Modulo 10 – Processi di apprendimento /insegnamento
 
A10.1 Ruolo delle TIC nei processi di apprendimento

 

A10.1.1 TIC per la ricerca e la condivisione dell’informazione

)

 

Il computer è un potente mezzo di “esplorazione” del mondo: offre possibilità di accesso ad una mole enorme di informazioni, in modo interattivo e personalizzato.

 

-          Cd-Rom tematici, Enciclopedie, DVD

-          Libri (Alice www.alice.it , www.fathom.com, progetto Manuzio www.liberliber.it  e Gutemberg promo.net/pg) enciclopedie (Encarta, Trecani, ecc): canali televisivi italiani www.mediamente.rai.it e stranieri www.discoverychannel.com

-           Le principali biblioteche sono raggiungibili con il catalogo Opac, www.aib.it/aib/lis/opac1.htm ; molte riviste sono on  line, altre offrono saggi gratuiti e la possibilità di abbonarsi, spesso le notizie di scoperte scientifiche sono prima in rete che in formato cartaceo:

 

Internet offre di tutto e di più:, siti didattici per insegnanti e per studenti, siti istituzionali, quotidiani on-line, possibilità di acquistare libri e altri servizi.

La rete è un'immensa biblioteca: ci trovi Dante, Dossi e Gian Burrasca (esercitazione 1)

-          L’informazione non è neutra: è importante imparare a condividere con gli altri le informazioni trovate e a confrontare fonti diverse  (esercitazione 2 e 3 prima parte)

-          L’informazione non diventa automaticamente conoscenza: ognuno per farla propria la deve integrare nelle propria rete cognitiva, rielaborandola e personalizzandola

 

 

A10.1.2 TIC come amplificatore delle capacità di comunicazione

Obiettivo: Identificare come sfruttare nella didattica il potenziale comunicativo delle TIC e utilizzarlo in alcune prassi  

1.        Internet è l’agorà del 2000: la possibilità di interagire con gruppi e persone attraverso posta elettronica, chat, mailing-list per incontri “virtuali”, scambi di idee ed altro. (Esercitazione 3 seconda parte)

2.        Al tempo lineare tipico della cultura basata sul testo scritto si sostituisce un tempo “puntiforme” che ha aspetti in comune con la cultura “orale”. Platone nel Fedro accusava la scrittura di cristallizzare il sapere. Il testo è sempre lo stesso: non risponde alle domande del lettore, al contrario l’ipertesto è interattivo, la rete è un enorme ipertesto che ci porta ad una intelligenza collettiva e ad una nuova cultura “condivisa”

3.        Le  nuove tecnologie permettono di trasmettere un messaggio con effetto d'immediatezza.superando barriere spazio-temporali (Esercitazione 4 e 4 bis)

4.        La comunicazione può essere sincrona o asincrona, immediata o differita  Con le  TIC sperimentiamo entrambe le modalità Ai testi si affiancano immagini: secondo i proposizionalisti (R. Bartles) per essere percepite devono essere tradotte in parole, secondo i pittorialisti  vengono percepite in modo “olistico” L’immagine viene interpretata in modo diverso a seconda del contesto (Esercitazione 5)

5.        La possibilità di utilizzare contemporaneamente informazioni testuali, visive statiche, animazioni e video in movimento favorisce: operazioni logiche su elementi diversi, rappresentazione efficace dei fenomeni, documentazione dei cambiamenti spazio-temporali, concettualizzazione.

 

 

 

A10.1.3  TIC come supporto ai processi di apprendimento collaborativo

Obiettivo: identificare come le TIC possano favorire l’apprendimento collaborativi attraverso l’analisi di casi

“La conoscenza di una persona non è solo nella sua mente,

ma è l’emergere sociale di significati,

viene creata e negoziata e condivisa

all’interno di comunità di apprendimento”

(Bruner)

L’apprendimento collaborativo è un processo che enfatizza gli sforzi degli individui: il risultato ottenuto supera spesso i singoli contributi (il tutto non è la somma della parti)

 

1.        Nelle TIC la collaborazione tra alunni, tra alunni e insegnanti, tra classi della stessa scuola, tra scuole consente di passare dalla semplice capacità di reperire informazioni alla costruzione di conoscenze che servano a risolvere problemi, cercando di favorire nella mente degli studenti passaggio dall’astratto al concreto e viceversa

2.        La classe diventa una comunità di apprendimento e può spingersi in quella che Vygostky chiama zona di sviluppo prossimale: l’interazione con l’adulto o il compagno più esperto permette all’allievo di risolvere un problema che da solo non riuscirebbe ad affrontare attraverso un processo di scaffolding

La costruzione di un ipertesto, ad esempio, costringe gli studenti a discutere tra loro che cosa è veramente importante a rendersi conto di nuovi problemi a trovare e a rispondere domande “legittime” di cui si ignora la risposta.


Un esempio:

Tra il dentro e il fuori e viceversa la scrittura in rete di poesie come ponte fra le isole dell'arcipelago a cura di Claudia Laffi, Vincenzo Samà

http://www.viagonzagadue.it/vg2/testi/isola/isola.htm

In una prospettiva interculturale, cinque scuole, associate in hanno realizzato a più mani un ipertesto, un video e pubblicazioni cartacee sulla tematica dell'Isola, all'interno del progetto "Non solo temi" coordinato dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia.

 

 

A10.1.4 TIC come strumento di produttività individuale

Obiettivo: identificare come le TIC possono aumentare la produttività individuale degli studenti attraverso l’analisi di alcuni casi.

 

“Per crescere una persona ha innanzitutto

bisogno di poter accedere a cose, luoghi,

a processi, a eventi e a documenti.

Ha bisogno di vedere, di toccare,

di armeggiare, di cogliere tutto ciò che

un ambiente significativo contiene”

(Ivan Illich)

 

1.        Le TIC sono un potente mezzo per favorire la costruzione di conoscenze e la possibilità di utilizzarle applicando il metodo “scientifico” a tutte le discipline facendo attenzione a:

-          molteplicità dei punti di vista,

-          semplicità/ complessità

-          mutamento/continuità

-          costruzione/decostruzione.

 

2.        Fin dall’infanzia è possibile apprendere linguaggi di programmazione (ad esempio il Visual Basic)

3.        Il prodotto reale è la “conoscenza”, il prodotto materiale (programma, ipertesto) è un obiettivo secondario

4.        Esistono dei problemi nell’uso delle TIC?

 

Un esempio in positivo: le TIC possono aumentare la produttività di alunni a disagio o appartenenti a classi sociali svantaggiate (vedi progetto la “Bottega della comunicazione e della didattica” ITI Righi-VII-Napoli, Atti del Convegno Ted 2001 pag  436 www.ted-online.it http://www.inclasse.it/inclasse_articolo.php?ID=187

 

 

A10.1.5 TIC come amplificatore delle capacità espressive

Obiettivo: identificare come le TIC possano migliorare le capacità espressive degli studenti attraverso l’analisi di alcuni casi.

 

“la conoscenza non è la ricerca sistematica

di una verità sicura, ma è piuttosto una stria

o una narrazione infinita che non porterà

mai a conclusioni definitive”

(M. Ceruti)

 

Presentare la conoscenza in modo gerarchico e sequenziale lascia poco spazio alla ricerca individuale di fonti alternative.

 

La scuola attuale si rivolge solo ad alcune componenti dell’intelligenza.

Esercitazione n 7

ALCUNI SPUNTI PER LA DISCUSSIONE:

Gli alunni drop-out potrebbero essere stati scartati perché hanno diversi “stili di apprendimento”?

Le TIC possono aiutarci ad esercitare tutte le nostre intelligenze (otto secondo Gardner)?

Che rapporto c’è tra stili insegnamento e stili di apprendimento?

Esempi in cui gli studenti possono “amplificare le capacità espressive”:

-          Progettazione di ipertesti e di pagine Web

-          Realizzazione di giochi interattivi

-          Realizzazione di e-book

-          Raccolta di tutti i propri lavori in un portfolio


A10.2 Apprendimento individualizzato

 

A10.2.1 Sistemi adattivi

Obiettivo: definire i principi teorici dei sistemi adattativi e riconoscerne le tipiche applicazioni (sistemi CBT, ITS ecc.) in campo scolastico

 

I sistemi adattativi si riallacciano prevalentemente ad una visione comportamentista dell’apprendimento, basata sull'idea della conoscenza come un insieme di comportamenti da trasferire allo studente tramite un processo composto da una successione programmata di stimoli e risposte, tuttavia gli sviluppi più recenti dei sistemi che studiano l’intelligenza artificiale si avvicinano al cognitivismo

I sistemi adattativi comprendono:

 

-          tutoriali, esercitazioni

-          CBT(Computer Based Training), abbinati a mezzi interattivi e multimediali, come le conferenze via Internet e la posta elettronica possono rendere lo studente partecipe della costruzione del proprio sapere, portando ad una didattica flessibile , particolarmente adatta in ambito universitario o per l’autoformazione degli adulti e/o degli insegnanti. http://www.iqsnet.it/universita/tcf/didafles.htm

-           Sistemi tutoriali intelligenti (ITS) in grado di "capire" domande e di dare risposte pertinenti. Le domande e le risposte non dovrebbero essere definite a priori nè come forma nè come contenuto: definito è l'ambito disciplinare, i limiti entro i quali è lecito fare domande (e pretendere risposte pertinenti) è costituito dalla qualità e dalla quantità di conoscenza necessaria per definire il livello di "competenza" del sistema. Sono particolarmente adatti a processi di insegnamento e apprendimento uno-a-uno (sistema-studente).

 

Esercitazione n 8

 

 

A10.2.2 Sistemi reattivi

Obiettivo: definire i principi teorici   dei sistemi adattativi e riconoscerne le tipiche applicazioni (simulazioni, giochi, micromondi ecc.) in campo scolastico

 

“E’ in gioco con la multimedialità…

una diversa concezione del sapere

e quindi dell’apprendimento:

reticolarietà, connessionismo, fluidità non

sono le nuove parole d’ordine della didattica,

ma gli elementi concettuali aggreganti

della vita intellettuale e materiale della tarda modernità”

(R. Maragliano)

 

 

-          I sistemi reattivi sottintendono l'idea di compiti legati alla soluzione di problemi. in un ambiente che si modifica o "reagisce" in conseguenza delle azioni dello studente, secondo un modello inglobato nel sistema.

-           Hanno alla base una didattica costruttivista che concepisce lo studente come il costruttore del proprio sistema di conoscenze, tramite l'interazione con un dato ambiente (Piaget, D. Ausubel, Vygotskij)

 

I principali sono:

-          le simulazioni (ad esempio: Leonardo, museo Scientifico Interattivo Virtuale http://www.ba.infn.it/~zito/museo/leonardoen.html)

-          i giochi di simulazione (simlive, simcity www.simcity.com)

-          i micromondi per l'apprendimento

 

 Di recente sono stati sperimentati prodotti software denominati ILE (Interactive learning Systems); strumenti "intelligenti" che costituiscono un ambiente nel quale lo studente può liberamente sperimentare di propria iniziativa ed in tal modo costruire la propria conoscenza.

 

Esercitazione n 8

 

 

A10.2.3 Condizioni di uso a scuola

Obiettivo: individuare le condizioni necessarie e i problemi di uso in ambito scolastico dei sistemi per l’apprendimento individualizzato.

 

“Una difficoltà dell’adolescente è costituita

 dall’ulteriore trasferimento del pensiero,

 elaborato in concetti, a nuove situazioni concrete.

Questa transizione dall’astratto al concreto

è difficile quanto la precedente ascesa

dal concreto all’astratto”.

(L. S. Vigotskij)

 

Che fare a scuola?

Una difficoltà che gli insegnanti incontrano quotidianamente è quella di rivolgersi ad una collettività, valorizzando personalità, intelligenze, stili diversi.

La lezione frontale utile per iniziare un nuovo tema e per riassumere insieme quando già fatto si rivolge al gruppo classe ed al singolo:

per renderla più efficace possono essere utilizzati i così detti sistemi tutoriali intelligenti (ITS) particolarmente utili per l'apprendimento individualizzato

L’uso di software didattici disciplinari; ma anche la produzione di software sperimentale trasformerà la classe in una palestra di allenamento mirato a sviluppare le capacità cognitive e metacognitive dei singoli studenti

L’uso di mappe concettuali  Esercitazione N 9 permetterà ai singoli di arrivare ad un sapere significativo

 

Alcune proposte

-          Mappe per la ricerca in Internet  (metodo Sewcom)

-          Programmi (Visual basic)

-          Costruzione di materiale “ interattivo ” valorizzando le “diverse intelligenze”

 

Esercitazione n 10 e 10 bis (facoltativa)


A10.3 Apprendimento collaborativo

 

A10.3.1Definizione di apprendimento collaborativo

Obiettivo: definire l’apprendimento collaborativo e le rispettive basi teoriche.

 

“Apprendere è tra l’altro un processo interattivo

 in cui le persone imparano l’una dall’altra,

e non solo attraverso il narrare ed il mostrare;

 è nella natura delle culture umane formare

comunità in cui l’apprendimento è frutto di uno scambio reciproco”

 

 

Apprendimento:

 

individuale

Scalare una montagna

competitivo

Una corsa

cooperativo (un progetto comune)

Giochi di squadra

 

L'apprendimento cooperativo (Cooperative Learning, CL) coinvolge gli studenti nel lavoro di gruppo per raggiungere un fine comune attraverso . assicurando l’apprendimento di tutti i membri.

Il CL necessita dei seguenti elementi:

 

-          positiva interdipendenza;

-          responsabilità individuale;

-          interazione faccia a faccia;

-          uso appropriato delle abilità; stimolando le “diverse intelligenze”

-          valutazione del lavoro.svolto

 

Lo psicologo russo Lev Vygotskij (1934/82/90, 1978/80) ha scoperto che: sotto la guida di un adulto o in collaborazione con un compagno  l’alunno può andare oltre dove arriverebbe con le sue sole forze (zona di sviluppo prossimale. I contemporanei costruttivisti sociali hanno fondato l’elaborazione di “comunità di apprendenti” CL (Communitiy of Learners) (Brown, Campione, 1994, 1996; Brown, 1997), considerate come “molteplici zone di sviluppo prossimale”, nelle quali ciascun attore può diventare tutor per gli altri in un continuo e reciproco scambio.

L’insegnante non è più unico regista del processo di apprendimento, ma diventa attore e facilitatore Per lavorare in modo cooperativo è necessario essere flessibili, sapersi mettere in gioco. (Esercitazione n 11)

 

 


A10.3.2 Strategie di apprendimento collaborativi

Obiettivo: Organizzare percorsi di apprendimento collaborativo in classe

“… usare per imparare,

non imparare per usare”

(Jean Piaget)

 

Se si vogliono usare strategie collaborative è necessario più apprendimento e meno insegnamento, l’ attenzione si sposta dall’insegnante al gruppo classe.

 

Alcuni spunti per la discussione:

 

-          Cooperazione o collaborazione?

-          Organizzazione del gruppo di lavoro

-          Sperimentazione di diversi ruoli attraverso gruppi a mosaico  Jisaw

-          Responsabilizzazione nella propria formazione

-          Motivazione

-          Lavoro per obiettivi

-          Costruzione attiva della conoscenza

-          Forte interdisciplinarietà 

 

Una proposta

La classe può essere organizzata per gruppi di lavoro, all’interno dei quali ciascun membro ricoprirà dei ruoli assegnati a rotazione nel corso del procedere delle attività. In questo modo, si garantirà a tutti gli studenti la sperimentazione di diversi ruoli e compiti all’interno del gruppo. I gruppi possono essere a mosaico (Jisaw) i ragazzi non lavoreranno più in maniera individuale, ma come un team di progettazione, produzione e supporto di servizi formativi. Definiranno le procedure di lavoro, produrranno materiali e attività di aula, utilizzeranno la multimedialità della comunicazione, garantiranno i servizi di supporto alle attività. Tutte queste attività verranno gestite ed erogate in gruppo.

 

ESERCITAZIONE N 12

 

 

A10.3.3 Apprendimento collaborativo in rete

Obiettivo: organizzare  processi di apprendimento collaborativo con il supporto della rete.

 

“Forse allora sarà possibile lasciarsi alle spalle

la società dello spettacolo per inaugurare

 un’era post-realistica, nella quale le tecniche

 di comunicazione serviranno  a filtrare i flussi

 di conoscenze, a navigare nel sapere

 e a pensare insieme piuttosto che a

trasformare masse di informazioni”

(P. Levy)

 

Già oggi le reti telematiche rendono possibile creare ambienti virtuali di apprendimento collaborativo: numerose le attività di formazione on line per gli adulti e le possibilità di progetti per le scuole di ogni ordine e grado da realizzarsi insieme in rete.

 

ESERCITAZIONE N 13 prima parte

 

Una proposta interessante è quella di Carl Bereiter e Marlene Scardamalia  dell’Università di Toronto che partendo da una pedagogia della costruzione della conoscenza per cui la scuola può organizzarsi come una vera e propria comunità scientifica che “costruisce conoscenza” hanno elaborato la proposta  didattica CSCL (Collaborative Costruttive Tecnology

 

Un esempio in Europa

Mi Nutro, Dunque Sono

http://www.eat-online.net/

Progetto europeo avente come obiettivo quello di integrare e rafforzare le azioni nazionali nel rispetto della diversità e promuovere la progressione dei cittadini verso una società conoscitiva, implementando le nuove tecnologie della comunicazione nell’istruzione e nella formazione permanente. Tutto ciò attraverso la diffusione delle abitudini alimentari, dal nord Europa ai paesi del bacino del Mediterraneo.

In varie lingue: Italiano|Inglese|Francese|Tedesco

nel futuro sarà possibile la collaborazione tra computer?

 

 

A10.3.4 Condizioni di uso a scuola

Obiettivo: individuare le condizioni necessarie per realizzare processi di apprendimento collaborativo in rete che coinvolgano la classe

 

“la ricerca cooperativa avendo come

 esempio la comunità scientifica  fa dell

a riflessione problematica sulla conoscenza

e della condivisione delle risorse

intellettuali il principio ispiratore di ogni attività”

(Brown e Campione)

 

La classe  può diventare un  circolo di apprendimento?

Esempi:

 

-          Nella scuola elementare

Circolo didattico di San Mauro torinese http://www.arpnet.it/~smaurodd/~smaurodd

Nella scuola media

Testo collaborativo in classe Un'esperienza alla scuola media

di Beatrice Digani e Marina Fransoni 

http://www.viagonzagadue.it/

Nelle superiori ed oltre:

Apprendimento collaborativo La Chimica nella Scuola (1999)" di Liberato Cardellini  e Richard M. Felder  La versione integrale è reperibile al seguente url:

www2.ncsu.edu/unity/lockers/users/f/felder/public/Cooperative_Learning.html

 

Un indirizzo utile: http://www2.hawaii.edu/suremath/lessonPlans/lpMenu.html


A10.4 Didattica basata su progetti interdisciplinari

A10.4.1 Che cosa è un progetto interdisciplinare

Obiettivo: Riconoscere un progetto interdisciplinare attraverso l’analisi di casi

Nessun problema reale può essere affrontato da un unico punto di vista bisogna andare oltre la disciplina cioè usarla per affrontare problemi reali che cadono sotto i sensi dell'individuo

Occorre perciò un approccio interdisciplinare. per conseguire un apprendimento concreto, significativo e duraturo

La disciplina diventa banca dati a cui accedere per impossessarsi di nodi concettuali e abilità da spendere per risolvere problemi reali utilizzando le parti essenziali man mano che servono.

Esempi progetti interdisciplinari da cercare in rete

Esercitazione N 12 seconda parte

Esercitazione N 14

A10.4.2 Progettazione di un progetto

Obiettivo: Impostare un progetto interdisciplinare.

La realizzazione di un progetto non segue sempre un cammino lineare: insegnanti, studenti, eventuali collaboratori esterni alla scuola assumo impegni diversi da svolgersi in tempi diversi in vista del prodotto finale.

Le principali tappe potrebbero essere:

-          Analisi dei bisogni

-          Costituzione di un gruppo di progetto

-           Scelta del tema e preprogettazione:

-          Negoziazione e contratto

-          Messa a punto del progetto

-          Realizzazione del lavoro comune

-          Valutazione

( da “Didattica per progetti” a cura di F. Quartapelle, Franco Angeli)

Una tecnica utile per trovare nuove  idee: Dal brainstorming al brainwriting

Esercitazione N 15

A10.4.3 Realizzazione di un progetto

Obiettivo: realizzare un progetto interdisciplinare.

Un'intelligenza è la capacità di risolvere problemi,

o di creare prodotti, che sono apprezzati

all'interno di uno o più contesti culturali 

(Howard Gardner)

REALIZZIAMO UN PROGETTO INSIEME


A10.5 Progettazione e realizzazione di presentazioni basate su TIC

A10.5.1 Preparazione di una comunicazione didattica

Obiettivo: Progettare una comunicazione didattica

La comunicazione non è una trasmissione di significati, ma una negoziazione di interpretazioni compatibili

1.       Analisi dei bisogni: a chi è indirizzata la comunicazione?

2.       Contenuti: cosa trasmettere? Scaletta

3.       Con quali modalità? Uso testo immagini, suoni, animazioni

Attenzione a:

§        Inizio: la curva dell’attenzione cala dopo 10 minuti, gli studenti ricordano in media il 70% di quanto detto nei primi minuti ed il 20% di quello che viene alla fine di una lezione di un’ora

§        Interazione e flessibilità: la comunicazione non dovrebbe essere chiusa, ma servire a costruire progressivamente concetti insieme agli studenti (personalizzazione dell’ordine con cui presentare i testi, prodotti “aperti” con possibilità di modifiche e di ristrutturazioni in itinere)

§        Uso immagini: possiamo avere un testo illustrato da immagini o viceversa l’immagine che evoca il testo o un uso metaforico

§        L’interpretazione delle immagini è legata al contesto (esercitazione N 18)

A10.5.2 Strumenti di presentazioni basate su TIC

Obiettivo: utilizzare i principali strumenti per realizzare presentazioni.

I principali strumenti sono

Power Point (Microsoft)  e Freelance (Lotus)

Una mappa può servire a realizzare presentazioni non statiche, ma che si arricchiscono man mano attraverso  l’interazione con gli studenti

Si può  realizzare la mappa di:

una Unità didattica, un Modulo, un Percorso

Esercitazione N 19

Realizzazione della presentazione del lavoro dei gruppi (mappa)


Approfondimenti

La rete è un'immensa biblioteca: ci trovi Dante, Dossi e Gian Burrasca

Un consorzio anglo-americano sta creando una sterminata raccolta di libri, sul sito www.fathom.com, aperta a tutti e gratuita. Anche in Italia non mancano iniziative del genere, purtroppo non coordinate tra loro. Esistono siti specialistici.in cui insieme ai classici, compaiono autori minori e libri popolari. Altri ancora accolgono testi di scrittori esordienti e forum per lo scambio di giudizi.  http://www.fub.it/telema/TELEMA24/DeRien24.html

Discussione sui possibili rischi legati all’uso delle TIC

Lasciati soli davanti al computer gli adolescenti faticano a discriminare l’essenziale dal superfluo e  possono cadere in vere e proprie trappole cognitive, confondendo virtuale e reale e accumulando informazioni spesso fuorvianti. La complessità del sapere necessita  di solidi agganci (concetti strutturanti) a cui ancorare nuove informazioni  Il metodo delle mappe concettuali, basate sul funzionamento del nostro  cervello, può essere un utile strumento nella didattica quotidiana.

Il compito “nuovo”all’inizio  entusiasma agli inizi gli studenti. Per un uso ottimale delle TIC nella didattica  sono necessari un continuo monitoraggio e nuove forme di valutazione (formativa, in itinere) per mantenere alta la motivazione, ad esempio costruzione di un diario di bordo e di un portfolio in cui lo studente raccoglie la sua miglior produzione nel tempo con possibilità di autovalutarsi

Lezione frontale e oltre

La lezione frontale è ancora probabilmente il metodo più efficiente per l’alfabetizzazione primaria, per introdurre concetti base e per favorire la memorizzazione di singole unità disciplinari. Il grado di formalizzazione di questa metodologia dipende in modo determinante dalla disciplina oggetto; di conseguenza varia anche il ruolo del computer nella lezione frontale. Possiamo ipotizzare due diverse tipologie: la prima caratterizzata da prodotti software che potenziano i comuni strumenti già da tempo in uso (diapositive, filmati, brani sonori,...) e/o  permettono simulazioni e analisi tipo what-if (studio di scenari); la seconda è rappresentata dai sistemi usati sotto forma di software didattico tradizionale, da ipertesti multimediali su CD-ROM o da materiali reperibili in INTERNET. L'utilizzo di queste diverse tipologie non dipende dal livello scolastico, ma dallo stile di insegnamento e dalle preferenze degli studenti.  Per arricchire e completare la lezione, possono anche essere utilizzati anche  sistemi tutoriali intelligenti (ITS) in momenti collettivi di apprendimento (anche se questi sistemi sono più propriamente adatti in situazioni di apprendimento individualizzato).

Comunità di apprendimento

Una proposta è quella di A. Brown e J. Campione della Università di Barkely che propongono la costruzione di comunity of learner (COL); la classe partendo da problemi reali su cui neanche l’insegnante ha la risposta cerca di costruire soluzioni : ogni studente diventerà “esperto”

Gli studenti possono usare fonti diverse per reperire materiale, utilizzare risorse presenti sul territorio, avvalersi della consulenza di esperti, fare esperimenti, produrre in prima persona materiali usando diversi media. La collaborazione è tra studenti nella classe, tra studenti e insegnanti, con l’esterno, in particolare con altre comunità scolastiche, per mezzo del computer.

Scardamalie e Bereiter del Institute for Studies in Education dell’ Università di Toronto (OISE-Ontario Institute for Studies in Education) hanno sviluppato un apposito software CSILE  per la costruzione collaborativa di conoscenza tra diverse classi, basato su una banca dati, vuota all’inizio della ricerca, in cui gli studenti inseriscono via via note, schemi grafici, testi relativi alle ipotesi fatte, ai materiali trovati, allo scambio di idee intorno al problema a cui lavorano. La classe può essere divisa in tre gruppi. Uno lavora al computer, uno con l’insegnante, uno conduce ricerche con i vari media. I membri dei gruppi ruotano, in modo che tutti possano sperimentare le diverse attività

Jisaw

Per formare I gruppi  ed organizzare il lavoro in classe si può adottare un metodo “a incastro” descritto per la prima volta da Aronson nel 1978::jisaw indica appunto un tipo di puzzle da costruirsi unendo tanti pezzi.

Prima fase: gli studenti attraverso un brain storming scelgono il tema su cui lavoreranno. Il tema dovrebbero essere abbastanza ampio da essere affrontato in tutti i livelli, con apporti di diverse discipline (ad esempio la catena alimentare)

Seconda fase: l’argomento viene scomposto in sottoargomenti

Terza fase: si formano tanti gruppi di studenti quanti sono i sottoargomenti e ciascuno lavora su di un sottoargomento utilizzando materiali diversi tra cui le TIC

Quarta fase: si formano nuovi gruppi, in modo che in ciascuno ci sia uno studente”esperto” in quel sottoargomento: ciascuno “insegna” agli altri.

Insegnanti ed eventuali esperti non offrono informazioni preconfezionate, ma introducono l’argomento, ne sottolineano alcuni aspetti, evidenziano i punti in comune nei diversi sottoargomenti, aiutano gli studenti a ricostruire i pezzi del puzzle, individuando insieme le connessioni tra le varie unità. La possibilità di utilizzare computer collegati in reti locali e remote permette una più efficace collaborazione tra i gruppi: la collaborazione può allargarsi ad altre classi, e ad altre scuole. Strumento potente di collaborazione è l’uso della posta elettronica e, con appositi software, della conferenza in Internet  che permette una interazione a distanza simultanea.

Per saperne di più:

B. M. Ligorio, Community of learnrs , TD, tecnologie Didattiche,n 4, 1994

Dal brainstorming al brainwriting

Si tratta di una tecnica molto utile nella fase iniziale di un progetto: la generazione i idee. Ogni partecipante avrà un foglietto in cui è scritta la parola “stimolo”, diviso in tante parti quanti sono i partecipanti. Ognuno scrive la prima parola che gli viene in mente e passa il foglio al vicino di destra, contemporaneamente ne riceve uno da sinistra, sul quale aggiunge un’altra parola stimolo. Si raccolgono i foglietti e si evidenziano le parole più ricorrenti

Una mappa per non perdersi nella rete

Le mappe concettuali possono essere usate per navigare in modo “critico” e per costruirsi ambienti di lavoro in cui l’utente ha un ruolo attivo Una possibilità di diventare utenti “creativi” è  quella di produrre ipertesti. Gli studenti sono coinvolti in prima persona, mentre gli insegnanti hanno la possibilità di arricchire una "banca" di materiali 'flessibili', modificabili e adattabili con poca fatica a situazioni didattiche diverse, .a disposizione dei colleghi della stessa scuola e di altre eventualmente collegate in rete. Rispetto al libro tradizionale che consente una sola modalità di lettura legata alla successione delle pagine così come sono state scritte e rilegate, l’ipertesto offre molte possibilità sopratutto quella di abbinare immagini e suoni alle unità testuali che compaiono sullo schermo, la cui successione è determinata esclusivamente dalle scelte che il lettore compie di volta in volta, durante il suo percorso. Il lettore diviene in un certo qual senso autore egli stesso e può decidere l’organizzazione complessiva di ciò che sta leggendo. Tutti gli studenti possono essere autori e lettori: anche quelli abitualmente meno coinvolti e più a rischio di insuccesso scolastico.sono stimolati ad una maggior motivazione all’apprendimento ed una partecipazione alle attività della classe. Nella progettazione dell’ipertesto è utile partire dalla costruzione di mappe.

Le mappe possono essere usate anche nella didattica “tradizionale”all’inizio di ogni unità didattica o modulo per scoprire quanto gli studenti sanno già (le loro rappresentazioni mentali) mettendo in evidenza le loro idee. Importante è anche individuare gli ostacoli che si oppongono ad un apprendimento significativo attraverso discussioni in classe con domande stimolo (interviste didattiche) o questionari a risposta aperta. L’insegnante cercherà di superare gli ostacoli mettendo in crisi le conoscenze iniziali

Costruire mappe permette di scoprire significati nascosti in un insieme di proposizioni, di mettere a fuoco le idee chiave e di collegarle in rete. Possiamo partire da un brano scelto da noi e dagli alunni evidenziando, ad esempio sottolineando con colori diversi, parole che rappresentano concetti cioè indicano regolarità negli oggetti e negli eventi. Alcune saranno parole “oggetto”, ad esempio cellula, pianta, cane; altre parole “evento” come piovere, crescere. I concetti si possono unire tra loro con parole legame o connettivi ad esempio “ è, con”. I concetti vanno inseriti in ovali o quadrati chiusi: si partirà dal concetto chiave scrivendolo nella parte alta della mappa e a questo si collegheranno con linee etichettate da parole “legame; i concetti più ampli e più inclusivi sono collegati ad altri in una struttura “a rete”, i legami trasversali cioè tra parti della stessa mappa e tra mappe diverse sono indicati con frecce per maggior chiarezza. Il testo di J. D. Nova e D. B. Godwin “Imparando ad imparare” propone itinerari per insegnare a costruire mappe a studenti di diverse età.

Quando, dopo una prima fase di brainstorming e di discussione e confronto, si è può arrivare alla mappa di classe su un dato tema si può decidere di approfondire tutti o alcuni nodi costruendo altre mappe a gruppi, a coppie e di cercare approfondimenti per progettare ed eseguire esperimenti, realizzare testi, immagini, suoni. Il tutto sarà poi collegato con line interni ed , eventualmente, esterni. Scegliendo un tema comune (ad esempio “il fiume”) si possono collegare i lavori realizzati da diverse classi, da diverse scuole. Non sono necessarie conoscenze informatiche molto approfondite: si impara facendo (learning by doing).

Durante il lavoro sarà utile  confrontare  le mappe dei singoli alunni tra loro e con quella dell’insegnante per  arrivare a una mappa collettiva. Alla fine del percorso si confronteranno le mappe con quelle elaborate all’inizio: la lettura sarà utilissima all’insegnante per valutare il proprio lavoro e rendersi conto di quanto gli studenti hanno effettivamente appreso.

La mappa finale potrà servire per costruire insieme un ipertesto.

E’ importante un momento di visibilità del prodotto realizzato (anche in una fase intermedia) attraverso una pagina web o un Cd. Il prodotto non è mai finito: ci sono altri punti di vista, altre classi si possono aggiungere. Il lavoro all’interno della classe dovrebbe avere sempre come riferimento la mappa, da “appendere” alla pareti e da rivedere, se necessario. Per il lavoro in rete tra più classi è opportuno un “gruppo di progetto” con compiti di coordinamento e maggiori competenze tecniche.

Il metodo :basato sull’uso delle mappe permette di stimolare la creatività e la collaborazione superando i confini tra le classi e tra le discipline.

 

http://www.mappeconcetuali.com

http://www.mappeconcetuali.it Knowledge manager: in italiano permette di realizzare mappe concettuali, mentali, diagrammi e basi di conoscenza

http://cmap.coginst.uwf.edu/index.html

C-Map Tools, un programma - gratuito e riservato agli usi educativi e senza fini di lucro con cui possiamo sostituire il nostro browser con una navigazione diretta attraverso mappe concettuali gestita da C-Map Tools stesso. E’ un software multipiattaforma (Windows, Linux, Solaris. Macintosh), prodotto dall'università della West Florida, con il quale possiamo percorrere, produrre e anche collocare mappe su una serie di server particolari e “pubblici”, già ora ricchi di contenuti e visualizzabili anche in modo tradizionale, esempi già pronti sono in http://public-cmaps.coginst.uwf.edu/cmaps/.

http://www.webmap.com/, per esempio, potremo scaricare un plug-in che ci permetterà, sempre impiegando Internet Explorer, Netscape, Opera e così via, di visualizzare una quantità molto ampia di risorse di rete secondo una rappresentazione topologica il cui principio di aggregazione sono categorie concettuali.

http://www.museoscienza.org/museovr/cybergeography/ traduzione italiana di un atlante della rete originariamente sviluppato in http://http://www.cybergeography.org/, che si propone di fornire ai naviganti "mappe e rappresentazioni grafiche delle geografie dei nuovi territori elettronici di Internet, del World-Wide Web e di altri Cyberspazi : una sezione in particolare prende il nome di "Mappe concettuali del Cyberspazio".

http://www.webbrain.com/ motore di ricerca fondato sulle mappe concettuali.

Personal Brain (http://www.thebrain.com/), perché propone un modello di mappa peculiarmente flessibile, dinamico, a punto di vista variabile. Un esempio di questo particolare strumento di rappresentazione e di navigazione, più efficace di una descrizione verbale, è raggiungibile in http://www.pavonerisorse.to.it/pstd/brain3/default.htm.

Altri siti dai quali è possibile scaricare software free, shareware o trial per la produzione di mappe concettuali o contenenti documentazione utile:

Inspiration e Kidspiration, per bambini

http://www.inspiration.com/ -

Mind Manager

http://www.mindjet.it//

Mind Mapper e Mind Mapper jr., per bambini

http://mindmapper.com/

Promenade e Textis Plus

http://www.lynxlab.com/software/downloads_it.php

Axon Idea Processor

http://web.singnet.com.sg/~axon2000/index.htm

Visimap

http://www.coco.co.uk/ -

Thinkmap

http://www.thinkmap.com

Le mappe concettuali come strumento di rappresentazione e di invito alla navigazione per categorie

http://www.to2000.it/irrsae/ - URL disabilitato

Documentazione in italiano su alcuni programmi per la realizzazione di mappe concettuali.

http://www.noiosito.it/index.htm#dl

"Metamappa" di riflessione e  esemplificazione sugli aspetti teorici e sull'impiego pratico delle mappe concettuali

http://public-cmaps.coginst.uwf.edu/cmaps/Mappe-concettuali-nella-didattica/Metamappa2.html

Metodo Sewcom;

L’abilità di cercare informazioni in rete non è innata: gli anglosassoni hanno inventato un nuovo termine: information literacy, l’insieme delle capacità che permettono di sapere quando è necessaria un’informazione, dove e come cercarla, come valutarla ed utilizzarla efficacemente. La costruzione di mappe prima di iniziare una ricerca permette di chiarire cosa si sa già. e cosa si vuole veramente e riduce di molto i tempi, evitando “giri” inutili. Nel lavoro di gruppo la creazione di una mappa collettiva permette a ciascuno di condividere le proprie parole chiave e di recepire quelle degli altri. Quasi tutti i programmi per la creazione di mappe prevedono la possibilità di collegamenti a siti Internet: la mappa può essere usata per navigare.

Per saperne di più:

C. Petrucco, Costruire mappe per cercare in rete: il metodo Sewcom

E-book

La messa a punto di nuovo software consente oggi, a tutti, di creare strumenti per mezzo dei quali con pochi click è possibile passare da un file ad un altro, raggiungere la pagina che interessa, fare ricerche per voci, per nomi, per dati e così via. Un esempio è l’e- book: un prodotto dell’editoria elettronica, che  può essere letto sul PC, ma anche su portatili, palmari o altri dispositivi ad hoc, può essere acquisito dalla rete (gratuitamente o a pagamento) ed essere letto on line o off line.

Gli e-book permettono di sottolineare, aggiungere note, segnalibri e disegnare sui testi, senza “rovinarli”: si può sempre ritornare allo stato originario del testo, nascondendo o cancellando le modifiche apportate. Non è possibile modificare il testo dell'opera, ma aggiungere e personalizzare i file così come normalmente avviene sui libri cartacei. L'impaginazione dei contenuti sugli e-book odierni svolge la funzione di aumentarne la leggibilità non solo qualitativamente ma anche concettualmente. La veste grafica snellisce la lettura, appaga l'occhio e intanto permette un accesso rapido alle informazioni di approfondimento."

La diffusione degli e-book cambierà profondamente la didattica del futuro rendendo possibili interazione “on-off line” e risparmiando tanta carta….

No Paper project dell’Università di Urbino www.mytd.net/npp/npp.htm

E laboratorio di G. roncagli all’Università della Tuscia  www.unitus.it/confsem/ebook/

R. Cuccu ed altri, Insegnamento e nuove metodologie in Università e formazione degli insegnanti non si parte da zero, Forum Concurred

Enrico Gandini: Leggere nella scuola del futuro: e-book o carta?, da  Leggendo Leggendo, n. 1, Gennaio 2001,  pagg. 2-3.)

Micromondi

Programmi che permettono di lavorare in ambiente logo. Il LOGO è nato nell'ambito culturale degli studi sull'Intelligenza artificiale all'interno del MIT, da una sorta di "invenzione" di Samuel . Papert http://www.mamamedia.com/ che aveva dapprima costruito un automa cibernetico: la tartaruga da pavimento delle teorie costruzioniste dell'epistemologia genetica del Piaget. I micromondi sono ambienti Logo definiti da precisi confini operativi, in cui tuttavia l'obiettivo dell'attivita' veniva lasciato all'invenzione dei ragazzi. La felice integrazione tra linguaggio di programmazione "classico" ed elementi di multimedialita', la possibilita' di creare animazioni e giochi interattivi, andrebbe evitato un uso eccessivamente curricolare e programmato, tale da non consentire le libere esplorazioni dell'ambiente cognitivo da parte dei ragazzi. Con .Microworlds 2 e della corrispondente traduzione italiana Micromondi 2, si è risvegliato l'interesse della scuola per questo linguaggio che tanto punta agli aspetti cognitivi e costruttivi del pensiero.

Per saperne di più e scaricare materiali:

www.garamond.it

un esempio  www.ted-online.it “Micromondi e le città invisibili”-Atti 2001 pag 455

Nel futuro sarà possibile la collaborazione tra computer?

A Los Alamos nel National Laboratories nel New Mexico. http://www.lanl.gov/ 

un importante gruppo di ricerca opera sui Dks, i “sistemi di conoscenza distribuita”: studia e modellizza il comportamento di “agenti” – sia umani sia software – all’interno delle reti informative.

http://www.c3.lanl.gov/cic3/teams/knowledge 

Dopo l’avvento di Internet e delle intranet aziendali l’interazione tradizionale tra uomo e computer è cambiata, spostandosi dal livello individuale a quello collettivo. Oggi, non solo un operatore può interagire con il proprio calcolatore, ma i computer possono dialogare sia tra loro sia con gli uomini attraverso agenti software, ovvero programmi autonomi che funzionano da mediatori


Oltre la disciplina

MULTIDISCIPLINARIETA’

Un solo livello.

Obiettivi isolati

PLURIDISCIPLINARIETA’

Un livello

Obiettivi multipli collegati

INTERDISCIPLINARIETA’

Due livelli

Obiettivi multipli, coordinati a partire dall’alto

TRANSDISCIPLINARIETA’

Livelli multipli

struttura a RETE

Coordinamento verso una finalità comune

ESEMPI DI SCHEDE PER LA PRESENTAZIONE DI UN PROGETTO

 

   SCHEDA DI IDENTIFICAZIONE DEL PROGETTO

SCUOLA     

PROGETTO

 

RESPONSABILE

 

EQUIPE DI PROGETTO

 

DESTINATARI

OBIETTIVI

 

PRODOTTI

 

       R I S O R S E

 

Umane:

 

Materiali:

 

 

Finanziarie:

 

 

Tempi:

  

MODALITA' di monitoraggio, verifica e valutazione:

 

Data:……………………………….

PROGRAMMAZIONE IN DETTAGLIO

 

Progetto

 

Responsabile

 

FASI DI LAVORO

N

RISULTATI ATTESI/PRODOTTI

RESP.

mese

mese

mese

mese

 

 

 

 

 

 

 

Conclusione del lavoro prevista per………………..Fase attuata solo in parteFase di lavoro attuata

PROGRAMMAZIONE IN DETTAGLIO

Azioni di ogni singola fase

Progetto :

FASE N

AZIONE

MODALITA'

OPERATORE

    TEMPI;

Data

effettiva

Durata effettiva

Eventuali variazioni

Che cosa?

Come?

Chi?

Quando?

Per quanto tempo?

(rielaborazione del Materiale utilizzato al Liceo T.Taramelli_Pavia)

Dalla mappa al progetto

Le schede proposte per la presentazione dei progetti ai Collegi docenti hanno spesso una  veste “burocratica” che può frenare la creatività del gruppo di progetto.

Perché non utilizzare ancora una volta una mappa sia in fase di elaborazione del progetto, sia in fase di documentazione.

Si potrà così evidenziare subito il legame tra la verifica e quello che ci si proponeva all’inizio (gli obiettivi)

La mappa potrà essere personalizzata, arricchita di link (ad esempio ai prodotti)

Le mappe possono essere utilizzate anche per unità didattiche o percorsi

Un esempio di mappa (tutti i diversi nodi possono essere arricchiti con link a documenti, immagini, ecc)


BIBLIOGRAFIA

10.1 1Ruolo delle TIC nei processi di apprendimento

M. Calvo, F. Giotti, G. Roncaglia, M. A. Zela, Frontiere di rete, Laterza 2001

E. Pantanò. C. Petrucco, Internet per la didattica, Apogeo, 1998

Atti del convegno Ted 2001 1 2002 www.ted-online.it

T. Londrini, Didattica costruttivista e ipermedia, IRRE Lombardia, Franco Angeli, 2002

A.Calvani, R. Maragliano, Strumenti di didattica multimediale, Garamond, 1999

 R. Maragliano, Nuovo manuale di didattica multimediale. Laterza, 1999

Marshall Mcluhan, The Gutemerg Galaxy, University of Toronto Press 1962,Trad. Ed. Armano, Roma, 1981

Fascicolo CEDE n.14, Secondo fascicolo CEDE n.14, Secondo studio sulla tecnologia dell’informazione nella scuola

 D. Parisi: scuol@.it (come il computer cambierà il modo di studiare dei nostri figli), Mondadori, 2000

10.2 Apprendimento individualizzato

Calvani, M. Maragliano, Strumenti per una didattica multimediale, Garamond, 1999

H. Gardner, Educare al comprendere, Feltrinelli,2001

A. Oliverio, L’arte di imparare, Bur saggi, 2001

A: Oliverio, L’arte di pensare, Bur saggi, 2001

J Novak, L’apprendimento significativo, Erickson, 2001

J Novak D. B. Gowin, Imparando ad imparare, SEI

G. Cavallini, La formazione dei concetti scientifici, La Nuova Italia, 1995

H. Gardner, Educare al comprendere, Feltrinelli, 2001

Jonassen D.  Mayes T. Mcalesee R. (1997), A Manifesto for a Constructivist Approach to Technology in Higher Education, http://led.gcal.ac.uk/clti/papers/TMPaper11.html

Sito di Samuel Papert http://www.mamamedia.com/ per bambini , con più di 4,5 milioni di utenti registrati, possono imparare “giocando”

http://www.fub.it/telema/http://www.fub.it/telema/TELEMA24/Turkle24.htmlhttp://ltaonline.educ.uniroma3.it/http://www.fub.it/telema/TELEMA16/Antinu16.html

Interessantissimi spunti dalla rivista Telema (putroppo ha cessato la pubblicazione di nuovi numeri)

Giorgio Csadei, Rita Casadei - Università di Bologna Il ruolo dell'intelligenza artificiale nella didattica

http://www.cs.unibo.it/~casadei/IA-did02.htmù

C. Petrucco, Costruire mappe per cercare in rete: il metodo Sewcom, Td (tecnologie Didattiche), n.1, 2002

10.3 Apprendimento collaborativi

G. Petter, Lavorare insieme nella scuola, La Nuova Italia1998

S. Cacciamani, Psicologia per l’insegnamento, Carocci 2002

C. Pontecorvo, A. M. Ajello, C. Zucchermaglio, Discutendo s’impara, La Nuova Italia Scientifica, 1991

L.G. Bolcolan Parisi, F. Ferrario, Il lavoro di gruppo con gli adolescenti, La Nuova Italia Scientifica, 1990

M. Fasano, Concetti in rete, Zanichelli, 1999

www.kagancooplearn.com

M. B. Logorio, Community of learners, Td Tecnologie didattiche, n.4 1994

S, Manca, L. Sarti, Comunità virtuali per l’apprendimento e nuove tecnologie, Td (tecnologie Didattiche), n.1, 2002

10.4 Didattica basata su progetti interdisciplinari

IRRSAE Lombardia a cura di Franca Quartapelle, Didattica per progetti, F. Angeli,1999

Bordallo, J.P. Ginest, Didattica per progetti, La nNova Italia,1999

G. Bozzi e altri, Dal progetto al processo, Mursia 1998

10.5 Progettazione e realizzazione di presentazioni basate su TIC

D. Piegai, Tecniche di formazione, EPC libri, 2002


ESERCITAZIONI

10. 1 Ruolo delle TIC nei processi di apprendimento

N 1  (individuale in presenza mezz’ ora)

Ogni partecipante al corso si presenta e dice qual è il proprio lavoro (tipo di scuola, materia): questa fase si salta se i corsisti si conoscono già perché hanno frequentato insieme moduli precedenti o  sono della stessa scuola.Il conduttore raccoglie gli e-mail di tutti. I partecipanti dovrebbero già conoscere il funzionamento della posta elettronica ed impegnarsi ad usarla per  comunicare con il conduttore e con gli altri corsisti

Ciascuno scegli un tema e si impegna a ricercare materiale utile per la didattica, utilizzando i siti forniti dal docente  del corso (link siti) o ricercandoli altri.

N. 2 (da fare in presenza (coppie) 1 ora circa)

Per operare scelte non bastano i contenuti, bisogna saper contestualizzare informazioni e concetti, essere in grado di cooperare con gli altri e di costruire percorsi personalizzati: capacità indispensabili per non perdersi nel labirinto delle rete. E’ come essere in un grande supermercato: la quantità eccessiva di informazioni espone al rischio di “stress cognitivo” e di disorientamento. Inoltre l’accesso immediato. provoca ridondanza,. difficoltà a discriminare l’essenziale dal superfluo. Molti siti offrono servizi a pagamento e anche all’interno di siti “seri”. troviamo messaggi commerciali con informazioni a volte fuorvianti..

Il gruppo dei corsisti viene diviso a coppie; ogni coppia viene invitata a cercare la parola “dieta”o un altro termine “problematico” nei principali motori di ricerca, limitando la ricerca ai siti italiani,  ed elabora una tabella in cui mette in evidenza.

il modo di porgere le informazioni , ad esempio in alcuni siti viene enfatizzato il significato di dieta come“regime dimagrante”, se vengono forniti diete  a pagamento e quanto costano, se vengono richieste informazioni  accurate sullo stato di salute degli utenti, se vengono venduti prodotti dietetici. Si confrontano insieme i risultati e si discute sul rischio di un uso acritico delle informazioni relative alla salute.

N 3 (autoformazione 2 ore+mezz’ora in presenza)

Prima parte

Ognuno sceglie un tema “scottante” su cui ci si possono aspettare informazioni molto diverse, fa una ricerca ed elabora una tabella di confronto.. I  risultati vengono inviati al tutor che li riunisce e li invia a tutto il gruppo dei corsisti. Ognuno (per e- mail) commenta il lavoro degli altri: Tutti i commenti sono raccolti dal conduttore

Seconda parte

Nel secondo incontro “in presenza” si traggono insieme le conclusioni.

N 4  Autoformazione, 1 ora

Visita a un museo virtuale, dopo averne individuato l’indirizzo con un motore di ricerca. Quali possibilità di utilizzo didattico?

Visita al sito della Nasa, A spasso per l’universo in tempo reale.

Altri temi simili possono essere scelti in base al tipo di utenza (scuola, disciplina, interessi)

N4 bis (facoltativa  in presenza)

Si discutono insieme le caratteristiche spazio-temporali di tre diversi modelli culturali:

Oralità

Cultura scritta

La rete

Racconto

Testo

Ipertesto

N 5 Le immagini.  (in presenza durante l’incontro mezz’ora)

Far vedere l’immagine  di atomi di Carbonio o altre .

Chiedere cos’è? (Raccogliere risposte)

Dare informazioni sul sito da cui l’immagine proviene (http://www.di.unito.it/WWW/settCST/index.html )

Altra raccolta risposte

Confronto fra prime e dopo :

Dovrebbe emergere come il significato di un’immagine è legato al contesto. Discussione sull’ uso delle immagini da sole o accompagnate da testi; uso immagini e suoni, testi che si completano con immagini.

Immagine atomo di Carbonio

N  6 (in presenza durante l’incontro mezz’ora)

Si confrontano le caratteristiche della struttura di un messaggio in diversi media, ad esempio televisione, stampa, rete, discutendone analogie e differenze:

Approfondimento: quali prospettive ed utilizzi didattici?

TELEVISIONE

STAMPA

RETE

Comunicazione (sincrona, asincrona)

Presenza di (immagini, suoni, animazioni)

Tempo di fruizione del massaggio (obbligato/soggettivo, limitato/illimitato

Ricezione (attiva/passiva)

Possibilità approfondimento (scarsa, buona, ottima)

Visione (individuale/ collettiva)

Riutilizzo, conservabilità (facile/ difficile)

N 7 (autoapprendimento un’ora+ discussione in presenza mezz’ora)

Otto tipi di intelligenza

I corsisti completano individualmente la tabella che viene fornita prima di affrontare il nodo 1.5 e rispondono alle domande, in presenza si commentano le risposte

Le intelligenze evidenziate da Gardner erano all'inizio sette a cui si è poi aggiunta un'ottava, cercando in rete completare la tabella elencando le caratteristiche di ciascuna. In quale ti riconosci? Perché? Quale stimoli maggiormente negli studenti? Come?

linguistica

logico-matematica

musicale

spaziale

corporeo-cinestesica

intrapersonale

interpersonale

naturalistica -

N 8  (autoformazione un’ ora e in presenza mezz’ora)

I corsisti vengono invitati a cercare in Internet esempi di sistemi adattativi e reattivi per l’apprendimento

Il conduttore del corso utilizzando le coppie formate all’inizio del corso assegna ad un membro della coppia la ricerca di sistemi adattativi ed all’altro di reattivi. I risultati gli saranno comunicati per e-mail. Il conduttore sintetizza i risultati e li commenta insieme a tutti i corsisti nel successivo incontro in presenza dedicato alle “condizioni d’uso a scuola”

N 9  (autoformazione due-tre ore, in presenza breve presentazione del lavoro svolto e discussione 1 ora)

Costruire la mappa interattiva di un percorso didattico con link a materiali: testi e/o immagini,

altre risorse che possono essere riutilizzati in altri contesti: realizzazione

con Cmap o Knowledge manager o con altri strumenti

Un esempio:

Il conduttore distribuisce il materiale di approfondimento relativo alle mappe. Se tutti i corsisti sono “neofiti” è necessario un certo tempo (circa due ore) per illustrare il metodo e fare esempi. Quando tutti hanno le basi necessarie per costruire mappe, il conduttore assegna il “compito” (mappa di un percorso didattico che deve essere inviata al conduttore stesso), raccoglie (via posta elettronica) le mappe dei singoli corsisti in un unico file: Nella lezione frontale tutti potranno vedere e commentare i lavori propri e altrui per mezzo di  un computer collegato ad un proiettore e si discuterà sui risultati.

Esercitazione n 10 (autoformazione- da una a tre ore)

Costruzione di materiale interattivo valorizzando le “diverse intelligenze”

Si possono utilizzare i siti esplorati precedentemente o altri suggeriti dal conduttore del corso e provare a costruire materiali, si discute insieme come proporre questa attività agli studenti tenendo conto delle diverse età e dei diversi ambiti disciplinari

Ad esempio si possono proporre:

TEST interattivi costruiti dagli studenti con Hot Potatoes

, Half-Baked Software and the University of Victoria Humanities Computing and Media Centre, 1998-2001. www.halfbakedsoftware.com/hotpot/

GIOCHI : www.quia.com

www.terrificscience.org

www.discoveryschool.com

PROGRAMMI per la gestione di test e per costruire ipertesti: Winask  ed Amico www.garamond.it

N 10 bis Facoltativa (autoformazione un’ora)

Cercare in rete pagine web e/o ipertesti realizzati da studenti, cercando di valutarli criticamente

N 11 -  Che insegnante sei?  ti sai mettere “in gioco”? (in presenza mezz’ora)

Rispondere al questionario

sempre

qualche volta

raramente

mai

1) Incoraggi ed accetti la iniziative personali dei tuoi alunni?

Un esempio:

2)Ricerchi dati e fonti di prima mano ?

Un esempio:

3)Incoraggi gli alunni  a dialogare con te e con gli altri studenti?

4) Prima di iniziare un nuovo argomento cerchi di scoprire “cosa sanno già” gli studenti  su quella porzione di disciplina?

Un esempio:

4) Cerchi di far emergere la comprensione di un concetto da parte degli studenti prima di enunciare la “tua versione”?

Un esempio:

5) Incoraggi gli studenti a fare domande meditate e ad interrogarsi l’un l’altro?

Un esempio:

6) Ricorri a forme di didattica “collaborativi” (lavori in gruppo ecc)?

Un esempio:

7) Incoraggi la curiosità dello studente prendendo spunti dalla vita quotidiana?

Un esempio:

8) Se uno studente ti interrompe per chiedere un chiarimento  durante la spiegazione in una lezione frontale, lo lasci parlare e cerchi di chiarire i suoi dubbi?

Discussione sulle diverse risposte emerse

N 12 (in gruppo-in presenza)

Formazione di gruppi di corsisti

Il conduttore può scegliere il metodo che preferisce per organizzare i gruppi

Il compito è di esaminare criticamente la scheda, proporre eventuali modifiche

Ogni gruppo sceglie alcune caratteristiche (quattro o cinque)  che si ritengono utili per un uso “collaborativi” delle TIC.

Discussione e confronto finale

SCHEDA (da completare a cura dei gruppi)

Stile tradizionale o costruttivista

VALORI EDUCATIVI TRADIZIONALI

VALORI DEL COSTRUTTIVISMO

replicabilità

 collaborazione

affidabilità

autonomia personale

comunicazione

generatività

controllo

riflessività

coinvolgimento attivo

rilevanza personale

pluralismo

Esplorare  il sito da cui sono tratti queste caratteristiche.

http://www.formazione.unipd.it/~med00_05/Multidida/Didattica%20multimediale/Il%20costruttivismo%20sociale.htm

Visita anche il sito:

http://www.oppi.mi.it/equipe/IAD/didattica/costruttivismo.htm

Aggiungine altre caratteristiche

N 13 prima parte (autoformazione 1 ora)

Cercare  in INTERNET esempi di cooperazione tra scuole_ Possono essere molto utili gli Atti dei Convegni TED 2001 e 2002 scaricabili al sito www.ted-online.it

Per esempio negli atti relativi al 2001:

Un mondo VRMl per imparare a vivere meglio: progetto cooperativo in rete per l’educazione ambientale pag 510 , Progetto Cooperativo in rete “Sardegna chiama Friuli”pag 372  e Un’esperienza di didattica collaborativa: classi virtuali di scuole del consorzio Hermes pag 432

N 13 seconda  parte (in gruppo una o due ore)

Nei gruppi: scegliere tra le diverse esperienze esaminate dai singoli corsisti quelle in cui è più evidente il carattere interdisciplinare e valutarla criticamente.

I risultati dei  gruppi sono esposti e discussi collegialmente

N 14 (in gruppo 1 ora + 1 ora discussione)

Esplorare in gruppo il sito www.progettopo.net (o un altro sito ricco di progetti frutto di collaborazione).

Dopo essersi iscritti , esaminare i progetti di educazione ambientale presenti. Sceglierne uno per gruppo ed analizzarlo, valutandone alcuni caratteristiche:

I risultati saranno esposti dai vari gruppi e discussi collegialmente

N 15

In gruppo: simulazione delle fasi iniziali della elaborazione di un progetto (utilizzo schede)

ESEMPI DI SCHEDE PER LA PRESENTAZIONE DI UN PROGETTO

N 17 (in  presenza , collegiale ed in gruppo- due ore)

Un mini progetto da realizzare come prodotto finale del corso. Ad esempio un ipertesto usando Amico Web. Si utilizza il lavoro dell’es. 15 come partenza.

Importante arrivare ad una mappa condivisa da tutti (discussione in presenza)

L’uso di Amico permette di passare facilmente dall’ipertesto alla mappa e viceversa

I diversi gruppi cooperano tra loro (le fasi ed i tempi devono tener conto della durata effettiva del corso)

N 18 (in presenza mezz’ora e autoformazione una ora)

Si discute insieme la valenza delle immagini in una presentazione (associazione immagine-parole)

I corsisti si impegnano a realizzare una mini presentazione su un argomento a scelta, utilizzando almeno un’immagine per ogni slide. I lavori sono inviati al conduttore che li esamina, rimanda commenti, osservazioni, li valuta

Esercitazione N 19 (in presenza-tempo variabile da una a tre ore)

Mappa del progetto

In gruppo: preparazione di una presentazione per illustrare agli altri gruppi il proprio lavoro


Siti

Ruolo delle TIC nei processi di apprendimento

www.ie-online.it

www.gutemberg.net

www.ted-online.it

http://quicanavese.eponet.it/

http://www.altrascuola.it/index.php

Center for Research on Learning and Technology. Indiana University, Bloomington http://crlt.indiana.edu/publications/complete.pdf

http://www.indire.it (ex bdp)

http://sd2.itd.ge.cnr.it

Sito ESSEDIQUADRO  del ITD-CNR di Genova. Biblioteca del Software didattico

Apprendimento individualizzato

http://www.oppi.mi.it/equipe/IAD/pubblicazioni/articoli/artCarletti/Carletti03didinternet13.htm

http://www.oppi.mi.it/equipe/IAD/pubblicazioni/articoli/artCarletti/Carletti04didinternet14.htm

Giocando s'impara - Giochi on line prima e seconda puntata

http://www.iqsnet.it/universita/tcf/didafles.htm: sistemi adattativi Leonardo: museo Scientifico Interattivo Virtuale

http://www.froguts.com/ dissezione “virtuale” di una rana

http://eulero.ing.unibo.it/~barozzi/www_did.html

Siti WWW per la didattica della matematica

http://www.gardnerschool.org/una scuola ispirata ai principi di H. Gardner. Presenta schede sull'autore e sulla teoria delle "intelligenze multiple". 

http://pzweb.harvard.edu/Default.htm Gardnerun gruppo di ricerca sull'apprendimento creativo che fa riferimento alle teorie di  Goodman (che ne è stato il fondatore nel 1967), di Gardner (che lo ha diretto dal 1972), ecc. Il sito presenta una serie di schede sulle "intelligenze multiple", la teoria di Howard Gardner sulla pluralità delle intelligenze e il rischio, soprattutto nella scuola, di imporre un unico modello, penalizzando gli altri

http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/intervis/g/gardner.htm Intervista  a Gardner

http://lgxserver.uniba.it/lei/scuola/scuola.htm

numerosi spunti sui processi cognitivi e le teorie dell’apprendimento

Apprendimento collaborativi

http://www.educational.rai.it/corsiformazione/autonomia/home/index.asp?section=ilcorso&page=13

http://www.scform.unifi.it/lte/allegati/2/Costruttivimo%20e%20progettazi

http://www.formazione.unipd.it/~med00_05/Multidida/Didattica%20multimediale/Il%20costruttivismo%20sociale.htm (cooperazione, costruttivismo sociale)

http://www.oppi.mi.it/equipe/IAD/didattica/costruttivismo.htm

Didattica basata su progetti interdisciplinari

http://www.bdp.it/netdays2002/destinatari.htm

http://www.progettopo.net Progetto Po. Progetti di educazione ambientale

http://www.progettolingue.net

Esperienze clil progetti di apprendimento discipline diverse in lingue straniere a  confronto

Esempi di lavori realizzati da studenti in progetti interdisciplinari

www.comune.pv.it/spazioscuola/file/prima_pagina.htm : biotecnologie ed altri ipertesti realizzati dagli alunni del liceo T.Taramelli

 www.comune.pv.it/ambiente/Welcome.html, altri lavori degli studenti. Altri  sono disponibili su Cd (liceotaramelli@tin.it)

Progettazione e realizzazione di presentazioni basate su TIC

http://www.apple.com/it/education/LezioneD/unitadidattiche/INDEX.HTML

 

Materiale utile per le esercitazioni

Ma se può trovare molto in più (adatto in particolare per l’apprendimento delle scienze)

Informazioni generali

Ministero della Pubblica Istruzione

CEDE (Centro Europeo dell'Educazione

B.D.P. (Biblioteca di Documentazione Pedagogica - Firenze) nuovo sito a www.indire.it

Scuolaitalia (network aperto per la scuola)

Educazione & Scuola (quotidiano elettronico a cura di D. Cillo) Informazioni sui concorsi, sull'esame di Stato sulle circolari ministeriali ecc.

Tracciati

Rivista elettronica dedicata ai problemi della scuola.

-          Galileo giornale di scienza e problemi globali

-            Sky&Telescope la rivista indispensabile di astronomia, edizione italiana

-            Coelum mensile di astronomia

-            Le Scienze on-line controparte web della famosa rivista

-            Tempo Medico

-            Ricerca & Futuro la rivista ufficiale del Consiglio Nazionale delle Ricerche

-            Il Nuovo Cimento giornale di fisica

-            Scienza & Paranormale rivista del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale)

-            Heos - scienza

-            Jekill - Giornale del Master in comunicazione della scienza - Sissa - Trieste

-            Ad Quintum - Archeologia del Nord Ovest. Rivista on-line dell'Associazione Scientifica e Culturale, Sede e Biblioteca in Collegno, specializzata in archeologia, scavi, preistoria, arte classica, studi di storia locale piemontese, antropologia, folclore.

-            Filemazio - un sito web dedicato a fotografare la percezione scientifica nella cultura popolare attraverso rassegne stampa quotidiane dei principali organi di stampa italiani

-            Astroemagazine - una rivista per astrofili

-             SciCentral Gateway to the Best Science and Engineering Online Resources

-            Nature international weekly journal of science

-            ScienceDaily your link to the latest research news

-            Science's Next Wave resources for the next generation of scientists

-            Science Friday

-            Nova Online

-            New Scientist planet science

-            EXN science

-            Technology revue MIT's magazine of innovation

-            The Electronic Journal of Science Education Archive Page University of Nevada

-            ExoScience astronomia e astronautica

-            Spaceviews pubblicazione on line di ricerche saziali

-            Alephzero Revista de Divulgacion y Educacion Cientifica

-            Antilia Historia de la Biología. Facultad de Biología. Universidad Complutense de Madrid. (spagnolo-inglese)

-            La Recherche rivista scientifica in francese.

UNITA’ Didattiche

-           http://www.achindamo.net/unità_didattiche.htm bambini

Raccolte  materiali didattici in inglese:

http://www.thinkquest.org/library/IC_index.html

http://www.thegateway.org/



GLOSSARIO

Asincrono: differito, non avviene nello stesso tempo

Cognitivismo: teoria per cu l’ndividuo acquisisce e trasforma dati dall’ambiente traducendoli in concetti

Collaborazione: ognuno partecipa ad un compito/ progetto comune lavorando su ogni parte

Cooperazione: il compito viene suddiviso in sottocompiti, ognuno ne fa una sola parte

Costruttivismo: teoria che considera la conoscenza come costruita dall’individuo in continua interazione con l’ambiente e con la società (sociale)

Diario di bordo: strumento per registrare tutti i passaggi di un percorso didattico

DVD: Compact disc che può contenere quantità enormi di informazioni: da 4,7 a 17 gigabyte, ad esempio un film di due ore e mezzo con colonna sonora

Metacognizione: riflessione, consapevolezza di ciò che si sta imparando e dei propri processi di apprendimento

Olistico: il tutto non è la somma delle parti

Portfolio: contenitore fisico, concettuale ed emozionale in cui raccogliere il meglio di ogni fase del proprio lavoro

Sincrono contemporaneo, immediato, che avviene nello stesso tempo

Sviluppo prossimale: con questo termine Vygotskij intende la “distanza tra il livello attuale di sviluppo [naturale, biologicamente] determinato dal problem solving autonomo e il livello di sviluppo potenziale [apprendimento) raggiungibile sotto la guida [scaffolding] di un adulto o in collaborazione con i propri pari più capaci(

Scaffolding: “impalcatura di sostegno” : l’interazione con gli insegnanti, i compagni, le nuove tecnologie permettono all’alunno di arrivare “più in alto” rispetto al proprio grado di maturazione

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