WILLIAM C. SEITZ
"The responsive eye"
Catalogo della mostra, New York, Moma, 1965.
da: "Il Verri", 21, 1966, trad. it. di A. Tagliaferri.

Liberate dall'associazione concettuale, dalle abitudini e dai riferimenti a precedenti esperienze, le reazioni percettive sembrano seguire leggi innate, per quanto sia limitata la nostra comprensione di tali leggi. L'occhio reagisce nel modo più immediato quando sono assenti fattori non essenziali quali la forma e il tono liberamente elaborati, i "gesti" del pennello e l'impasto. Tutti questi mezzi soffocano e deformano l'effetto puramente percettivo delle linee, delle aree e dei colori. [...]
La tendenza cui diedero inizio Morris Louis e Kenneth Noland è stata vista come uno sviluppo della meno espressionistica fra le scuole pittoriche di New York (quella di Still, Rothko, Reinhardt, Newman e Gottlieb) e forse è stata influenzata anche dagli ultimi dipinti e collages coloristici di Matisse. Fra i dipinti europei solo Costruzione Eurasia di Piero Dorazio sembra inserirsi in questa tendenza.
Queste ampie tele araldiche hanno in comune il fatto di dipender da una giustapposizione di colori originale e sorprendente, una riduzione del vocabolario formale alle unità e alle combinazioni più semplici, e quella "chiarezza e apertura" (nella definizione di Clement Greenberg) che minimizza l'importanza della cornice. [...] Gli elementi coloristici, le loro forme così diagrammate da non risultare mai inopportune, ottengono la massima libertà di operazione in ogni direzione. [...]
Molti dei giovani artisti europei presenti in questa mostra hanno esposto le loro opere con la Nouvelle Tendance, un'unione su piano internazionale di piccoli gruppi [...] . Quantunque i membri della Tendance non abbiano un programma in comune, condividono tutti il desiderio di liberarsi del mistero e del sacro isolamento che tipizzarono l'atmosfera dell'arte astratta lirica e tachista, e di dirigere i loro sforzi unicamente a "rendere possibile uno scontro con la situazione della percezione visiva". Non chiedono al visitatore di diventare un ammiratore in rapimento, bensì di partecipare in esperienze percettive comuni; tentano di utilizzare i più recenti metodi e materiali sperimentati dall'industria, i princìpi più recenti formulati dalla scienza e perfino quelli della produzione e distribuzione di massa; parlano degli elementi delle loro opere in termini di "informazione" e della loro disposizione compositiva in termini di "programmazione". Nel caso del Gruppo N italiano (recentemente sciolto) e dell' Equipo 57 spagnolo il principio della fabbricazione anonima è perseguito fino all'anonimato delle opere e quasi al socialismo. Tuttavia questi artisti non sono dei rivoluzionari : aspirano ad una piene collaborazione col mondo moderno e sono aperti quasi a qualsiasi applicazione della loro creatività.

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