di FLAVIO RICCI
SAN MARTINO un santo di dimensione europea “festeggiato” l'11 novembre al quale sono legate in tutta Europa numerose usanze popolari. Usanze tipiche di "capodanno", di " carnevale " cioè di cambiamento di stagione o ancora pratiche divinatorie mentre in alcune parti d'Italia la data coincide addirittura con il rinnovo annuale dei contratti di fondi rustici (Friuli) o di pascoli di maiali (Abruzzo). Un santo come si nota a cui sono attribuibili usanze a 360° gradi alle quali però la tradizione popolare ne aggiunge erroneamente (?) un'altra, forse la più scomoda: "la Festa delle corna" o meglio dei cornuti.
In onore di san Martino e degli sventurati festeggiati a Roccagorga si è organizzata una grossa manifestazione. L' intero paese è sceso in piazza tra il serio ed il faceto per rendere omaggio a quel "Simbolo" che, anche se con diversi significati, ha accompagnato da sempre ed accompagna tutto oggi l'esistenza dell'uomo.
Nell'antica cultura dell'Oriente anteriore le corna rappresentavano il simbolo della commistione tra forza e potere, e perciò erano l'attributo di esseri mitologici e di divinità rappresentati con aspetto umano (il dio Ammone nella mitologia egizia), ed insegna di cui spesso si fregiavano re e guerrieri. Con lo stesso significato le ritroviamo nella Bibbia (Mosè è da sempre rappresentato con le corna appunto come attributo di potenza). A seguire anche l'iconografia mostra i diavoli dell'inferno con tale fardello.
Oggi le corna hanno assunto diversi significati: dal segno di spregio o di scongiuro a quello di disonore, simbolo dell'infedeltà coniugale; cioè per intenderci il classico becco della "migliore" tradizione italiana di latin-lover.
E' a questa tradizione che a Roccagorga è stata organizzata la festa riproponendo un canovaccio locale che risale agli anni ‘50, tragicamente interrotto nel 1962 quando il corteo, che allora si recava addirittura far visita ai "sospettati", fu accolto a fucilate.
Il Comitato organizzatore presieduto da Onorato Scacchetti che si avvale di un nutrito gruppo di collaboratori ha stilato un vero e proprio programma.
Ma veniamo alla prima festa dei cornuti.
Un lungo corteo con in testa il Principe dei cornuti di Roccagorga Edgardo Cotesta ed il banditore Michele Terminiello con tanto di trombetta a forma di corna, accompagnato dalla banda musicale "Monti Lepini" diretta dal maestro Vincenzo Vecciarelli, si è snodato nel primo pomeriggio per le vie del paese. Una enorme corona a forma di "U" e gigantesche corna di tori e bufali sono state portate in processione da adulti, bambini ed anziani di entrambi i sessi con giacche e cappotti rigorosamente rigirati scambiandosi, tra ironici sorrisi e pettegolezzi (soprattutto quelli dell'ultima ora!) sguardi, pacche e... auguri. L'insolita ma particolarissima sfilata accolta generalmente da applausi ma anche da celati timori dopo varie soste programmate con rinfreschi all'insegna di cornetti e spumante offerti dai vari bar ha fatto ritorno nella centrale piazza barocca VI Gennaio per la deposizione della corona. La deposizione proprio nella piazza VI Gennaio ha già un primo significato emblematico. Non essendoci, ancora un monumento ai cornuti, questa piazza cuore e salotto dell'intero paese è stata fatto oggetto di questo culto particolare perché è qui che, tra racconti e dicerie, le malelingue (e non solo quelle decantate da Ivan Graziani) assurgono a protagoniste nefaste.
E' in questa piazza letteralmente gremita di gente che il presidente Cotesta ha effettuato il suo primo discorso con il banditore che ripeteva il tutto a mo' di pappagallo. Il Presidente, per non fare discriminazioni, si è rivolto non solo ai cornuti ma alla cittadinanza intera tutti potenziali nuovi soci. Si perché - ha ricordato che il passaggio dall'una all'altra sponda è breve e indolore e poi ci si abitua in fretta. Quindi dopo aver dato lettura di una poesia dal titolo: "Alle belle signore" di Alceo Morelli dedicata alla ricorrenza (la riproponiamo per intero qui accanto) ha esposto alcuni punti basilari del programma:
1°) ha chiesto all'Amministrazione Comunale di Roccagorga a nome dell'Associazione di farsi carico della costruzione di un monumento ai cornuti indicendo subito un concorso di idee tra tutti i professionisti locali per la progettazione e la sua realizzazione a brevissimo termine rimandando ad accordi successivi la giusta ubicazione.
2°) ha istituito una sede (anche se provvisoria in attesa di una sede nuova) con tanto di recapito telefonico 0773 / 95…. presso la quale gli interessati di tutti i paesi della provincia e della fascia dei monti Lepini si possono rivolgere per la costituzione nei propri paesi di Associazioni dei cornuti; Associazioni che poi procederanno in Assemblea generale all'elezione degli organi di Gran Cornuti Provinciali;
3°) ha anticipato che sin dalla prossima edizione verranno distribuite le tessere dell'Associazione Cornuti di Roccagorga attraverso un tesseramento onorario accidentale ma coercitivo (a tal proposito verrà istituita una Commissione giudicatrice);
4°) si organizzeranno singole feste di Martino nei vari paesi;
5°) si darà luogo ad un'unica festa provinciale di fine settimana a Roccagorga, con allestimento di stands di prodotti sui generis (vedi i punti seguenti ) oltre ad un simposio di maghi, vegenti e cartomanti;
6°) si organizzerà una mostra itinerante a scopo didattico delle corna più strane, dalle più piccole alle più grandi, dei vari mammiferi anche nostrani tra cui la specie degli ungulati;
7 °) verrà indetto un concorso di scene dialettali, attinenti al tema, di ispirazione local-popolare, di cui la vincitrice oltre a ricevere un premio avrà l'onore di essere rappresentata;
8°) si cercare di indirizzare una parte dell'artigianato locale (in determinati periodi dell'anno) alla produzione di oggettistica specifica minuta e non (corni, portachiavi, portafortuna ecc...) da utilizzare prevalentemente a scopo scaramantico inteso in senso lato, oltre a tutta una serie di prodotti di culinaria dai più tradizionali a quelli di fantasia più sfrenata;
9°) ancora si procederà ad imbottigliare il tipico vino locale di forte gradazione in ampolle e bottiglie a forma di corna, vino rigorosamente D.O.C. secondo la Denominazione d'Origine Cornuta; oltre ad un cocktail di Martino utile per affogare i dispiaceri sentimentali.
La prima festa di Martino a Roccagorga si concludeva a sera con la tradizionale distribuzione della zuppa "rappagacornuti", il cui nome vale più di un intero programma.
- "Si racconta infatti che le adultere avendo impegnato tutto il tempo nelle faccende amatorie, trascurando di conseguenza gli obblighi di casalinga e cuoca, erano costrette a preparare come cena tale pietanza che non richiede cure particolari. Bastava infatti solo l'aver lasciato sin dalla mattina il pane a mollo in acqua e poi aggiungervi, all'approssimarsi del ritorno del coniuge, un miscuglio di erbe comuni e patate cotte. Il gioco, o come spesso si dice la zappa, era così fatta".
"Al di là dell'aspetto folklorico e provocatorio- ci ha dichiarato Cotesta- stiamo già programmando dei gemellaggi ad hoc con i comuni vicini per creare un minimo di iniziative folkloriche-turistiche che facciano uscire i paese dei Lepini da questo isolamento geografico e da questa cappa soffocante frutto, troppo spesso anche di disinteresse e di latitanze politiche. Un'iniziativa insomma scottante visto il tema-tabù ma proprio per questo da non farsi scappare perchè capace come poche di coinvolgere energie attive che diano una smossa al turismo ed anche all'artigianato locale". Un'idea, un programma insomma, è proprio il caso di dire, da prendere per le Corna ironicamente ma anche e soprattutto seriamente.