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Casanova - Don Giovanni

o il playboy moderno?

 

FRA QUESTI SEDUTTORI, IN QUALE TI IDENTIFICHI?

 Casanova nacque a Venezia il 2 aprile 1725, in maggio fu battezzato nella chiesa di San Samuele. Papà e mamma erano attori (anche se il vero padre dovette essere il patrizio Michele Grimani), mentre Giacomo Girolamo (questo il suo nome) studiò legge a Padova e fece pratica legale presso lo studio dell’avvocato Manzoni a Venezia. Come allora si usava, intraprese anche la carriera ecclesiastica: il 14 febbraio 1740 venne consacrato dal patriarca di Venezia e l’anno successivo ricevette anche gli ordini minori. Nel volgere di qualche anno però alla pia esistenza egli preferisce quella più brillante dell’avventuriero e dell’amatore. Lo troviamo in ogni angolo d’Europa, a Costantinopoli, a Corfù, per mare e per terra. Gira in lungo e in largo l’Italia, vive di letteratura (pubblica, traduce scrive anche la commedia La moluccheide  per la madre) e di espedienti.

 Una vincita al lotto gli consente qualche mese di vita agiata, è incarcerato ai Piombi, evade, è ricevuto dalla bella società di Parigi, spreme denaro a donne altolocate, fugge a causa di un duello. E scrive, tanto, di tutto: compresa una Istoria delle turbolenze della Polonia, una traduzione dell’Iliade, trattati di matematica, libelli di feroce polemica. Nel 1789 inizia la stesura delle memorie in francese. Non riuscirà né a pubblicarle, né a consegnare ad esse i suoi ultimi anni. Si spegnerà nel castello di Dux, in Boemia, dove faceva il bibliotecario, dopo aver ricevuto i conforti religiosi. Dirà riassumendo la sua vita: “Sono vissuto da filosofo, muoio da cristiano”.

Il numero delle donne amate è difficile da calcolare. Centinaia, senz’altro. Ma Casanova piaceva perché ogni volta si innamorava: per un giorno o anche per un’ora, ma si innamorava.

L’esatto contrario di Don Giovanni. Questo personaggio frutto di invenzione comincia a circolare sulla scene nel 1630 grazie al commediografo spagnolo Tirso De Molina. Avrà centinaia di opere a disposizione per farsi conoscere, sino a quella tardo settecentesca di Mozart, musicata sul libretto di Lorenzo Da Ponte (lui si che aveva le caratteristiche di Don Giovanni). Ma questo personaggio della fantasia non si innamora delle donne che ama: da esse ricava soltanto un piacere momentaneo, immediato. Il suo rapporto è vissuto senza mettere in gioco i sentimenti. La sua filosofia è più semplice di quella di Casanova: coglie e offre il piacere, poi se ne va. Si direbbe simile a molti conquistatori da spiaggia dei nostri giorni, ma Don Giovanni è più complesso perché ha il gusto e il senso del peccato. Senza quello, senza la dannazione che lo caratterizza, egli non esisterebbe. Come qualche letterato ha invitato a creare l’arte per l’arte, così lui chiede l’amore per l’amore.

Don Giovanni, come Casanova, erano possibili in una società disincantata, aperta, aristocratica. Oggi Bagnasco li fa incontrare di nuovo e si vede che insieme stanno benissimo. Nella pagina vivono a loro agio. Nella realtà, però, è difficile trasportarli concretamente, anche se un Casanova o un Don Giovanni esiste dentro ognuno di noi. Forse Casanova è stato ucciso dal mondo moderno. Ma anche Don Giovanni è impossibile da abbracciare. Non bisogna dimenticarlo: è un mito e si dissolve con grande facilità. Magari per riapparire in un’altra società, con sembianze diverse e dirvi che il suo amore è stato frutto soltanto della fantasia di qualche scrittore.

Il playboy moderno detesta vivamente e si sforza di combattere i puritani. Il programma dei moralisti consiste nel voler abbolire tutto ciò che a l'uomo può far piacere: l'amore, il bello, la fantasia, l'armonia e l'eleganza. In tutte queste sensazioni, che dovrebbero costituire per ogni uomo sano di mente, la vera ragione della vita, essi vedono sempre balenare il pericolo sessuale: è la loro idea fissa.

Il playboy è colui che ama conquistare, vale a dire sottomettere ai suoi desideri, successivamente, e qualche volta anche contemporaneamente, più di una donna. Nell'amore il playboy è audace. Osa!

Non deve mai porsi nella triste condizione di sentirsi dire molti anni dopo, da un'ex bella donna "se quel giorno tu mi avessi baciata, io mi sarei concessa...".

Come si comporta con le donne e come le corteggia?

  1. Non ha compagni. Agisce sempre da solo

  2. Non va mai in vacanza portando con sè una ragazza

  3. Per avere maggiori garanzie di successo, il playboy di 20-25 anni corteggia una donna di 30-40 anni, meglio se sposata. Mentre quello di 30-40 anni non corteggia che ragazze dai 18 anni in su

  4. Come arriva in una località turistica si pone immediatamente in evidenza. Crea cioè, il personaggio, naturalmente adattandolo al proprio fisico

  5. Per un playboy non esistono situazioni insormontabili

  6. Non è un volgare pappagallo. Non indugia con sguardi infuocati sulle prede, al contrario snobba abilmente la compagnia femminile. Si rende interessante e crea l'alone dell'uomo difficile da conquistare

  7. Sa fermare una ragazza in qualsiasi momento e luogo, usando sempre tecniche raffinate e non volgari

  8. All'inizio di ogni azione simula indifferenza assoluta. La donna italiana è diffidente se scopre di essere al centro di un'attenzione non cade

  9. Con la donna straniera usa soltanto accortezza. Esclusa la francese che simpatizza subito, l'americana va snobbata, con l'inglese il gioco è diverso bisogna impegnarsi. Con le scandinave e tedesche il playboy spende poche parole e colpisce in fretta

  10. Il Playboy gioca soltanto con donne belle, di classe ed importanti.

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