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Cenni storici locali sulla festa dei cornuti

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...... in maniera spartana a cavallo tra gli anni 50 e 60 organizzate da Severino Piccaro (Presidente) Giulio Rossi e Giovanni Babbo, allora il corteo che presentava tutti i partecipanti con le giacche o indumenti rigirati (classico simbolo delle corna) girava l’11 di novembre allegramente, tra canti e balli ed una buona dose di leccornie e vino nostrano, per il paese facendo visita sotto le case dei "sospettati" alcuni dei quali, tra il serio ed il faceto, venivano letteralmente reclutati ed invitati a raccontare storie e barzellette, proprio sulle corna, o in pubblica piazza o all’ex Casa del Fascio (oggi adibita ad auditorium) tra il giubilo generale; fino a quando (anno 1962) uno di questi stanco dei ripetuti, annuali, sfottò imbracciò il fucile e sparò alcuni colpi di gioia… contro il corteo, fortunatamente senza conseguenze. Da allora questa festa si era interrotta e fu ripresa l’11 novembre del 1992 con una nuova prima edizione (la quindicesima per seguire la tradizione) quasi spontanea e con spirito scherzoso da un gruppo di amici Cotesta Edgardo, Flavio Ricci, Mauro Orsini, Domenico Volpe ed il banditore del paese Michele Terminiello; il corteo accompagnato dalla banda musicale del paese “Attilio Orsini” fece il giro della piazza e di alcune strade limitrofi deponendo una corona al primo Monumento mobile ai Cornuti (realizzato dalla Protezione Civile di Roccagorga), tra canti ed urla del banditore del paese Michele, ed ebbe un successo enorme, oltre ogni previsione. Negli anni a seguire, sulle ali dell’entusiasmo, fu deciso per comodità di calendario di organizzare la festa di san Martino il sabato più vicino all’11 novembre: si costituì un vero e proprio comitato organizzatore, presieduto sempre da Edgardo Cotesta, e vi aderirono  numerosi ragazzi e ragazze: Onorato Scacchetti, Stefano Cipriani (che curò la realizzazione dei primi costumi), il compianto Elvidio Ciotti nella veste di presentatore, Annunziata Borelli ed Emiliana Cicciotti (come costumiste), Antonio Corsi, Gilberto Bartoli, Daniela Rossi, Barbara Ciotti e Tamara Briganti, Danilo Piccaro, Luca Romanzi e Natasha Atrei, Giancarlo Orsini, Fabrizio e Giuseppe Borelli, Fabrizio Mattarocci, Mara Ciotti; qualche anno dopo, Renato Longobardi e Cesarina Maurizi oltre a Giancarlo Fois e Franco Vitelli che nelle varie edizioni seguenti hanno realizzato le maestose scenografie in legno con la collaborazione di Domenico Volpe, Pietro Passeretti e Francesco Cantarano; dall’edizione del 1995 ha aderito il cantante-presentatore Anelio Palombi, poi ancora Walter Battisti, Giancarlo Orsini, Giuseppe Orsini, Cinzia Basilico, Pietrina Rossi, Katia Vona, Americo Palombi, Renato Nardacci, Silvana Sorrentino. Fino a che la festa, svolta sempre più in chiave ironica, con tanto di soggetto articolato: nel corteo-sfilata, nella “Giostra del cornuto” o del dio Priapo che si conclude con la cerimonia di InCornamento dell’ultimo dei cornuti (scritto da Flavio Ricci), assunse con il suo aspetto carnascialesco carattere nazionale con il patrocinio dell’onorevole Vittorio Sgarbi. Seguirono numerose apparizioni al programma di Canale 5 “Sgarbi quotidiani” oltre che riprese delle varie reti della Rai dai Tg ai programmi di intrattenimento a servizi sulla carta stampata locale e nazionale. Nel 1998 si costituì l’Associazione “Cornagorga”, con l’obiettivo unico di perpetrare la tradizione diffondendola sempre più. Fu eletto presidente Onorato Scacchetti mentre l’eccentrico Edgardo Cotesta restò ad interpretare brillantemente i panni del Principe dei Cornuti. Nel 1999 ci fù l’abbandono per motivi personali di Cotesta ed  in quella edizione, la prima come “Festa di Martino”, cioè slegata dalla ricorrenza di San Martino ed intesa solo come “Festa dei Cornuti”; i panni dell’ologramma del Principe dei Cornuti furono interpretati da Pierino Palombi. Quell’anno, ricorreva la XXII^ edizione, fu fatto un passo coraggioso dal direttivo, fu deciso infatti di trasformare la Festa dei cornuti da edizione invernale a manifestazione estiva (VEDASI COMUNICATO - RAGIONE DELLA SAGRA DELLE CORNA).

"Insomma la cosiddetta festa delle corna o di "Martino" -sot­tolinea il presidente Scacchetti- ha un carattere prevalentemente umoristico e carnascialesco su un tema purtroppo scomodo a molti. Comunque non bisogna dimenticare che ci ha permesso di riscoprire tradizioni popolari, dall'artigianato alla culinaria come la  famosa zuppa "rappagacornuti" oltre ad oggettistica a tema, ecc... La manifestazione non ha scopo di lucro infatti il ricavato è sempre stato devoluto in beneficienza alla "Lega contro i Tumori" Sez. di Latina ed alla Protezione Civile di Roccagorga.

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