbiamo:
·
costituzione
·
cadenza anno scolastico
·
verifica dei prerequisiti/condizioni di ingresso
·
programmazione didattica
·
didattica
·
recupero
·
valutazioni
·
attività collegiale docente
·
passaggio al livello successivo/iterazione
Proviamo
ad identificare fasi/stadi della vita della classe, riferire ad esse/i le diverse nostre attività, individuare le relazioni
che legano le diverse parti del sistema
Per
il nostro ambiente di apprendimento, ti propongo
quindi di
1.
Elencare –
identificandoli, per quanto possibile, con una parola - gli ‘stadi’ della sua vita (dall’ideazione in avanti)
2.
Descrivere, per
ciascuno stadio, le attività ed i soggetti attuatori
(chi fa cosa)
3.
Disegnare uno
schema che ponga in relazione tra loro i singoli stadi
12.1.4 REQUISITI e STRUTTURA
Obiettivo: Definire i requisiti di un
ambiente di apprendimento e la sua struttura
Chi
opera - per chi e come – in un ambiente di apprendimento? Quali funzioni vuole siano
sviluppate da un tale strumento, con questa modalità di
insegnamento-apprendimento? (distinguiamo)
Dalle
risposte a queste domande – concretizzate con gli utensili forniti dalla
tecnologia telematica - discendono requisiti e struttura di un Ambiente
Virtuale di Apprendimento (AVA)
Tra
le tante indicazioni reperibili in rete, riportiamo qui alcune considerazioni
di base, tratte da ed approfondite in www.jisc.ac.uk/pub00/req-vle.html
nel sito del Jisc, un
comitato consultivo degli enti britannici finanziatori dell’educazione
superiore.
Gli AVA
possono essere utilizzati per supportare un ventaglio di ambiti di
apprendimento, dalla lezione convenzionale in classe all’apprendimento a
distanza off-line, a quello on-line.
Alcuni
degli aspetti (delle specificità) richieste ad un AVA
sono comuni a ciascuno di tali ambiti, mentre altri sono richiesti per
supportare uno specifico contesto.
Per
esempio, ogni AVA dovrà registrare informazioni di base relative
allo studente, a prescindere dal contesto di apprendimento:
·
dati di iscrizione
·
dettagli del corso
·
prerequisiti
·
obiettivi di qualificazione
·
tempo di studio (teorico di riferimento)
·
informazioni di tracciatura – tipicamente: moduli completati,
risultati ai test e superamento o meno dei medesimi
I
principali componenti di un AVA adottabile in un percorso di educazione formale sono:
·
mappatura del curricolo in elementi (‘fette’, unità,
lezioni) che possano essere verificate e registrate
·
tracciatura dell’attività e dei risultati dello studente rispetto
a tali elementi
·
assistenza all’apprendimento on-line, incluso l’accesso a
risorse per l’apprendimento, oltre che guida e verifica per questo
·
supporto del tutor on-line
·
supporto del gruppo dei pari
·
comunicazione: e-mail, gruppi di discussione, accesso al web
·
link
ad altri sistemi, sia interni che esterni
Mason (1998) ha
individuato tre modelli base per corsi/attività on-line:
·
contenuto-supporto – le caratteristiche sono: materiali del corso e tutoraggio via web; basso livello di interazione on-line;
modello più comune e più vicino alla tradizionale lezione in presenza.
·
avvolgente - i
materiali del corso sono accompagnati da attività e discussioni in linea, con
un maggior tempo speso on-line rispetto al modello precedente.
·
modello integrato - il corso è basato su attività collaborative,
discussioni e compiti condivisi. I contenuti del corso sono dinamici,
influenzati dalle esigenze individuali e dalle attività del gruppo, con le
risorse incrementate da studenti e tutor man mano che
il corso procede.
12.2.1 PROGETTazione delle
attività E STRUMENTI
Obiettivo:
Elaborare il progetto di un ambiente di apprendimento
a partire dalle sue specifiche e dalla definizione dettagliata dei moduli.
12.2.1.1
genesi
Gli
aspetti fondanti - da esaminare attentamente per qualificare il valore
operativo della progettazione - investono tre ambiti:
·
motivazioni
·
collegialità
·
infrastruttura
Occorre
consapevolezza di quali sono i parametri che condizionano le scelte da
compiere; per esprimerci nei termini più generali possibile:
risorse umane, obiettivi, tempi, costi.
A
quale paradigma pedagogico si fa riferimento? Trasferimento di
conoscenza; apprendimento collaborativo?
Si
vuole un supporto alla didattica tradizionale, piuttosto che il trasferimento
in ambiente virtuale dell’intero percorso curricolare?
Chi
vuole lo sviluppo del progetto – e per quali attività? A parte il singolo
docente, un gruppo di progetto può nascere a livello (via via più esteso):
-
di classe
-
disciplinare
-
di istituto
-
di rete
Il
contenimento dell’estensione del gruppo, se da un lato riduce i tempi
necessari per la maturazione della decisione, della definizione di
specifiche, funzionalità e contenuti, dall’altro accresce il rischio di
“aborto” del progetto – o di non raggiungimento della massa critica di utilizzatori che ne garantisca lo sviluppo, oltre che
una efficiente messa in campo.
Da
quali basi prende corpo il disegno tecnologico? Qual è lo stato (cablatura, numero di postazioni, informatizzazione
delle attività, …) dell’istituzione in termini di struttura tecnologica?
Di
quali competenze tecnologiche si dispone per la gestione successiva,
prima ancora che per la progettazione e realizzazione?
12.2.1.2
specifiche
Giuseppe Alessandri
ha efficacemente illustrato gli aspetti da considerare in fase preliminare.
Innanzi tutto nella scelta di quale ambiente utilizzare, si aprono tre
possibilità:
·
acquistare un ambiente chiavi in mano prodotto da case
produttrici di software;
·
costruire una
struttura di base da adattare a
differenti percorsi e in cui inserire tool già
esistenti in rete o in commercio, o tool realizzati
"in casa";
·
realizzare un
ambiente tarato su un percorso specifico
Harkey e Starzyk sottolineano
come – di fronte a più di 100 LMS (Learning
Management Systems – di cui in genere i VLS sono una
parte) – la sfida è la scelta del sistema ‘giusto’
per la propria organizzazione. (Certo la scelta è molto più ristretta se ci
limitiamo ai sistemi in lingua italiana).
Una
scelta di qualità richiede l’abilità di
1.
articolare le
proprie necessità funzionali
2.
far coincidere
queste con ciò che è offerto dagli LMS sul mercato.
Una
prima analisi delle esigenze può farsi esaminando la lista di funzionalità
contenuta in una scheda predisposta per il confronto fra
ambienti. Molto interessante una tavola di comparazione fra prodotti,
anche se relativa al Regno Unito
(consultabile, fra altri riferimenti, in http://ferl.becta.org.uk/display.cfm?page=386)
– Non è stato rintracciato un simile lavoro per la realtà italiana.
A
titolo di esempio concreto di ‘ambiente chiavi in mano’ in italiano – senza pretesa di ‘best choice’! - si può vedere la scheda tecnica di Jolie
Jolie è uno dei sistemi per la gestione dell’apprendimento
in rete (Learning Management System) sviluppati in
italiano. La piattaforma è stata sviluppata con tecnologia Object
Oriented Microsoft COM (Component
Object Model)
In
Jolie la creazione di un corso comporta
·
la scelta della struttura da adottare; la
struttura identifica l'architettura del corso e rappresenta la modalità
attraverso la quale si organizzano i contenuti,
·
la descrizione degli obiettivi didattici,
·
il caricamento dei materiali del corso,
·
la definizione del calendario
·
l’associazione a uno o più forum.
Nella
creazione del corso intervengono, tra le 8 figure/ruoli riconosciuti da Jolie:
·
il progettista/coordinatore
·
il tutor
·
eventualmente il docente
La scheda è consultabile in Web: elearning.poliedra.it.
ESEMPIO DI TAVOLA DI COMPARAZIONE
Sta in http://ferl.becta.org.uk/display.cfm?page=386,
al link here.
|
General considerations |
Y |
N |
Part |
Comment |
|
Is 3rd
party software supported? |
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|
|
|
IMS
compliant. Search facility using IMS standards for metadata
– can search all resources |
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|
|
|
|
Customisable
– to a college template/house style |
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|
|
Acceptable level of security |
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|
|
External access – via Internet, dial-in |
|
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|
|
System
must be able to cope with Curriculum 2000 students |
|
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|
|
|
Hyperlinks between pages |
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|
|
|
|
Interoperability
and functionality – does it fit seamlessly with existing MIS system |
|
|
|
|
|
How much
support is there from the supplier and what form does it take? How much does
it cost? |
|
|
|
|
|
Is a
range of pedagogical methods supported? |
|
|
|
|
|
Is the
product complete and industry-tested? |
|
|
|
|
|
Cost of
MLE – what’s included (software, after-sales service, licensing fees, etc.) |
|
|
|
|
|
Students’ perspective |
Y |
N |
Part |
Comment |
|
Ease of
use and functionality – intuitive? |
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|
|
|
|
Deliver
tuition for discrete blocks of learning or part of a programme |
|
|
|
|
|
Provide
a 'jumping off' point to facilitate students’ own studies by providing
hyperlinks within or outside the VLE |
|
|
|
|
|
Can
customise desktop resources at student level and course level. |
|
|
|
|
|
Students
have secure, read-only access to personal profile, and can email request for
changes |
|
|
|
|
|
Chat
area and notification when members of study groups (inc. tutor) are on-line |
|
|
|
|
|
Common
area to contain any info we want, incl. generic info such as bus timetables,
hyperlinks to cinemas, UCAS, etc. |
|
|
|
|
|
Email
between all members of VLE - Messaging area and Bulletin Board. |
|
|
|
|
|
File
upload area – send assignments on-line (where appropriate). |
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|
|
|
|
Remote access |
|
|
|
|
|
Facility
for parents/carers to communicate directly with Personal Tutors and Lecturers |
|
|
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|
|
Staff perspective
|
Y |
N |
Part |
Comment |
|
Ease of
use, functionality – information at fingertips |
|
|
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|
|
Student tracking |
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|
|
|
|
Creation of lesson plans |
|
|
|
|
|
Be able
to create a wide range of question types when setting on-line tests and the
facility to mark tests and report on results |
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|
|
|
Be able
to add content using simple tools with little or no knowledge of HTML |
|
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|
|
|
Deliver staff development materials |
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|
|
Access
to a repository of resources for teaching staff to produce teaching materials |
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|
|
|
|
Secure
read-write access to students’ personal profile |
|
|
|
|
|
Provides
a template for materials |
|
|
|
|
12.2.2 pianificazione delle
attività
Obiettivo: Pianificare
le attività di classe anche con il ricorso a software dedicato
Caro
corsista, a questo punto cosa ti aspetti?
1.
Un progetto
sviluppato passo passo da poter utilizzare
prontamente?
(in questo caso … quali opzioni - tra quella
delineate al nodo precedente – avrebbero dovuto essere state già adottate?)
2.
Delle linee guida
per la costruzione del tuo/vostro piano di attività? (in parte almeno ciò è
stato già fatto. Alcuni altri elementi sono forniti di seguito)
3.
Degli esempi e dei riferimenti? (ho scelto di
pormi qui nella prospettiva di un corso di fisica
per la scuola superiore)
Esempi e materiali per l’insegnamento di FISICA
Due
esempi di diverse concretizzazioni:
In
un articolo il prof. Franco
Nuzzi - Liceo Q.O. Flacco – Bari,
illustra percorsi didattici e interazioni realizzati con applet, con una ricca serie di link
a pagine specifiche.
In
un istituto della Svizzera di lingua italiana è attivo un ambiente di apprendimento
Altri
materiali, parziali:
Un’altra applicazione all’insegnamento della fisica: http://www.crs4.it/%7Emameli/THESIS/liblab.html
Per questionari freeware: http://www.winasks.com/20/registra.htm
La
mostra Giochi, Esperimenti, Idee (GEI) per l’educazione informale è stata realizzata dall’Unita’ di Ricerca in Didattica della
Fisica dell’Università di Udine; consta oggi di 120 esperimenti. La prima
versione, del ’94, è stata ideata dalla prof.ssa Marisa Michelini.
La versione GEIweb consente la fruizione
virtuale di alcune situazioni sperimentali; ciascun modulo si presenta come
simulazione interattiva in cui i paramentri più
significativi sono fissati dall'utente.
http://www.fisica.uniud.it/GEI/GEIweb/index.htm
Una
rete di laboratori multimediali con sensori in linea ad esperimenti di scienze. Per sperimentare modalità
di insegnamento e apprendimento basati sul coinvolgimento dell'intera classe
nella realizzazione degli esperimenti e nell'interpretazione e modellizzazione dei risultati. Per
realizzare, per le attività didattiche, cataloghi flessibili (aggiornati e
arricchiti dal lavoro della rete) con schede studenti, schede docenti,
materiale per la valutazione.
Attività
Realizzazione della rete
nazionale e di un sito web per la condivisione, l'elaborazione, la
sperimentazione dei materiali didattici
Un progetto di apprendimento cooperativo telematico
per l'educazione all'acqua – scuole in rete di Padova
http://www.provincia.padova.it/PROVVEDITORATO/DISTE/diste.htm
Valutazione
di “Phisica” - Collezione di esperimenti
di fisica simulati al Personal Computer, che coprono l'intero programma delle
scuole medie superiori.
“…
Il Sw risulta
"rigido" nell'interazione con l'utente con argomenti chiusi, non
collegabili tra loro…”
http://www.bdp.it/software/valutati/risult.php?risult=45
Valutazione
di “TUTOR – CHIMICA” è un libro di testo per l'insegnamento della chimica
tramite problemi, integrato da un CD-ROM multimediale che si propone di fornire
un supporto allo studio autonomo. La modalità d'uso
del programma, infatti, prevede che l'insegnante assegni allo studente una
selezione dei test e dei problemi presenti sul CD-ROM (suddivisi per argomento
e per livello di difficoltà). Lo studente segue il percorso assegnato con la
possibilità di chiedere aiuto e supporto a TUTOR - CHIMICA, in qualunque fase
del proprio percorso di apprendimento. TUTOR - CHIMICA
offre dunque un percorso parallelo al docente e alternativo alla lezione in
classe.
“…
L'interattività migliorerebbe con una interfaccia più
snella e funzionale; la documentazione su carta o file è assente….”
http://www.bdp.it/software/valutati/risult.php?risult=30
12.2.3 Realizzazione delle
attività
Obiettivo:
creare le condizioni per usare l’ambiente di apprendimento
a scuola
Recepiamo
dal FERL/Becta (British
Educational Communications and Technology
Agency) una
serie di indicazioni, frutto delle esperienze
raccolte nel contesto britannico.
Elenchiamo
quelle che vengono indicate come le condizioni
“affinché vada tutto storto”!
2.
Pochezza a livello di contenuti
3.
Mancanza di formazione per il
corpo insegnante
4.
Training errato per tempi ed
oggetto
5.
Non preoccuparsi della infrastruttura di base
7.
Tutti saranno entusiasti
dell’ambiente d’apprendimento!
8.
Trascuriamo il controllo qualità
9.
Soffochiamo di controllo
qualità
1.
La decisione di
investire in un ambiente di apprendimento può essere
di poche persone; una volta presa, la decisione va condivisa e partecipata,
coinvolgendo quanto prima il maggior numero di docenti possibile, anche nella
valutazione delle alternative di acquisto/realizzazione.
2.
L’investimento
deve riguardare sia il software che I CONTENUTI
3.
I docenti vanno
formati, in particolare all’uso del sistema, alla veicolazione
di contenuti e al supporto on-line agli studenti
4.
Chiediamoci:
quante scuole formano i docenti all’uso di PowerPoint, docenti che poi non
hanno accesso a un videoproiettore?
Che la
formazione sia quindi dedicata ad aiutare i docenti nella loro attività
immediata, non per un ipotetico futuro
5.
Prima
di intraprendere un percorso verso la formazione on-line, preoccuparsi che
l’infrastruttura di base sia adeguata.
In quante scuole, ancora, 80 e più insegnanti condividono la disponibilità di
1-2 computers? Non si è realmente pronti finchè l’affidabilità dell’infrastruttura non è garantita
24h al giorno 7giorni su 7. Prendere eventualmente in
considerazione l’hosting esterno
6.
E’ necessario
molto tempo per creare la cultura necessaria all’uso di un ambiente virtuale,
integrato nell’attività quotidiana con la classe. Occorre pianificare obiettivi
realistici, lavorando su pochi corsi per dare evidenza che “la cosa funziona”
7.
Perché i colleghi dovrebbero cambiare le loro abitudini, su
cui la loro attività si è fin qui basata? Occorre mostrar loro le convenienze:
nella valutazione (automatizzata), nella distribuzione di testi/dispense, nella
gestione anche da casa, nel fornire maggior supporto agli alunni. Occorre
essere onesti: ci sarà più lavoro nel breve periodo! Ma
si acquisiranno nuove competenze
8.
Contenuti pieni di errori (grammatica, sintassi, informazioni), layout mal
disegnato e difficoltà di utilizzo da parte degli utenti. Tutto ciò va evitato,
anche con l’intervento di competenze specializzate per la struttura / grafica /
usabilità; prevedere sempre la rilettura da parte di un “terzo estraneo” prima
di mettere in linea qualsiasi contenuto
9.
Essere troppo pignoli
in merito a ciò che va in linea può portare alla paralisi. Prendete
l’implementazione come un processo di apprendimento
essa stessa
10. Partire con poco ma buono, e crescere gradualmente
11. Non investire nelle prime
opportunità che si presentano; verificare cosa accade in istituti similari;
richiedere e valutare offerte alternative. Avere chiare le idee su ciò che i fornitori
debbono mostrare! Soprattutto: casi concreti e utilizzi reali!
12.2.4 valuTazione della
qualità
Obiettivo Valutare la qualità durante lo
sviluppo dell’ambiente didattico.
Usare le informazioni ottenute per revisionare
l’ambiente didattico
Caratteristiche
di costruzione
v
Qualità’ Tecnica
v
Qualità’ Comunicativa
v
Qualità’ Strutturale
Validità pedagogico didattica
v
Qualità’ Cognitiva
v
Qualità’ Critico-Culturale
v
Qualità’ Didattica
v
Qualità’ Documentativa
Infine, il testo reperibile
in http://otis.scotcit.ac.uk/onlinebook/otis-t9.htm
fornisce una disamina approfondita dei diversi aspetti della qualità riferita
all’apprendimento on-line.