"HEINRICH KREMER: LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA

DELLA MEDICINA DEL CANCRO E DELL'AIDS"

Ho conosciuto il Dr. Kremer, ci dice Antonio Tagliati, a Barcellona nei corsi organizzati dal centro di informazione su AIDS, tumori e salute C.O.B.R.A. Spagna (Centro Oncologico Biologico di Ricerca Applicata), ora PLURAL-21.

Il centro COBRA è nato in Francia fondato dal Dottor Beljanski per sperimentare terapie di sostegno per la protezione delle cellule sane in pazienti sottoposti a chemioterapia, al fine di limitarne gli effetti collaterali.

A Barcellona si era costituito un gruppo di appoggio per pazienti che utilizzavano questi metodi, sia nel cancro che nell'AIDS. Si sono registrati casi di pazienti che utilizzando solo le terapie di sostegno senza la chemioterapia hanno sperimentato guarigioni "inspiegabili".

Mentre COBRA Francia si è limitata ad approfondire e sviluppare gli studi del Dottor Beljanski, COBRA Spagna ha allargato il campo delle sue ricerche, e ora ha cambiato nome in PLURAL-21.

Questo centro era partito come tutti, credendo alla presenza dell’HIV e alla versione dell’AIDS che ci è stata data da vent’anni a questa parte. Poi a poco a poco sono arrivati studi di premi Nobel, medici e ricercatori di alto livello che minavano alla base tutte queste convinzioni, compresa la stessa esistenza del retrovirus HIV e la contagiosità dell’AIDS. Essendo C.O.B.R.A. Spagna un piccolo centro, ma autofinanziato da duemila soci, potè permettersi di andare a fondo in queste ricerche al contrario delle associazioni contro l’AIDS che sono finanziate dagli stati e dalle multinazionali farmaceutiche e che quindi non possono “scoprire” cose fuori dai dettami dei loro finanziatori.                                        

Il Dr. Kremer è intervenuto al congresso di Ginevra del 1988 assieme alla Dr.ssa Papadopulos. Le loro proposte di intervento sono state accettate perché considerate rigorosamente scientifiche. Ma il loro intervento è stato programmato alle ore 22 del primo giorno, dopo l’inaugurazione e la cena. Presenze: 50 persone.

Pensiamo che il Dr. Kremer abbia svolto il lavoro sul cancro e AIDS più minuzioso ed esatto fra quelli esistenti e che sia importante che i medici e terapeuti veramente interessati alla salute delle persone ne vengano a conoscenza.   

Chi è il Dr. Heinrich Kremer

          

Nato nel 1937

1958-65         studia Medicina

1965               Dottorato in Medicina

1966-68         Medico ausiliario

1968               Dottorato in psichiatria e neurologia

1966-70         Studia Sociologia, Psicologia e Politologia nella Libera Università di Berlino

1968-79         Responsabile medico di terapia sociale per tossicomani e persone con trascorsi gravi per problematiche relative alla sessualità ed alla personalità nel carcere di Berlino-Tegel (progetto pilota del governo federale tedesco per la riforma del regime penitenziario).

1979-80         Professore, perito e capo di progetto di medicina sociale a Berlino e Bassa Sassonia

1981-88         Direttore medico della clinica specializzata per tossicomani della regione di Berlino, Brema, Amburgo, Schleiring-Holstein e Bassa Sassonia. Specialità principale: riabilitazione psicosomatica, ricerca clinica basica e profilassi di infezioni.

Nell’ottobre '82 effettua la prima prova clinica del vaccino dell’epatite B. Settembre la prima prova clinica in  Germania dei test di anticorpi del HIV

1988    si dimette per disaccordo sulla politica per le droghe e l’AIDS

dal 1988        Perito, professore e redattore indipendente in medicina sociale. Ricerche su droghe e AIDS e medicina dell’AIDS

1995-99         Membro del “gruppo di studio su immunità e nutrizione diretto dal Dr. Alfred Hassig.   


Elenchiamo qui di seguito le tappe principali della sua ricerca scientifica nel campo del cancro e dell'AIDS.


A PROPOSITO DEL CANCRO

Le ricerche scientifiche più recenti del Dr. Kremer indicano che i pazienti con neoplasie in corso presentano una carenza sistemica di cisteina e glutatione, frutto dell’eccessiva metabolizzazione di cisteina e glutatione e/o di un insufficiente assorbimento di cisteina e/o del disturbo della sintesi della cisteina dalla metionina a livello epatico, e/o del disturbo della sintesi del glutatione (di origine tossica/tossico-farmacologica a causa di un gran numero di sostanze).

L’organismo è affetto da una carenza eclatante di protoni liberamente convertibili. Nelle condizioni della nostra civiltà odierna, l’organismo deve smaltire più di 60 000 sostanze tossiche attraverso il sistema del glutatione. L’oncogenesi può essere il risultato di una carenza di glutatione, per cui la capacità di riserva della catena di respirazione dei mitocondri, finalizzata alla produzione di ATP, si abbassa in maniera strisciante e scende al di sotto di un determinato valore critico e l’ossigeno non è più essere disponibile per la produzione di energia (apparente carenza di ossigeno, pseudo-ipossia).

I frammenti arcaici di genoma nel DNA del nucleo cellulare fungono, in questo caso da memoria della carenza protonica, per cui dal punto di vista genetico e supergenetico viene attivata una reazione di controregolazione estremamente complessa. L’interazione reciproca con i mitocondri è bloccata e dopo la divisione, le cellule non sono più in grado di ripristinare lo status anteriore e rimangono imprigionate nel ciclo di divisione. Le cellule tumorali così trasformate però non sono nemmeno in grado di giungere all’apoptosi, poiché questa richiederebbe l’apertura dei canali mitocondriali, che a causa del processo di forte controregolazione della sintesi di NO rimangono chiuse.

Il processo di trasformazione delle cellule in cellule tumorali è ora spiegabile!

Il cancro è quindi il risultato della riattivazione prolungata del programma genetico e energetico arcaico; si tratta cioè di una regressione e non di una mutazione casuale di tipo “maligno”, ipotesi finora privilegiata. Dal punto di vista dell’evoluzione dei processi nella simbiosi cellulare, ora è per la prima volta possibile spiegare la trasformazione delle cellule tumorali e influire positivamente, poiché le leggi della co-evoluzione sono stati per la prima volta spiegati dal Dr. Kremer.

Il 60-70% della popolazione in Germania richiede ormai terapie di tipo biologico, senza chimica, bisturi o radiazioni. Nella prassi ciò ha condotto ad un approccio disordinato, caotico e razionalmente incontrollabile dei diversi interventi terapeutici che spesso culminano in azioni multiple più o meno sensate. Ciò dimostra che la maggior parte delle terapie non è basata su un approccio sensato, logico e coerente, proprio in virtù del fatto che si ignorano i meccanismi di azione, i dosaggi, le combinazioni possibili, le interazioni e gli effetti clinici. Questa situazione ha provocato forti incertezze nella maggior parte dei medici che si occupano solo a margine dell’oncologia biologica, ma anche dei pazienti che spesso ottengono consulti terapeutici diametralmente opposti.

Un approccio terapeutico logico e coerente presuppone la conoscenza della dinamica dell’oncogenesi. Queste conoscenze sono oggi disponibili, grazie alle ricerche scientifiche del Dr. Kremer. Finora dominava la convinzione che le cellule tumorali fossero il risultato di certe mutazioni casuali dei geni nel nucleo delle cellule con il risultato della divisione e replica incontrollata delle cellule stesse. Non era però possibile spiegare perché le cellule tumorali producono la propria energia prevalentemente senza consumare ossigeno e perché le cellule tumorali non vengono eliminate dalle cellule immunitarie.

Oggi sappiamo che questi processi trovano la loro spiegazione nell’evoluzione delle cellule dell’organismo umano; come in tutti gli organismi pluricellulari, anche le cellule umane presentano un doppio genoma e un doppio metodo per la produzione di energia. Per proteggere la parte più antica del genoma, sensibile all’ossigeno, durante il processo di divisione tutte le cellule attivano il meccanismo anaerobico di produzione energetica. Dal punto di vista bioenergetico, questo ritmo alternato è comandato da una miscela di gas monossido di azoto e perossido, processo soggetto ad una decisa regolazione contraria da parte del sistema del glutatione, contenente lo zolfo.

La maggior parte dei tumori è di origine ambientale!

Nelle cellule tumorali questa dinamica bioenergetica alternata è bloccata e, dopo la loro divisione, le cellule non sono più in grado di ripristinare il normale ciclo di respirazione aerobica. Ricerche recenti, effettuate su più di 40.000 coppie di gemelli, hanno confermato che la maggior parte dei tumori ha la propria origine a livello ambientale e che le mutazioni genetiche sono quindi di natura secondaria. Un ruolo decisivo in questa fase è attribuibile all’esaurimento documentato del sistema del glutatione, che nelle condizioni della nostra civiltà moderna è continuamente impegnato a smaltire più di 60.000 sostanze tossiche.

Il fatto che la carenza di glutatione blocca anche la sintesi del gas citotossico monossido di azoto nelle cellule immunitarie e non, ma anche nelle cellule tumorali e nelle metastasi, spiega perché le cellule tumorali sono immunoresistenti.

Su questi risultati di ricerca si innesta la terapia di ripristino biologica sviluppata dal Dr. Kremer. 


A PROPOSITO DELL'AIDS

Quando nel 1984 escono i primi test HIV e il suo ospedale deve sperimentarli, analizza il funzionamento del test e lo ritiene non specifico. Esprime i suoi dubbi al Ministero della Sanità ma non viene ascoltato e gli viene confermato l’obbligo di utilizzarlo. Accetta a patto che il test sia anonimo. Prepara quindi le provette numerate col sangue dei pazienti e aggiunge altre provette numerate col sangue suo e dei medici dell’ospedale. Mentre non tutti i pazienti risultarono positivi, sia lui che tutti i medici risultarono positivi. Tutti erano stati sottoposti al vaccino dell’epatite B come categoria a rischio dato che operavano in un ospedale per tossicodipendenti, e ciò era sufficiente a produrre abbastanza anticorpi da dare positivo al test. Si rifiuta quindi di applicare un test chiaramente falso ai suoi pazienti, tanto più che ciò rappresenta una condanna a morte con pesanti conseguenze sui livelli di stress e quindi sullo stato psicofisico. In più rifiuta di somministrare farmaci altamente tossici a persone che invece avevano bisogno di trattamenti per stimolare la rigenerazione cellulare, soprattutto per danni epatici.

                Si licenzia e fa una previsione: nelle carceri tedesche (l’unico posto in cui le persone vengono sistematicamente testate all’HIV all’entrata e all’uscita) non ci sarebbe stata nessuna sieroconversione, nonostante la presenza di ventimila tossicomani che scambiano siringhe e hanno rapporti sessuali non protetti.

Dopo 10 anni tale previsione venne confermata. Nonostante numerosi contagi di epatite e malattie veneree, non ci furono sieroconversioni per “l’HIV”, tutti coloro che erano negativi all’entrata del carcere lo erano all’uscita.

Ciò fu la conferma che gli anticorpi che dànno risultato positivo ai test HIV sono endogeni, indicano uno stato di metabolismo personale, non trasferibile perché si è formato nel tempo e che può essere o no patologico (La dottoressa Papadopulos del Real Perth Hospital elenca 78 situazioni che possono produrre un test HIV positivo fra cui per esempio avere avuto molti parti). Perciò, per capire se la persona è o no in uno stato patologico bisogna analizzare altri parametri per capire il reale stato del metabolismo. I fattori che possono provocare una destabilizzazione della salute sono cumulativi e possono essere di origine tossica, da infezione, traumatica, nutrizionale e psicologica. I danni provocati da una falsa diagnosi mortale sono stati enormemente sottovalutati: dieci o quindici anni di aumento di tensione, rifiuto e paura chiaramente influiscono sulla salute di una persona almeno quanto una epatite cronica o subcronica trascurata per anni.

                Stabilito cosa non è l’AIDS comincia la ricerca di cosa è. Nel '95 comincia la collaborazione col Dr. Hassig, immunologo svizzero, ex direttore della Croce Rossa svizzera per la raccolta e distribuzione di sangue, e fondatore del “Gruppo di studio su immunità e nutrizione”. L’articolo di Hassig, Kremer e altri “Patologia della immunosoppressione negli stati ipercatabolici” (vedi al sito http://digilander.iol.it/controinfoaids oppure il testo " 1980 - 1999: quella sporca storia dell'AIDS - Un virus mai isolato - Una epidemia inventata - Una strage causata da farmaci e pensieri di morte", Reprint N. 13, Ed Andromeda, Bologna 1999) pone la prima base importante: si analizza a livello cellulare la reazione di stress e si comparano le alterazioni metaboliche negli stati di shock traumatico, malnutrizione e AIDS trovando analogie importanti, pur senza riuscire a spiegare tutti i sintomi e le alterazioni dei parametri dell’AIDS.

                Ciò può avvenire solo dopo il '98, quando gli studi di Furchgott e Ignarro ricevono il premio Nobel: si tratta dell’analisi della funzione del gas ossido di azoto (NO) nel metabolismo. In particolare Kremer focalizza la sua attenzione sulla attività del NO nella modulazione dell’immunità cellulare. Contemporaneamente studi della Stanford University confermano che la popolazione di linfociti TCD4 è composta di due sottogruppi Th1 e Th2. Il gruppo Th1 produce NO per svolgere la funzione di immunità cellulare e in un secondo tempo il gruppo Th2 migra dal sangue verso i linfonodi e il midollo osseo per stimolare la produzione di anticorpi da parte dei linfociti B. La quantità di Th1 e Th2 sono inversamente proporzionali. In caso di stress cellulare cronico si ha una soppressione permanente del gruppo Th1 per meccanismi di controregolazione e questo determina il cosidetto “quadro AIDS”:

• scarsa immunità cellulare (patologie da virus, micobatteri, funghi e parassiti intracellulari)

• elevata attività di immunità umorale (esclusione esplicita di malattie batteriche, in adulti, dall’elenco ufficiale delle malattie caratteristiche dell’AIDS), e nello stesso tempo,

• produzione di anticorpi sufficientemente alta da far scattare positivo il “test HIV” ingannevolmente costruito da Gallo, cho non ha mai isolato il virus (le foto che mostra sono sempre di una parete cellulare con qualcosa che sgorga) e ha preso proteine endogene e le ha definite virali (ciò è spiegato nell’ottimo lavoro della Dr.ssa Papadopulos)

• Limitata presenza di linfociti T4 nel sangue che non è dovuta alla loro distruzione da parte del fantamatico “virus HIV” che nessuno ha visto (all’entrata del congresso di Ginevra nel '98 c’era un grande cartello con una taglia di £. 50milioni per chi avesse portato la dimostrazione che qualcuno aveva isolato il virus HIV, premio andato deserto) ma dal fatto che i Th2 non sono presenti nel sangue e quindi non sono misurabili.

                Il fatto importante è che tutti i “sintomi AIDS” si possono spiegare come uno squilibrio endogeno trattabile con medicine non tossiche e che, soprattutto, non rappresenta una “minaccia mortale incurabile” da trattare con medicinali tossici ritenendo che sia il male minore.

Diventa quindi chiaro che il trattamento deve orientarsi a un recupero di questo equilibrio Th1-Th2. Lo studio della Standford University lega questo equilibrio alla presenza di glutatione ridotto come protezione delle fasi della catena respiratoria dei mitocondri.

                I mezzi per riottenere questo equilibrio cellulare possono essere molti, una volta ottenuta la comprensione di base di ciò che sta succedendo a un sieropositivo.

Può essere semplicemente un falso positivo perché il suo metabolismo produce un numero di anticorpi maggiore della norma ma essere sano, o effettivamente si è in presenza di un certo tipo di squilibrio. Si tratta, perciò, attraverso una corretta anamnesi e una corretta interpretazione dei parametri di analisi, di individuare i fattori che hanno portato a questo squilibrio che possono essere di natura tossica, da infezione, traumatica, nutrizionale o psicologica.

Una visione corretta porta anche a comprendere il trattamento necessario per quella persona che può essere diverso ma equivalente a seconda della disciplina che il terapeuta pratica.

                I trattamenti che si stanno facendo negli ospedali a base di antivirali e inibitori di proteasi (questi ultimi creati per fermare la sepsi in caso di shock traumatico o grandi ustioni) funzionano solamente sopprimendo i sintomi. Le dosi sono state ridotte negli anni per limitare gli effetti tossici (secondo i dati del Ministero della Sanità italiano il primo calo di mortalità avviene semplicemente con la riduzione di AZT da 1500 mg a 500 mg al giorno, il secondo calo di mortalità con l’introduzione degli inibitori di proteasi). I pazienti, vedendo diminuire i sintomi, prendono sicurezza e diminuiscono lo stress psicologico ottenendo una stabilizzazione della salute, anche perché viene detto loro che ormai l’AIDS è stata trasformata in una malattia cronica con cui si può convivere, ma a caro prezzo: se i cocktails possono fermare uno stadio acuto a lungo andare risultano ugualmente tossici provocando la morte della persona. Secondo la LILA è un grande successo avere portato la sopravvivenza da 4 a 16 anni. Questo malinteso ha ingannato molti medici in prima linea negli ospedali che avevano cominciato ad avere dubbi sulla versione dell’AIDS di Gallo ma che vedevano finalmente calare la mortalità dei loro pazienti.

Per ottenere la guarigione bisogna reinstaurare l’equilibrio di base.

                In questi ultimi 2-3 anni il Dr. Kremer ha analizzato le scoperte fatte nei principali istituti di ricerca nel mondo e ha riunito informazioni isolate per ottenere questa comprensione. Ogni medico e terapeuta le potrà poi utilizzare e confrontare con la sua esperienza e tipo di approccio.

 

 Le scoperte che sono alla base della ricerca sulla simbiosi cellulare negli ultimi 15 anni confermano il paradigma della naturopatia.

La vita cellulare avviene sul confine tra la fase solida (macromolecolare) e la fase fluida (liquida e gassosa). L'ampiezza quantodinamica del campo dei biofotoni autoorganizzato di tutti i sistemi cellulari umani si modula attraverso l'equilibrio nel flusso tra differenze di fase, di alta fluidità e di bassa fluidità. Queste ultime determinano le condizioni di ossido-riduzione nella complessa rete delle simbiosi cellulari ecto-, endo-, e mesodermali e del mesenchima (tessuto fondamentale), la produzione di energia cellulare per fermentazione o per ossidazione governata dal potenziale redox, così come le espressioni genetiche per la biosintesi e per la divisione cellulare, che senza eccezione dipende dalla condizione redox.