GIULIO PAOLINI
Intervista con P. Tortonese, "Nuova società",
Torino, 1983
da: M. Bandini, B. Corà, S. Vertone, Giulio Paolini "tutto
qui", Ravenna 1985
D. Giulio Paolini è un pittore bianco e nero; un artista di quell'arte fredda, geometrica, necessaria, che si concede soltanto il narcisismo della simmetria e l'ornamento della citazione anastatica. Ad un artista così, che effetto fa la quantità di pittura, di colori impastati, di forme bizzarre che la più recente generazione sta riversando sulle tele?
Paolini. È vero che si è passati da una progressiva sottrazione di pittura, ad una esplosione di pittura. È vero che sulla tendenza alla spoliazione si è inserita una pittura più pittura che mai. Ma non è vero che questo sia il fatto più importante: quella che viene scambiata per la novità più clamorosa, non lo è. La presunta inversione di tendenza non è in realtà inconseguente ad un processo in atto già da tempo. La vera novità continua ad essere che si guarda l'opera non più in se stessa, ma nelle sue relazioni. C'è stata nella critica e nella percezione dell'arte una rivoluzione che ha costretto l'opera a non essere più un oggetto sottoposto a una valutazione specifica, ma a mostrarsi come un qualcosa che scuote il contesto in cui si colloca. Ciò vale a dire che in realtà oggi è l'artista sotto i riflettori: infatti si parla sempre meno delle opere e sempre più dell'arte. Il fatto che oggi ci sia più pittura non cambia questa situazione; l'opera continua a perdere autorità per divenire testimonianza d'un atteggiamento.
Quando è iniziato tutto questo? Chi è stato il primo?
Paolini. De Chirico: è stato lui che ha capito meglio
e prima di tutti gli altri l'inevitabile ritirata dell'opera di
fronte al perché dell'opera. A me sembra che lui
più d'ogni altro, e proprio mentre continua a produrre
opere, riesca a far declinare l'imperativo del significato nella
consapevolezza di una fine, di un tramonto, di una malinconia.
Lui prende davvero le distanze da tutta l'avanguardia che ancora
guardava con spirito positivo alla costruzione dell'immagine.