FELIX ZDENEK
Luciano Fabro o l'avvicinarsi all'arte
Catalogo della mostra personale, Folkwang Museum, Essen, 1981
da: J. De Sanna, Fabro, Ravenna 1983

Luciano Fabro è stato uno di quegli artisti italiani che nella prima metà degli anni '60 sostituì il vuoto delle tradizionali espressioni nell'arte figurativa e nella scultura con la ricchezza di analisi critico-poetiche dell'ambiente, della natura e della storia. [...] Per quanto il termine "Arte povera" potesse rappresentare in quell'epoca la situazione dell'arte giovane in Italia, esso comprendeva tuttavia solo un aspetto parziale dell'opera di Fabro. Nel suo caso il volgersi ai materiali "poveri", come il vetro, il piombo, diversi metalli, tessuti ecc., basava sul sostanziale interesse di analizzare in essi non solo l'aspetto materiale dell'attività artistica ma anche quello gnoseologico. [...]
In "Piedi", 1968-1971, si evidenzia l'interesse per il materiale e le sue qualità associative. Questi piedi irritanti, imponenti, con grandi fasce di stoffa, sono stati prodotti in vetro, bronzo e marmo in base ai progetti di Fabro ed eseguiti con grande cura. Non è facile sottrarsi all'effetto di questi piedi colossali, erculei, che ci rammentano gli estinti animali della preistoria. Il fasto dei tessuti, le qualità tattili del vetro e del marmo c'inducono a toccare, a tastare il materiale, come una scultura di Bernini.

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