MICHELANGELO PISTOLETTO
Catalogo della mostra personale, Galleria Sperone, Torino 1964
La parete esiste come principio e come fine di questa mia storia.
Sulle pareti si appendono sempre i quadri, ma è sulle stesse
pareti che si mettono anche gli specchi. Credo che la prima vera
esperienza figurativa dell' uomo sia il riconoscere la propria
immagine nello specchio, che è la finzione più aderente
alla realtà. Ma subito dopo il riflesso dello specchio
incomincerà a rimandare le stesse incognite, le stesse
domande e gli stessi problemi che ci pone la realtà; incognite
e questioni che l'uomo è spinto a riproporre sui quadri.
La mia prima questione sulla tela è stata la riproduzione
della mia immagine, appena accettata l' arte come una seconda
realtà. Il mio lavoro per un periodo è consistito
intuitivamente nel tentativo di avvicinare le mie due immagini,
quella proposta dallo specchio e quella proposta da me. La conclusione
è stata la sovrapposizione del quadro allo specchio: la
pittura si sovrappone e aderisce all'immagine della realtà.
L'oggetto figurativo che ne nasce mi dà la possibilità
di proseguire la mia indagine all'interno del quadro come all'interno
della vita, visto che le due cose sono figurativamente legate.
Infatti mi trovo nel quadro, oltre il muro bucato dallo specchio,
anche se non materialmente. Anzi, siccome fisicamente mi è
impossibile entrarci, per indagare nella struttura dell'arte devo
far uscire il quadro nella realtà, creando la finzione
di trovarmi oltre lo specchio. È facile in questi anni
equivocare sull'identità tra oggetto reale e oggetto-arte.
Una "cosa" non è arte: l'idea espressa della
stessa "cosa" può esserlo. Estetica e realtà
si possono identificare, ma ciascuna restando nella sua vita autonoma.
Non si possono sostituire l' una all' altra senza che una delle
due rinunci alla sua necessità di esistere.
È perciò che finisco questa presentazione del mio
lavoro rimanendo all'idea del muro. Perché all'idea del
muro può stare attaccata l' idea del quadro, a cui può
essere legata l' idea di un soggetto. In questo momento per me
la "cosa" e la struttura dell'espressione figurativa,
che ho accettato come realtà.
L'invadenza fisica del quadro nell'ambiente reale, portando con
sè le rappresentazioni dello specchio, mi permette di introdurmi
tra gli elementi scomposti della figurazione.