GINO DE DOMINICIS
[Dichiarazione]
"Skema", novembre 1972
Premetto che anzichè "storia delle bellezza"
la chiamerei "storia delle persone vive e vicine che hanno
la possibilità di giudicare le persone morte e lontane".
Normalmente una persona è considerata bella solo se guarda
molto attentamente la persona che la deve giudicare. Una persona
fisicamente immortale può fare a meno di guardare attentamente.
La bellezza è utile solo a che corre perché fa sembrare
il viaggio più lungo. Se un bambino è triste significa
che ha dei genitori giovani e belli perchè hanno creduto
al giudizio di una persona vecchia che correva. La bellezza non
sembra pericolosa perchè è spazialmente e temporalmente
poco estesa. Sicuramente una persona bella morta è nelle
fotografie meno imprevedibile di una persona brutta viva. Quando
una persona dice: quella persona è bella, vuol dire che
ha bisogno dei suoi antenati. Vedere bella una persona significa
attribuirle delle complicazioni temporali. Un animale è
bello quando non fa l'animale. Una pianta è bella quando
ci copre la vista di un'altra pianta. Con poco tempo e molto spazio
a disposizione è preferibile viaggiare poco ma in compagnia
di una persona bella, che data la somiglianza ai propri genitori,
dà l'impressione di aver viaggiato molto. Quando una persona
balla è bella se è bella la musica, ma la musica
è bella anche se la persona che balla sta per morire. Una
persona vecchia è bella solo per una persona giovane. Una
persona ammalata è bella solo per la natura. Per vedere
bella una persona basta ricordarla immediatamente e vivere in
sua compagnia per sempre. Di solito noi ricordiamo più
bella una persona di profilo perché non poteva vederci.
Le persone belle possono consolare e distrarre dalla fondamentale
angoscia temporale solo i pazzi che le inventano. Bello e brutto
in realtà significano sarebbe bello e sarebbe brutto. La
natura di solito usa i più belli perchè le sono
più riconoscenti, quindi se esiste ancora la morte la colpa
è di belli. Questa sera quindi uscirò da solo.