GIOVANNI ANSELMO
[Dichiarazione]
G. Celant, Arte Povera, Milano 1969

Io, il mondo, le cose, la vita, siamo delle situazioni di energia ed il punto è proprio di non cristallizzare tali situazioni, bensì di mantenerle aperte e vive in funzione del nostro vivere,

Poichè ad ogni modo di pensare o di essere deve corrispondere un modo di agire, i miei lavori sono veramente la fisicizzazione della forza di un'azione, dell'energia di una situazione o di un evento, ecc., non l'esperienza di ciò a livello di annotazione o di segno o di natura morta soltanto.

È necessario, per esempio, che l'energia di una torsione viva con la sua vera forze, non vivrebbe certo con la sola sua forma.

Penso che per operare in questa direzione, poichè l'energia esiste sotto le più svariate apparenze e situazioni, vi sia la necessità della più assoluta libertà di scelta o di uso di materiali; acquista quindi un sapore di non senso parlare di stili, di forma o di antiforma e sarebbe comunque un discorso molto secondario ed alla superficie.

Per me è necessario lavorare in questo modo perchè non so di altri sistemi per essere nel vivo della realtà, che, nei miei lavori appunto, diventa una estensione del mio vivere, del mio pensare, del mio agire.

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